Le mutande di Ursula
(parte II)
Dopo quella volta che mia moglie Ursula aveva capito chiaramente che non
ero il solo che si masturbava nelle sue mutande, le cose si svolgevano quasi
alla luce del sole, nel senso che spesso anche se eravamo in famiglia a cena
o a pranzo e Gianni si trovava da noi non appena Ursula sentiva il desiderio
di avere un orgasmo andava nel gabinetto e dopo poco ne riusciva, ed era chiaro
a me e a Gianni che chiunque sarebbe andato al cesso in quel momento avrebbe
trovato le sue mutande sporche di fresco buttate nella cesta della roba da
lavare, cosa che puntualmente senza dare adito a sospetti Gianni faceva adducendo
a scusa il troppo mangiare e si chiudeva nel cesso rimanendoci a lungo e
in quei momenti vedevo il viso di Ursula accalorarsi di libidine e naturalmente
la colpa non era del vino bevuto.
Intanto anch'io come Ursula mi immaginavo Gianni seduto sul cesso a gambe
divaricate con il cazzo avvolto nelle mutande di Ursula a farsi una sega
e sborrare dentro. Io naturalmente ero così eccitato che il cazzo forzava
dentro i pantaloni e avrei avuto una voglia matta di portarmi Ursula di sopra
e chiavarla parlando di quello che succedeva in bagno, ma il più delle
volte purtroppo non eravamo soli e tutto finiva con delle seghe e ditalini
sparati a turno nel cesso.
La più fortunata era Ursula che andava a rimettersi le mutande stracolme
di sperma di Gianni e il suo godimento durava tutto il tempo finché
si sentiva la vagina allagata. Finché arrivò finalmente il giorno
che ci trovammo da soli con Gianni e quando Ursula, rossa come non mai in
faccia, disse che sarebbe andata al gabinetto, Gianni le sparò diretto
in faccia: "perché non te le togli quì le mutandine? Tanto
ormai lo sappiamo tutti e tre che cosa ti piace fare..." al che ci fu
un interminabile attimo di silenzio assoluto durante il quale io mi sentii
scoppiare il cazzo dalla voglia e Ursula rimase a bocca aperta con la gola
secca guardando prima Gianni vogliosamente e poi mi rivolse lo sguardo come
per sapere cosa fare, ma le bastò vedere come io mi stavo già
accarezzando il cazzo da sopra i pantaloni per farle perdere ogni ritegno,
e allora sollevandosi la gonna fino ai larghi fianchi cominciò a farsi
scivolare le mutande lungo le cosce.
Bastò questo movimento e l'odore pungente della sua figa in calore
che saliva dall'interno delle sue coscione a far si che sia io che Gianni
sfoderassimo i cazzi fuori dai pantaloni e (eravamo ancora seduti a tavola)
cominciammo a menarcelo in sua presenza.
Gianni le prese le mutande dalle mani e annusò lungamente tutto l'odore
di Ursula continuando a masturbarsi con una mano. Poi cominciò a leccare
l'interno delle mutandine assaporando tutti gli umori vaginali lasciati da
mia moglie. Io lo guardavo estasiato e non mi ero quasi accorto che intanto
Ursula aveva completamente perso ogni ritegno e appoggiando i talloni tra
la mia sedia e quella di Gianni aveva divaricato le sue grosse cosce mettendo
in piena mostra la sua pelosa figa da dove si poteva vedere chiaramente tutta
l'eccitazione che aveva addosso. Infatti ci accorgemmo che la parte bassa
dei peli vicino alle labbra della figa erano lucidi dagli umori fuoriusciti.
Vidi che Ursula non staccava gli occhi dal basso ventre di Gianni, guardando
in modo libidinoso il grosso bastone strofinato dalle mutande indossate poco
prima da lei. Si portò una mano tra le cosce spalancate e incominciò
un lento ditalino, prima con uno, poi con due tre e poi lasciando solo il
pollice fuori cominciò a sditalinarsi con tutta la mano dentro senza
nessuna vergogna, neanche dal fatto che la sua figa ormai completamente slabbrata
e bagnatissima emanava dei rumori osceni a ogni entrata della sua mano tra
le quali dita si erano formati dei filamenti di sborra che si allungavano
rimanendo attaccati tra i peli della figa e la sua mano. Gianni evitando
di sborrare prematuramente smise di masturbarsi e inginocchiandosi tra
le cosce di Ursula cominciò a leccarle la figa fradicia. Bastò
solo che infilasse la punta della lingua tra le labbra della figa di Ursula
che mia moglie con un sospiro rauco e osceno se ne venne nella bocca di Gianni
che cominciò ad apostrofarla in modo volgare dicendole: "troia.... siii.... sborra
porca.... sborrami in bocca..... che adesso ti chiavo bella vaccona....."
e così dicendo si alzò di quel tanto da appoggiare la
cappella del cazzo tra le labbra della figa di Ursula e con un solo colpo
affondò fino alla radice nella vagina di mia moglie che accolse quel
grosso bastone di carne con una scorreggia oscena mentre dai lati della figa
tra i peli cominciava a formarsi una schiuma di sperma.
Vidi il cazzone di Gianni muoversi velocemente avanti e indietro nella figa
di Ursula per una decina di volte soltanto. Poi con un colpo tremendo le
inondò il ventre col suo sperma troppo a lungo trattenuto. Vennero
entrambi e rimasero attaccati mentre io sborrai sui miei pantaloni osservando
il viso stravolto dalla libidine di Ursula. E così la prima volta di
Ursula con Gianni fu a tavola, ne seguirono naturalmente tante altre nel comodo
letto in camera, ma questa è un'altra storia......
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