Umiliato...
(parte IV)






Giusy interruppe la sculacciata e scaraventandomi per terra si alzò per offrire le bevande agli ospiti, successivamente aggiunse: “Dobbiamo preparare prima la bibita per il nostro frocietto e poi potremmo brindare.”
Vedi cara Farfallina, (il suo nuovo modo di chiamarmi), ho pensato che giacché ti piace tanto la  pipì sarai ben contento di berla, così adesso ti accontenterò.
Giusy prese il bicchiere vuoto si tolse la gonna, le mutandine e divaricandosi le gambe cominciò ad urinare nel bicchiere riempiendolo quasi fino all’orlo, poi me lo porse e servi le altre bevande agli ospiti, prese il suo bicchiere e propose un brindisi: “Brindiamo a quel cornuto di mio marito”, tutti cominciarono a sorseggiare e io ormai in preda all’eccitazione iniziai a bere tutta la pipì.
Lella rimase stupefatta e rivolgendosi a Giusy esclamo: “ Da come possiamo vedere a tuo marito la bibita e proprio piaciuta, penso veramente che gliela dovresti dare più spesso, a quando pare ha anche degli effetti afrodisiaci visto che gli si sta indurendo anche il pisellino!”
Era proprio vero, bere quella pipì davanti a miei amici mi aveva proprio eccitato e non vedevo l’ora di fare l’amore con mia moglie, ma questa venne verso di me diede un altro calcio in mezzo alle gambe ed aggiunse che se proprio mi piaceva cosi tanto, lei n’aveva ancora un po’ da darmene e così dicendo si divarico le gambe e mi ci mise la testa sotto facendomi aprire la bocca, e cominciando ad urinarci dentro.
Appena terminato di urinarmi in bocca, mi ordinò di pulirla e chiese a Lella e Roberto, che se dovevano fare pipì ne potevano approfittare poiché la sua bibita era finita ma gli sembrava poco per un brindisi così importante.
Lella dispiaciuta affermò che al momento non aveva bisogno di far pipì mentre Roberto n’aveva proprio bisogno anzi, si stava proprio alzando per andare in bagno.
Così dicendo si alzo sbottonandosi i pantaloni e tirando fuori l’uccello, dalle dimensioni veramente grosse, si avvicino alla mia bocca e cominciò a pisciarci dentro.
Giusy, dopo un attimo, intervenne dicendo che non sapevo neanche bere e stavo sporcando tutto il pavimento così era meglio che l’uccello lo infilassi in bocca ed era meglio per me se non n’avrei neanche sprecato una goccia di quella dolcissima acqua di rugiada.
Seguendo alla lettera i consigli di mia moglie presi tra le mie labbra l’uccello di Roberto e continuai a bere, dalla fonte, tutta la pipì.
Appena terminato Giusy intervenne dicendo: “ Vedi qual'è un vero uccello? Questo che hai tra le labbra! Non quello che ti ritrovi in mezzo alle gambe che non n’è neanche buono per pisciare. Di conseguenza ringrazia Roberto facendogli vedere come la mia farfallina sa fare anche godere con la bocca!”.
Senza discutere, cominciai a succhiare il cazzo di Roberto facendolo scorrere tra le mie mani dentro la bocca e avvolgendo la sua grossa cappella con la mia lingua.
Era la prima volta che succhiavo un uomo ma mi accorsi che la cosa non mi dispiaceva per niente anzi mi piaceva da morire.
Continuai a spompinare Roberto fin quando questi non sborrò dentro la mia bocca facendomi inghiottire il tutto.

Fine IV parte

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