«Appena rientrati in albergo vicino le nostre camere, i nostri amici ci salutarono dandoci la buonanotte, ma Giusy gli annunciò che aveva intenzione di sculacciarmi per il mio comportamento e, se loro volevano, erano invitati ad assistere alla sculacciata per aumentare la vergogna...»
Lella e Roberto accettarono volentieri e tutte e quattro entrammo nella
nostra stanza d’albergo.
Giusy, appena dentro, mi diede un ceffone dicendomi di mettermi in
ginocchio, nel frattempo fece accomodare i nostri amici, nelle poltroncine
della camera, chiedendogli cosa gradivano da bere; chiamò il servizio
in camera ordinando due Coke, un Whisky e un bicchiere vuoto.
A questo punto mi ordinò di denudarmi lasciandomi solamente
a dosso il perizoma, eseguii gli ordini e mi ritrovai in ginocchio davanti
alla mia donna, tutto nudo con addosso solo un perizoma che nascondeva
solo il pene.
Giusy mi chiese come mi sentissi e io risposi: “Molto umiliato”, mi
arrivò un calcio in mezzo alle gambe che mi fece lacrimare e gridare
dal dolore, ma lei aggiunse: “Sei solo una femminuccia a posto del pisello
da questo momento avrai solo la farfallina e dovrai sempre e ovunque comportarti
come tale, anche nelle toilette dovrai comportarti come tale quindi dovrai
entrare in quelle femminili, sederti, asciugarti e visto che, come mi ha
detto Lella, lasci la porta aperta lo farai sempre rischiando così,
anche di farti vedere”.
Io accettai ma lei aggiunse: “Non ti vergogni delle dimensioni del
tuo pisello anzi, pisellino? Tirati giù il perizoma e fai vedere!”.
Mi tirai giù il perizoma rimanendo in ginocchio con il pisello
a dondolo, a questo punto Lella intervenne dicendo: “Ma è veramente
piccolo! Non mi sarei mai immaginata che proprio tu potessi avere un pisellino
così ridicolo, n’avevo sentito parlare di ragazzi con problemi di
dimensioni ma il tuo è veramente più piccolo di quello di
un undicenne, non so proprio come ha fatto Giusy ha godere in questi anni!”.
Giusy rispose: “Infatti con lui non ho mai goduto veramente, ho solo
fatto finta, anzi, visto che questa mi sembra l’occasione adatta, devi
sapere che ho un amante da tre mesi e molto presto te lo farò conoscere,
in ogni modo adesso alzati e stenditi sulle mie ginocchia come un frocio
disubbidiente”.
Mi distesi, a pancia in giù, sulle sue ginocchia e dopo pochi
secondi arrivò il primo sculaccione, poi un altro, poi un altro
ancora e poi sempre di più, colpiva alternativamente la natica destra
poi la sinistra dicendomi che mi avrebbe fatto diventare il culetto come
un pomodoro.
Mentre mi stava sculacciando si sentì bussare alla porta e Giusy,
continuando a sculacciare, disse a Lella di aprire la porta.
Era il ragazzo del servizio in camera che rimase molto sorpreso, quasi
non cadeva con tutto il vassoio, nel trovarsi davanti quella situazione.
Giusy intervenne dicendo: “ Non farci caso, è solo quel frocio
di mio marito che merita le sculacciate, tu in ogni modo appoggia pure
il vassoio sul tavolino e per la mancia faremo un'altra volta giacché,
adesso, sono impegnata.
Il ragazzo sistemò il tutto sul tavolino e, salutando educatamente,
usci fuori.
Giusy interruppe la sculacciata e scaraventandomi per terra si alzò
per offrire le bevande agli ospiti, ma successivamente aggiunse: “ Dobbiamo
preparare prima la bibita per il nostro frocietto e poi potremmo brindare.”
Fine III parte.