Umiliato...
(parte II)



Dopo essersi esibita davanti a Lella ed a Roberto, ci siamo diretti al ristorante, ma in me aumentava la vergogna di indossare quel perizoma sapendo che loro n’erano informati.
Durante la cena, Giusy si scusò con Lella e Roberto per il suo atteggiamento e per quello che erano stati “costretti” ad assistere ma Lella la interruppe dicendo:
“Anzi, vi dobbiamo ringraziare per quello che è successo in questi ultimi giorni, primo perché così la nostra amicizia si è rafforzata avendo meno segreti da mantenere e accettando che nell’amicizia si condivida anche la sfera sessuale, senza nascondersi in ipocrisie o doversi celare dietro a false idee; secondo perché abbiamo parlato spesso tra noi di quello che è successo e ti devo confidare che siamo molto eccitati, e durante il nostro rapporto sessuale abbiamo parlato di voi.
L’unica cosa che ci spiace è se Giuseppe sia umiliato a dover condividere le sue fantasie con noi.”
A questo punto trovai il coraggio aggiungendo che effettivamente mi umiliavo a subire il tutto anche davanti la loro presenza ma, in realtà, era proprio quello che volevo senza dovermi nascondere fingendo di non avere fantasie sessuali e che adesso mi sentivo più libero e vedevo in loro veramente dei veri amici.
Continuammo così la cena parlando di tutto quello che ci piaceva e di come volevamo si realizzasse.
Mi alzai scusandomi perché dovevo andare in bagno ma Giusy intervenne dicendo: “Mi raccomando vai nei bagni delle donne perché adesso è questo che sei, una femminuccia, e fai la pipì da seduto proprio come una donna”, diedi conferma a Giusy di aver capito e andai in bagno, appena dentro trovai una forte eccitazione ad entrare nelle toilette femminili, entrai e mi chiusi dietro la porta accorgendomi che questa era sprovvista della chiave o d’altra chiusura, ma assalito ancor più dall’eccitazione mi tirai giù pantaloni e perizoma e mi sedetti per urinare.
In quel momento, mi sentivo invaso dall’eccitazione per quello che stavo facendo e per quello che mi stava accadendo negl’ultimi giorni, e mentre ero li seduto ad urinare mi accorsi della porta che si apriva non facendo neanche in tempo ad avvertire che era occupato vedendomi Lella davanti i miei occhi che scoppiò a ridere aggiungendo:
“Giusy mi ha chiesto di controllare come stava procedendo e devo affermare che non sei niente male seduto a mutande calate mentre fai pipì come una donna, e mi raccomando di pulirti dopo!”
Così davanti a lei finii di urinare, mi asciugai in modo molto grottesco e mi rivestii ritornando in sala con lei.
Appena seduti, Giusy chiese a Lella com’era andata e lei rispose che ero seduto proprio come una donna ma non avevo neanche avvertito, visto che la porta non era chiusa a chiave, che il bagno era occupato, quando lei ha aperto per entrare.
Giusy non mi chiese spiegazioni ma come se niente fosse finimmo la cena e dopo facemmo una passeggiata.
Appena rientrati in albergo vicino le nostre camere, i nostri amici ci salutarono dandoci la buonanotte, ma Giusy gli annunciò che aveva intenzione di sculacciarmi per il mio comportamento e, se loro volevamo, erano invitati ad assistere alla sculacciata per aumentare la vergogna...

Fine seconda Parte.

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