Prima parte.
Questa è una storia all'incontrario. Nasce cioè nel modo
che forse più spesso ho trovato alla fine di tanti altri racconti
letti su questo sito, dei quali invece alla fine descrive i contenuti iniziali.
E non è il massimo della goduria, almeno per me, almeno per il mio
presente. Mi chiamo Patrizio, ho 39 anni, sono sposato da otto con Manuela,
che ne ha 35. Abbiamo una bimba stupenda. La nostra è una vita come
tante altre, almeno penso; probabilmente facciamo parte della maggioranza
degli italiani: soldi il tanto giusto per arrivare alla fine del mese,
la macchina da pagare, sacrifici e sudore. Ma questo non ha alcuna attinenza
all'argomento che vorrei trattare. Viviamo a Cagliari. Città gradevole,
specialmente d'estate perché ha il mare dappertutto e fare i bagni
è la cosa più importante da maggio fino a settembre. Io e
mia moglie ci siamo conosciuti casualmente e devo dire che l'amore è
scoppiato immediato: forte, anzi di più, violento, al punto da travolgerci.
E' stata un'unione abbastanza contrastata all'inizio, perché sia
lei che io avevamo in corso altri rapporti, ma dal momento in cui ci siamo
incontrati, non c'è stato proprio più nulla da fare, per
la mia ex fidanzata e per il suo ex. Il richiamo dei sensi ci ha subito
storditi: facevamo sesso spesso sempre e volentieri: giovani e nel pieno
delle forze, ogni volta (giuro, è vero) andavamo a non meno di due
orgasmi per me e non meno di quattro o cinque per lei. Ho dimenticato (rimedio
subito) di dirvi che mia moglie era, allora, un gran pezzo di fica. Non
altissima, ma gambe, sedere e soprattutto tette da sballo; faceva la sua
ottima figura, per strada, figuratevi al mare. La fa ancora, nonostante
l'età non sia più quella di un tempo. A proposito di mare,
e così entriamo un po' nel vivo della discussione, a me è
sempre piaciuto esibirla. Che gusto farle togliere il reggiseno e vedere
come gli altri uomini se la mangiavano con gli occhi, magari di nascosto
alle rispettive mogli! Del resto, penso che anch'io avrei fatto come loro,
se avessi visto queste due tettone (3° misura abbondante) belle e sode,
dondolare sul suo sinuoso camminare. Frequentavamo una spiaggiola abbastanza
riservata, ad una trentina di chilometri dalla città, in direzione
est. Spiaggia non sabbiosa, ma comunque affascinante per il colore del
mare, nonché per l'appunto accennata tranquillità; naturalmente,
Manuela non era l'unica donna a mostrare il seno, il che diciamo così
l'aveva abbastanza messa a suo agio. La posizione strategica di questa
spiaggiola fa sì che la zona di accesso ad essa sia praticamente
una sola; sicché percorrendola verso il lato destro stando di fronte
al mare, si arrivava in una zona ancor più riservata, perché
distante dal punto di accesso e perché fatta più di scogli
che di zona semplicemente pietrosa (parlo di pietre piccole, rotonde).
Col passare del tempo, abbiamo allungato sempre più la nostra sistemazione
verso quel settore a destra. Ed un bel giorno, in condizioni di sufficiente
tranquillità, con pochissime persone intorno, abbiamo deciso di
far saltare anche l'unico pezzo di costume che avevamo addosso. Manuela
era veramente un gran pezzo di fica, da far girare la testa a chiunque.
Nonostante la scarsa frequentazione di quel pezzo di spiaggia, non era
raro vedere qualcuno che trovava la scusa più opportuna per passarci
davanti e dare più di uno sguardo a quel ciuffo di peli ed a quelle
perone esposte generosamente al sole. O, in alternativa, a quel gran bel
paio di chiappe che si portava (e che tuttora si porta) appresso. Come
detto prima, eravamo giovani e pieni di voglia. Non lesinavamo le toccate,
le masturbate magari camuffate sotto l'asciugamano; un giorno però
evidentemente questo a Manu non è più bastato. Eravamo nudi,
prendevamo il sole, a stretto contatto. Io pancia all'ingiù, lei
con la passera al vento; ebbene, stira e strofina, spingi e sposta, ha
fatto in modo quasi da incastrarsi sotto di me e quando le sono stato sopra,
ha guidato con la sua mano il mio uccello dentro la sua fica ed ha cominciato
a scopare. Anzi, a farsi scopare. Devo ammettere che effettivamente questo
andazzo un po' mi lasciava perplesso, l'idea di farmi denunciare per atti
osceni in luogo pubblico non mi attirava granché; era però
terribilmente eccitante, in quelle condizioni, perché se è
vero che non eravamo in mezzo alla folla, in effetti qualcuno in lontananza
avrebbe (e secondo me ha) potuto vederci. Perlomeno, dissi a Manuela che
sarebbe stato più opportuno spingerci ancora un po' più lontani,
lei fu d'accordo, così raccogliemmo i teli, le stuoie in canna,
la piccola borsa e ci spostammo. Fu abbastanza divertente alzarci così
com'eravamo, io poi con il mio inquilino ancora bello in tiro dovevo avere
un'espressione comica. Comunque, fatta una ventina di metri trovammo un
altro posto leggermente più riparato, stese le stuoie ed i teli,
Manuela si mise in ginocchio, alla pecorina, e mi chiese di chiavarla così.
Non persi tempo, mi avvicinai dietro di lei e le infilai subito il manico,
che scivolò dentro facilmente essendo avvolto dalle abbondanti secrezioni
della fica di Manu. Non durò tantissimo, perché lei dopo
pochi minuti accelerò il ritmo delle ansimate ed esplose in un orgasmo
dei suoi, prolungato e forte. Io venni subito dopo, sparandole nella fica
numerosi fiotti di sperma. Alla fine, lei mi disse "grazie". Di che? Boh,
forse di averla fatta godere, ma non era una novità. Ho l'impressione
che la situazione però aveva fatto effetto su di lei; qualcuno di
sicuro aveva visto, forse addirittura spostandosi in mare, per arrivare
di fronte al posto dove ci eravamo sistemati noi. A proposito, dopo aver
pescato uno di questi guardoni che faceva il polpo, cioè galleggiava
a pelo d'acqua di fronte a noi, in altre circostanze ho convinto Manuela
a girarsi spalle al mare ed a chinarsi come se stesse raccogliendo qualcosa,
in modo da mostrare culo e fica al voyeur.
Che spasso, immaginare la faccia di quello!
Seconda parte
Sono passati diversi anni. Io e Manuela ci siamo sposati, e nei primi
tempi abbiamo deciso di non fare figli per divertirci un po'. Sesso a volontà,
anche se a dire il vero lei cominciava a fare sempre meno le cose che faceva
un tempo; non era cioè più scatenata, lo prendeva in bocca
sempre meno, non si faceva venire più in bocca o in faccia, cosa
peraltro fatta raramente e sempre con seguente sputata dello sperma ("mi
fa schifo", diceva e dice tuttora...). Una sera siamo andati insieme al
ristorante, a cena, sul lungomare. Dovete sapere che fino a non molto tempo
prima, lei mi aveva sempre parlato di un suo carissimo amico che aveva
frequentato fino al nostro matrimonio. Una frequentazione non assidua,
anzi a dire il vero sporadica e fatta più che altro di contatti
telefonici; ma si trattava di un'amicizia antica, addirittura antecedente
alla nostra conoscenza. Da come me ne parlava lei, ("Una cosa eccezionale,
bellissima, vera amicizia di cui vado orgogliosa e gelosa"), in effetti
a me sembrava tutto un po' strano. Sospettavo che ci fosse stato qualcosa
di più, perciò appena il discorso capitava su questo argomento,
tentavo volta dopo volta di approfondirlo per scoprire qualcosa di più.
Non che la cosa mi interessasse dal punto di vista della gelosia; non lo
ero, non lo sono mai stato a dire il vero, tant'è che ho sempre
adorato esibire la mia ragazza di turno, quindi pure lei, anche dopo il
matrimonio. Comunque, tornando a quella cena, una domanda tira l'altra
ed alla fine lei ha ceduto ed ha ammesso che in un periodo in cui c'era
stata un'interruzione dei nostri rapporti, da fidanzati, lei l'aveva chiamato
a casa e si era fatta scopare. Mi incazzai e per diversi giorni mantenni
il muso, ma non per gelosia, ripeto. Proprio per la ragione opposta: ma
come, io sono tanto aperto, tanto "libertario" (o libertino?), così
democratico da metterti in piazza, ed aspetti anni ed anni per dirmi una
cosa simile? Ecco quel che mi aveva fatto incacchiare. Ma alla fine mi
passò; non solo, cominciò a prendermi la fregola di conoscere
tutti i particolari per godere di quella situazione, anche se a distanza
di tempo e purtroppo solo con l'immaginazione. Non potete immaginare la
fatica che ho fatto per cavarle di bocca come avevano cominciato, i baci
lingua a lingua, la frugata alle tette, la sega, il pompino, la leccata
alla fica ed infine la scopata, prima nella posizione canonica e quindi
alla pecorina. La sua reticenza è sempre stata altissima, tanto
è che per arrivare alla conclusione che lui le aveva goduto dentro
un bel po', ho dovuto prendere in esame indizi accessori; ovvero il fatto
che lei subito dopo la scopata era andata a farsi la doccia, insomma a
rimettersi in sesto. Addirittura, lei ha sempre sostenuto di non aver goduto,
ma io non ci credo; forse non sarà stato un orgasmo dei suoi (dice
che in quel momento aveva me in testa e per questo non ci è riuscita),
ma di sicuro non sarà rimasta all'asciutto. Dopo di che, ribadisce
di non aver mai più incontrato quell'amico, lo ha sentito solo poche
volte e per telefono. Ho i miei dubbi, ma tenuto conto della fortissima
reticenza che ha avuto, penso che non mi sarà mai possibile scoprire
di più. Se non altro, avevo ottenuto uno scopo, anzi una conferma:
l'idea di vederla sotto il manico di un altro uomo mi attirava fortissimamente.
Ma anche questa è un'altra storia...
Terza ed ultima parte
Gli anni continuano a passare, ed è bene che così
sia in fondo! Purtroppo, insieme al tempo, è volata via anche la
carica erotica, di propulsione, di innovazione, di curiosità per
tutto quel che si può fare a letto. Manuela è diventata sempre
meno porca; cioè, ha sempre scopato, ma l'atto sessuale per lei
è diventato sempre più un "fare l'amore" e sempre meno un
"fare sesso". Insomma, l'anticamera della noia. Più lei ha dimenticato
certe pulsioni, più a me sono aumentate; è come capita a
chi ha fame: il fatto di non mangiare non ti toglie l'appetito, semmai
lo accresce. I suoi rifiuti si sono moltiplicati: niente più tette
al vento al mare, niente più complicità, "no" secchi anche
quando c'è stato modo di organizzare piccoli pokerini tra amici
con in palio non soldi (detesto giocare quel che fatico a guadagnare) ma
gli indumenti indossati. Pompini col contagocce, il culo molto raramente,
niente godute in faccia e meno che mai in bocca. Insomma, una depressione
assoluta. Così, man mano che lei ha sempre più allontanato
la sua sfera sessuale (posto che la sua più recente versione si
possa definire tale e non invece un'esplicazione corporea di un rapporto
d'amore, come in effetti dimostra di intenderla lei) dalla mia, io ho tentato
di trovare soluzioni capaci di stuzzicarla, di riavvicinarla a quel mondo
che un tempo non era soltanto mio, ma anche suo. Per onestà di informazione,
devo ammettere che lei mi rimprovera l'esatto opposto, cioè di pensare
solo al sesso e poco o nulla all'amore. Io, magari vi sembrerò egoista
però è la verità, ho sempre pensato che non può
esistere migliore dimostrazione d'amore del coinvolgimento della propria
moglie in tutti i propri progetti erotici. In parole povere, uno che non
va a cercare soddisfazione fra le lenzuola di altre donne, ma cerca ed
è interessato solo al corpo di sua moglie, dovrebbe essere apprezzato
ancor più. Invece niente, solo accuse di pensare solo al sesso!
Roba da matti... Comunque, nel mio peregrinare alla ricerca di soluzioni
capaci di creare o di favorire le premesse per situazioni più spinte,
sono finito al cospetto del Videotel. E' necessario a questo punto aprire
una parentesi. A quei tempi ho avuto un problema fisico, un'infiammazione
nella zona pubalgica che mi ha reso per parecchi mesi sensibilissimo ai
rapporti sessuali. Che ovviamente ho dovuto smettere causa dolore; ma anche
se fisicamente fermo, la mia fantasia ha continuato a galoppare. Tornando
a Manuela, devo ammettere che poco alla volta, anche lei si è interessata
ed incuriosita al Videotel, nonostante nelle chat si trovassero solo o
(quasi) unicamente uomini in cerca di fica da sbattere. Lei instaurava
rapporti di amicizia mantenendo "di basso profilo" il tenore delle conversazioni.
Ma con qualcuno riuscì ad avere più intesa. Premetto che
io in tutto questo ero non solo consenziente, ma pronto a fare tutto per
favorire i contatti, telematici o telefonici; alla sola condizione di non
essere tenuto all'oscuro dei contenuti delle medesime chiacchierate, per
ovvie e libidinose ragioni. Così, dopo aver fatto amicizia telematica
con il tizio di cui sopra, una lunga telefonata per conoscersi meglio (lui
era sposato, un paio di figlie, una moglie che pareva quello che oggi è
Manuela per me, ovvero la negazione più assoluta del senso di erotismo
che io cerco). Alla seconda telefonata, fatta di notte al nostro telefono
cellulare con me vicinissimo per sentire tutto, i due hanno cominciato
a raccontarsi cosa si sarebbero fatti se fossero stati vicini: quello che
voleva scopare mia moglie, lei che (anche perché in preda ad una
certa astinenza dovuta al mio problema fisico) che diceva che se lui era
con lei lo avrebbe prosciugato per bene, insomma hanno finito col masturbarsi.
Con mio grande ed impagabile piacere. I contatti sono continuati, ma è
stata lei a farmi una piccola sorpresa una sera accettando di fare altrettanto
con un altro dei suoi amici telematici, sempre via telefono. Si è
masturbata di brutto e con gusto. Una terza volta lo ha fatto di nuovo
col primo amico. Poi stop, causa anche la Telecom, che ha aumentato a dismisura
i costi di connessione e perciò abbiamo dovuto mollare il Videotel.
Lei, più tardi, mi ha detto di avere sempre simulato gli orgasmi,
ma io non ci credo; la conosco abbastanza bene quando gode, per quanto
brave (e facilitate rispetto a noi maschi) possano essere le donne che
vogliono simulare... Dopo il Videotel, è arrivato Internet. Poco
per volta io ho trovato i posti ed i sistemi per andare persino oltre rispetto
a quello che sarebbe stato possibile fare con il Videotel, però
lei non mi ha più seguito. Il mezzo non l'ha interessata, forse
perché costringe subito ad una maggiore esposizione, (la voce o
addirittura l'immagine su certe chat tipo Netmeeting), forse per la complessità
di connessione, insomma questo mezzo non è mai entrato nella sua
testa. Raramente sono riuscito a portarla davanti alla piccola cam collegata
on line con altri uomini o coppie. Un paio di volte ha fatto vedere le
tette, una volta (solo perché tormentata dalla coppia collegata
con noi che faceva altrettanto) me lo ha preso in bocca. Poi più
nulla. Zero, la cosa non fa parte della sua mentalità. Ho l'impressione
di aver perso, credo non per colpa mia, un tram importante, che è
passato ai tempi della gioventù quando scopare in spiaggia non le
causava disagi. Ai nostri giorni di fare certe cose non vuole proprio saperne.
Fare sesso davanti ad altre persone? Non le interessa proprio, figuriamoci
fare lei sesso con altre persone: un'autentica bestialità per la
sua corrente mentalità. Certo, noi due siamo pur sempre persone
che la pensano diversamente su uno specifico argomento, quindi nessuno
può prevaricare l'altro imponendo le proprie scelte. Ma questa comunque
è, di fatto, una sua imposizione nei miei confronti, perché
non potendo fare quel che io vorrei giacché le fa schifo e/o non
le interessa, lei ha la soddisfazione cercata, ovvero vede riconosciuta
la sua volontà. A rimetterci sono sempre io. Niente più pompini
(se capita uno ogni paio di mesi, dopo aver avuto la certezza di succhiare
un uccello fresco di bidè e sempre e solo fino a poco prima di godere
perché altrimenti mi pianta un casino micidiale), talvolta me lo
fa sfregare fra le chiappe poi quando io punto il buchino lei fa in modo
di farselo infilare sempre nella fica. Manuela ha distrutto la mia fantasia,
ha inibito tutti i miei sogni. Sono del parere che non esista causa peggiore
di deterioramento del rapporto fra due persone che vivono assieme. Io continuo
ad amarla, come sempre ed anzi di più; forse, come dice lei, non
glielo dimostro abbastanza, però è pur vero che la amo. Lei
invece non muove mai un dito per darmi soddisfazione e se me ne da, è
una battaglia che costa tantissimo sangue per ottenere comunque poco, pochissimo.
Io mi conosco e so che nel momento in cui varcherò la soglia che
mi separa dal dispiacere alla definitiva presa di coscienza che la mia
sessualità è destinata a regredire, il nostro rapporto finirà
per essere semplicemente platonico. In quel momento, niente e nessuno potrà
più risvegliarlo. Ed allora, per soddisfarsi o comincerà
a lavorarsi di mano lei, oppure cercherà altri cazzi; ma sarà
tutto inutile perché la cosa non mi interesserà più.
Come potete vedere, questa storia in tre puntate è cominciata in
un modo felice e si conclude con un velo di tristezza, con tanta amarezza.
A tutti coloro che hanno la fortuna di avere una moglie complice, pronta
a soddisfare certe curiosità e certe proposte, dico di non sprecare
mai il tesoro che hanno a portata di mano. E li invidio.
Se qualcuno ha piacere di scrivermi alla mia casella postale elettronica,
mi farà piacere. Chiedo solo una cosa: non fatelo se pensate di
avere ricette miracolose. Non ce ne sono. Manu è irremovibile. Mi
basterà la vostra solidarietà.
Patrizio