La Trasferta
Parte VI





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Sono quì narrati gli avvenimenti che diedero una svolta 'progessista' al nostro comportamento di coppia, eravamo nella stessa situazione del ciclista che arrivato in cima alla vetta com enorme fatica si lancia a capofitto nella discesa acquistando sempre più velocità...
Fui svegliato dal rumore dell'idromassaggio, guardavo il soffitto e pensavo alla sera, l'eccitazione, la voglia di qualche cosa di trasgressivo aveva lasciato il posto ai dubbi: decisi di far finta di nulla, di far cadere il discorso, francamente non avevo il coraggio di prendere una decisione chiara. Mi alzai e con la mente piena di pensieri mi diressi in bagno per lavarmi, sembrava di entrare in una nuvola profumata all'olio da bagno tanta era l'umidità presente nella stanza.
Matilde era in piedi dentro alla vasca che armeggiava con il rasoio sulla patatina: 'Sono stufa, un giorno si e uno no devo passare il rasoio se no si vede la crescita; se non fosse che questa sera viene il tuo amico... questa è l'ultima volta che la rado, da domani li faccio ricrescere'.
'A proposito', proseguì rivolta a me,'io sarei dell'idea di andare fuori a pranzo sul lago, di fare quattro passi per vetrine e di dare appuntamento a Edo qui dai miei verso sera, dopo cena, per una bottiglia e quattro paste, tu cosa ne dici?'
Aveva posto fine a tutte le mie turbe, era quello che dentro di me volevo, che fosse stata lei a prendere una posizione cosi da poter scaricare la responsabilità dell'accaduto.
Il pranzo e la gita pomeridiana sul lago si svolsero nel migliore dei modi, cercai di assecondare ogni suo desiderio, dovevo evitare qualsiasi motivo di contrasto o di tensione, nessun riferimento da parte di entrambe all'incontro che ci aspettava.
Facemmo ritorno a casa intorno alle 19 e appena varcammo la soglia Matilde diede disposizione sul da farsi.
'Visto che abbiamo già mangiato a sufficienza a pranzo ho pensato che la cosa migliore sarebbe un piccolo buffet freddo, mi sono accordata con il pasticciere di .....no che ti aspetta all'ora di chiusura per consegnarti la torta sa lata e alcuni stuzzichini, lascia tutto di sotto,in taverna che ci penso io, non dimenticarti del vino, e non venire a cercarmi, sarò intententa a cambiarmi, accendi il caminetto,la stufa e vai a prendere il tuo amico....ciao' Un bacione sulla bocca e si diresse al piano superiore, mentre io inizai ad assolvere i compiti che mi aveva assegnato.

Non sapevo come vestirmi,ne a cosa sarei andata incontro, decisi di comportarmi come se fossimo noi due soli, senza Edo, e agii di conseguenza. Indossai una minigonna rosa a portafoglio che avevo acquistato due anni e cinque sei kili fa, era una semplice striscia di stoffa con un bottone che univa tra di loro i due capi, bottone che ultimamente avevo dovuto spostare per riuscire ad allacciarla solo che così facendo i due lembi non si sormontavano più come dovevano e col movimento si aprivano mostrando tutto quello che non dovevano.
Solitamente la usavo con sotto un paio di fuset scuri e per andare in discoteca o al piano bar non era un abbigliamento malvagio, quella sera invece, memore di quanto mi aveva suggerito tempo addietro Michele, la indossai con paio di autoreggenti scure e coprenti che arrivavano a coprire tutta la coscia fin quasi all'inguine, completai l'opera con un minuscolo pe rizoma di pizzo e con una camicia di tulle trasparente senza reggiseno con sopra un gilet aperto senza maniche.
Trucco marcato rossetto e scarpe con il tacco alto erano la ciliegina sulla torta. Feci appena in tempo a darmi una spruzzata di profumo che sentii il cancello che si apriva e il rumore dei pneumatici sulla ghiaia.

Dopo che le presentazioni ufficiali ebbero luogo ci accomodammo sui divani del la taverna, io e Michele sullo stesso, Edo da solo; di fronte a noi il camino scoppiettava emanando il caratteristico profumo di legno bruciato. Ero evidentemente imbarazzata, non sapevo ne cosa dire ne cosa fare, ma non l'unica anche Michele era nella mia stessa situazione, fu Edo che sbloccò la situazione di empasse e prese in mano il gioco. Il mio infallibile sesto senso femmilile mi diceva che era un 'vecchio marpione' e che sapeva fin troppo bene dove voleva arrivare. I complimenti rivolti alla mia persona si sprecavano, ma ci sapeva fare nel farli ...e come ti spogliava con lo sguardo ...mentre gli porgevo il piatto o il bicchiere sentivo i suoi occhi dentro la camicia, seguiva ogni mio movimento sperando che la gonna si aprisse più del dovuto...l'unico che non aveva afferrato come stavano le cose era mio marito occupato principalmente a bere a mangiare e ad attizzare il camino.
Non mi sbagliavo, bastò che Michele uscisse in giardino a prendere della leg na che manifestò senza mezze misure le sue intenzioni. Stavo raccogliendo i tovaglioli e i piatti usati per la torta quando mi prese per un braccio e mi attirò a se senza dire una parola Lui seduto sul divano io impiedi di fronte. Nel silenzio più assoluto infilò le mani sotto la gonna dove terminano le cosce e iniziano le chiappe, con dolcezza ma senza esitazione fece forza scostandole una dall'altra, mi ritrovai con le gambe oscenamente larghe e con le sue dita che non impiegarono molto a trovare un varco tra le mie labbra...gocciolavo umori così abbondante mente che Edo dopo avermi girata di fianco mi infilo con le tre dita centrali mentre con il pollice stuzzicava l'ano e con il mignolo il clitoride. Solo allora ruppe il silenzio.
'E' dalla prima volta che ti ho vista in foto che aspettavo quasto momento, sei unica, la tua accoglienza e i tuoi umori mi fanno impazzire, l'accordo con Michele è che io faccia solo il guardone, ma questo non basta neppure a te, dimmi se sbaglio?' Venni con il toccamento delle sue mani e quella fu la risposta. Michele stava ritornando con la legna; feci giusto in tempo a succhiargli il dito bagnato dal succo del mio piacere e a passargli in bocca, con un bacio, il suo gusto inconfondibile, in un baleno raccolsi dal pavimento il perizoma e mi pre cipitai sulle scale fuori dalla portata visiva di Michele; stetti per alcuni minuti al buio, seduta sugli scalini come per allentare la tensione quando udii Edo che sicuro della mia assenza si rivolgeva a mio marito senza mezzi termini.
'Ho accettato di venire fin qui a fare il guardone ma non di te che trasporti legna per il camino, vedi di dare una spinta nel verso giusto alla serata.' 'Fai tutto facile tu, ti giuro che non so da che parte cominciare' 'Dille le cose come stanno: il mio amico è stufo di vederti far la maiala in foto ti vuole vedere in azione dal vivo, vuole sentirti godere in diretta e non al telefono, non pensare che si accontenti di una gonna che fa intravedere la biancheria intima e di una camicetta trasparente con una coperta sopra.'
Non mi ero sbagliata nel 'pesarlo' ma non mi andava di passare per degli imbranati, se Michele non sapeva cosa fare ci avrei pensato io. Salii silenziosamente al piano superiore e mi diressi in bagno per risistemare il trucco, tolsi la 'coperta' e pensai osservandomi allo specchio che un seno nudo fa piacere ma con quel reggiseno nero che sostiene lasciando scoperti i capezzoli 'ispira' maggiormente ed era ciò che volevo; lo indossai mi rivestii con l'accortezza di non tralasciare il perizoma e scesi sotto ben determinata...... con in mano una vaschetta di ghiaccio. ( Non pensate a giochi sessuali strani)
Erano seduti entrambi sul divano in silenzio.. era arrivato il mio turno. 'Ragazzi, vi porto una coperta le pantofole e una tisana per completare l'opera, su un pò di brio, mettiamo una musica ballabile che voglio fare quattro salti e tu Michele datti da fare qui c'è il ghiaccio preparaci un cocktail-martini forza un pò di vita sembrate due pensionati' Cambiai cassetta con una più ballabile, abbassai le luci e con l'aiuto di un paio di coktail che allentarono i freni inibitori mi lasciai andare mettendomi a ballare davanti al camino......

Michele
Era arrivato il momento buono per capire quali fossero le intenzioni di Matilde, le note di un lento mi permisero di averla vicina e di indirizzarla nel verso giusto.
'Direi che hai fatto colpo sul nostro amico, ti spoglia con gli occhi, cosa ne dici di fargli vedere qualcosa ?' Le sussurai nell'orecchio mentre ballavamo stretti.
Non avendo risposta da parte sua decisi di farmi più audace iniziai con il toglierle il gilet, non fece una piega e continuò a ballare come se niente fosse; la camicia trasparente faceva vedere i due capezzoli tesi, passai a sbottonare quest'ultima, qua ndo notai Edo che mi faceva cenno con la mano di fermarmi e di avvicinarci a lui.
Capii che voleva parteciapare al gioco. 'Cosa ne dici se ti fosse Edo a toglierti la camicetta?' le sussurai nuovamente 'E se poi non si limita a fare il guardone e va oltre, tu, cosa ne dici? fu la sua risposta sussurrata al mio orecchio.
'Dico che nessuno ti obbliga, o ti limita, sei tu che decidi fin dove farlo arrivare' 'Va bene, andiamo a sederci sul divano, io invito Edo a fare un paio di lenti così tu puoi vedere la tua mogliettina che si da da fare, lo so che ti piace gurdarmi , ma stai tranquillo: se a te piace guardare a me piace farmi guardare e scommetto che il tuo amico non aspetta altro, comincia ad andare che arrivo.'
Mi avvicinai a Edo e gli chiesi se avesse voglia di ballare con Matilde, lui accettò e mentre si alzava gli strizzai l'occhio dicendo: 'Mi raccomando....'
'Vuoi insegnare al gatto ad arrampicarsi ? A proposito...carta bianca ? ' rispose restituendomi la strizzata d'occhio.'.....

Matilde
Il ballo è sempre stato per me una grande passione, ma questa divenne ben presto una danza erotica.
Le mani di Edo scivolavano sul mio corpo come quelle di un pianista sulla tasiera e il tutto sotto lo sguardo di interessato di mio marito che lo consigliava sul da farsi come se ce ne fosse bisogno.
Alla faccia dell' impacciato di poco prima che non sapeva come comportarsi. Ero un oggetto di piacere una troia che sottostava ai loro desideri, quello che mi stupiva era la sensazione che io provavo: Michele mi offriva al suo amico come se nulla fosse, quasi con entusiasmo, e la cosa non solo non mi dava fastidio...ma mi eccitava in modo particolare.
Ci muovevamo entrambi seguendo la musica, Edo si fece più vicino e continuando a ballare cominciò ad accarezzarmi; pima le spalle, poi scese con le mani fin sui fianchi, mi fece ruotare di 180 gradi così da dargli la schiena ed salì lentamente fino al seno palpadolo lungamente e senza ritegno il tutto sotto lo sguardo di Michele che osservava divertito.
Mi slacciò ad uno ad uno i bottoni della camicetta, la sfilò dalla gonna e la aprì completamente sul davanti mostrando i seni appena sorretti dal reggiseno e pratica mente nudi, anche l'ultimo velo di stoffa era caduto e sentivo le sue mani calde che mi massaggiavano le tette stringendo i capezzoli tra il pollice e l'indice.
Una mano scese a slacciare il bottone della gonna che scivolò a terra.
Sentivo il suo sesso spingere attraverso i pantaloni sul mio sedere, e assecondavo i suoi movimenti con quelli della 'danza', le sue mani scesero sulla passerina ma non oltrepassarono il perizoma, si limitarono a un massaggio fugace. Ero pervasa da un piacere strano, particolare, mai provato.
Inizio un lento e ballammo, io praticamente svestita senza gonna con il sedere nudo tra le braccia di un altro uomo con il beneplacito di mio marito.
'Sei stupenda ho sempre desiderato una come te' mi disse all'orecchio, con fare timoroso , come di essere scoperto, 'Se vuoi possiamo divertirci insieme ..mi faccio sentire io quando tuo marito è via ma adesso vai da lui voglio vederti fare un pompino e fatti prendere alla pecorina ..ubbidisci' Le sue parole ebbero su di me un effetto tale da farmi godere, venni tra le sue braccia con un orgasmo di tipo mentale che mai avevo provato prima e che con non poca difficoltà riuscii a nascondere.
Quando Michele capì che mi avvicinavo a lui si slacciò i pantaloni mostrandomi un uccello in piena erezione che iniziai a masturbare e a succhiare con foga. Mentre lo lavoravo di bocca e di mano cominciò a esternare: 'Ti è piaciuto, farti toccare... e se andassimo oltre ?' Le sue remore si erano volatilizzate oltre che fargli fare il guardone...
Di proposito lasciai cadere la sua richiesta, incalzò nuovamente 'Ti dò un centone se gli succhi l'uccello.... sai che mi piace guardarti e pagarti come una puttana' 'Va bene, dissi staccando la bocca ma continuando con le mani, 'mettile sul tavolo e seguimi'
Edo era in piedi appoggiato al caminetto, mi inginocchiai davanti a lui così da assere all'altezza giusta e iniziai a massaggiarglielo attraverso i pantaloni, prima con le mani, poi strusciandomi con il viso, gli abbassai i pantaloni lasciandolo con i boxer e, l'uccello diventava sempre più grosso e duro fino ad uscire dall'apertura di questi.
Lo presi in mano e continuai a masturbarlo con movimenti lenti e delicati, lo stringevo sul seno, gli davo qualche bacio senza però prenderlo mai in bocca; il suo turgore aumentava sempre più, capii dalla perdita delle prime gocce di seme che stava per esplodere e preferii smettere con Edo per dedicarmi a Michele.
Mi sistemai a carponi sul tappeto, allargai con le mani le natiche mostrando loro la figa oscenamente aperta e bagnata, il tempo di accarezzarmi per qualche attimo che subito venni presa da mio marito, pochi colpi vibrati con forza accompagnati ognuno dalla parola 'troia' ripetuta in crescendo portarono entrambi ad una venuta interminabile.
Michele appena ebbe finito di godere si stacco da me e si sedette sul divano tenendosi la testa tra le mani, si alzò dopo poco dicendo: 'Scusatemi, ho paura di aver bevuto troppo vado sopra a distendermi sul letto' Edo lo seguì dopo poco, pensai che fosse preoccupato per le condizioni del suo amico, invece.......
Quando scese di li a poco la prima cosa che fece fu di spegnere la luce delle scale, mi venne vicino, nel frattempo avevo indossato un accappatoio e mi ero distesa sul divano, e con tono deciso disse: 'Alzati, ora tocca a me divertirmi, spogliati e inizia a succhiarlo come con tuo marito' non ebbi il tempo di ribattere, mi aveva tolto l'accappatoio e messa a sedere, si abbassò i pantaloni , mi prese la testa l'abbassò sull'uccello regolando con le sue mani il ritmo del movimento.
'Ho visto che prima ti sei fatta dare dei soldi, stai tranquilla che anch'io ti pago la prestazione, quanto vuoi?'
Queste parole non facevano altro che aumentare il mio desiderio, mi sentivo troia a tutti gli effetti, per poter parlare smisi di succhiarlo e continuai con le mani: 'Cosa vuoi che ti faccia, un pompino o vuoi scopare? Sono 50 o 100 euro ' 'Scopare, sdraiati sul tappeto e allarga le gambe'
Mi fu subito sopra e andò avanti per cinque minuti con un ritmo di colpi incessante quando finalmente venne si alzò prese i soldi dai pantaloni e li mise assieme a quelli di Michele.
Ero completamente appagata, sentivo scendere lungo le pareti della vagina il frutto del godimento di mio marito e di Edo e la cosa mi procurava un sottile piacere perverso, mi sentivo troia come non mai, pensavo a Michele che era sopra ed io che che avevo appena finito di scopare con il suo amico, ero pervasa da um turbinio di sensazioni.
Il lampo di un flash mi riportò alla realtà: 'Questa me la tengo come ricordo, e che bel ricordo' Era Edo che mi aveva scattato una foto a mia insaputa; a questa ne seguirono delle altre e ogni mio tentativo di coprirmi o di non farmi riprendere cadeva nel vuoto, non ne volava sapere, appoggiò la macchina su di un trepiede e mi costrinse a farmi riprendere con l'autoscatto mentre gli leccavo l'uccello e in altre pose esplicite sempre con lui.
Alla fine con tono beffardo disse: 'Vado a vedere che fine ha fatto il tuo maritino, ma non preoccuparti fino a domani in tarda mattinata nemmeno le cannonate lo sveglieranno e per te il divertimento è solo agli inizi...

Prosegue
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