La trasferta
(parteIII)

 
 

.....fermai la macchina in una stradina laterale nascosta, scesi e aprii la porta dalla parte di Sandra, inizando a baciarla e a toccarla dappertutto; quando dopo qualche attimo percepii che si stava lasciando andare tentai il colpo finale. Senza interrompere le effusioni amorose le chiesi: 'Se chiamassimo Edo per ringraziarlo?" Da parte sua non ci fu risposta, chi tace acconsente. Presi il telefono e composi il numero, ( parlo di alcuni anni fa, erano i primi telefoni veicolari i cellulari tascabili erano agli albori) e inserii il viva voce. Era tutto calcolato, Edo sapeva cosa dire e anche che Sandra ci sentiva ma facendo finta del contrario Quando rispose, lo ringraziai del pensiero e mentre parlavo con lui conti nuavo a tenere alto lo stato di eccitazione di mia moglie . Mi chiese come si era vestita, descrissi tutto con dovizia di particolari sottolineando la mancanza di mutandine e di qualcos'altro. Sentivo l'eccitazione di Sandra che cresceva col proseguire del discorso, e osai ancora di più. Senza interrompere la comunicazione, anzi soffermandomi deliberatamente sui particolari piccanti la feci girare di 90 gradi sul sedile così da mettere le gambe fuori dall'abitacolo e sdraiarsi sull'altro sedile. Mi abbassai i pantaloni liberando un uccello vergogosamente eccitato, afferrai le caviglie di Sandra e le sollevai verso l'alto allargandole le gambe. In un attimo fui dentro di lei e cominciai a scoparla con un movimento lento. I suoi gemiti ormai incontrollati, non potevano non essere uditi da Edo che chiese cosa stesse succedendo. "Nulla" risposi "ti faccio parlare con Sandra che ti vuole ringraziare".
Queste mie parole fecero su di lei l'effetto di una doccia fredda, si bloccò per un attimo e con voce tremula cercò di dire qualcosa mentre io rallentavo il ritmo; non riusciva a spiccicare nulla. Era stata presa alla sprovvista, ed era evidentemente frastornata per l'accaduto a cui non era preparata. L'espressione sul volto di Sandra la conoscevo bene, era quella che precedeva di qualche attimo il raggiungimento del massimo piacere. Anch'io stavo per esplodere e intensificai il movimento dentro di lei. Inaspettatamente, con voce alterata dal godimento, e un tono alto come per essere sicura di essere udita al telefono prese a dire: "Scopami,..ancora..più forte, fammelo sentire tutto, fai godere la tua troia pensa se il tuo amico fosse qui a guardare invece che a sentire.... godo!.." Il suo corpo fu scosso da numerosi orgasmi accompagnati da grida di piacere che scemarono gradualmente lasciandola immobile per alcuni attimi. Io non le ero da meno, scaricata in lei tutta la mia voglia e rientrato in me chiusi la comunicazione con Edo; nonostante la temperatura non estiva ero in un bagno di sudore. Il nostro immaginario erotico aveva avuto un'altra svolta, e da allora inizi ammo a rendere partecipe, telefonicamente, Edo delle nostre performances.
Avevo acquistato un telefono della Swatch che permetteva di parlare in due contemporaneamente, Sandra raccontava quello che stava facendo e io sentivo Edo che le diceva quale erano i suoi desideri e cosa voleva facesse. Ma alcune volte il gioco era molto più lungo e articolato e durava per tutta la serata. Una precisazione: il mio amico allora era un single, motivo per cui poteva disporre delle sue serate come meglio credeva. Nella nostra vita di coppia abbiamo delle abitudini a cui non rinunciamo e una di queste è l'uscire a cena il fine settimana dopo esserci tirati a 'lustro'. Quella sera entrai in bagno che Sandra era ancora sotto alla doccia, intenta a passarsi il rasoio sulle gambe; questa di avere sempre il rasoio a portata di mano nella doccia è una tipica abitudine delle donne americane, per loro, a differenza nostra, è cosa normale l'usarlo per depilarsi. Aveva appreso questa abitudine anni fa durante un soggiorno di studio durato un anno negli States. Usava una schiuma particolare dal profumo intenso di sandalo e di un colore rosa, che ancora adesso, dopo diversi anni, si faceva portare da una amica che aveva conosciuto li e che per lavoro vi tornata abbastanza di frequente, era la sua fornitrice di fiducia; anche i rasoi erano esclusivamente rosa. Stava eliminando con il getto dell'acqua la schiuma dalle gambe, la guardavo e cominciavo a provare una certa eccitazione. Sapevo anche che la mia presenza mentre era in bagno non era ben accetta, in fatti: "Se mi lasci tranquilla mi fai una cortesia, così posso sistemarmi con tranquillità: sono indecisa se farli crescere o sistemarli" disse passandosi la mano sulla natura "così mi danno fastidio". "Se hai un attimo di pazienza ti dico cosa fare" risposi.
Sollevai il telefono e sotto il suo sguardo che cercava di capire quali fossero le mie intenzioni chiamai Edo. "Ciao sono Michele, scusa se ti ho interrotto la cena, noi ci stiamo preparando per uscire solo che abbiamo bisogno di un tuo consiglio........" Sandra scuoteva la testa a allargava le braccia come per dire 'no, non è possibile'. "Ha detto di sistemarla ancora questa volta, poi basta, andiamo nella brutta stagione e non vuole che prenda freddo ma si è raccomandato di fargli avere un primo piano". "Fuori, e in fretta se no arriviamo domani per pranzo!"
Si era venuta a creare una situazione strana, di complicità e di intese reciprocamente nascoste, ma che ci coinvolgeva piacevolmente. Io mi vedevo con Edo quasi tutte le settimane e a seconda degli impegni organizzavamo il fine settimana.
Dalle prime foto, con il passare dei mesi si era arrivati a parlare al telefono e anche Edo che in un primo tempo aveva un atteggiamento passivo, aspettava cioé che fossimo noi a prendere l'iniziativa, aveva assunto a poco a poco un comportamento diverso. Mi chiese di fargli avere le foto di vestiti più sexy che Sandra avesse e sulla base di queste sceglieva quali dovesse indossare per uscire e quali per farsi riprendere in questa o quella posizione: alcune volte aveva provveduto ad acquistare personalmente alcuni capi. Quando parlava al telefono con Sandra le diceva oltre a quello che doveva fare quali erano i suoi desideri fotografici, si passò dalle foto sul divano a quelle in esterno, ma attenzione, dovevano essere come lui voleva: scattate sotto a un cartello o in mezzo alla carreggiata di una strada abbastanza trafficata, oppure sotto ad un semaforo, in situazioni 'a rischio'. Arrivai a riprendere e a mostrargli le intimità di Sandra dopo che era stata presa alla pecorina o la mia venuta sulle sue tette, non vi era una nostra posizione o atteggiamento intimo che non fosse stato immortalato e visionato da lui. Vi era una sudditanza piacevole da parte nostra nell'esaudire i suoi desideri e le sue voglie. La situazione che si era venuta a creare mi faceva ritenere che fosse possibi le incontrarci e renderlo partecipe in maniera attiva.
Stavo pensando di organizzare il tutto quando.........

continua...