A casa del nostro amico
I nomi inseriti in questo racconto, per ovvi motivi sono di fantasia, ma le situazioni ed i personaggi riportati sono assolutamente reali, niente è dovuto alla fantasia.
Dopo quella prima esperienza vissuta con grande apprensione, ma da considerare
sicuramente positiva, lasciammo passare un po’ di tempo, anche per darci
modo di assimilare quello che era successo.
Intanto il nostro rapporto era sicuramente cambiato in meglio, eravamo
molto più dinamici e tutto questo ci portava ad avere rapporti più
frequenti, ma rispetto a prima, la qualità stessa era notevolmente
migliorata, ci sentivamo più liberi e più disponibili a considerare
nuove esperienze.
Così pensai bene di tornare all’attacco per cercare di ripetere
questa nostra esperienza.
Ne parlammo tra noi e perciò decidemmo di provare a richiamare
il nostro primo e per il momento unico amico.
Il giorno seguente gli telefonai, lui per prima cosa mi chiese di come
mia moglie aveva reagito a questa per noi nuova esperienza e se ciò
le era piaciuto, naturalmente gli confermai che tutto era andato per il
verso giusto e gli raccontai di come le cose erano cambiate tra noi, e
così gli confermai che quanto avevamo fatto era servito allo scopo
che ci eravamo prefissati.
Mi propose perciò di ripetere l’incontro, informandomi che con
tutta probabilità sarebbe rimasto solo a casa, perché i familiari
avevano deciso di andare a passare un paio di settimane nella loro abitazione
nei pressi di Roma.
Rimanemmo così d’accordo che appena rimasto solo mi avrebbe
chiamato per avvertirmi e fissare un appuntamento.
Finalmente la settimana successiva mi telefonò confermandomi
che i suoi familiari erano partiti e quindi c’era la possibilità
di incontrarsi a casa sua.
Fissammo l’appuntamento per la sera successiva, mi dette l’indirizzo
e mi spiegò come arrivare, ci salutammo auspicando che tutto sarebbe
filato liscio ma non ritenemmo opportuno mettere dei limiti prestabiliti
o programmare quello che avremmo fatto, tutto si doveva svolgere nel modo
più tranquillo possibile, senza nessuna forzatura da parte di nessuno
e di rispettare i limiti che sicuramente mia moglie avrebbe imposto.
Informai mia moglie dell’appuntamento solo la sera e lo feci dopo essere
andati a letto, con lei parlai di quello che avremmo potuto fare una volta
ritrovatici con il nostro amico. Mi disse che avrebbe preferito non spingere
molto il nostro gioco, comunque di non volere andare oltre a qualche giochetto
intrigante da fare in tre.
Accettai le sue condizioni, anche perché anche a me sembrava
opportuno non voler forzare gli avvenimenti oltre un certo limite.
Anche quella sera, fantasticando, avemmo un rapporto di fuoco, ci sembrava
di essere tornati ai primi anni del nostro matrimonio e questo ci rendeva
entrambi appagati e felici di quanto eravamo riusciti ad organizzare.
La sera successiva partimmo subito dopo cena, anche perché la
città dove abita non è lontana da casa nostra, ci sono meno
di 90 km.
Dopo nemmeno un’ora arrivammo in città e seguendo le indicazioni
che il nostro amico ci aveva fornito, trovammo quasi subito il suo appartamento.
Parcheggiata la macchina, entrando dal cancello, eravamo tesissimi
per quello che ci aspettava, ci facemmo coraggio e suonammo il campanello
rimanendo in attesa.
Il nostro amico venne ad aprire la porta e dopo i soliti convenevoli
ci fece accomodare in salotto.
Era molto importante familiarizzare ancora, anche perché il
tempo avuto fino a quel momento non era stato tantissimo, così ci
mettemmo a conversare affrontando argomenti che magari non avevano attinenza
con lo scopo per il quale eravamo lì, ma che certamente servivano
a superare la tensione che inevitabilmente si era creata tra tutti noi.
Dopo una buona mezz’oretta, il nostro amico ebbe un’idea, si poteva
provare a rompere il ghiaccio con il celebre gioco del dottore e della
paziente. Questo mi riportò alla mente quante volte avevo fantasticato
su una situazione così coinvolgente ed accettai la proposta con
entusiasmo.
Anche mia moglie dopo un’interminabile attimo di riflessione accettò.
Ci alzammo dal divano dove fino a quel momento eravamo rimasti seduti
conversando e il nostro amico ci accompagnò in una camera singola
dove ci fece accomodare, e nel frattempo lui uscì dalla stanza per
andare a preparare l’occorrente, lasciandoci soli.
Mia moglie si sdraiò sul lettino ed io mi misi a sedere accanto
a lei dalla parte del cuscino per tranquillizzarla e starle vicino.
Quella sera aveva indossato una gonna plissettata non eccessivamente
corta, ma nemmeno castigata, inoltre aveva indossato un paio di calze autoreggenti,
come le avevo consigliato di fare.
I minuti intanto passavano, a me sembravano lunghissimi, interminabili
e nell’attesa che il nostro amico tornasse ci baciammo a lungo appassionatamente,
eravamo veramente eccitatissimi e disponibili.
Finalmente arrivò, aveva con sé degli strumenti medici,
che - a parte l’apparecchio per misurare la pressione - era inusuale possedere:
evidentemente questa attrezzatura se la era procurata a questo scopo, ed
altrettanto evidentemente mia moglie non era la prima ‘paziente’ che si
sarebbe sottoposta alle sue ‘cure’.
Tra mé pensai che era meglio così, d’altra parte l’esperienza
ha sempre dato buoni frutti ed è più difficile sbagliare.
Mia moglie nel frattempo si era un tantino agitata, ma questo era comprensibilissimo,
dopo l’estenuante attesa, anche se breve.
Il nostro amico fu quindi bravissimo a riuscire a mettere a suo agio
mia moglie, tranquillizzandola affrontando argomenti di conversazione poco
attinenti al momento, ma che stavano raggiungendo lo scopo di ridurre l’apprensione,
così il gioco ebbe inizio.
Le chiese per prima cosa, e questo per far sembrare tutto più
reale, quali disturbi accusasse e quale era il motivo per il quale si trovava
lì a passare una visita.
Mia moglie gli rispose che aveva dei piccoli disturbi, tipo mal di
pancia o simili, ma non capiva a cosa potessero essere attribuiti.
Il ‘medico’ la tranquillizzò dicendo che probabilmente non era
niente e che comunque la causa poteva essere ricercata in una probabile
alimentazione non corretta dovuta magari ad orari sballati con le conseguenze
che poi ne subiva.
Comunque per tranquillizzarla completamente avrebbe proceduto a farle
un check-up completo ed accurato.
Poiché indossava ancora tutti gli abiti, la pregò di
togliersi la maglietta e di sdraiarsi a pancia in giù per procedere
con la prima parte della visita.
Lei eseguì, si tolse la maglia e la camicetta rimanendo con
il reggiseno, quindi si sdraiò come le era stato ordinato di fare.
Iniziò la visita in maniera tradizionale andando a premere con
le mani su diversi punti della schiena e chiedendole se e dove sentisse
dolore.
Per stare al gioco mia moglie gli rispondeva come si usa fare con un
vero dottore e così la visita si fece ancora più accurata.
Slacciatole il reggiseno, il nostro amico chiese a mia moglie di girarsi
supina, lei obbedì immediatamente ma nel girarsi gli cadde per terra,
io lo raccolsi e lo misi sul comodino, intanto mi rendevo conto che anche
lei si stava rilassando, aveva capito che era un gioco e si lasciava trasportare
dagli eventi e dalla situazione che si era creata.
Io intanto mi sentivo al settimo cielo per come stavano andando le
cose.
Iniziò così poco dopo con la palpazione dei seni, ma
a poco a poco i movimenti assomigliavano sempre di più ad una carezza
che mia moglie dimostrava di gradire, così la massaggiò ancora
per qualche minuto, prima le spalle, poi più giù, nella parte
addominale dove indugiò ancora per altro tempo, poi ancora più
giù dove trovò l’ostacolo della gonna che ancora indossava
e delle mutandine.
Le chiese se poteva togliere la gonna per approfondire l’esame, mia
moglie acconsentì e alzandosi sul bacino si slacciò la sottana
da dietro, nella manovra fu aiutata dal nostro amico che oltretutto provvide
anche a sfilargliela lasciandola con le sole mutandine e con le calze autoreggenti,
che sicuramente non sfiguravano facendo bella mostra.
Io non stavo più nella pelle, e sempre più eccitato continuavo
ad accarezzarla sulla nuca e sul collo, come per tranquillizzarla ulteriormente,
ma forse adesso non c’era più bisogno perché si era rilassata
notevolmente rispetto a prima e si dimostrava molto più disponibile.
Anche il nostro amico si era accorto del momento particolarmente favorevole
che si era creato tra di noi e così pensò bene di approfittarne
e adducendo una motivazione improbabile le disse che i disturbi che accusava
potevano avere un’origine ginecologica e che sarebbe stato meglio controllare.
Mia moglie fece finta di non capire e volle che il ‘medico’ le spiegasse
la situazione e cosa le avrebbe fatto per accertarsi di questo.
Le disse di non preoccuparsi, che la visita sarebbe stata assolutamente
indolore e mentre le parlava iniziò ad abbassarle le mutandine,
per il momento si accontentò di tirarle giù leggermente,
mettendo comunque allo scoperto il pube che accarezzava dolcemente.
Questo massaggio durò qualche minuto e vista la piega che stava
prendendo la situazione, decise di sfilare l’ultimo baluardo che rimaneva
a difesa delle sue parti più intime.
Senza chiederglielo prese lo slip per i minuscoli elastici, mia moglie
intanto avendo intuito le intenzioni del ‘medico’ da sola aveva alzato
il bacino per facilitarlo quanto più possibile nella manovra, eseguita
lentamente, molto lentamente, con una lentezza quasi esasperante; ma finalmente
raggiunse i piedi, le sfilò e le lasciò cadere sul letto.
Spingendola con le mani le fece divaricare leggermente le gambe, poco,
ma quel tanto che bastava per mettere in mostra le sue parti più
intime e più segrete.
Era la prima volta da quando ci eravamo sposati che un altro uomo guardava
la vagina di mia moglie per un motivo non professionale come magari ci
era capitato durante le visite ginecologiche (vere), e con uno scopo reale
diverso, molto particolare, ed il desiderio che si era acceso si poteva
leggerlo tranquillamente negli occhi di tutti.
Le chiese poi di aprire le gambe più che poteva per permettergli
di proseguire nella visita; lei eseguì divaricando le gambe ad alzando
le ginocchia, dandogli così modo di proseguire senza più
nessun ostacolo.
Adesso si poteva vedere chiaramente la vagina oscenamente aperta: si
distingueva nitidamente il clitoride e le piccole labbra, più sotto
anche il delicato contorno del buchetto che neanche io ero riuscito a violare.
Anche oggi a distanza di qualche anno non ci sono ancora riuscito se
non sporadicamente con un dito quando facciamo l’amore.
Dalla valigetta che aveva con sé prese un tubetto di una crema
trasparente, probabilmente si trattava di vaselina, ne spremette un po’
tutto intorno alle grandi labbra, poi con un dito iniziò a spalmarla
tutt’intorno e sulle grandi labbra stesse.
Nell’eccitazione del momento notai l’espressione di mia moglie, traspariva
dai suoi occhi, che teneva socchiusi aspettando gli eventi, era come in
trance.
Il ‘medico’ riprese poi il tubetto, ne strizzò ancora un po’
sul dito indice e sul medio della mano destra.
Si avvicinò ancora di più mettendo la testa quasi tra
le sue gambe e con una mano le divaricò le grandi labbra della vagina.
Tenendola così spudoratamente aperta inserì le dita che
aveva lubrificato iniziando a muoverle dentro di lei con un ritmo lento
ed esasperante.
Andò avanti così per qualche minuto, ma poi poco a poco
quella che sembrava una penetrazione professionale, si trasformò
in un vero e proprio movimento rotatorio seguito da un continuo entra ed
esci, e così via, evidentemente mirato a darle piacere.
Mia moglie mi attirava a sé mentre mi baciava; il suo respiro
era sempre più affannato ed io per quanto possibile, ancora più
eccitato e la stringevo a me.
Continuò così per alcuni interminabili e bellissimi minuti,
ogni tanto toglieva la mano, e si dedicava a massaggiarle il clitoride
e la parte esterna della vagina che si bagnava sempre di più.
I movimenti del bacino di mia moglie se prima erano impercettibili
si fecero sempre più intensi, si inarcava e ruotando il bacino allargava
ancor più le gambe. Sospirava piano e mi stringeva a se mentre il
nostro amico si dava da fare su di lei.
Alla fine iniziando a gemere ancora più intensamente e contorcendosi
tutta venne mordendomi le labbra.
Dopo si rilassò rimanendo ancora con le gambe aperte, ma abbassate,
ancora tremava per il forte orgasmo raggiunto.
Il nostro amico tolse la mano che tanto piacere le aveva dato, ma non
prima di aver carezzato maliziosamente anche il suo buchetto posteriore
come per rilassarlo.
Ci ricomponemmo tutti e tre, mia moglie si rivestì e il nostro
amico rimettendo a posto tutto quanto le chiese se le era piaciuto e se
avesse voluto ripetere l’esperienza, rispose di si, e promise che ci saremmo
rivisti ancora.
La magnifica serata ormai volgeva al termine, ci salutammo promettendoci
che ci saremmo risentiti per ritrovarci ancora.
Infatti con questo signore ci siamo rivisti altre volte sempre per
vivere esperienze simili a questa, fino a quando, forse per cercare qualcos’altro
o qualche altra situazione nuova, forse perché il momento magico
si era affievolito, questo non lo so fatto sta che ci siamo persi di vista
e noi siamo andati a cercare qualche altra persona, qualche altra emozione
da vivere insieme.
Di Carlo pur non essendo mai andati oltre ad un semplice gioco con
le mani ne conserviamo un bel ricordo, forse perché e stato il primo
che è riuscito a farci liberare da assurdi tabù che assillano
la maggior parte delle coppie.
La gelosia è giustificabile solo quando è coinvolto il cuore, mai quando è usato solo il corpo e l’avventura è voluta da entrambi.
L’autore: mp_marco@hotmail.com