Agli inizi...



Io non mi ritengo per niente bravo a scrivere, anzi... al contrario. Comunque come voi richiedete, questo racconto non è assolutamente frutto della mia fantasia, ma la storia di come noi, io e mia moglie, abbiamo iniziato ad avere qualche esperienza che risvegliasse il nostro reciproco interesse, che con gli anni era diminuito. Se riterrete opportuno, potete pubblicare sul vostro sito (eccellente), che io seguo regolarmente ormai da più di un anno.
A me farebbe certamente molto piacere. Di questo racconto, ho già scritto anche una seconda parte, che magari se riterrete opportuno ve la invierò nei prossimi giorni. Grazie per l'attenzione: mp_marco@hotmail.com
 
 
 

I nomi inseriti in questo racconto, per ovvi motivi sono di fantasia, ma le situazioni ed i personaggi riportati sono assolutamente reali, niente è dovuto alla fantasia.
Premetto che noi ci siamo fidanzati molto presto, io avevo allora 18 anni e Michela 15, ma già da alcuni anni ci frequentavamo regolarmente, un amore da adolescenti insomma.
Da sposati l'idea di provare qualcosa di nuovo, la ho avuta io qualche anno fa, ma non sapevo come fare a proporlo ad Michela, così è seguito un periodo che il massimo che potevo fare era di fantasticare da solo su cosa, come e con chi avremmo potuto realizzare qualcosa di proibito e di piacevolmente piccante, e già questo provocava in me un'eccitazione strana e piacevole.
Poi sono passato all'attacco e sera dopo sera cercavo di portare il nostro discorso su episodi avuti magari da piccoli con altri, con gli amici e le amiche di allora e cercavo di farmeli raccontare, ma quasi immancabilmente mi scontravo con la ritrosia di Michela che forse pensando a possibili mie gelosie (ingiustificate, ma questo lei non lo immaginava), cercava sempre di dribblare l'argomento.
Qualcosa sono pian piano riuscito ad estorcerle ma da prima con molta fatica, sono così venute fuori situazioni e giochetti magari innocui ma che a me faceva un immenso piacere nel sentirli raccontare.
Un classico è sicuramente il gioco del dottore con un amico di qualche anno più grande, con lei che faceva da paziente sottoponendosi ad accurate visite, con tanto di maliziosi sguardi e palpeggiamenti anche nelle parti più intime.
Con questi giochetti i nostri rapporti intimi migliorarono notevolmente riuscendo a risvegliare in noi la curiosità e anche l'ebrezza dei primi rapporti, la trovavo molto più calda e disponibile e sicuramente anche io lo ero.
Così, visto come riuscivo a condurre la cosa e la piega che la situazione prendeva riuscii a farmi coraggio e a proporre la possibilità di incontrare qualcuno, che avrebbe avuto un rapporto con noi molto marginale e limitato ad un contatto esclusivamente manuale, magari in qualche luogo particolare………

Mi procurai così alcune riviste specializzate e cercai un annuncio che potesse adattarsi alle nostre esigenze selezionandone alcuni che mi sembravano più interessanti.
Tra tutti, quello che mi colpì di più, forse proprio perché era abbastanza soft e non poneva delle situazioni precise, era quello di un signore di Livorno circa 55enne e che oltretutto m'ispirava la necessaria fiducia.
Decisi così di rispondergli indicandogli il numero di telefono e dandogli anche indicazioni di come usarlo.
Dopo pochi giorni, arrivò la tanto attesa telefonata ed io non vedevo l'ora di riuscire a mettere in pratica quello che poi avremmo fatto… ma con calma perché ancora non immaginavo come avrebbe reagito Michela, cosa avrebbe fatto e addirittura se avesse accettato l'incontro.
Decisi così di telefonare a Carlo, (non è il suo vero nome) per fissare un incontro preliminare scegliendo di andare da solo all’appuntamento, anche per potermi rendere conto della situazione e cercare di capire cosa si fosse aspettato di ottenere durante il nostro primo incontro.
Decidemmo così di trovarsi a metà strada e fissammo l’appuntamento per la sera seguente all’uscita autostradale del casello di Lucca.
La sera seguente con l’emozione che potete immaginarvi e anche con un po’ d'impazienza per quello che poi avremmo fatto, mi recai all’appuntamento.
Uscito dal casello e seguendo le indicazioni che mi aveva dato lo riuscii a riconoscerlo e mi avvicinai per salutarlo.
Decidemmo di andare a parlare in un piazzale nelle vicinanze; finalmente mi trovavo a faccia a faccia con l’uomo che poteva cambiare il nostro modo di vivere e di intendere il rapporto di coppia.

Carlo mi rassicurò subito sulla questione che ritenevo di prioritaria importanza, e in pratica che non ci saremmo imposti degli obiettivi da raggiungere a tutti i costi, ma avremmo accettato quello che saremmo riusciti a combinare senza forzare in alcun modo la volontà di nessuno, tanto meno di mia moglie, che già stava facendo un notevole sforzo di volontà accettando di incontrare un estraneo; correvamo anche il rischio, che se le cose non fossero andate nel giusto verso, in futuro mia moglie avrebbe potuto rifiutare a priori qualsiasi altro incontro.
Entrati in confidenza, Carlo mi raccontò di se e delle esperienze che aveva avuto in precedenza, 55 anni, sposato, due figli, di origini romane e trasferitosi a Livorno per motivi di lavoro da diversi anni, già in pensione da diverso tempo.
Parlando della nostra situazione, decidemmo che la prima volta ci saremmo incontrati in qualche via o piazza, in ogni modo in un luogo aperto e magari in una zona turistica dove c’è molta gente, questo avrebbe sicuramente rassicurato mia moglie. Fissammo così l’appuntamento per il sabato sera successivo a Viareggio sul lungomare.

Tornato a casa raccontai a mia moglie dell’incontro, di quello che avevamo parlato, e di quello che avevamo deciso chiedendo se per lei andava bene.
Non molto convinta mi rispose di si, anche rassicurata dal fatto che probabilmente, almeno per questa volta non ci sarebbe stato il tanto temuto ma sicuramente anche desiderato primo approccio.
Il sabato partimmo e trovammo Carlo ad attenderci al posto concordato, dopo i soliti saluti e convenevoli vari decidemmo di andare al ristorante poiché era ora di cena e poi questo ci sarebbe servito a conoscersi meglio.
Passammo una tranquilla serata, Carlo si rivelò essere una persona gentile e tranquilla, assolutamente non invadente e questo contribuì in modo decisivo a tranquillizzare mia moglie ed a fargli accettare il successivo appuntamento, sempre a Viareggio, ma stavolta dopo cena; stabilimmo anche che il luogo dove passare la serata lo avremmo deciso insieme solo il sabato successivo quando ci saremmo rivisti.
La settimana seguente fu molto piacevole attendere il fatidico giorno, riuscimmo a fare l’amore in un modo diverso, molto più coinvolgente, mi sembrava di ritornare ai primi tempi del nostro matrimonio, con lo stesso entusiasmo e con la stessa voglia che qualche anno di convivenza avevano affievolito.
Il tempo scorreva lento, mi sembrava che il sabato non arrivasse mai e l’impazienza che provavo non era confrontabile a quella di nessun’altra situazione vissuta fino a quel giorno.

Finalmente arrivò il momento di partire e per la strada non discutemmo per niente di quello che sarebbe successo, entrambi preferimmo lasciare la parola agli eventi che sarebbero accaduti quella sera.
Giunti a Viareggio, nel posto convenuto incontrammo Carlo e dopo i soliti convenevoli affrontammo l’argomento, "dove passare la serata?", fui io a proporre un cinema, anche perché mi sembrava l’unica soluzione possibile in quel momento.
Scegliemmo un cinema vicino alla passeggiata a mare, poiché era ancora inverno era un luogo assolutamente tranquillo e con pochissimi spettatori, insomma l’ideale per la nostra serata.
Entrati in sala attendemmo qualche secondo per dare il tempo ai nostri occhi di adattarsi al buio, dopo che ci accomodammo in una delle ultime file, dove saremmo stati sicuramente più tranquilli e meno visti; ci sistemammo con mia moglie al centro, io sulla sua sinistra e Carlo sulla sua destra.
Nel frattempo terminò il primo tempo e si accesero le luci, nessuno fiatò, nessuno disse una parola ma per fortuna arrivò a toglierci dall’imbarazzo di quel momento il secondo tempo del film (non mi ricordo assolutamente il titolo, mi ricordo solo che il film non era neanche bello, dopotutto non era quello il motivo per il quale eravamo entrati in sala).
Nei minuti seguenti nessuno aveva ancora preso l’iniziativa, così decisi di essere io a farlo e abbracciai mia moglie attirandola con il suo viso verso di me e baciandola dolcemente, come per tranquillizzarla ulteriormente.
Rimase così accanto a me, porgendo le gambe verso il nostro amico Carlo che approfittando della situazione sfiorò con delicatezza la parte esterna del suo ginocchio destro, ma lo fece come se questo contatto fosse stato quasi casuale, non intenzionale.
Mia moglie non reagì, e questo rese più intraprendente Carlo che pur rendendosi conto che Michela era tesa, con estrema tranquillità posò la mano sulla parte esterna della sua coscia tenendola a contatto ma ferma…, nemmeno questa volta Michela si mosse.
Così questo furtivo contatto proseguì per pochi minuti, così giacché non reagiva negativamente, con il palmo della mano si spostò all’interno, ma ancora senza salire verso le mutandine.
Io intanto mi davo da fare per cercare di tenerla tranquilla… che la situazione non si facesse pesante, ma devo dire che con qualche toccatina al seno e con qualche bacio riuscii nell’intento.
Nel frattempo la mano di Carlo si era insinuata più in alto, già era sparita sotto la gonna e non la vedevo più, quando con un gesto rapido della mano la fece salire fino a scoprire il pube che rimanevano adesso inguainato solo dalle leggere mutandine bianche che portava Michela e nient’altro, perché in quest’occasione mi ero raccomandato che mettesse le calze autoreggenti.
La mia eccitazione intanto aveva raggiunto i massimi livelli… non capivo più niente e come ipnotizzato la baciai ancora, facendo questo lei si rilassò ulteriormente, intanto vidi sparire le dita di Carlo sotto il leggero slip, gli stava evidentemente accarezzando dolcemente i peli.
Io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scena che mi si presentava e così la strinsi ancora di più a me facendo in modo che le sue gambe toccassero quelle di Carlo che nel frattempo si era fatto ancora più audace: avevo, infatti, notato che con la massima naturalezza aveva fatto passare la sua mano proprio sopra il sesso di mia moglie, la quale non opponeva resistenza, anzi allargò ancor più le gambe per agevolare il piacevole contatto.
Ad un certo punto notai un irrigidimento di mia moglie, evidentemente ci doveva essere qualcosa, notai, infatti, che Carlo le aveva spostato le mutandine su una parte e con un dito stava inequivocabilmente massaggiando il clitoride di mia moglie.
Non resistevo più alla vista di tutto questo; non avrei mai immaginato che il livello di eccitazione che si raggiunge in questi frangenti possa essere così elevato…. Pensate che quando eravamo fidanzati io ero gelosissimo………. E anche possessivo.
Il delicato massaggio al quale era sottoposta Michela, nel frattempo si era fatto più veloce e più ritmato e notai con estremo piacere che anche lei era eccitatissima e forse anche prossima all’orgasmo.
Stava movendo il bacino per andare incontro a quella carezza che conosceva solo fatta da me, dalle mie mani (almeno questo mi ha sempre detto).
Nel frattempo aveva allargato ancora di più le sue gambe e mi stava baciando lei sulla bocca con il massimo del trasporto possibile, sentii che il respiro si faceva sempre più affannoso finché emettendo dei gemiti notevolmente soffocati perché nessuno la sentisse venne…. Così riuscì finalmente a rilassarsi ed a riprendere il controllo della situazione.
Finito il film uscimmo dalla sala e rimammo d’accordo che ci saremmo risentiti per fissare un altro incontro, …. magari a casa sua quando si fosse presentata l’occasione, magari ricostruendo qualche altra nostra fantasia.
Riprendemmo la strada di casa dopo esserci salutati cordialmente con la consapevolezza che da quella sera niente sarebbe stato più come prima. (sicuramente meglio).

mp_marco@hotmail.com