Una singola tra noi



Sentivo i suoi occhi pesanti, sul mio fiato corto, sul mio entrare e uscire, sempre più veloce e potente, da quel corpo fresco e giovane. Fino a quando Ely si alzò. Prese fiato, distolse gli occhi e s’incamminò verso la cucina, accedendosi una sigaretta. Cercava con tutta se stessa, per non rovinare quella situazione sicuramente più piacevole per me che per lei, di scacciare via ogni morale, gelosia o invidia che la stavano per strangolare. L’intrusa, fresca e giovane, stava realizzando i mille sogni di mille coppie che amerebbero coinvolgere una singola nei loro giochi. Ma Moira non era una singola consapevole di questo, o almeno non prima di quella sera.

Tutto ebbe inizio ad uno spettacolo al quale andammo in tre, io, Ely e la giovane Moira. Un’amica, niente più. Per tutta quella sera me la sentì addosso, con il suo corpo, materialmente. In macchina, nel tragitto di ritorno, dal sedile posteriore allungò una gamba nello spazio tra i due sedili anteriori, tra me che guidavo ed Ely che sonnecchiava. Cominciai ad accarezzare quella caviglia, lentamente. Non si scostò. Salendo dalla scarpa, scostai i jeans e continuai con la mano leggera a salire, accarezzando e massaggiando, fin dove la nostra posizione lo consentiva. Sentivo il suo respiro farsi profondo mentre con un occhio controllavo il sonno di Ely. Poi fu il suo turno. Da dietro il mio sedile sentì un tocco leggero della sua mano sulla mia nuca, tra i capelli. Carezza sensuale. Il lobo dell’orecchio, giù sino al collo. Ebbi chiaro a quel punto il desiderio di andare oltre, di consumare quel corpo che come un faro mi stava lanciando segnali incontrovertibili. Ma come? Da solo o coinvolgendo anche Ely? Dopo la storia di Claudio e della telecamera nascosta accaduta non molto tempo prima, avevo una gran voglia, a stento sopita, di vendetta. Potevo finalmente godermi una bella situazione, tutta mia, con una bella ragazza che non chiedeva altro che di essere scopata in lungo e largo. Tutta mia, appunto. Quindi di nascosto. Mentendo. Normale avventura tra sposato e ragazzina. E dov’è il gusto?

A pensarci bene la causa scatenante dell’eccitazione nella storia tra Ely e Claudio non era stata proprio la complicità tra me e mia moglie? Non è proprio questa complicità, che diventa progetto comune, che diventa gioco, che mi fa tirare il cazzo a mille? Sì, era proprio tutto questo! E allora decisi di parlarne con Ely. Da tempo discutevamo di coinvolgere una singola nel nostro letto, ma come sapete tutti è merce molto rara. La fortuna ci aveva baciato una sola volta in passato con un’amica che dopo essersi sbronzata me lo prese in bocca dandomi un paio di succulente ciucciate, per poi abbandonarsi ai baci di Ely che, poverina, quasi se la vide addormentarsi tra le braccia. Dopo il nulla. Questa era, in teoria, un’altra buona occasione. Con molto tatto, visto il precedente dello scarrezzamento in macchina, intavolai l’argomento con Ely. Le dissi che forse potevamo tentare di coinvolgere una persona, femmina, in una serata di sesso. Che avevo avuto una sensazione, nulla di più ovviamente, che Moira poteva prestarsi ad un certo discorso. Di getto lei mi chiese come mi era nata questa sensazione, su che basi poggiava. Risposi ostentando a malapena una certa serenità, che avevo letto negli occhi della ragazzina nostra amica un certo interessamento per me e così avevo pensato che si poteva escogitare qualche cosa insieme, tutti e tre.

Non so se l’avevo convinta del tutto, fatto sta che decidemmo di invitare Moira a cena una sera, naturalmente a casa nostra. Forse Ely a questo punto sottovalutò un pochino un aspetto determinante dell’intera faccenda, ed io con lei. Che la concorrenza tra maschi può essere dura, ma quella tra femmine è spietata, crudele. In maggior ragione se tra le due intercorrono circa 12 anni di differenza. Concorrenza sleale per Ely, che si trovava a dover rincorrere a fatica una puledrina, la sua freschezza e le sue forme ancora perfette. Arrivò il giorno della cena. Tutto si svolse in allegria. Guardavo Ely con complicità e Moira con curiosità, cercando di capire se lei avesse capito le nostre intenzioni. Dopo il dolce e l’ultimo bicchiere mi avvicinai a lei. Cominciai ad abbracciarla sorridendo, un po’ per scherzo e anche per sondare le sue reazioni. Era tranquilla e sicura, sembrava proprio non aspettarsi altro. La presenza di mia moglie non la disturbava ne condizionava affatto. Presi a baciarla sul collo, lì in piedi, appoggiati al tavolino della cucina. Non guardavo Ely cosa stesse facendo, ma ero sicuro che stava lasciando a me l’iniziativa. Sorvolai con la mano delicatamente il seno e le affondai la lingua in bocca. Sentivo il bacino di Moira ondeggiare verso il mio. Dopo un lungo bacio proposi alla comitiva di trasferirci tutti in camera.

Spogliammo insieme, io e Ely, la nostra amica. Quando anche le mutandine furono appoggiate distrattamente sul comodino, assaporai quel triangolo rigoglioso, succulento e odoroso. Proposi a Ely di assaggiare anch’essa gli umori intimi di Moira, ma sapevo che la cosa non l’aveva mai entusiasmata. Bisex per caso, non fino a quel punto. Nonostante questo ci passò velocemente le labbra. Labbra di bocca su labbra umide di sesso. Labbra di donne che si sfioravano. Era un sogno o stupenda realtà? Ricominciai e questa volta con più energia a sprofondare la mia lingua nella figa di Moira. Le tintillavo le labbra e le succhiavo gli umori. Anche con il naso arrivavo al clitoride. Insomma, poco dopo la sentii mugolare. Mi staccai e risalendo verso il viso le chiesi se era già venuta. Non rispose, annuì. Preso da scrupoli mi volsi verso Ely e la inforcai, dolcemente, come per dirle che non mi ero dimenticato che esistesse. E così andammo avanti, un po’ con l’una e un po’ con l’altra. Tentai di soppiatto mentre le due donne si baciavano di puntare il culo di Moira. Le appoggiai la mia punta sul buchino posteriore. Restai fermo un attimo. Nessuna reazione. Iniziai a spingere aiutandomi con i diti per individuare meglio la via, ma a quel punto lei si divincolò e sorridendo scosse la testa in senso di diniego. Peccato. Infine successe che mentre stavo scopando Moira, da dietro con io sopra a lei distesa, avendo il preservativo che mi diminuiva un poco il sentire del contatto, stavo prolungando di molto il rapporto e non c’era verso che venissi. Probabilmente il guaio fu che Ely intese tutto questo come una maggiore eccitazione data dalla ragazza e dal suo corpo. Si alzò per non scoppiare. Andò in cucina a fumarsi una sigaretta. Nel frattempo io ebbi un orgasmo incredibile e mi abbattei distrutto nel letto, accanto a Moira, anch’essa distrutta. Mi guardò un attimo come per dire......finalmente, non ne potevo più! Rimanemmo così sul letto tutti e tre, stanchi, a parlottare del più e del meno. Poi accompagnai a casa Moira, da solo. Sul portone le chiesi se era stata bene.

Si appoggiò al mio braccio e sempre con il sorriso tra le labbra mi sussurrò "...in tre mai più...!...".
Ah,.....le donne!

Mat&Ely