Una moglie puttanella
(parte IV)



Ormai avevamo definitivamente capito che eravamo entrati in un gioco erotico completamente nuovo: a me faceva impazzire
dall'eccitazione se qualcuno guardava mia moglie, se le guardava le cosce, se i benzinai o i camionisti sbirciavano tra le sue gambe ammirando il pelo sotto le mutandine "distrattamante" esposte, se occasionali passanti le vedevano il seno lasciato scoperto dalla camicetta o dal vestito. A mia moglie piaceva sapere che io ero eccitato perché un camionista o un benzinaio la stava guardando tra le cosce ma soprattutto, scoperta la sua vera natura di puttana, piaceva essere guardata e rimirata dai maschi. Così, ogni volta che dovevamo fare benzina, si preparava, mentre arrivavo al distributore si tirava su ben bene la minigonna in modo da far vedere tutto ben bene, oppure quando ci ritrovavamo negli ingorghi del raccordo anulare di Roma, ci accostavamo ai camion in modo da offrire ai camionisti la comoda visione di lei placidamente seduta con le cosce scoperte, con il reggicalze bene in vista, intenta a mettersi comoda e mostrare mutandine e fica.
Poi andare al mare significava non solo prendere il sole ma anche mostrarla con le tette di fuori, in tanga, per la gioia di tutti quelli che passano e ripassano davanti le ragazze in topless, alcuni facendo finta di niente, altri guardando ostentamente con un sorriso malizioso sulla bocca. Poi, un giorno, per motivi di lavoro, conobbi un ragazzo che, di mestiere, faceva il fotografo! Quale migliore occasione per un altro giochetto, pensai immediatamente! Per farla breve, organizzai, con la scusa della curiosità di far fotografare mia moglie da un professionista, una mattinata alla Borghesiana, durante la quale per un'oretta buona lui si
limitò a fare foto di tutti i tipi ma neanche una un po'... osè. Mia moglie aveva indossato, per l'occasione, un completino giacca e
gonna (corta ma non troppo) sotto i quali aveva messo un reggiseno bianco traforato e un paio di mutandine bianche molto intriganti ma non da porca.
E così dopo un po' di questo tran tran normale, proposi qualche scatto con me e mia moglie insieme: fatte due, tre foto delle solite, presi a baciare mia moglie, sempre più "calorosamente", fino a sbottonarle la giacca mettendo in  mostra il reggiseno, che le sbottonai subito tirandole fuori le tette e cominciando ad accarezzargliele e a baciarle, sotto lo sguardo esterrefato del fotografo. Il rumore di un trattore che si avvicinava sempre più ci fece ricomporre, ma un altro piccolo tabù era stato infranto...
 

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