Ormai avevamo definitivamente capito che eravamo entrati in un gioco
erotico completamente nuovo: a me faceva impazzire
dall'eccitazione se qualcuno guardava mia moglie, se le guardava le
cosce, se i benzinai o i camionisti sbirciavano tra le sue gambe ammirando
il pelo sotto le mutandine "distrattamante" esposte, se occasionali passanti
le vedevano il seno lasciato scoperto dalla camicetta o dal vestito. A
mia moglie piaceva sapere che io ero eccitato perché un camionista
o un benzinaio la stava guardando tra le cosce ma soprattutto, scoperta
la sua vera natura di puttana, piaceva essere guardata e rimirata dai maschi.
Così, ogni volta che dovevamo fare benzina, si preparava, mentre
arrivavo al distributore si tirava su ben bene la minigonna in modo da
far vedere tutto ben bene, oppure quando ci ritrovavamo negli ingorghi
del raccordo anulare di Roma, ci accostavamo ai camion in modo da offrire
ai camionisti la comoda visione di lei placidamente seduta con le cosce
scoperte, con il reggicalze bene in vista, intenta a mettersi comoda e
mostrare mutandine e fica.
Poi andare al mare significava non solo prendere il sole ma anche mostrarla
con le tette di fuori, in tanga, per la gioia di tutti quelli che passano
e ripassano davanti le ragazze in topless, alcuni facendo finta di niente,
altri guardando ostentamente con un sorriso malizioso sulla bocca. Poi,
un giorno, per motivi di lavoro, conobbi un ragazzo che, di mestiere, faceva
il fotografo! Quale migliore occasione per un altro giochetto, pensai immediatamente!
Per farla breve, organizzai, con la scusa della curiosità di far
fotografare mia moglie da un professionista, una mattinata alla Borghesiana,
durante la quale per un'oretta buona lui si
limitò a fare foto di tutti i tipi ma neanche una un po'...
osè. Mia moglie aveva indossato, per l'occasione, un completino
giacca e
gonna (corta ma non troppo) sotto i quali aveva messo un reggiseno
bianco traforato e un paio di mutandine bianche molto intriganti ma non
da porca.
E così dopo un po' di questo tran tran normale, proposi qualche
scatto con me e mia moglie insieme: fatte due, tre foto delle solite, presi
a baciare mia moglie, sempre più "calorosamente", fino a sbottonarle
la giacca mettendo in mostra il reggiseno, che le sbottonai subito
tirandole fuori le tette e cominciando ad accarezzargliele e a baciarle,
sotto lo sguardo esterrefato del fotografo. Il rumore di un trattore che
si avvicinava sempre più ci fece ricomporre, ma un altro piccolo
tabù era stato infranto...