Occhi che brillano...
“ Erano appena rientrati da quella cena a casa di amici
e Valeria si aggirava quasi agitata tra la camera da letto e il bagno
deponendo i vestiti in modo un po’ disordinato e impaziente.
Carlo, che in macchina non aveva detto una parola, la guardava in modo
sornione; fingendo disinteresse , si stava slacciando con calma la cravatta
di fronte allo specchio.
Lei, Valeria, era già nuda e indugiava in bagno; di solito freddolosa,
sembrava aver caldo, le sue gote erano arrossate.
“ Stasera eri bellissima” disse Carlo “ …ti guardavano tutti…soprattutto
Ludovica ”.
Nessuna risposta sopraggiunse dal bagno illuminato.
“ Sembrava che le brillassero gli occhi quando parlava con te…e subito
cercava anche i miei, il mio sguardo… a tavola ha voluto proprio che ti
sedessi vicino a lei “.
Valeria arrivò svelta sul letto con passo felpato e si distese
sinuosa e sensuale mettendo le mani dietro la nuca, restando così,
con gli occhi assenti e perduti a guardare ora il soffitto ora fugacemente
Carlo, quasi ansante, ma rilassata.
Ormai anche Carlo era nudo; si distese avvicinandosi a lei, e alitando
caldo nel suo orecchio le sussurrò: “ Hai qualcosa da dirmi ? “
Lei non rispose guardandolo stupita con i suoi occhi neri quasi sgomenti.
“ Vi ho viste - proseguì - ha cercato per
tutta la sera le tue mani, per stringerle…e quando mi sono alzato
da tavola ho scorto la sua mano e la sua gamba incollate alla tua…dimmi
che mi sto sbagliando…dimmi che sono le fantasie di un pazzo… “
Ma Valeria continuava a tacere.
Carlo sapeva della loro lunga amicizia; sapeva che Ludovica non stava
attraversando un periodo sereno dopo il suo matrimonio con Roberto e che
aveva cercato spesso sua moglie; sapeva anche che aveva passato con lei
i giorni in cui era stato assente per uno dei suoi tanti congressi.
La baciò con passione e fece scivolare la mano tra le sue cosce,
nel folto cespuglio, e la trovò bagnata.
“ Sei calda “ disse guardando i suoi occhi che ora erano sereni, frementi
e finalmente complici.
La loro intesa era sempre stata fantastica ed era maturata per gradi,
attraverso tutte le tappe del piacere fisico. Ma la loro intimità
andava oltre la fisicità, perchè si erano avventurati insieme
sul terreno infido e affascinante delle esperienze raccontate e delle fantasie
sussurate . Erano coscienti di avere superato il limite…
E adesso nella penombra Valeria era tremendamente consapevole delle
sensazioni travolgenti che avrebbe indotto…perché oramai non era
più la fantasia…oramai era accaduto…
“ Tu lo sai che quando Ludovica viene a trovarmi dormiamo assieme…e
stavolta mi ha raccontato dei suoi problemi con Roberto… “
“ problemi ?… “
“ sì…a letto…non và “
“ e tu cosa le hai detto… “
“ io…io le ho parlato di noi…le ho detto che mi fai godere moltissimo...che
abbiamo un intesa straordinaria…e non solo…le ho detto che hai un cazzo
bellissimo…e che mi fai tutto… “
“ le hai detto così ? “
“ le ho raccontato che mi piace tanto baciarlo…succhiarlo…averlo ovunque…le
ho detto che ho scoperto il mio corpo…il godimento…sì…e che…per
te farei tutto…anche…anche andare con altri…se tu lo volessi…le ho detto
che giochiamo spesso assieme…con queste fantasie… “
“ perché le hai detto queste cose…volevi che lei sapesse…che
si eccitasse…?! “
“ Sì…forse sì…volevo che lei sapesse…sai…mentre raccontavo
lei mi guardava in silenzio e gli occhi le brillavano “
Oramai Carlo era in estasi, ansimava lievemente e con la sua lingua
cercava sempre più spesso quella di Valeria, interrompendola, e
talvolta scendeva a giocare con i capezzoli turgidi. Oramai la sua mano
impugnava il suo membro eretto e ora lo accarezzava dolcemente adesso lo
scuoteva energicamente.
Le due lingue si incrociavano e guizzavano impazzite.
Valeria continuava “ …mentre le raccontavo…sentivo crescere il
desiderio…sentivo che mi stavo bagnando…ed ero anche consapevole
del suo turbamento…percepivo che la sua mente fantasticava e …che il suo
corpo voleva il piacere… “ .
Gli raccontò degli occhi di Ludovica che la guardavano
fissi, quasi imploranti, che si spostavano ansiosi su tutto il suo corpo,
che si posavano e indugiavano prepotenti sul suo seno. “…sai…le è
sempre piaciuto il mio seno…e prima…mentre ci preparavamo per la notte…aveva
voluto guardarlo…avrebbe voluto toccarlo…”
“ continua…ti prego… “ disse Carlo.
E gli raccontò del corpo di Ludovica che oramai la tradiva,
delle palpebre che vibravano incontrollate, isteriche, della lingua
che inumidiva continuamente le labbra, dei capezzoli del suo piccolo seno
che prepotentemente alzavano la leggera maglietta. “…improvvisamente ha
chiuso gli occhi e si è abbandonata…”
Valeria aveva seguito, sgomenta, la mano dell’amica che aveva cominciato
a scendere giù , lungo il percorso che l’avrebbe condotta tra le
gambe che prima aveva aperto e poi subito serrato. “…era eccitatissima…ansimava…aveva
ancora gli occhi chiusi… “
Carlo non parlava più, anche gli occhi di Valeria erano ora
chiusi; lui con la mano che non impugnava il membro le accarezzava dolcemente
la fica, guardava la mano di lei che si sfiorava il seno, che stringeva
i capezzoli.
“ …non sapevo cosa fare…nella mia mente c’eri tu…e mi infiammavo…e
c’era lei davanti a me che godeva…avrei voluto percepire le sue fantasie…c’ero
io…c’eri tu con lei ?…chi in quel momento la stava straziando ?…ho avvicinato
la mia mano...alla sua faccia…le ho toccato con le dita le labbra…e poi…non
ho resistito…le ho sfiorato il capezzolo… “
“ continua…continua… “ gridò Carlo, impazzito.
E Carlo ascoltò. Ludovica aveva riaperto improvvisamente gli
occhi e come se ciò che aveva addosso le bruciasse sulla pelle si
era liberata di quel poco che la copriva; la falsa vergogna era stata annientata,
il caldo orgoglio di femmina straripava. Ludovica si era avvinghiata a
Valeria, l’aveva spogliata a sua volta, insinuandosi fra le sue cosce
aveva strofinato tutto il suo corpo su di lei, l’aveva baciata con dolce
impeto sul collo, sulle guance, sui seni.
“ …Carlo…amore…non ho resistito…mi sono lasciata toccare…leccare…infilare
dalle sue dita in tutti i buchi… “
“ …e tu…tu cosa le facevi… “
“ …la stringevo…l’avvinghiavo…come stringo te mentre mi scopi…le ho
leccato il seno…ho strofinato i miei capezzoli sui suoi…l’ho serrata fra
le mie cosce fino a quando non siamo venute strofinandoci… “
“…sei fantastica…sei fantastica… “ disse Carlo continuando a toccarsi,
“…sei fantastica…sei fantastica… “gridò ancora godendo.
Il suo seme li coprì entrambi.
“ …anche tu sei meraviglioso… “ sussurrava Valeria, passandogli la
mano tra i capelli, “…penso che con te anche Ludovica impazzirebbe… “
“ …sì…la farei impazzire… “ disse Carlo “ …la farò impazzire…
“
“ …no…non devi farlo… “ disse sgomenta Valeria “ …promettimi
che non lo farai mai…che sarai solo mio…promettilo… “
Carlo non disse nulla, scese lentamente giù fino a ritrovarsi
tra la selva boscosa odorosa degli umori di Valeria e la baciò con
bramosia, con impeto, le mordicchiò l’interno delle cosce, fece
addentrare la sua lingua tra le calde labbra, si spinse ancora più
in basso leccandole la seconda apertura, e infine le succhiò avidamente
il piccolo bottoncino fino a farla urlare di piacere.
Risalì quindi e baciandola cercò i suoi occhi per sprofondarci.
Lei disse piano “ ..non sei geloso ?…”
“ …Ti Amo… “ fu la sua risposta. “
Centosonetti