Il momento magico





Mi stavo chiedendo perché.
Perché raccontarmi e perché in questo sito.
E’ inutile girarci intorno: mi stuzzica.

Mi chiamo Serena, non sono niente di speciale: carina sì, non tanto alta (purtroppo) ma proporzionata … a parte il seno che forse è un po’ piccoletto. Non faccio niente di speciale: ho un marito, un lavoro, una casa, una piccola monovolume … insomma, ce ne sono a migliaia come me. Allora state pregustando che sono “speciale” in fatto di sesso …
… faccio il possibile, lo ammetto.

Secondo me tutte possiamo essere speciali … nella vita succede praticamente a tutte di esserlo (non sempre, ma nelle situazioni giuste, con le persone giuste, al momento giusto).
Che cosa vuol dire essere speciali?
Beh, vuol dire fare qualcosa un può fori dal comune, una pazzia magari di per sè niente di tanto speciale, ma che te la ricordi, che ti lascia il segno, che resta a far parte del tuo essere femmina.
Per esempio, a me ha sicuramente lasciato molto il segno il sesso orale fatto quando ero ancora vergine.
E’ sesso, ma più che per amore l’ho fatto per altri motivi (per curiosità, per restare vergine, per non sembrare imbranata, per essere accettata … e perfino per ottenere quello che volevo).
E’ sesso ma non dà piacere fisico. E’ eccitazione, ma a volte l’ho sentita molto di più “dopo” che “durante” il rapporto. Per esempio, mi è capitato spesso di sentire “a cose fatte” una certa esaltazione solo perché avevo superato la paura di fare “quel pompino”.
Già, perché a pensarci bene il sesso orale l’ho conosciuto prima come “pompino” che come “preliminare del fare all’amore” … e credo che sia stato così per la maggior parte di noi ragazze “metropolitane” (forse nei piccoli paesi è diverso).
Da ragazzina qualche storia sentimentale l’ho avuta, ma abbastanza casta … tranne durante le vacanze al mare. Sì: le mie avventurette estive sono state piuttosto spinte fin dall’inizio, sia perché si è trattato sempre di ragazzi conosciuti da poco, sia perché è sempre successo in situazioni trasgressive (macchina, spiaggia, festa privata ecc).

Da maggiorenne poi il sesso orale l’ho fatto anche per amicizia. Con un ragazzo l’ho fatto regolarmente per più di un anno (anche parallelamente ad altre storie), proprio perché eravamo molto amici. Con altri due l’ho fatto qualche volta perché ci tenevo alla loro amicizia (loro ovviamente erano già uomini …).
Vi chiedete se mi vergogno di averlo fatto anche per “convenienza”? Certo che sì, di sicuro non vado a raccontarlo in giro … anonimamente però posso ammettere che sono state due esperienze in qualche modo molto eccitanti (forse proprio perché del tutto contro le mie regole) e sono stati pompini più che professionali, molto profondi, occhi negli occhi, sperma trattenuto sulla lingua e mostrato prima dell’ingoio … capolavori da secondo anno di economia e commercio.

Lo sperma: hem, le primissime volte non mi andava proprio giù … mi venivano le lacrime agli occhi e facevo veramente fatica a trattenere i conati di vomito … così ho imparato quasi subito a impostare diversamente il gioco. Avete capito bene: non mi sono mai sentita umiliata dagli schizzi … anzi, mi eccitano un sacco, soprattutto da quei maschi che “lanciano” molto lungo. Solo più tardi ho scoperto che il glande in quei momenti diventa sensibilissimo, e allora ho imparato l’arte … mi piace sentire il maschio che freme e trema, mi piace vedere la sua faccia sconvolta mentre gli rubo tutta la sua calda energia nella mia bocca.
Anche le fantasie sul sesso orale mi confermano la sensazione che ciascuno di noi in un certo senso è la somma delle sue precedenti esperienze: in cima alla mia top-list infatti troviamo le situazioni in cui immagino che il maschio non sia il mio lui. Anche la top-list di coppia non è tanto diversa … anzi, per lui è anche più estrema (lo eccita immaginarmi alle prese con maschi molto dotati e magari in gruppo).

A questo punto sarete curiosi di sapere a quanti maschietti ho fatto questo tipo di regalo puramente trasgressivo e particolarmente gradito.
Beh, dipende da come considerate certe “storie”. Quelle sentimentali e veramente importanti sono state solo due, perciò le altre sarebbero da classificare come “avventure” … e il numero dei partner occasionali dovrebbe salire sopra i 30, con un numero di rapporti … hummm, moltissimi.
Se invece considerate “ufficiali” anche le storie durate qualche mese, allora il numero dei partner veramente “occasionali” scende sotto i 30 … come suppergiù il numero dei rapporti. Sì, vuol dire proprio che alla maggior parte di questi quasi-30 ragazzi l’ho fatto una volta sola.

Come mai tanti?
Hem, per un certo periodo è stata la mia febbre del sabato sera … e anche quando non ero più vergine, dopo la disko accettavo (eventualmente) di fare solo sesso orale.
Le precauzioni?
Beh, nelle situazioni del tutto occasionali preferivo essere attrezzata e usare il profilattico alla fragola, il che mi risparmiava di dare troppe spiegazioni … poi lo posso anche ammettere che impugnare l’uccello e armeggiare col cappuccio per me era  …  da brrrrrivido lungo la schiena. Se non fosse che nelle discoteche fai presto a farti una cattiva fama, probabilmente avrei accontentato qualche richiesta in più.
All’inizio invece non ero per niente organizzata … dipendeva soprattutto dal maschio perché comunque non mi sono mai lasciata convincere da un ragazzo indeciso: diciamo che qualcuno mi ha messo le dita tra i capelli (e allora non ho potuto fare altro che il classico ingoio), qualcun’altro con una mano se l’è impugnato da solo e con l’altra mi ha allontanata quanto basta (e allora ho chiuso gli occhi e mi son presa la classica doccia).

E le fantasie cosiddette “estreme”?
Secondo me non sono mai state tanto distanti dalla realtà … nel senso che voi maschi, se beccate la ragazza sola, ci provate più o meno educatamente (o aggressivamente … senza rendervi conto che è peggio).
Da ragazza ( guardacaso sempre al mare) mi è capitato che avrebbe dovuto essere una festa privata e invece è diventata una bolgia con pochissima luce. L’atmosfera, tutto sommato, era quella giusta … tanto che mi sono “lanciata”anch’io con un tipo che mi piaceva. Mi son lasciata spogliare completamente nonostante l’appartamentino fosse piccolo, la gente tanta e non c’erano chiavi alle porte … 
Ad un certo punto c’è stato un altro ragazzo che ha allungato le mani “coperto” da quello che stava con me … e io non mi sono accorta subito che le dita erano diverse. Sinceramente poi l’ho capito, e se avesse continuato come aveva cominciato (cioè delicatamente e senza attirare l’attenzione dei presenti) forse lo avrei lasciato fare.
Invece sto tizio è stato troppo precipitoso: si è sentito in diritto di “sostituire” il ragazzo con cui stavo scopando (eravamo in pausa …)  e questo mi ha fatto irrigidire. A peggiorare le cose, invece di chiedere scusa e tranquillizzarmi, ha cercato di trattenermi sparando cavolate della serie

- “dai che ti piace fare la porca” -

… il che, detto così davanti a tutti, mi ha messo definitivamente il gelo addosso.
Nei giorni seguenti però mi frullavano per la testa idee strane … ce l’avevo su con quel tizio perché era stato stronzo e non perché ci aveva provato. Anzi, in un certo senso ero rimasta delusa perché quella storia  non era andata avanti. Anche se allora non ero così sveglia da mirare ai rapporti “multipli”, il brivido di scopare con due maschi “uno dopo l’altro” mi incuriosiva, e poi chissà … immagino che i due non si sarebbero accontentati di rispettare i turni … o no? 
Si, lo so, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare … ma io in effetti ero al mare e lì non c’era nessuno che potesse andarlo a spifferare nel mio ambiente quotidiano.
Ecco, credo che quello sia stato il mio momento magico e dubito che una occasione così si possa ripetere. Tutto può ancora succedere ma continuo a dubitare che sarebbe la stessa cosa: secondo me le pazzie riescono meglio negli anni in cui si è più pazzi.

Penso che sia così per tutti (maschi e femmine): quando si è singoli è più facile rischiare, quando si è una coppia (con davanti tutta una vita da condividere) … beh-beh-beh, ci si pensa 2 volte.

E’ vero: in coppia nascono le complicità. Quelle ti aiutano.
C’è un gioco di coppia che si chiama esibizionismo dove però è sempre lei ad esibirsi per la gioia di un pubblico quasi esclusivamente maschile.
Ci sono tanti altri giochi che teoricamente servono solo a infuocare il rapporto di coppia … ma in realtà spingono lei ad accettare rapporti con altri maschi.
La cosa è intrigante, mi piace, mi eccita che sia proprio il mio lui a rendermi vulnerabile. Il problema è che poi non riesco a essere vulnerabile a comando. Per me infatti non è stato semplice passare dalla libertà di singola ai doveri del matrimonio: ho dovuto chiudere un mio modo di vivere e aprirne un altro.
Adesso non ho capito bene cosa devo fare.
Conosco un solo modo per sentirmi disponibile a far sesso con altri maschi: andarmi a ripescare il brivido dell’avventura.
Io lavoro circondata da maschi e in quell’ambiente molti hanno fiuto per le prede vulnerabili. Essere sexy e maliziosa mi dà sicuramente dei vantaggi … e se ad incoraggiarmi è proprio mio marito, io a questi vantaggi non riesco proprio a rinunciarci … e loro “annusano”.

Dare un calcio al mio orgoglio e scopare col capo: questa al momento è l’opportunità che mi viene offerta.
Dare un calcio alle mie paure e scopare con quel sanazzo del magazzino: tra le varie proposte alternative questa è la soluzione che più mi attira.
Se fossi furba prenderei tutte e due i piccioni … dopotutto non deve essere un dramma passare saltuariamente qualche minuto sotto la scrivania del capo o (in casi del tutto eccezionali) un’oretta al motel … potrei rifarmi col magazziniere-fisico-da-sballo, tra i cartoni del magazzino o sui ribaltabili della sua golf nera.
Sì, perché le tanto disprezzate sveltine in macchina a me piacciono un sacco. Me ne sono concesse molto poche in passato. Comincio a invidiare il coraggio di quelle coppiette clandestine che ho notato imboscate in certi stradelli dopo l’orario di lavoro. Immagino il brivido della fretta nella luce del tramonto.

L’apoteosi dell’animalità: su la gonna, via gli slip, sollevare le ginocchia e spalancare gambe e vulva, lui che mi tira fuori le tette senza neanche slacciare il reggiseno e zum zum zum grosso dentro di me, pesante sopra di me … ciac ciac ciac, la sua carne che schiaffeggia oscenamente la mia …poi lui che mi impasta le chiappe con le sue manone callose …sento un suo grosso dito conficcarsi nel mio sedere … vengo immediatamente e lui si svuota dentro di me. Il toro ansimante di nuovo al posto di guida, io prendo un fazzolettino, tampono lo sperma che mi cola dalla vagina, esco dalla macchina, faccio il goccio di pipì dietro la portiera aperta, aspetto che esca anche lo sperma in eccesso, risalgo in macchina… lui ha già messo in moto e riparte.
Mi risistemo, torno nuova di zecca, pronta a spalancare la porta di casa con un sorriso smagliante  sulle labbra. Lo stress è sparito, gli spazi della mia mente e le cellule del mio corpo scoppiano di energia … se tu vuoi, caro maritino, io posso trasmettertela. Se mi baci la bocca puoi sentire il sapore selvatico di un magnifico cazzo, se mi butti sul letto e ti tuffi tra le mia gambe ci puoi annusare un bouquet sconvolgente, un mix strepitoso di uccello non lavato da 8 ore, di umori vaginali, di sperma denso, di mutandine che si sono inumidite di sudore per tutto il tempo che sono stata seduta alla mia scrivania e si sono inzuppate dei miei umori mentre progettavo la sveltina … tutto con un retrogusto pungente che il grosso dito medio di un magazziniere è andato a stanare dal mio sedere.

Amore, è il tuo momento magico … o adesso o mai più.

Serena