La mia Samanta
(Quarta parte)
Dopo quella volta al mare ci fu un lungo periodo tranquillo, ma facemmo
molte scopate rievocando i ricordi passati; però con i nostri amici
non ci incontrammo per un bel pezzo.
Nonostante questo periodo negativo tra di noi s'aprì un nuovo scenario.
Mentre facevamo sesso, fantasticavamo orgie particolari dove Samanta
era al centro dell’attenzione. Lei voleva vedere film porno e,
da questi, prendevamo lo spunto e lo stimolo per il buon proseguimento della
scopata.
Ci piaceva immaginare di essere gli attori principali del film che stavamo
vedendo, era ovvio che l’eccitamento provocato da quel fare era
così stimolante che sbrodolavamo tutti e due dal piacere. A Samanta
piaceva soprattutto che le parlassi di come desiderassi vederla nell'orgia,
descrivendo tutti i particolari, voleva sentire dalle mie parole quanto porco
fossi e quali perversioni avevo in mente. Mentre parlavo la masturbavo, sentivo
la fica inondata e ansimante... lei mi diceva di smettere altrimenti godeva
come una troia. Mi piaceva, e molto anche a lei, immaginarla in situazioni
dove si trovava con due, tre maschi da soddisfare, dove innumerevoli
mani la palpavano, si infilavano dappertutto e cazzi che la penetravano in
culo e in fica e a turno lei li faceva godere.
Non ancora soddisfatti, per rendere la cosa più reale chiamavamo gli
attori del film, con dei nomi di amici che conoscevamo. Anche a lei
piaceva immaginarsi di vedermi scopare qualche sua amica. Si stimolava ancor
più se la offendevo dicendole: “sei una troia”
,”porcaa”, “ti piacciono i cazzi”.
A Samanta piaceva anche stimolarsi immaginando di lesbicare con qualche
porno star (del film) o addirittura con delle sue amiche.
A forza di immaginare scene particolari, cominciavamo a sentire il desiderio
di concretizzare realmente simili esperienze, e parlandoci delle varie
ipotesi ci eccitavamo a vicenda. Tra i tanti nomi che venivano menzionati,
il più intimo, disponibile, credibile e affidabile era Franco.Come
ho detto prima, nelle varie scopate lo nominavo e la cosa eccitava
Samanta poiché sembrava più vera visto che con Franco si aveva
già una certa confidenza.
Così una sera proposi a Samanta se era disposta a provare un'esperienza
a tre, e lei mi rispose con un quasi si.
Una sera venne Franco e lo avvisai dei fatti. All'inizio restò
a bocca aperta, ma poi subito mi disse che la cosa gli interessava a patto
che glielo avesse chiesto anche Samanta. Poi riferii a Samanta che Franco
era a conoscenza di tutto, disse che non avrebbe mai avuto il coraggio di
farlo anche se devo dire che non mi sembrò contrariata, anzi incuriosita.
Premetto che Samanta aveva sempre provocato Franco e soprattutto in
quel periodo, con frasi e atteggiamenti inconsueti che sembravano
proprio degli inviti.
Qualche tempo dopo, una sera, vennero a trovarci Federica e Franco con una
novità: ci portarono due vibratori. Erano spaventosamente grossi
e molto simili ad un cazzo originale. Quei “cosi” dovevano avere
incuriosito molto le nostre donne le quali divertite, si sono messe a giocarci
(premetto, vestite), simulando penetrazioni in varie pose... l’atmosfera
si riscaldò fin dall'inizio.
Più tardi, mentre Federica e Franco se ne stavano in un’altra
stanza, inspiegabilmente io e Samanta ci ritrovammo per terra a baciarci
e palparci.
Io ero seduto sul tappeto e lei sopra di me di fronte a carponi,
ad un tratto me lo tirò fuori e si mise a spompinarmelo con
tenacia. Indossava un abitino corto e sotto un body nero, io le toccavo
le tette che avevo tirato fuori dal body e mi gustavo il pompino. Samanta,
sembrava volesse fare tutti i numeri che le erano possibili, fregandosene
della possibilità che potessero entrare nella stanza gli altri: me
lo leccava, me lo menava e intanto si palpava pure lei.
E proprio in quel momento entrò Franco, e Samanta incurante
della sua presenza (anzi mi sembrò compiaciuta), continuava a lavorarmi
l’uccello in tiro dimenandosi ancor più. Franco se ne stava in
piedi a guardarci come uno stupido, restò li per alcuni minuti, poi
io lo incoraggiai a darsi da fare, tirai a me la gonna di Samanta, scoprendole
il culo (aveva il body infilato tra le chiappe). Lui, con le mani,
cominciò con un movimento rotatorio a massaggiare, accarezzandole il
sedere e lei non si scompose, anzi continuò imperterrita a menarmi
e leccarmi il cazzo. Continuammo così per un po’, poi feci cenno
a Franco di prendere il vibratore.
Io, nel frattempo, slacciai da sotto i bottoni del body, lasciando così
scoperti culo e fica. Tornato con in mano l'affare vibrante rimase sconcertato
dalla scena che gli avevo preparato: il culo nudo di Samanta, che lui
aveva sempre desiderato, bello rotondo, che si dimenava e sotto la prugna
calda pelosa, insomma tutti i buchi liberi, aperti e pronti. Scherzando
per sdrammatizzare, si appoggiò il cazzo di gomma come fosse stato
il suo, si inginocchiò dietro a lei e lo posò sulla fica.
Franco temeva un rifiuto da parte di Samanta, e invece la sorpresa fu che
questa cominciò a muoversi avanti e indietro come se volesse
infilarselo. Lui lo spinse delicatamente e lo fece entrare appena appena
ecominciò a darle dei leggeri colpi. Lui aveva paura di essere troppo
azzardato e che Samanta si fosse rifiutata, del resto sua moglie era nell'altra
stanza e in qualsiasi momento sarebbe entrata.
Tutto questo mentre io stavo ancora seduto con ancora il cazzo nella sua
bocca, e con la mano le accarezzavo il clitoride dal di sotto. Mi eccitava
maggiormente quando sentii quel coso vibrante che le spingeva la fica.
Sentivo Samanta che sbrodolava, emetteva urletti e gemiti. Non godemmo,
ma comunque il tutto fu anche troppo stimolante, ci bastò vedere
quanta passione e quanto Samanta fosse eccitata dai palpeggiamenti di noi
due maschi , quasi nuda , toccata nelle sue parti più intime, con un
cazzo in bocca e uno (anche se finto) in fica, non si vergognò,
anzi... era disinibita, si comportò proprio come fosse stata la nostra
troia.
Anche se lieve, per noi fu comunque la prima esperienza a tre,
ed eravamo pienemente soddisfatti. Dopo, rivestiti, ci comportammo
disinvoltamente per non fare capire niente a Federica.
Passò una settimana e una sera tornarono a trovarci e ad un certo
punto, mentre noi tre in cucina si scherzava (Federica
stava in sala a vedere la Tv), mandai su Samanta con una scusa, io
laseguii e dissi a Franco di raggiungerci più tardi. Lo stupore
di Samanta nel vedermi improvvisamente di sopra nella nostra camera che all'improvviso
la assaltavo fu notevole, e contenta reagì collaborando vivacemente.
La adagiai sul bordo del letto e qui cercai di denudarla. Le palpavo
la fica e lei ne approfittò per tirarmi fuori il cazzo e si mise a
menarmelo. Samanta certamente in quel momento non poteva immaginarsi della
sorpresa che le avevo preparato, infatti ecco che sulla porta apparve timidamente
Franco. Samanta ebbe un sobbalzo e chiese cosa avevamo intenzione di combinare;
non ci sembrava convinta poiché ci disse che si vergognava. Io le
risposi di non preoccuparsi, di rilassarsi e invitai Franco ad avvicinarsi
perché ci guardasse più da vicino.
Ci rimettemmo a palparci (anche se devo dire che Samanta ora era meno accanita)
e mentre ci toccavamo io continuavo a svestirla togliendole le mutande e
tirandole giù il reggiseno. Io ero sul letto disteso con i piedi
di fuori e Samanta a cavalcioni sopra di me, che si strofinava la fica sul
mio cazzo. Franco stava in piedi dietro Samanta e si gustava
la scena: vedeva noi due che ci toccavamo e guardava eccitato il corpo conturbante
di Samanta che si dimenava. Ad un certo punto, con discrezione, appoggiò
le sue mani grosse e pelose su quelle stupende chiappe sode che aveva
davanti a sé e massaggiò dolcemente, prima piano e poi sempre
più forte roteando su e giù. Samanta se ne stava lì tranquilla
a prendersi quei palpeggiamenti che la facevano fremere tutta e intanto continuava
a strofinarsela sul mio cazzo. Quel palpeggiare le piacque, lo disse subito,
e noi continuavamo. La scena era eccitante da quel misto di mani che
palpeggiavano qua e là sui vestiti e su qualche parte di corpo morbido
non riconoscibile nella penombra. Poi ad un tratto Franco chiese se
poteva avere anche lui dei privilegi, allora cambiammo posizione: io e Samanta
seduti sul letto, lei sulla mia sinistra con Franco di fronte e con l’asta
dell’uccello fuori dai pantaloni. Samanta non era soddisfatta
e chiese a Franco che, visto che lei era praticamente nuda, anche lui per
solidarietà doveva calarsi per bene i pantaloni, permettendole di toccare
meglio l‘uccello.
Franco non se lo fece ripetere e chiese , visto che c’era, se poteva
menarceli tutti e due assieme, ma lei non volle, anzi si rifiutò
di toccarmi il mio cazzo e imperterrita si mise a menare su e giù
quello di Franco. Lo faceva proprio volentieri, lo si leggeva in faccia; quasi
come dire: “vedi porco come me lo gusto o come meno bene il cazzo
al tuo amico?”. Io, eccitato con l’uccello in tiro tra le
gambe, continuavo a sditalinarle la fica e le tette mentre Franco di
fronte le palpava un seno alla sua sinistra. Samanta era assopita nel
piacere più profondo e continuava a menare il cazzo
di Franco tirando su e giù la pelle, scoprendo la cappella e
con l’altra mano solleticava leggermente sotto le palle. Il tutto durò
per una decina di minuti finché sentimmo dalle scale la voce di
Federica che ci chiamava e Franco impaurito dovette rivestirsi velocemente
per andarle incontro.
Noi rimanemmo soli e facemmo una veloce ma bella scopata ricordando
l'accaduto.
Fine quarta parte... continua...
Per commenti, scambi di opinioni e se qualcuno ha avuto esperienze analoghe,
scrivetemi a : trx@freemail.it
.
Ciao a tutti da Stefano, alla prossima!