Il viaggio di nozze




Per un certo periodo, ogni mese circa, dovevo recarmi da Milano a Palermo e per questi spostamenti preferivo prendere il treno. Cercavo come al solito qualche buona compagnia visto il lungo viaggio. Quella volta il treno era pieno di persone, allora riuscii a trovare un posto in uno scompartimento con quasi tutti anziani esclusa una coppia. Come al solito quando ci si ritrova in treno si comincia a parlare di tutto, così scoprii che la coppia più giovane, lei 38, lui 45 si era appena sposata e stava andando in Sicilia per il viaggio di nozze. Lei era una donna già matura ma molto timida: ogni volta che incrociavo il suo sguardo arrossiva abbassando la testa. Lui invece era spavaldo e pieno di se'.
Sapete com'è: quando si è in treno nei lunghi viaggi ci si alza per fumare, per muoversi un po', e fu così che lei venne fuori dallo scompartimento per andare in bagno. Feci finta di stringermi il più possibile e mentre lei passava subii una strusciata da favola... passò vicino al mio corpo in modo lentissimo e avvolgente.
Allora mi venne da pensare che la sposina dallo sguardo timido nascondesse qualcosa... Verso le 20, e cioè dopo 4 ore di viaggio, cominciammo a tirare fuori i vari panini e bibite: la coppia di bresciani oltre ai panini tirò fuori un bel bottiglione di vino: lei non beveva, ma lui ci dava dentro! Notai la bresciana non molto contenta di quel marito che continuava a bere e mi sembrò un matrimonio di convenienza.
Nelle varie uscite dallo scompartimento feci in modo di risedermi di fianco a lei: quella strusciata mi aveva incuriosito... Mi sedetti e notai che mentre leggeva un libro di chiesa continuava a guardarmi con la coda dell'occhio. Così cominciai ad appoggiare la mia anca vicino alla sua e dopo vari allontanamenti da parte sua le nostre anche furono appiccicate. Lei era alla mia destra e chiedendole cosa leggesse feci un cenno come ad indicare qualcosa sul libro con la mano sinistra. Questo movimento programmato mi permise di avvicinarmi a lei appoggiando il gomito sinistro vicino al suo seno. Mi accorsi che non si allontanò, anzi, capii che la mia bella bresciana non era poi tanto innamorata: il marito nel frattempo si era scolato il bottiglione di vino, e verso le undici e mezza, in comune accordo, spegnemmola luce e cominciammo a pensare di dormire. Le persone anziane dopo qualche minuto erano già addormentate,e il marito era già da un po' in stato di "anestesia" da alcool,  ma io e la bresciana eravamo belli svegli. Allora cominciai  a toccarle leggermente la mano e piano piano i fianchi, sentendo che tremava dalla voglia.
Allora presi il mio giaccone usandolo come coperta, e dissi se voleva coprirsi anche lei. Accettò volentieri, quindi partii in quarta per provarci, e la paura del marito era ancora più eccitante per me, ma non per lei: riuscii a prendere la sua mano e appoggiarla in mezzo alle mie gambe, ma tremava, era sconvolta ed eccitata. Il marito per un attimo si girò ed abbracciò la moglie tirandola a se', e questobloccò tutto l'ardore del momento: pensai che ormai era tutto perso. Ma dopocirca venti minuti lei disse al marito che era scomoda e gli chiese di girarsi, e si appoggiò alla sua schiena (posizione a cucchiaio).
In pochi istanti il marito ricominciò a dormire con un leggero "russamento".
Ormai era partito, e con i due litri di vino che aveva bevuto non si sarebbe svegliato almeno per sei ore. Molto probabilmente la bresciana pensò la stessa cosa, perchégirandosi verso di me chiese se poteva coprirsi con il mio giaccone. Questo mi permise si avvicinarmi a lei e mettermi come terza persona in posizionea cucchiaio. Sentivo tutto il suo calore vicino al mio pantalone; sistemai il mio pene e cominciai ad appoggiarlo vicino al suo culo con leggere pressioni, ma lei cominciò con un gioco di anche e pressioni più consistenti, così quando capii che erano volute mi decisi a mettere le mani sotto la gonna e piano piano tirarla su. Bastò, vista la situazione, alzarla quel poco da arrivare ad accarezzarle il culo.
Era bagnata la sposina, e le sue mutande fradice. Abbassai la cerniera dei miei pantaloni e con due dita le spostai leggermente le mutande, così appoggiai il mio pene tra le sue cosce. Entrambi però eravamo consci della situazione e dovevamo fare attenzione, così lei mise in bocca il fazzoletto stingendolo fortemente con i denti e io mi feci trascinare dal ritmo del treno penetrandola dolcemente per non fare rumore.
Pensate a stare fermi, quasi immobili e lasciarsi accompagnare dalle rotaie di un treno. Sentii il mio liquido entrare in lei e il suo corpo che lo accettava con desiderio. Passato l'attimo, sempre lentamente, nel tirarlo fuori mi accorsi che ero vicino al buco del culo tutto bagnatoe mi venne l'idea di provarci: lei non voleva ma visto che non era più nelle condizioni di ribellarsi ci provai con un colpo secco che le provocò un leggero dolore che fece svegliare il marito.
Le chiese "cara come va?", e lei rispose "benissimo, ma evidentemente devo aver fattoun cattivo sogno". L'abbracciò a se' e non la mollò più.
Dopo qualche minuto lentamenteci sistemammo e ci addormentammo, anche per lo spavento preso. Al mattino, primadi scendere, non mi guardò per niente come se non fossi esistito, e nel salutarci augurai a loro un buon viaggio di nozze e di felicità. Lei arrossì talmente tanto che il marito mi disse che era una donna molto timida, tutta casa e chiesa. Gli risposi che era un uomo fortunato, ma nella mia mente pensai "finché ti ubriachi, i fortunati saranno altri!!".

Mgian@hotmail.com