Milano - Napoli, sola andata...




Improvvisamente dovetti partire per Napoli. Mi recai in stazione Centrale per prendere il primo treno possibile.
La prima partenza era verso le 2 e 30: andai al binario di partenza e cominciai a camminare lungo il treno per trovare un posto; con mia meraviglia trovai il treno completamente vuoto.
Mi fermai lungo il binario per vedere se arrivava qualcuno per poi salire insieme, visto che il viaggio dura circa nove ore.
Mentre aspettavo la partenza del treno, l’altoparlante della stazione comunicava l’arrivo di un treno proveniente da Zurigo aggiungendo che era pronta la coincidenza per Napoli.
Dopo circa 15 minuti cominciarono ad arrivare delle persone e tra questo gruppo notai subito una bellissima ragazza dai capelli biondi e occhi azzurri. Chiaramente la feci passare e subito dopo, con un metro di distacco, mi misi dietro di lei per raggiungere la carrozza dove sarebbe salita.
Notai che era sola, con una piccola valigia. Incrociando un ferroviere si fermòper chiedere dov'era la carrozza numero dieci, così ne approfittai per inserirmi nella discussione chiedendo dove avrei trovato posti liberi.
Andando avanti nella ricerca dei posti ci scambiammo qualche opinione,e un suo sorriso mi diede lo spunto di dirle che il treno era completamente vuoto e se voleva potevamo fare il viaggio insieme.
Lei rispose che aveva il posto prenotato e se volevo potevo andare con lei perché il posto prenotato della sua amica, che aveva dovuto rinunciare al viaggio, era libero. "Apriti cielo" pensai, "meglio di così!" . Salimmo sul treno e ci sistemammovicino al finestrino.
Mentre sistemava le sue cose la guardavo: era veramente una gran figa! Cominciammo con le solite frasi e nel frattempo cominciai a guardarmi in giro e mi accorsi che c'era davvero pochissima gente nella nostra carrozza. In totale, compresi noi, eravamo cinque persone e il pensiero di fare un viaggio lungo in uno scompartimento da soli cominciava a stuzzicarmi. Il treno partì alle due e mezza precise, e parlando del piùe del meno mi disse che aveva una leggera emicrania dovuta al viaggio Zurigo-Milano. Le risposi che mi ero accorto cheaveva qualche problema, e questo la incuriosì chiedendomi da cosa lo capivo. Le dissi che aveva una tensione sopracciliare, ma che poteva risolvere il problema con un massaggio leggero, e le indicai i punti dove c'era tesione.
Questo mi permise di avere un contatto con la sua pelle e sentii subito delle vibrazioni. Capii che questa sensazione dimostrava che eravamo due corpi in sintonia. Dopo qualche minuto, le chiesi se voleva che  provassi a massaggiarle il viso, e lei acconsentì. Avevo il cuore che pulsava dall'emozione del momento e cercai di dirle cosa facevo man mano che la toccavo; così passai le mie mani sul suo viso per poi passare delicatamente alle parti più erogene... la sentivo leggermente in tensione e le dissi di rilassarsi, altrimenti non avrebbe avuto benefici; certamente la luce dello scompartimento le dava fastidio, perché fece uno scatto per alzarsi e spense la luce, chiedendomi se non fosse meglio chiudere anche le tendine del corridoio e del finestrino.
Chiaramente dissi di sì. Si posizionò di fronte e cominciai a massaggiarla dolcementefinché non passai al collo e standomi davanti le feci appoggiare la testa sulla mia spalla. La massaggiavo sfiorando il mio viso con il suo e quelle vibrazioni erano semprepiù forti, finché piano piano portai il suo viso vicino alla mie labbra sparando un bacio di quelli che ti fulminano: intenso, forte, passionale... Seguirono altri baci mentre le mie mani scorrevano sui suoi fianchi fino ad arrivare al suo seno... le alzai la maglietta e - credetemi- apparve un seno con due bocce dure e con un capezzolo bello rotondo e duro... che tette! Visto che sono la mia passione, miappoggiai in mezzo al suo seno e cominciai a leccarla e succhiarla, accorgendomi che quando morsicavo i capezzoli, lei andava in estasi.
Devo dire che io ero da un pezzo in estasi! Morsicandole dolcemente i capezzoli cominciai lentamente ad abbasarle i pantaloni e mi accorsi che dalla foga avevo tirato giùanche le mutande... nel buio dello scompartimento riuscivo a vedere il suo corpo rosso dalla voglia che emanava: era caldissima!
La stesi sui sedili e dolcemente cominciai a penetrarla. Credetemi, la sensazione era tale da pensare che avrebbe ustionato il mio pene!! Fu stupendo per entrambi, finimmo dicendo che era stata una forte, intensa scossa di alta tensione che passava nel nosto corpo. Ci rilassammo per circa un'ora, uno di fronte all'altro.
Continuai a guardarla con passione: l’ombra della notte con qualche luce ogni tanto accendeva il suo viso.
Mi accorsi ad un certo punto che anche lei mi guardava intensamente e questo mi permise di ricominciare... però dovevo fare qualcosa di diverso: la presi e la tirai su, mettendola con le gambe divaricate che appoggiavano sui due sedili. Cominciai dai piedi fino ad arrivare nelle sue parti intime... lei si teneva attaccata sul portavaligie e contraeva il suo corpo a ogni mio passaggio di lingua. Quando raggiunse l’orgasmo, scendendo dai sedili appoggiò la testa sul tavolino porta bibite, e vedendola così alla pecorina l’abbracciaie le chiesi se le faceva piacere prenderlo nel culo e baciandomi disse di sì. Eravamo distrutti, e abbracciati dormimmo fino al richiesta da parte del controllore del biglietto, il quale disse se ci eravamo accorti dell’odorestrano che c'era in quello scompartimento..!! Quando andò via ci guardammo intensamente e ridemmo; mancava poco e sarei sceso da quel treno. Lei mi chiese se ero contento di quello che era successo: chiaramente le dissi di sì, aggiungendo che mi aveva dato tutto tranne la sua bocca, e sarei stato veramentecontento se ciò fosse successo prima di scendere. Mi disse di sì, ma non volentieri perchéera stanca come d'altronde lo ero anche io. Non avevo più voglia ma non potevo lasciare perdereun viaggio del genere: sembrava che mancasse qualcosa. Con qualche sforzo da parte mia e concentrandomi, lei cominciò a succhiarlo e mi accorsi che man mano che pompava cominciava a farlo di gusto!
Arrivai e scesi; nel salutarci mi disse che andava a trovare il fidanzato. Nel frattempo vidi un militare salire sul treno e feci un cenno con la testa, come per dirgli "provaci, che è un gran figone" e penso, da come la guardava, che avesse capito.
Il treno era in partenza e mi chiese come mi chiamavo; stranamente non c'eravamo presentati ancora. Le chiesi il numero di cellulare, ma mi rispose che le cose belle succedono unasola volta, e il treno si allontanò.
Ma questa storia è rimasta incisa nelle mia mente.
Con un dubbio: si sarà addormentata, o avrà ricominciato con il militare?

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