CREAZIONE DI UN SENTIMENTO





Amore?
Io ho amato?
Così dicono voci amiche, così mi scrivono lettere a forma di nome, così sussurrano volti mai conosciuti.
Io ti avrei amato senza che te ne accorgessi. Tristezza di una voce velata, l’urlo di un sussurro mai pronunciato, la forza della parola: Amore.
Il mio diario. Lì è la vera me stessa o è la persona che confessa dolore, fantasie, vita in un racconto? Dov’è il mio io menzognero? Sulla carta, nei pensieri, in ciò che non ho mai detto. Io avrei amato. Te. Non hai voluto rivelare, non il mio nome, ma nemmeno la mia esistenza a chi non mi avrebbe mai conosciuto. Io che non sono stata neppure un’amica, una conoscente, una collega. Non sono mai esistita per te di fronte agli altri. Ora gli amici mi chiedono quanto si soffra per amore.
Ma io ti ho creato. Io ho inventato la tua fantasia, io ti ho descritto nei racconti, io ho inventato una tua altra identita’ per coprire una storia che non c’era, io ho rivelato la tua dominanza sessuale, io ti ho fatto comprendere il significato della parola amore. Per un’altra donna.
Questi sono sintomi d’amore? O è solo  un amore distorto che cerca di convincerti che nel mio egocentrismo io sono migliore di lei?
Ma dimenticavo. Tu l’ami. Per questo mi hai baciato una sola volta. La prima volta. Ho accettato il tuo sesso ma non potevo accettare i baci di una persona che non mi amava. Intromissione di una lingua nella mia bocca, penetrazione di saliva nei miei pensieri. Mai più baci. Mai più la tua lingua. L’unica cosa che mi faceva ribrezzo di te. Una lingua solo per mentire. Non ti amavo. Succhiare il tuo cazzo era il mio gioco di potere. Io ero l’artefice del tuo godimento. Io potevo lasciarti a metà o portarti all’apice. Io facevo salire la tua voglia con una frase "siii voglio godere come tu vuoi"
Ma i baci. Solo alle persone che amo. Ho amato con il corpo, ho amato a tal punto da mangiare solo cioccolata dopo l’orgasmo, ho amato tanto da creare il sentimento. Io ho creato il sentimento d’amore, l’ho inventato. Non c’è mai stato. Come si chiede l’amore? Sottomettere o soccombere. Incapacità d’amare. Godevo ma l’artefice era il mio cervello, il mio lasciarmi andare, non  tu. Ho superato le tue fantasie. Sentivo di poterti legare a me con il sesso, non con l’amore.
La nostra passione era solo carne non amore, solo pelle sudata non desiderio di unione, solo necessità orgasmica non affetto. Assorbo le idee del piacere risucchiandole nel mio buco nero. Sono la parte nascosta della luna, tu una frana che ha richiuso le mie certezze.
Solo ore d’amore, mai giorni insieme, solo orologi impazziti che ci rubavano attimi di piacere "aspetta, non andare ti voglio ancora". Il tempo dell’ orgasmo già scaduto. Io ti ho creato, elevato, mitizzato con le mie parole, io ho aumentato la tua superbia. Con il sesso che non avevi mai conosciuto. Sono io il punto di partenza e di destinazione del tuo piacere. Io ho creato la nostra storia, la mia lingua la tua erezione, i miei morsi i segni di possesso sul corpo, io ho creato dei dubbi d’amore nella tua mente, io ho riempito la tua bocca dei miei umori caldi. Mille desideri mi esplodono nel cervello appena ti penso. Tutto quello che non abbiamo avuto tempo di provare. Solo sesso animale, solo inculate a freddo, solo vaselina sui corpi, solo marmellata sulla mia lingua e sul tuo corpo, solo un’altra pelle nuda, invisibile, tra noi,  solo acqua fredda sui nostri odori mischiati, solo, ancora e solo…se non mi fossi innamorata.
Mi sono svegliata nel cuore della notte. Una mano calda era appoggiata sul mio sedere. Il corpo di Riccardo dormiva con il mio. Tu dormivi nel mio letto, non con me. Ti osservavo dormire, volevo il tuo corpo accanto, volevo sentire il tuo respiro, volevo penetrare nei tuoi sogni. Quante sono le donne con cui ha scopato, con quante ti sei accoppiato per sesso, quante hai amato, quante nei ricordi almeno il nome? Io ho un affetto per tutti i miei amori, sono esistiti, vivono.
Le tue donne non sono state altro che corpi.
Io sono immersa nella vita: sono il caos dei sentimenti, sono la cicatrice del cuore, sono il turbine del cambiamento, sono l’incertezza di un’idea senza senso. Sono un sogno d’amore senza risveglio.
Io avrei amato. Te.
Stabilità. Di un ponte sospeso sull’oceano.
Solidità. Di un ciottolo nel fiume ingrossato da un’alluvione.
Odio l’avventura dell’amore, lo spasimo del desiderio ma ne sono trascinata. Un nuovo amore, un nuovo corpo, un nuovo pensiero.
Te.
Fantasma.
Ami lei perché è il tuo amore solidificato, la tua sicurezza, la tua routine sentimentale. La mia frattura: voler amare carnalmente un corpo sessuale e possedere una persona intelligente accanto. Per questo ci siamo trovati. Sesso e cultura, mente e corpo, desiderio e discussione. Fino alla mia scissione.
Volevo entrambe le cose. Con te. E sono rimasta ingannata da quello che volevo sentirmi dire, da quello che sognavo, da quello che non hai mai detto.
Io ti ho creato. Io ho creato il mio ruolo d’amante. Io ti ho inserito nel capitolo della mia vita. Marginale.
Vivo nell’ansia di incontrare un altro te.
Vene, sangue, cellule, linfa: tu ne hai versata una goccia nel mio cuore, ma io ho creato, messo a punto, vivificato la tua fantasia. Gira il mondo nella mia testa. Girano tutti i mondi possibili, sospesi tra scelte non fattibili. Non posso darti la completezza  e tu non puoi essere la mia felicità.
Dalle tue labbra avrei voluto sentire dire "ti ho voluto bene" ma non ho avuto il coraggio di chiedertelo. L’avresti detto per compiacermi.
Non esiste una verità degli affetti.. Mi sono persa. Nei sentimenti. Nei pensieri. Nelle elucubrazioni della mia fantasia. Nelle parole del mio diario.
Avrei dovuto canalizzare il mio amore verso me stessa, non verso di te.
Io ti avrei amato. Perché lo dicono gli altri ed io non me ne rendo conto.
Io avrei amato te perché mi addormento sognandoti.
Io avrei amato te perché sento l’odore del tuo corpo sui miei sogni.
Io avrei amato te perché ti ricerco in altri visi. Ossessione d’amore.  Fissazione sul passato.
Ma non morirò più per amore.

20/9/99