Un fine settimana in montagna
(Seconda parte)
Tentavo di dormire, ma
senza riuscirci. Nella mia mente, come in un film, rivivevo le immagini
della serata e della notte appena trascorse.
Tutto mi scorreva davanti
agli occhi: la mia ragazza che baciava Paolo sulla bocca…lui che le metteva
la mano nelle mutandine e la toccava… poi quando a letto le palpava e baciava
i seni… lei che gli accarezzava l’uccello e poi glielo prendeva in bocca
Ero quasi incredulo,
e mai avrei immaginato di poter provare un piacere così forte nel
rivivere tutti i momenti d’intensa eccitazione erotica che la mia ragazza
mi aveva procurato con il suo comportamento.
Certo, anche a lei
era piaciuto molto, ma se avesse osato un poco di più?
Avrebbe certo potuto
far l’amore anche con Paolo, ed io non l’avrei sicuramente impedito…Va
bene che… per la seconda volta che si conoscevano, poteva ben bastare anche
così! Si erano baciati, toccati, lui l’aveva accarezzata tutta e
lei glielo aveva preso in bocca, ingoiando il suo sperma… Evidentemente
lei in quel momento non si era sentita di andare oltre…e poi, che cosa
era successo tra loro durante la notte, mentre io dormivo?…si erano addormentati,
oppure…
Ero curioso di saperlo,
e volevo chiederlo a Lauretta non appena si fosse svegliata. Dentro di
me, nel mio intimo ...ero combattuto tra una specie di strana incertezza
e il forte desiderio di trasgressione...avrei voluto che lei avesse fatto
l’amore anche con Paolo.
Non di nascosto, ma
mentre io la guardavo, per vederla posseduta e penetrata da un altro.
In ogni modo, avevo
appena passato la serata e la notte più piacevoli della mia vita.
Ora Etta riposava abbracciata
con la testa nell’incavo della mia spalla, ed io le accarezzavo i lunghi
capelli neri.
Poi cominciò
a stiracchiarsi e lentamente aprì gli occhi. Era più bella
che mai, anche appena sveglia. La attirai sopra di me e ci baciammo con
passione, mentre io me la palpeggiavo e…incredibile…ricominciavo ad eccitarmi
sentendo i seni sul mio petto ed il suo sesso sul mio.
Le infilai le mani
sui fianchi per abbassarle le mutandine, ma lei: “Eh no..ma dai...adesso
basta…ma non sei ancora stanco? Non ti ho mai visto così allupato…sarà
l’aria di montagna…però…visto che sei così pimpante, perché
non scendi a preparare il caffè?”
E di scatto si tolse
ridendo, lasciandomi con le mie domande in pectore, il pisello semirigido
e l’incombenza della colazione. Mi rivestii, mi sciacquai con l’acqua gelida
e stavo per scendere in cucina, dopo aver dato un bacetto a Lauretta. Ma
lei non si accontentò, mi abbracciò stretto e ricambiò
con un bacio appassionato in bocca, poi mi disse: “Sappi che io ti amo
ancora di più…e tu?”
“Anch’io,
e mi stai rendendo l’uomo più felice del mondo”
E così scesi
fischiettando nella stanza adibita anche a cucina. C’era un forte odore
indefinibile, di salamelle abbrustolite, cagliata di formaggio, fumo e
caffè.
Paolo mi salutò
allegramente mentre stava rivoltando i formaggi, ed io andai ad aiutarlo
finché non ebbe finito.
Sulla grande stufa
a legna vi era già una vecchia maxi- caffettiera borbottante, annerita
dal fumo. Feci abbrustolire delle fette di pane e tornammo di sopra con
la “colazione” (Paolo all’ora di pranzo era ai pascoli alti con le bestie,
e si poteva permettere solo un panino) a base di burro, marmellata, fragoline
e mirtilli di bosco affogati in zucchero e vino, salame, pancetta e formaggio.
Lauretta rimase sorpresa
davanti a tanto ben di Dio, degustando il tutto con appetito. Solo il caffè
era francamente orribile, ma (dietro consiglio di Paolo) scoprimmo che
migliorava parecchio aggiungendovi una buona dose di grappa, come si usava
in montagna.
Paolo c’indicò
anche un posto in alto sul monte, ad un’ora di cammino da dove lui portava
le bestie al pascolo, bellissimo per fare un’escursione ed ove avremmo
potuto trovare, oltre ai rododendri, anche le stelle alpine. Lui abbracciò
stretta e baciò Lauretta, poi ci accomiatammo per ritornare al nostro
accampamento.
Dopo aver lavato nell’acqua
gelida del torrente e steso ad asciugare la biancheria intima, entrati
in tenda attirai a me Lauretta e la feci sdraiare vicino. Faceva le fusa
come una gattina e mentre me la coccolavo, chiesi se le erano piaciute
la serata e la notte passate in compagnia con Paolo.
“Indimenticabile,
anche se ho dormito pochissimo……Paolo mi piace e con me è stato
un tesoro, in tutti i sensi. Ho voglia di stare ancora con lui e magari…ci
farei anche all’amore. Stanotte lui mi ha cercato anche mentre tu dormivi,
ma io non ho voluto perché mi sentivo come bloccata, in fondo quasi
non lo conoscevo e, se l’avessi fatto, mi sarei poi sentita in colpa, per
essere stata troppo precipitosa. Certo, l’ho lasciato forse un poco deluso,
ma penso che lui mi abbia capito. E tu?”
“Anche a me è
piaciuto moltissimo, credimi che non ho mai sentito emozioni così
forti in vita mia come nel vederti amoreggiare con lui. Ma dimmi, cosa
avete fatto stanotte, mentre io dormivo?”
“Beh, dopo che ti
sei addormentato e rigirato ha ripreso ad accarezzarmi e a baciarmi in
bocca, ed io mi sono lasciata andare. Mi ha leccato e palpeggiato i seni
a lungo, poi, dopo avermi messa di traverso su di lui, mi ha abbassato
le mutandine e mi ha infilato due dita dentro, mentre io glielo prendevo
in bocca e l’accarezzavo…Poi…il resto…ma non ho fatto l’amore con lui…consentimi
di tenere un piccolo segreto…ti prometto che ti dirò tutto lunedì
sera a casa. Piuttosto, Rosa mi ha detto che si sente un poco trascurata
da te. Ce l’hai con lei? Stagli vicino, sai che per te ha un debole…ed
io, guardona che ti ama tanto, vorrei proprio vederti far felice anche
la mia amica! Anche a Daniele piace guardare la sua ragazza mentre gioca
con te…hai visto anche l’altra volta”
“Ah sì? Si
sente trascurata? Non era certo mia intenzione…. Sai che mi piace anche
come ragazza, non solo per le tette ed il suo culetto. Ok per i tuoi piccoli
segreti con Paolo, però a casa mi racconterai tutto ”
“Certamente, e ti
farò contento, vedrai….”
Rimasi incuriosito ed
eccitato e la baciai a lungo. Era bellissima ai miei occhi, e la vedevo
in modo piacevolmente diverso, come una donna nuova, piena di sorprese
ed ancor più attraente. Tutto di lei mi piaceva: persino il suo
allegro disordine. Solo dopo un quarto d’ora di ricerche infruttuose, (e
imprecazioni che mal si addicevano ad una ragazza educata nei migliori
collegi…) ribaltando tutto, riuscì a trovare nella sua sacca un
paio di slip ed una maglietta da mettere sotto la tuta.
Decidemmo di fare una
passeggiata alla ricerca di fragole, mirtilli ed eventuali funghi, per
allietare il pranzetto da preparare per Rosa e Daniele, che sarebbero arrivati
circa all’una e mezza. Armai anche la canna da pesca, nella speranza di
incontrare qualche trota compiacente, magari con spiccata tendenza al suicidio,
vista la mia non eccelsa abilità come pescatore, e ci avviammo verso
il bosco a lato del torrente.
Il sole splendeva nel
cielo tersissimo, e nella valle si sentiva solo la musica del ruscello
interrotta dal canto di qualche uccellino. In lontananza si sentiva solo
qualche scampanellio (tutte le bestie portavano campanelli diversi per
essere più facilmente rintracciabili) e l’abbaiare raro dei cani
di Paolo. Era un incanto, e ci sentivamo felici come due ragazzini innamorati.
La ricerca di frutti
di bosco ebbe scarsi risultati, con disappunto di Lauretta che aveva apprezzato
moltissimo le fragole ed i mirtilli (ed anche il vino profumato e zuccherato..)
preparati da Paolo a colazione.
“Eppure
Paolo mi aveva detto che ne avrei trovato dappertutto…”
“Ti ha preso in giro,
e tu ci sei cascata come una pollastra, figurati se ti svela i posti migliori”
“Tu
dici...vile…questa me la paga...appena lo vedo…”
Trovammo però
dei funghi da fare ai ferri e, con mia grande meraviglia, pescai ben tre
trote. Al ritorno alla tenda, trovammo Rosy e Daniele già acquartierati.
“Come avete fatto
a trovarci?”
“Dopo il tuo fuoristrada,
di là dal torrente abbiamo visto sventolare le vostre mutande…complimenti,
ottima segnalazione, non potevamo sbagliare”
Rosy era in forma smagliante,
con un paio di jeans che evidenziavano il suo favoloso fondoschiena ed
una T-shirt che lasciava ben poco all’immaginazione, facendo risaltare
il suo seno (terza misura) e le grosse aureole al centro delle quali spiccavano
i capezzoli eretti.
Daniele, proclamato
cuoco, si mise a cucinare alle braci e Rosa ci chiamò nella tenda
(era una sei posti) per vedere come sistemarci. Con Lauretta prepararono
i sacchi a pelo, poi Rosa disse che voleva anche abbronzarsi…e con noncuranza
si tolse la maglietta e i jeans. Rimase in tanga: i suoi seni sfidavano
la legge di gravità. Ondeggiavano eretti ed elastici, mentre si
infilava un top cortissimo ed un paio di hot-pants, che facevano risaltare
ancora di più le sue natiche sode e polpute.
Non potei trattenere
un fischio di ammirazione, mentre lei usciva compiaciuta facendomi le boccacce…e
Lauretta:
“Hai visto? E’ una
tentazione ambulante…Le sue tette sono una provocazione, per non parlare
di tutto il resto…quando siamo assieme si girano tutti…come si fa a non
desiderarla…mi piace tanto…c’è persino una tipa con il Porsche cabrio
che le fa il filo”
Ed io, un po’ malignamente,
per stuzzicarla:
“Ah
sì? Non sarà la sola di certo…chissà Paolo quando
la vede…”
“Paolo niente…lui
che c’entra…”
“Ehehehe….sei gelosina…ti
ha colpita, dì la verità..”
“Certo
che mi piace, ma dai… non esagerare…”
Poi mi abbracciò
stretto e mi baciò sulla bocca, facendo roteare la lingua a cercare
la mia, con un fuoco ed una passione che in quel momento non mi aspettavo
proprio..
Apparecchiata la tavola
rustica, mangiammo di gusto (il cibo sembrava più buono, persino
quello in scatola) e annaffiammo il tutto con abbondanza di buon vinello.
Ci accordammo per fare un riposino e poi una passeggiata nel luogo in alto
che ci aveva indicato Paolo. Daniele era un esperto fotografo, appassionato
della natura, e voleva fotografare le stelle alpine.
Il mio amico faceva
anche parecchie foto a Rosa, vestita in pose sexy e nuda, ed ogni tanto
me le mostrava commentandole con orgoglio, con grande piacere di entrambi.
Io talvolta gli chiedevo di fotografare la sua ragazza vestita (o meglio,
svestita) in pose particolari, senza mutandine sotto la gonna, e lui mi
accontentava.
Daniele mi schiacciò
l’occhio, poi entrò in tenda con Rosa, mentre io e Lauretta preferimmo
stare all’aperto sui plaid, per pisolare godendoci il fresco. Dopo un poco,
nel silenzio si sentirono inequivocabili ansiti di piacere, seguiti da
un “Aah…Nooo!” di Daniele, e poi più niente. Etta mi guardò,
poi prese ad accarezzarmi sotto la camicia, con movimento circolare, sino
ad arrivare al mio uccello, che già si avvertiva semirigido sotto
i jeans..
“Ma dai, Lau, siamo
all’aperto, e qui ci possono vedere...
“Ma chi, se non c’è
nessuno…io ho voglia di toccarti..va bene, facciamo così, allora…ma
da quando in qua sei così pudibondo...”
E, detto fatto, prese
l’altra coperta e ci coprì entrambi. Poi sgattaiolò sotto,
mi sbottonò i jeans e fece emergere dai boxer il mio pisellone già
notevolmente eccitato. Si accoccolò sopra di me di traverso (pensai,
eccitandomi ancor di più, che si era messa nella stessa posizione
che aveva assunto con Paolo, la notte passata…) e poi lo prese in mano
ed incominciò a leccarmelo piano, come solo lei sapeva fare. Intanto
io le aprii la felpa e cominciai a palpeggiare i suoi seni rigonfi, prima
uno e poi l’altro, soffermandomi poi sui capezzoli eretti e facendola così
eccitare ancor di più. Il seno della mia ragazza era molto sensibile
(talvolta lei arrivava all’orgasmo solo ad accarezzarlo, baciarlo e succhiarlo)
più piccolo e di forma diversa da quello di Rosa, ma piacevolissimo
da vedere e da toccare. Poi lei cominciò ad inghiottire lentamente
il mio grosso uccello, aiutandosi con la mano. Io abbandonai il suo seno,
la mia mano si intrufolò a cucchiaio nelle sue mutandine ed arrivai
al boschetto, mentre lei mi aiutava aprendo le cosce.
Pensai a lei che faceva
lo stesso gioco con Paolo, e la mia eccitazione arrivò alle stelle.
Le strofinai il clitoride che spuntava eretto tra le labbra della sua passerina,
poi infilai lentamente due dita nella vagina bagnata e cominciai a rotearle
all’interno, tenendo il pollice sul suo grilletto... Lei cominciò
a muovere il bacino sussultando, ed ebbe un orgasmo un attimo prima che
io venissi nella sua bocca. Deglutì e me lo leccò tutto,
poi me lo rimise dentro ai boxer. Tolsi la coperta, ci ricomponemmo sudati
(specie lei..) ed un poco ansanti, e ci appisolammo abbracciati e soddisfatti.
Dopo un’ora arrivarono
anche Rosa e Dan, e finalmente partimmo per l’escursione sul monte. Il
mio amico aveva lo sguardo un po’ impallato, coronato da due occhiaie espressivamente
rivelatrici. Candidamente gli chiesi cosa era successo, quando l’avevamo
sentito gridare “Aah, nooo!”. In sua vece rispose Rosa ridendo:
“E’ stato diciamo…un
po’ egoista, ma dopo l’ho fatto recuperare e si è fatto perdonare,
almeno in parte...”
“Come sarebbe a dire,
altre due volte mi sono fatto perdonare…tu piuttosto…oggi sei particolarmente
desiderabile e…desiderosa…siamo venuti qui anche per riposare, ricordalo…mi
hai già quasi distrutto”… rispose Dan tra il serio ed il faceto.
Durante la salita accennai
a Daniele, che mi ascoltava con molto interesse, quasi tutti i fatti salienti
della notte precedente. Mi accorsi di provare una specie di compiaciuta
eccitazione, nel descrivere anche i particolari delle varie scenette alle
quali avevo assistito, mentre la mia ragazza giocava con Paolo. Mi disse
che anche a lui sarebbe piaciuto vedere…e gli avrebbe fatto piacere vedermi
giocare…anche con la sua ragazza. Risposi che la cosa era reciproca. Rosy
ed Etta ci seguivano a distanza, confabulando e ridacchiando tra di loro.
Dopo un bel po’ di cammino,
ansimanti e sudati, arrivammo alla zona ove Paolo, con l’aiuto dei cani,
pascolava gli animali. Ci accolse con gran cordialità, e Lauretta
fece le presentazioni. Inutile dire che Paolo indugiò tre attimi
più del necessario sul corpo di Rosa, mentre la mia ragazza lo guardava
lievemente indispettita, intanto che incrociava il mio sguardo sottilmente
beffardo. Poi Lauretta, rivolta a Paolo:
“Sai che non ho trovato
né fragole né mirtilli? Tu mi avevi detto che ce n’erano
dappertutto, ed invece io non ho preso niente…mi hai preso in giro, dì
la verità…”
“Io?…figurati…sei
tu che non sei capace di vederli… anche qui vicino se ne trovano parecchi,
basta cercare, scommettiamo?”
“Ma va…non ci credo…ma
dimmi, quanto tempo occorre per arrivare alla zona delle stelle alpine?”
“Circa
mezz’ora, ma di buon passo”
“Per me è
troppo… io sono già stanca… mi fermo qui, così mi fai vedere
dove sono le fragole ed i mirtilli” E poi, inaspettatamente… “vuoi
fermarti anche tu Rosa?”
“Sii, meno male…
io sono poco abituata a camminare in montagna, mi fermo e vi faccio compagnia…adoro
i frutti di bosco ed in tre ne raccoglieremo di più…meno male che
ogni tanto hai qualche proposta intelligente”
E detto così
si buttò a terra esausta e si sdraiò sul prato al sole, tra
i boschetti di rododendro, a braccia e gambe aperte. Anche in quella posizione,
le sue tette stavano erette e sode come due montagnole, sotto il top. Un
bello spettacolo, niente da dire. Paolo osservava compiaciuto. Daniele
ed io ci guardammo scuotendo la testa, poi dissi:
“Penso sia inutile
insistere…Paolo, se sei d’accordo ti affidiamo queste due pigrone…porta
pazienza…la tua quiete purtroppo per oggi temo sia finita…”
“Andate e state tranquilli…ci
penso io…voi piuttosto non state via molto…i cani sono inquieti, e segnalano
che prima di sera potrebbe arrivare un altro temporale”
Paolo c’indicò
la via da seguire per arrivare ad uno spiazzo visibile sulla sinistra in
alto, privo di vegetazione, ove avremmo trovato le stelle alpine. Poi,
mi rivolsi alla mia ragazza:
“Mi raccomando Lauretta,
non rompergli troppo le scatole, ricorda che lui ha da fare…”
“Va
bene, PAPA’, vai tranquillo e non preoccuparti…”
C’incamminammo di buon
passo, mentre io rimunginavo sull’idea di Lauretta di fermarsi. Era veramente
stanca? Molto strano…lei e Rosa andavano in palestra due sere la settimana...e
poi avevano aderito con entusiasmo all’idea del week-end in montagna proprio
per fare delle salutari escursioni a piedi…chissà cosa avevano in
mente le nostre due ragazze… Chiesi a Daniele cosa ne pensava, ma lui mi
disse che certo, Paolo era un bel ragazzo, simpatico, ma forse erano stanche
per davvero. Non ne ero molto convinto…dentro di me inspiegabilmente sentivo
un lieve rodimento di gelosia, ma la situazione mi intrigava parecchio….
Arrivammo al posto che
ci era stato indicato. La zona era splendida, ed il panorama indimenticabile.
Daniel fotografava i ciuffi di stelle alpine, ed io presi a guardare le
vallate con il binocolo. Lo diressi verso la zona ove avevamo lasciato
le ragazze con Paolo, e… vidi Rosa…come…ma sì… a seno nudo, che
sembrava gesticolare vicino ad una mucca e al cane. Passai il binocolo
a Daniele che, meravigliato quanto me, osservò:
“E’ proprio Rosy,
non c’è dubbio…con le tette al vento…quella oggi è tutta
fuori di testa…chissà cosa starà facendo…sembra stia discutendo
con la mucca…ma non vedo né Paolo né Lauretta…chissà
dove saranno…”
Io ripresi in mano il
binocolo, e perlustrai la zona del pascolo attentamente, in lungo ed in
largo. Rosa era lì, sola, in topless, che gironzolava tra i cespugli
vicino alla mucca, al cane ed alle caprette.Vidi anche le altre bestie,
sparse nella zona, tra i larici ed i cespugli di rododendro. Ma nessuna
traccia di Paolo e Lauretta. Erano andati per mirtilli e fragole da soli?…Istantaneamente
riaffiorò il rodimento di un’assurda gelosia, un’ansia di sapere
che si ripercuoteva al plesso solare e l’eccitazione mi salì alle
stelle…ero curioso di sapere... perché la ragazza di Daniele girava
tra i rododendri con le tette all’aria vicino alla mucca?…forse era un
nuovo gioco di nascondino erotico inventato dalle nostre care fanciulle….
Per capirci qualcosa, tornammo subito indietro, e ben presto arrivammo
in vista di Rosa.
Era ancora in topless,
bellissima con il suo viso angelico, quel corpo meraviglioso e le tette
sode ed elastiche che calamitavano lo sguardo. Sembrava una dea dei boschi,
ma pareva avere un’espressione piuttosto incazzata. Dan gli chiese ridendo:
“Che stai facendo,
a seno scoperto? Hai così caldo?”
“Aah…che incubo…
siete arrivati…mi sono spogliata per sdraiarmi a prendere il sole, ho appoggiato
il top su quel cespuglio, e ho messo i calzoncini sotto il sedere…poi mi
sono sdraiata e appisolata in dormiveglia. Dopo un poco ho sentito come
un qualcuno che mi leccava in mezzo alle gambe, proprio lì…che spavento…era
il cane!…mi sono alzata di scatto, giusto in tempo per vedere quella mucca
disgraziata che si stava mangiando il mio top…ecco, è rimasto solo
questo brandello che sono riuscita a strapparle dai denti…
E ci mostrò un
minuscolo brandello di stoffa. Scoppiammo a ridere a più non posso…coinvolgendo
anche lei. Le dissi che la mucca aveva fatto bene, e che certe bellezze
andavano esposte, e non nascoste…e il cane, in fondo non si era rivelato
per niente stupido, anzi…chiamalo scemo…decisamente un buongustaio! Le
chiesi notizie di Lauretta e Paolo e lei, sorridendo maliziosa, mi rispose:
“Sono andati per
fragole e mirtilli…Paolo però mi ha detto che non potevamo andare
in tre, perché uno di noi doveva rimanere qui (questo è un
passaggio obbligato) per badare che le bestie non scendano a valle…basta
fischiare e indicare al cane la bestia, e ci pensa lui a rimandarla verso
l'alto. Semplice, no? Se uno dei suoi animali sta scendendo, lo senti dal
campanaccio che porta al collo. Mi sembrava molto facile e senza rischi,
ed allora li ho lasciati andare soli. Dovevi vedere l’entusiasmo e la gioia
di Etta…sei contento Mau… mi sono sacrificata per farla contenta”
“Certo, come no…se
tu non esistessi bisognerebbe inventarti…però non sono ancora tornati
e dovrebbero essere già qui”
“Occorre tempo per
raccogliere i piccoli frutti…e poi non sarai mica geloso, per caso…piuttosto
datemi una camicia per coprirmi, che comincio ad avere freddo”
Ed invece sì.
Non volevo ammetterlo ma era così.Mi sentivo come assalito da una
marea montante di irrazionale gelosia. Sentivo come un formicolio nel plesso
solare, una sensazione indescrivibile ma molto eccitante che già
conoscevo…Mi tolsi la camicia e la diedi a Rosa, che se la infilò,
privandomi così purtroppo della vista delle sue meravigliose tette.
L’aiutai volonteroso ad allacciare i bottoni della camicia, e ne approfittai
per palpeggiarle un poco i seni. Dan osservava ridendo ma mi trattenni
dall’andare oltre, pensando alla serata che ci aspettava e che di certo
ci avrebbe fornito l’occasione buona per giocare assieme…Rosa mi lasciava
fare ridendo
…Ma intanto Paolo e
la mia ragazza non si vedevano ancora.
Questa è la seconda
parte del week-end, e speriamo vi sia piaciuta. Il seguito a presto!
Ciao a tutti da
Mauro e Lauretta