Per alcuni mesi ci trovammo regolarmente con Mario e con lui consumammo
piacevolissime serate. Matilde non aveva però più voluto
concederci le sue grazie al di fuori delle mura di casa. Spesso le avevamo
chiesto di uscire vestita con abitini mozzafiato o di spogliarsi in macchina
ma lei sempre aveva rifiutato.
Evidentemente la brutta storia con la panettiera l'aveva turbata e
noi non insistevamo più di tanto poiché capivamo perfettamente
la situazione. In ogni caso Matilde diveniva sempre più puttana,
quasi a voler compensare il fatto di non essere più disponibile
ad esibizioni sexy in pubblico.
In quel periodo s'era presa l'abitudine della telefonata erotica; Mario
spesso telefonava verso le undici di sera e mia moglie rispondeva dicendo
"buonasera, sono Matilde, la tua puttana". Sapeva essere incredibilmente
eccitante e durante le telefonate si masturbava usando il vibratore regalo
di Mario. Spesso lui le chiedeva di farsi scopare da me e così lei
mi si metteva sopra a smorza candela e continuava la telefonata con il
nostro amico.
A me la cosa eccitava paurosamente e quando Mario propose uno scambio
di ruoli accettai senza batter ciglio.
Così ci accordammo che il giorno successivo Matilde anziché
rincasare dopo il lavoro sarebbe andata a casa del nostro amico e lì
si sarebbe comportata come se fosse sua moglie anziché la mia, io
avrei telefonato sul tardi e lei avrebbe fatto con me quella telefonata
che tanto mi arrapava e che fino ad allora era stata riservata a lui. Il
giorno dopo tornato a casa ero talmente eccitato da far fatica ad aspettare,
così, dall’ora di cena a quella in cui avrei telefonato, il tempo
passò con una lentezza quasi insostenibile. Mi figuravo cosa stesse
succedendo da Mario e mi esaltavo pensando al fatto che per la prima volta
i due fossero
senza di me, soli.
Alle 11 telefonai, rispose Matilde.
Le chiesi di mettersi alla pecorina e di farsi sodomizzare, sentii lei
che diceva a Mario “vuole che mi inculi”, e poco dopo i suoi gemiti di
godimento, diceva: “si..! sfondami il culo, sono una gran troia, godo…!”.
Io dall’altro capo del telefono mi stavo
masturbando e la incalzavo “ti piace farti sfondare il culo? Vero,
puttana!” e le rispondeva “sii.. mi piace il cazzo, mi piace prenderlo
nel culo, sono una puttana da marciapiede, una vacca!” io venni ben presto
imbrattando il tavolino del telefono, la
conversazione però continuò ancora. Dopo poco lei aumentò
la frequenza e l’intensità dei gemiti fino ad emettere quella specie
di urlo che accompagna di solito i suoi orgasmi. Io ero euforico. La salutai
dicendole “a domani Puttana!”
Il giorno successivo la trovai a casa al rientro dall’ufficio ed immediatamente
le saltai addosso, la spogliai quasi strappandole gli abiti di dosso e
la scopai con foga. Poi lei mi raccontò la serata a casa di Mario.
Lui le aveva chiesto, subito dopo averla
ricevuta, di spogliarsi e rimanere solo con le scarpe, lei aveva acconsentito
ed in quella foggia era rimasta per tutto il tempo. Dopo la mia telefonata
avvenne però la cosa più sorprendente: Mario espresse il
desiderio di vederle fare la pipì e dopo un minimo di titubanza
e sorpresa, Matilde aveva acconsentito. Lui la fece sistemare china nella
doccia e si mise davanti a lei. Mia moglie non dovette sforzarsi e dopo
pochi istanti iniziò ad irrorare il piatto di porcellana.
Mario intanto si era inginocchiato davanti a lei e aveva messo una
mano sotto quel getto caldo iniziando subito a toccarle la figa. Nel raccontarlo
Matilde era evidentemente eccitata e la sua foga aumentò nel raccontare
la fase successiva in cui Mario si alzò in piedi e le indirizzò
un getto di pipì sul seno. Diceva “mi sentivo oscena, sporca, priva
di dignità, avevo la figa bagnata ed ero fino in fondo puttana!”.
Inutile dire che io volli subito provare quell’esperienza. la feci
mettere in ginocchio nella vasca da bagno e, con il pene in erezione, iniziai
a pisciarle addosso mentre lei con le mani si masturbava. Ad un certo punto
indirizzai il getto sulla sua faccia e lei a denti stretti disse un “si!”
d’approvazione aumentando il ritmo della masturbazione. Appena finii mi
prese in bocca l’uccello e me lo succhiò fino a farmi venire prendendo
il mio sperma sulla faccia a bocca aperta.
Lo scambio con Mario si ripetè spesso, Matilde pareva al settimo
cielo nell'interpretare quel ruolo ed io mi sentivo particolarmente appagato
nel farmi raccontare al telefono quello che facevano e nel chiedere loro
di realizzare e mie fantasie. Durante i fine settimana poi ci incontravamo
tutti e tre ed era normalmente un'apoteosi d'erotismo puro.
Avevamo un po’ per volta dotato Matilde di un corredo di abiti sexy
veramente ben fornito e lei sfoggiava quei capi decisamente da puttana
con estrema maestria, riuscendo ad esaltare la propria sensualità.
Peccato soltanto che quegli spettacoli fossero riservati a noi soli...