Come diventammo una coppia scambista
Eravamo sposati da due anni ed il nostro ménage cominciava
a scricchiolare. La routine rosicchiava inesorabilmente i nostri
rapporti fisici che andavano appiattendosi sempre più con una regolarità
sconcertante. Io giovane 28enne, formosa, mora, vivacissima e brillante
sempre in prima linea quando si trattava di animare una compagnia; lui
29enne posato, riflessivo, sicuro di sé e … con una mazza fra le
gambe di tutto rispetto (il che non guasta mai!).
Dopo il matrimonio una serie di eventi e contingenze di lavoro avevano
spinto Claudio (mio marito) a decidere di rientrare in Sicilia nel suo
paese d'origine.
Un piccolo paese dove tutti si conoscevano sin dalla nascita e qualcuno
forse anche da prima. Per me quel trasferimento era pesato immensamente.
Lasciare la mia Roma per un borgo sperduto sul mare a nord di Messina …
era un vero colpo, ma il pane è pane ed era lì che il lavoro
chiamava mio marito. Feci buon viso a cattivo gioco, ma … in cuor mio tutto
andava appiattendosi terribilmente. I nostri rapporti intimi erano sempre
più di routine e sempre più deludenti.
Una sera, mentre eravamo in "corso d'opera" lui mi sussurrò
all'orecchio "… cos'hai? Non ti piace? Ci vorrebbe qualche altro che
ravvivasse il rapporto".
Io fui colpita da quella frase come una staffilata in pieno volto;
cosa voleva? Che mi prostituissi per ravvivare il nostro rapporto? Stronzo!
Non ne parlammo per mesi fin quando un giorno sulla spiaggia conoscemmo
una coppia milanese, anche loro in Sicilia per ragioni di lavoro, anche
loro con le palle rotte dalla monotonia. Lei era bionda, alta, molto ben
proporzionata e con uno sguardo che polarizzava come il serpente fa con
l'uccellino. Peccato che l'uccellino era quello di mio marito e non la
mia passerina (da sempre mi incuriosiva il rapporto con un'altra donna).
Lui ben fatto non eccessivamente alto, ma … ben fornito a giudicare da
ciò che il costume da bagno lasciava intravedere. Erano molto disinibiti
sia nei modi che nei discorsi. Fu così che la conversazione cadde
sullo scambio di coppia e loro si dichiararono subito scambisti. Qui l'ambiente
non permetteva, per cui di tanto in tanto volavano a Milano per una performance.
Il discorso finì lì nel nulla come era iniziato. Decidemmo
di vederci qualche sera per una cenetta. La cosa avvenne il sabato successivo
ed andammo in auto sulla costa in un ristorantino sul mare. L'ambiente
era veramente un paradiso; lo sciabordio delle onde che si infrangevano
pigramente sulla spiaggia, la luna che creava un diffuso chiarore, in lontananza
le luci della costa calabra e qualche nave che di tanto in tanto usciva
dallo stretto. Cenammo abbondantemente a base di pesce e, soprattutto …
bevemmo un vinello bianco locale che si rivelò immediatamente traditore.
Dopo decidemmo di raggiungere in auto una spiaggetta poco distante e partimmo
spediti. Lungo la strada cantammo tutto il nostro repertorio che non era
certo da San Remo. Io presi posto avanti a fianco a Marco e sua moglie
si sistemò sul sedile posteriore con il mio Claudio. Il sacro fuoco
dell'arte canora ci colse e ci stordì; Marco guidava lentamente
con una mano e l'altro braccio lo teneva sullo schienale del mio sedile.
Ogni tanto la sua mano scivolava fino a sfiorarmi il collo. Io ne traevo
dei brividi profondi, ma facevo finta ovviamente di nulla.
La mano scivolava sempre più in giù fin quando si posò
su un mio seno. Io non reagii, lui la strofinò leggermente sulla
stoffa gonfia dalla mia tetta e poi strinse delicatamente. Non potè
non percepire il mio capezzolo che si era indurito come una ciliegina;
lui lo strinse fra le dita; io ebbi un movimento inconscio di assestamento
sul sedile e mi affondai un pochino allargando impercettibilmente le gambe.
La cosa non passò a lui inosservata che si girò a sorridermi.
Ormai sentivo che era lui a comandare il gioco. Avevo l'inguine accaldatissimo
e la passerina pulsava. Non successe altro fino a quando scendemmo dalla
macchina e lui mi prese sottobraccio e cominciò a raccontarmi delle
serate meravigliose del sud spagnolo ove la natura sembrava essersi domiciliata.
Anche Claudio e Stella erano scesi e si dirigevano scherzando e tenendosi
per mano da altra parte, ma non lontani da noi. Ci sedemmo poco distanti
sulla spiaggia ancora caldissima e quel calore conferiva ancora più
virulenza alle pulsazioni della mia fichetta. Con delicatezza Claudio mi
strinse le spalle e mi baciò con passione insinuando la sua lingua
nella mia bocca. Non feci resistenza, ma nemmeno collaborai. Ormai capivo
che non si sarebbe fermato, ma neanche io volevo si fermasse! Mi sentivo
stuprata da quella lingua che con molta abilità frugava nella mia
bocca. La sua mano si insinuò nella scollatura e rese possesso di
una mia tetta che stropicciò a lungo.
Avevo la figa in fiamme, mi sarei data anche ad un passante in piazza!
La mano si insinuò sotto il leggero gonnellino, strofinò
sulla stoffa tesa che ricopriva il mio monte di Venere, con l'unghia grattò
sulla stoffa proprio in corrispondenza del mio clitoride. Accompagnò
la mia mano fino al suo brando di carne e mi chiuse le dita intorno ad
esso. Era veramente, come supponevo, di dimensioni importanti. Istintivamente
iniziai un su e giù lento ma deciso. Mi sentivo eccitatissima, stavo
masturbando un estraneo su una spiaggia a pochi metri da mio marito e dalla
moglie di chi stavo masturbando! Lui interruppe la sega che gli stavo facendo
e si rigirò sopra di me facendomi allargare le cosce; mi scostò
gli slip e tentò di entrare nella mia fessura. Ebbi solo la forza
di dire "nooo, ma che vuoi fare … sei matto". Lui mi disse con pacatezza
"… guarda tuo marito cosa sta facendo con mia moglie". Mi rigirai
verso di loro, li avevo quasi dimenticati, e vidi chiaramente che lei spompinava
Claudio che si affannava con la faccia immersa fra le cosce di Stella a
farle una leccata alla figa: erano in pieno 69!
Mi lasciai infilare senza parlare da quel cazzo maestoso. Lo sentivo
penetrare nelle mie carni come una spada; mi dilaniava l'utero ma iniziai
a godere come una vacca. Fu bello, dolce, appagante … alla fine sborrò
copiosamente nelle profondità della mia figa con caldissimi getti
di sperma che sembravano lava. Rimase dentro di me fino a quando non si
fu completamente afflosciato, io godetti a lungo ma capii anche che avevo
goduto di più perché avevo visto Claudio che fotteva in mia
presenza un'altra donna mentre io venivo trafitta dal cazzo del marito
di lei! E Claudio non aveva non potuto vedere che mi stavano chiavando.
Rientrammo dopo poco senza profferire accenno a quanto successo. Solamente
io ho viaggiato con la testa poggiata sulla spalla di Marco e Stella sdraiata
sul sedile posteriore con la testa sulle gambe di Claudio. La sera stessa
Claudio volle chiavarmi e durante l'amplesso mi disse "ti ho visto sai
mentre chiavavi con Marco, eri bellissima!" al che io risposi "anche
io mentre fottevi Stella, anche tu eri bellissimo".
Quella sera chiavammo a lungo con rinnovato vigore di cui ormai non
avevo quasi più il ricordo. Poi volli fare un pompino a Claudio
e gli dissi "vediamo chi è più brava a succhiartelo, io
o Stella, ma devi dirmi la verità". Alla fine lui mi sborrò
in bocca, io bevvi tutto il suo sperma e lo guardai supplichevole in viso
in attesa del verdetto, lui mi disse che ero stata più brava io,
ma … sono convinta che fosse stato almeno un ex equo! Ormai il gioco era
allo scoperto per cui ci accordammo con Marco e Stella di rivederci in
casa nostra poiché vivevamo in una villetta isolata poco fuori paese.
Il sabato sera vennero da noi verso le 21, cenammo, bevemmo il solito vinello
del ristorante che avevamo sperimentato essere miracoloso, poi ci sedemmo
a prendere un amaro sotto alla veranda.
Io indossavo una leggerissima camicetta abbottonata (o meglio dire
sbottonata!) avanti da cui si potevano vedere i miei seni prorompenti ed
un gonnellino da ginnasta; Stella aveva uno short cortissimo che finiva
sempre per insinuarsi fra le labbra della figa e nel solco delle natiche
sode e rotonde come non ne avevo mai viste. Ogni volta che Stella transitava
ancheggiante vicino a Claudio questi le carezzava il culo o le artigliava
una natica, tutti ridevamo e Marco diceva a Claudio "ma ti piace proprio
tanto il culo di mia moglie?" Marco si alzò e si approssimò
a me; vedevo il suo cazzo che tendeva la stoffa leggera dei pantaloni all'altezza
dei miei occhi; si avvicinò sempre più e poggiò il
suo pacco sul mio viso. Ormai inutile stupide finzioni; lo abbracciai per
le natiche e lo pressai sul mio viso. Dopo sbottonai i suoi pantaloni,
estrassi il suo splendido cazzo che adesso da quella posizione mi sembrava
ancora più grande, e lo accolsi in bocca iniziando a spompinarlo
lentamente. Claudio e Stella a pochissimi metri guardavano ammirati la
mia sapiente opera di spompinatrice. Marco guidava di tanto in tanto il
movimento della mia testa tenendomi per i capelli. Sborrò improvvisamente
riempendomi la bocca di sperma che non riuscii ad ingoiare tutto, inondandomi
il viso ed i capelli di sborra. Claudio si stava menando il cazzo distrattamente,
aumentò il ritmo della sega fino a sborrare anche lui. Stella si
avvicinò al cazzo del marito e prese a leccarglielo per pulirlo
poi rivolse le sue attenzioni a me iniziando a leccare il mio viso, a strofinare
il volto fra i miei capelli impastati di sperma a ficcare la lingua nella
mia bocca per captare e suggere le tracce di sborra che vi erano rimaste.
Che bello succhiare la lingua ad una donna e farsela risucchiare violentemente
nella sua bocca! Una sensazione meravigliosa mai provata prima. A questo
punto ci trasferimmo sul lettone. Claudio supino faceva svettare il suo
possente cazzo ed io carponi iniziai a fargli un pompino come fosse la
cosa più naturale del mondo in presenza di estranei! Marco si pose
dietro di me ed iniziò a fottermi nella figa da dietro. Sentivo
il suo cazzo che mi penetrava per poi uscirne, sentivo i suoi coglioni
che mi sbattevano sulle natiche. Stella si pose in ginocchio a cavallo
del volto di Claudio che iniziò a leccarle la figa con grande cura
mentre lei gemeva e si dondolava dolcemente tenendo gli occhi socchiusi.
Io continuavo a succhiare il cazzo di Claudio che mi stava chiavando la
bocca come fosse una seconda figa. Dalla mia posizione vedevo Stella che
si sporgeva verso suo marito che mi stava chiavando alla pecorina e lo
baciava appassionatamente. Ogni tanto qualche spruzzo di saliva usciva
dalle loro bocche e scolava sulla mia schiena dandomi i brividi. Che sensazione!
Un uomo mi chiavava da dietro mentre baciava sua moglie ed io stavo ingoiando
il cazzo di mio marito che leccava quella figa con grande furore! Una situazione
veramente eccitante che mi procurava un intensissimo piacere.
Ad un tratto sentii distintamente che Stella diceva al marito "dai,
non fare lo stronzo, inculala!".
Mi fermai esterrefatta, non avevo mai preso un cazzo nel culo neanche
da mio marito che più volte aveva tentato di convincermi. Il mio
culo era vergine e desideravo che tale restasse non per pregiudizi, ma
perché temevo di provare grandissimo dolore. Guardai implorante
Claudio sperando si opponesse, invece lui mi fece un dolce sorriso accondiscendente.
Capii che non avevo scampo. Sia la mia posizione che mi rendeva impossibilitata
a sottrarmi e sia loro tre coalizzati per vedermi sodomizzata, non mi lasciavano
molte speranze di riportare a casa il culo sano! Marco sfilò il
suo possente cazzo dalla mia figa e lo puntò diritto e deciso al
mio buco del culo. La sola speranza era che essendo bagnato del mio scivoloso
succo vaginale, mi penetrasse senza eccessivi danni. Iniziò una
lenta ma inesorabile pressione; io non sapevo se stringere lo sfintere
o rilassarlo e facilitare la penetrazione. Avevo gli occhi spalancati dal
dolore e dalla preoccupazione ed il mio viso era contratto. Pian piano
sentivo il randello di carne che si faceva strada nelle mie carni e penetrava
nel culo. Sentii l'inguine peloso di Marco che si poggiava alle mie natiche
spalancate in una offerta oscena. Capii che era tutto nelle mie budella!
Poi si fermò per permettermi di abituarmi ed iniziò a stantuffarmi
con delicatezza. Io ormai quasi del tutto rilassata cominciai a godere
di quel magnifico cazzo che mi squarciava il buco del culo. Claudio e Stella
guardavano affascinati. Stella di tanto in tanto leccava l'asta del marito
e qualche colpo di lingua la riservava anche al mio sfintere ed alla mia
figa che ormai grondava umori di godimento. Mi ha fottuta intensamente
il culo per tanto tempo che a me è sembrata una eternità.
Capii che stava per sborrare dal ritmo che aveva assunto il suo pistonarmi
nel culo.
Infatti un primo violento getto di sperma schizzò inondandomi
le budella; i successivi mi riempivano l'intestino e lo stantuffare faceva
uscire fuori parte dello sperma che avevo nel culo. Stella leccava tutto
e correva a portarlo con la lingua in bocca a mio marito. Alla fine Marco
smise di chiavarmi il culo e si accasciò sulle mie spalle sudato,
esausto. Io avrei voluto essere inculata ancora per ore, ne sentivo la
voglia tremenda e sentivo che avevo goduto anche con la figa oltre che
con il cervello. Marco si sfilò e Claudio corse a … stimare i danni.
Il buco del mio culo era ancora dilatato e dolorante. Iniziò un
massaggio con la lingua lambendo i bordi e ficcandola dentro come un piccolo
cazzo; mio marito, incitato da Marco e Stella, mi inculava con la lingua
mentre gli altri due lo incitavano.
Mi chiamarono troia, puttana, culo rotto, ed ogni parola generava in
me una sensazione di gioia. Fui offesa ed umiliata in tutti i modi e più
lo facevano più io mi sentivo appagata e felice. Che strana la vita!
Non ho mai voluto dare il culo a mio marito ed adesso ho permesso ad un
estraneo di rompermelo, di prendersi la mia verginità anale, di
sfondami lo sfintere, di dilatarmelo e di versare la sua caldissima sborra
nel mio intestino. Sono stata umiliata con mille termini che in altre occasioni
sarebbero stati oltremodo offensivi, mi sono esposta in una maniera tremendamente
oscena, con le natiche in alto, allargate dalle mani di un estraneo ed
ho offerto il mio buco del culo ad uno che qualche giorno prima nemmeno
conoscevo. Se non bastasse mi sono fatta sodomizzare ed umiliare alla presenza
di mio marito e della moglie di lui! Credo che il maggior godimento sia
derivato proprio da questa anomala situazione che mi vedeva godere ed offrire
i miei buchi intimi ad un estraneo alla presenza consensiente di mio marito
e della moglie di Marco.
Mariasole
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I tabù sono il carcere dei sensi
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