Un indimenticabile 2000







E’ ormai passato un altro anno da quell’avventura in discoteca, e stavolta racconto io, Liana, quello che ci è successo in seguito.
Non credo di dovermi presentare di nuovo, Ivano mi ha già abbastanza esaustivamente descritta nei precedenti racconti, ed ora mi ha proposto di provarci per conservare memoria di quanto successoci, e probabilmente per scandagliare più a fondo nei miei pensieri e fra le mie emozioni.
Ma torniamo a quell’avvenimento che ha un po’ cambiato le nostre vite; per quanto fosse vera e forte la mia attrazione per i ragazzi di colore, quella volta che Ivano cercò e mi offrì l’occasione in maniera così spudorata e plateale io fui da principio piuttosto arrabbiata e ritrosa, non credevo affatto che le cose potessero nascere così improvvise, non credevo di essere pronta a “darla via” al primo sconosciuto, solo perché era un bel moro e per compiacere mio marito.
Eppure… eppure, non appena si entrò nel vivo dell’azione, non appena lui cominciò a toccarmi nei punti giusti, non appena presi tra le mani quella verga da oscar… ebbene persi completamente la testa e mi abbandonai alla vertigine del piacere; godetti smisuratamente quella notte, avevo brividi che percorrevano tutto il mio corpo, sudore che colava copioso, la sensazione di un palo caldo e vivo che mi penetrava nel profondo, che mi scandagliava le viscere. Mentre la mia passerina era dilatata dall’enorme arnese del nostro amico, mentre lui mi stantuffava ritmicamente, con occhi languidi guardavo Ivano sul sedile anteriore, non era il suo cazzo a perforarmi eppure sentivo che anche lui godeva, avvertivo il suo respiro affannoso, la gioia che traspariva dai suoi occhi, provavo per lui un grande amore, e nulla mi dispiaceva in quel momento.
Ci scambiammo i numeri di telefono al termine di quella notte di passione, e la prima telefonata arrivò un paio di giorni dopo; il nostro amico, probabilmente stupito che gli avessimo lasciato un recapito telefonico autentico, quasi incredulo che fossimo una vera coppia e che io non fossi stata in qualche modo costretta a quell’incontro, ci salutava sincerandosi che stessimo bene e che ogni cosa fosse a posto. Seguirono altre telefonate nelle quali mi copriva di complimenti e mi esponeva il grande desiderio che provava per me, la voglia di rivedermi, cercava di capire se i rapporti tra me e mio marito non fossero buoni o se quell’avventura derivasse da una forma di impotenza di Ivano.
Naturalmente non era così, Ivano è sempre stato un amante fantasioso e premuroso, che mi colmava di coccole e tenerezze e le sue fantasie erano sempre volte ad arricchire e rendere vario il nostro menage. Infatti dopo quella serata seguì un periodo di grande eccitazione reciproca, ci stuzzicavamo con ammiccamenti e allusioni, ci confessavamo le nostre fantasie e i nostri desideri, concludevamo con delle vigorose scopate che ci lasciavano stravolti e soddisfatti. E poi naturalmente si parlava di se e come sarebbe stato possibile ripetere quell’esperienza, e Ivano che mi assicurava di non essere assolutamente geloso, che queste cose si facevano solo per il Piacere (quello con la "p" maiuscola), e che se ben ponderate e vissute con consapevolezza non incrinano l’amore, ma anzi lo rafforzano.
E’ vero che sapevamo ben poco del nostro amico, e ciò poneva dei timori e una certa dose di rischio ad organizzare un nuovo incontro, e poi si sa che la magia delle cose nate per caso è difficilmente ripetibile quando queste sono preventivate e organizzate nei dettagli (è uno dei motivi per cui non ho mai accettato volentieri di seguire Ivano nelle sue proposte di club privé o simili); in ogni caso decidemmo di giocare la partita, e di giocarla fino in fondo invitandolo a casa nostra.
Così ci demmo appuntamento in un locale di Milano e dopo un  paio di birre ed una chiacchierata in libertà fui io a proporgli l’occasione: "Noi adesso dovremmo proprio tornare a casa, se vuoi seguirci… altrimenti ci vediamo un’altra volta". La sua risposta fu un si immediato e convinto.
Una volta a casa Ivano e Dudu (questo il vero nome del “numero uno”) si accomodarono sul divano parlando del più e del meno ma senza accennare a quanto era successo tra di noi, io sistemavo alcune faccende ed intanto, emozionata ed eccitata, me lo mangiavo con gli occhi. Adesso potevo vederlo per bene: alto, bello e forte, con uno sguardo fiero e dolce nello stesso tempo, gli occhi mutevoli come un gatto, ora socchiusi come una fessura, ora spalancati come due finestre illuminate nel buio della notte. Mi sedetti in mezzo a loro e Ivano cominciò con noncuranza a fare apprezzamenti sul mio corpo, mi sollevò la maglietta accarezzandomi un seno, facendo girare le dita intorno al capezzolo già turgido, poi prese una mano a Dudu e la portò sull’altro seno, lui timidamente chiese "Posso?" al che Ivano prontamente rispose "Devi! È quello che vogliamo!".
Iniziarono allora a baciarmi e toccarmi dappertutto, mi spogliarono completamente dando il via ad una festa di tripudio dei sensi, mi presero in tutti i modi, sentivo le loro mani sul mio corpo, ero leccata da due lingue, potevo stringere due bei cazzoni bianco-neri e ficcarmeli alternativamente in bocca, sentire il loro sapore, sentirmi ripiena davanti e dietro, senza un attimo di pausa, costantemente perforata, palpata, ciucciata, imbrattata del loro sperma. Per la prima volta vedevo il nostro amico completamente nudo, ne palpavo la solidità dei muscoli, accarezzavo la sua pelle nera senza imperfezioni, liscia come la seta e glabra come quella di un bambino, baciavo le sue grosse labbra aderenti come ventose. Mi scoparono assieme, alternativamente, sul divano, sul tappeto, sul tavolo… mi sentivo una trottola nelle dolci mani di due uomini desiderosi e generosi; mi lasciarono, sfatta e soddisfatta come non mai, che quasi albeggiava. Non era stato un sogno ma la sua realizzazione, ed era andato tutto molto bene, meglio di quanto ci fossimo segretamente aspettati, ero felice ed orgogliosa di essere amata da due uomini, di avere a disposizione un marito ed un amante pronti a soddisfare le mie voglie.
Ivano poi mi chiamava dea, regina e principessa, si diceva fortunato ad avere una moglie così puttana e passionale, un amico così focoso ed infaticabile, mi diceva che questo è il massimo dell’amore che un marito può regalare alla propria moglie per renderla felice, ed io ero veramente molto felice!
Si ripeterono ancora questi incontri, e poi le telefonate… Dudu sapeva eccitarmi con le sue parole, mi diceva “Ti piace il mio cazzo nero? Hai voglia di prendermelo tutto in bocca, fino alla radice, di bere la mia sborra? Dimmi come sei vestita… ah, sei appena uscita dalla doccia, nuda e ancora bagnata, ho desiderio della tua pelle bianca e liscia… prendi il tuo dito più lungo e strofinatelo sulla patatina, lo stai facendo vero? Vorrei che ci fosse lì la mia lingua ad accarezzare il tuo corpo, pensa al mio bastone fra le tue labbra, fra le tue cosce … vorrei ficcarlo nel tuo buchino più stretto, credi di poterlo ricevere?” Anche Ivano si eccitava al racconto di queste conversazioni, al pensiero dell’infoiamento che io sapevo suscitare, e spesso mi prendeva subito dopo queste telefonate, mentre ero ancora calda e mi soffiava nell’orecchio deliri e sconcezze fino a portarmi all’orgasmo.
Una volta, a seguito di una telefonata in cui ci demmo appuntamento di lì a sette giorni, il mio maritino cominciò a sditalinarmi con furore, ma quasi subito si fermò e mi propose: "No, non ti toccherò finché verrà lui, voglio che ti trovi stretta come una vergine, che fatichi a cogliere il tuo fiore".
E quando lui venne e glielo riferimmo sorrise malizioso, Ivano mi aveva quasi completamente depilata per l’occasione, dapprima si tenne in disparte e lasciò che fra noi montasse il desiderio, poi quando fummo completamente nudi ed impazienti di congiungerci, volle essere lui a dirigere con una mano l’enorme arnese di Dudu nella mia micina, e lo fece con esasperante lentezza, infilandomelo centimetro dopo centimetro, mentre io lo supplicavo di darmene ancora e ancora… Mentre scopavamo da forsennati, lui faceva da maggiordomo: attizzava il fuoco nel caminetto, ci preparava da bere, si occupava della musica e delle luci, oppure indolentemente si sedeva per terra a fumare una sigaretta cercando di non perdersi neppure un particolare delle nostre evoluzioni, mi schioccava di tanto in tanto baci sulle parti più insolite del mio corpo. Ad un certo punto, probabilmente non resistendo più a questo ruolo di spettatore, e con mio sommo piacere, avvicinò la sua nerchia gonfia e paonazza alla mia bocca, ed io gliela succhiai avidamente finché riversò una cascata di sperma sul mio viso, una visione che dovette eccitare molto il nostro amico, poiché lo sentii picchiare più duro nelle mie viscere fino a sborrare in un accesso di brividi che lo scossero per tutto il corpo.

E  vennero altre occasioni per divertirsi assieme, improvvise o programmate che fossero, non mancò mai la passione e il desiderio, i nostri incontri sfociavano sempre in un turbinio di godimenti, in un delirio di sensi, Ivano si meravigliò della mia resistenza a simili attacchi, ad ore e ore passate a trastullarmi con i loro gingilli, ma io avevo scoperto una dimensione nuova e gratificante del sesso che mi riempiva (in tutti i sensi) quando succedeva, e mi faceva sognare e ricordare con nostalgia quando mancava, per questo non avvertivo fatica o dolori in seguito a queste notti di fuoco, anche se spesso, pesandomi la mattina successiva, mi ritrovavo con addosso un chilo di meno!
Una volta, dopo una serata passata tutti e tre in discoteca, Ivano ci condusse per un lungo giro in auto, senza mai fermarsi, attraverso strade buie e silenziose, e mentre lui guidava noi dietro a toccarci, a fremere di desiderio, mentre Dudu mi metteva le mani dappertutto, scostava i pochi vestiti che avevo addosso, mi succhiava i capezzoli fino a farli dolorare, ed io che mi chinavo a fargli un bocchino da lasciarlo senza fiato, a sentire ancora una volta la sua sborra inondarmi la gola, a gemere per il piacere che mi procurava  la sola vicinanza del suo corpo. Ivano intanto guidava dolcemente, immagino che di tanto in tanto sbirciasse dallo specchietto, me lo aveva confessato un giorno che questa era una delle sue fantasie preferite, ed ora l’aveva realizzata!
Così poi mi disse che aveva fatto tutto quel giro con la verga tesa allo spasimo, toccandosela di tanto in tanto e scoppiando infine in un orgasmo silenzioso e discreto, lo baciai con tutta la passione di cui ero capace e lo ringraziai per le gioie che mi donava, assicurandogli di amarlo sopra ogni cosa. Una sera che avevo una gran voglia di ballare dissi a Ivano che sarei andata in discoteca tutta sola, a lui brillarono gli occhi e mi rispose entusiasta di andarci e divertirmi senza farmi alcuna remora, solo di raccontargli tutto quello che sarebbe successo. "Ma cos’hai capito?" replicai "voglio solo passare una bella serata in discoteca, e siccome non possiamo andare assieme, ci andrò da sola, questo non significa che debba necessariamente saltare addosso a qualcuno!".
"Certo, certo, non necessariamente…" mi rispose "comunque vai e divertiti, sappi che  da parte mia non ci sono preclusioni o gelosie di alcun genere, anzi sarei felice se ti capitasse qualcosa". "Sei sempre il solito, lo sai che ti amo tanto tanto?" Annuì con il capo e mi stampò un lungo bacio sulla bocca.
Quando arrivai in discoteca ero in realtà un po’ emozionata, era la prima volta che ci andavo sola, evitai il bancone del bar e mi buttai subito in pista, la musica era buona, c’era tanta gente, e io mi sentivo le ali ai piedi, mi chiedevo solo come avrei potuto gestire eventuali “attacchi”, che comunque non tardarono ad arrivare. In particolare mi si “appiccicò” un bel ragazzo nero, che mi fece volteggiare fino allo sfinimento, mi metteva in mezzo ad altri ballerini, mi faceva girare ai bordi e al centro della pista, poi ci accomodammo su un divanetto, nell’angolo più buio, sorseggiando un drink, alle mie difese e giustificazioni, peraltro poco convinte, lui opponeva la forza della simpatia e delle lusinghe. Come fu e come non fu, ci ritrovammo appartati in auto, e lui prese a toccarmi nei punti giusti, a succhiarmi le tette con quei suoi labbroni che sembravano una ventosa, ed io, tesa ed eccitata feci scendere la mia mano fino al rigonfiamento dei pantaloni, strofinai un po’ quel arnese duro e quindi abbassai la cerniera estraendone una bella verga, non grande come quella di Dudu, ma liscia, diritta e ben tornita, che aspettava solo di essere coccolata. Così mi chinai e cominciai a baciarla sulla punta, e poi a leccarla dalla base facendo salire la lingua piano piano, e infine inghiottendola fino alla radice mentre il mio amante occasionale mugolava di piacere e intanto mi titillava il grilletto con un dito, continuai a succhiarglielo con gioia fino a sentirlo fremere e ritrovarmi la bocca inondata del suo caldo e acre succo.
Il tempo di fumare una sigaretta e resistere alle sue richieste di lasciargli un numero di telefono (lui mi lasciò il suo!), poi lo invitai cortesemente a lasciare l’auto dicendogli: "Certe occasioni capitano una volta… o forse, chissà… comunque è stato bello, spero anche per te…".
Lui mi stampò un bacio in bocca replicando: "Sei una fata, spero di incontrarti di nuovo, ciao".
Il giorno seguente raccontai tutto al mio fido maritino, e lui mi coprì di baci e complimenti, mi fece toccare la patta affinché mi sincerassi di quanto fosse eccitato, poi mi disse che lo sapeva che sarebbe successo e che mi amava e mi desiderava ogni giorno di più, che avevo fatto passi da gigante sulla via del Piacere, e che ero un’adorabile moglieamantetroia, nonché impagabile succhiacazzi.
Questi eventi hanno un po’ cambiato la mia vita, la percezione di me stessa, mi sento più sicura della mia personalità, più cosciente del mio fascino, mi piace giocare ad eccitare e scandalizzare gli uomini, rendermi desiderabile, vivere situazioni stuzzicanti. Anche l’intesa con Ivano è al massimo, c’è tra noi una sintonia, un feeling come due innamorati di primo pelo… so benissimo che tutto questo un giorno cambierà, finirà… ma lasciatemi vivere questo periodo magico in tutta la sua pienezza, è così appagante e stimolante, e vi assicuro che dà una marcia in più per affrontare la piattezza e certa monotonia del quotidiano.
Grazie a quanti hanno voluto seguirmi fin qui, se volete mandarmi osservazioni o commenti il mio indirizzo è : viziosa@hotmail.com.