IN DISCOTECA
(un anno dopo)
Tornammo ancora in quella discoteca, a distanza di quasi un anno, ma
nel frattempo era successo qualcosa, o meglio avevo fatto in modo che succedesse
qualcosa, che merita di essere raccontato.
Avevo pensato che il 1999 avrebbe dovuto essere un anno particolare
per noi, si compiva allora il diciassettesimo anniversario della nostra
unione, un'unione nata la sera di un 17 febbraio... e per noi il 17 è
sempre stato un numero un po' speciale. Decisi allora di celebrare quella
ricorrenza facendole un regalino il 17 di ogni mese, piccole cose ma sempre
mirate a tener desta la sua libido: un completino intimo, un paio di scarpe
coi tacchi alti, un vestitino sexy, un gioiellino, una videocassetta porno...
Liana gradiva molto queste attenzioni ed i regali erano sempre accompagnati
da bigliettini dove man mano rendevo espliciti i miei desideri e le mie
aspettative.
Accadde poi che una rivista di fumetti erotici che acquistiamo regolarmente
promosse l'idea di fare un calendario con le fotografie delle lettrici
per l'anno 2000, proposi allora a Liana di inviare una sua immagine, così
tanto per vedere se sarebbe stata selezionata. Fotografarla nuda, specie
all'aria aperta mi è sempre piaciuto e pertanto ne possediamo una
discreta collezione, la scelta cadde su una foto che la ritraeva inginocchiata
su una spiaggia con le gambe aperte, completamente nuda ma con il corpo
ricoperto di sabbia ed i lunghi capelli biondi che le nascondevano il volto.
Passò del tempo ma non ricevevamo alcuna risposta, allora io,
che ormai mi ero messo in testa di esibire mia moglie almeno in foto, ne
inviai un'altra, stavolta a sua insaputa, per il calendario di una rivista
di annunci erotici, corredandola di una breve inserzione che faceva riferimento
al nostro indirizzo di posta elettronica.
Nel volgere di poche settimane ricevetti dapprima la conferma della
pubblicazione sul calendario della rivista di fumetti, cosa che lusingò
Liana quando glielo comunicai; e, qualche tempo dopo, mentre mi trovavo
a casa dei suoi genitori, entrò lei e mi porse un pacchetto dicendomi:
"l'ha
portato adesso il postino, è per te, di cosa si tratta?"...
non lo immaginavo proprio, allora aprii l'involucro e sbirciai al suo interno;
quale non fu la mia meraviglia nello scorgervi quel paio di orecchini e
il portachiavi che erano il premio per le foto prescelte per il calendario,
nascosi alla meglio il mio imbarazzo, cercai di glissare sul contenuto
del pacchetto e lo riposi alacremente al di fuori della portata di tutti.
Adesso sapevo che la mia adorata mogliettina sarebbe stata immortalata
su ben due calendari, era più di quanto mi potessi aspettare, mi
chiedevo però come avrebbe preso lei questa "sorpresa".
Attesi con impazienza l'uscita in edicola del numero della rivista
con allegato il calendario, non vi dico con quale apprensione l'acquistai,
con quale batticuore strappai l'involucro e sfogliai nervosamente le pagine
per vederla in tutta la sua bellezza a rappresentare il mese di giugno:
era proprio lei, prepotente e statuaria, il suo corpo esposto alla vista
di chiunque acquistasse quel giornale, ero felicissimo e fiero di lei.
Il 17 dicembre potei quindi regalarle la sua immagine su quel calendario
e gli orecchini che si era meritata, lei reagì con lo spirito giusto,
era contenta, rideva e diceva: "Ma sei proprio matto... non è
che mi riconoscerà qualcuno?". Io ero eccitatissimo all'idea
di quanti uomini l'avrebbero ammirata, avrebbero fantasticato su di lei,
magari
si sarebbero anche masturbati in suo onore. La chiamavo scherzosamente
“la mia pin-up”, miss maggio e giugno; insomma tutto ciò aveva dato
un po’ di pepe alla nostra unione, e poi c’era l’annuncio, le risposte
arrivavano copiose da singoli, coppie, giovanissimi e uomini maturi, telegrafiche
e chilometriche; ma sempre, devo dire, gentili e corrette, ricche di complimenti
che in fondo lusingavano Liana e ne facevano crescere l’autostima e la
fiducia in sé stessa, la vedevo prendere gusto a questo gioco, mostrarsi
più disinibita, più sexy e disponibile, aveva preso coscienza
di piacere agli uomini… e tanto.
Ciononostante sapevo che difficilmente sarebbe stata quella la strada
per arrivare dove entrambi (sì ormai ero sicuro che anche lei lo
desiderava) volevamo, sapevo che Liana era irresistibilmente attratta dal
colore nero, me lo aveva dimostrato quella notte in discoteca, me ne dava
prova ogni volta che incontravamo qualche africano fuori dai supermercati,
la vedevo gongolare, gioire alla vista di quei corpi scuri, fantasticare
chissà quali avventure, qualche volta mi raccontava dei complimenti
che le facevano, dei tentativi di abbordaggio e delle proposte che riceveva
mostrandosi così bendisposta nei loro confronti. Io la stimolavo
a coltivare questo suo desiderio, le chiedevo di lasciarsi corteggiare,
di non avere scrupoli di alcun genere poiché io sarei stato felicissimo
di una sua conquista e ancora più felice se mi avesse concesso di
essere partecipe.
Arrivammo così al 17 febbraio 2000, che chiudeva idealmente
il nostro anno “speciale”, ero raggiante per i grandi passi avanti che
avevamo compiuto, per la completa confidenza che si era instaurata fra
noi, ma anche un po’ depresso perché in fondo non era ancora successo
niente di concreto. Quel giorno dunque le feci un regalo accompagnato da
un biglietto che ritraeva una bionda che faceva l’amore con un nero, dove
scrissi:
"Con l’augurio e la speranza che tu possa presto, molto presto,
soddisfare quel tuo piccolo desiderio di colore nero".
L’occasione si presentò pochi giorni più tardi, era il
3 marzo e avevamo a disposizione una serata tutta per noi; naturalmente
andammo in quella discoteca, stavolta Liana, che mi confessò di
avere sì tanta voglia di ballare, ma soprattutto di essere abbracciata,
toccata e corteggiata da qualche bel fusto di colore, indossò una
minigonna molto ridotta ed una camicetta senza maniche di raso nero eccitantissima
alla vista e al tatto; sotto portava un perizoma che lasciava completamente
scoperte le sue incantevoli natiche e, come al solito, nessun reggiseno.
Fu una serata molto piacevole, tra gli altri Liana fu coinvolta in un ballo
da un ragazzo molto intraprendente che la fece volteggiare a lungo, nella
semioscurità potevo vedere le sue mani percorrere con voluttà
il suo corpo, sfiorarle i seni, indugiare sul fondoschiena, insinuarsi
sotto la gonna.
C’è un’immagine che ho mantenuto viva in me, quale foto ricordo
di quella notte, l’ho scattata nel momento in cui sono usciti dalla pista,
le braccia a cingersi reciprocamente i fianchi, il volto di Liana luminoso
e i suoi capelli biondi scomposti, lui alto e muscoloso che la guardava
con desiderio; la rividi come a vent’anni, con tutta la freschezza e l’entusiasmo
di quell’età. Si avvicinarono al bancone del bar e vidi che si scambiavano
qualcosa, probabilmente i numeri di telefono, fui allora forse troppo avventato,
mi avvicinai e mi presentai offrendo al ragazzo un passaggio; la sua reazione
fu di sorpresa e incomprensione, ci salutò e lasciò il locale
frettolosamente piantandoci in asso.
Poi in auto, sulla via del ritorno, entrambi eccitati e su di giri,
lei che mi raccontava come e dove era stata toccata, le paroline dolci
che le aveva sussurrato all’orecchio, insinuai una mano fra le sue cosce:
era fradicia, ed io avevo l’uccello che scoppiava dalla voglia. Ci fermammo
al primo parcheggio per una scopata breve ma intensa e dolce, molto appassionata.
Dentro di me sentivo di amarla sempre più.
Poco più di un mese dopo avemmo ancora l’opportunità
di una serata tutta per noi, dopo l’ultima notte in discoteca io ero piuttosto
scettico riguardo al fatto che sarebbe potuto succedere qualcosa di concreto
in quel luogo, pertanto proposi a Liana qualche alternativa più
esplicita per rendere piccante la nostra uscita, ma non incontrai il suo
gradimento e quindi si optò per lo stesso posto. Forse per concedermi
qualcosa in cambio del suo rifiuto alle mie proposte Liana mi suggerì
però di depilarle la micina, è un’operazione che compio sempre
volentieri quando lei me lo concede, solitamente sono io che devo insistere
un po’ per farla, stavolta invece la proposta veniva da lei e la cosa già
mi eccitava. Procedetti quindi lentamente e molto accuratamente rasandola
completamente sotto e lasciandole solo un piccolo ciuffo di peli sul pube,
ammirare e toccare la sua fighetta, che già naturalmente è
poco pelosa, così candida, liscia e indifesa, vedere le piccole
e grandi labbra così evidenti è di per sé uno spettacolo
che mi manda in estasi, se poi posso immaginare e sperare che anche altri
godranno di quella vista diventa sublime.
In discoteca Liana venne come al solito invitata a ballare da alcuni
ragazzi, io trovavo naturalmente piacevole la cosa, tanto più che
sapevo come lei fosse acconciata in mezzo alle cosce; dopo qualche tempo
la scorgo seduta a un tavolino accanto ad un giovane senegalese, dal fisico
alto e asciutto, sono intenti a parlare, lui indossa una camicia bianca
e mi sembra di ricordare di averlo visto prima danzare con lei. Dopo l’esperienza
dell’ultima volta sono veramente indeciso su come comportarmi, ma vedo
che Liana mi fa cenno di avvicinarmi e mi presenta. Ci appartiamo in un
angolo più discreto, lui si presenta come il “numero uno” e ci propone
di uscire dal locale, stavolta immagino che la serata prenderà una
piega diversa anche se non posso sapere quale e sono non poco turbato;
Liana non è molto decisa, ma io insisto perché accetti, so
bene che in fondo anche lei lo desidera.
Saliamo sulla nostra auto: brevi presentazioni, qualche battuta, e
mentre io guido alla volta di un luogo appartato e tranquillo Liana, che
in certe occasioni ha un’intraprendenza che non smette di stupirmi, si
gira verso di lui e dice: " Beh, penso che mi sposterò dietro",
detto fatto si trasferisce sul sedile posteriore; voltandomi di tanto in
tanto vedo che cominciano a toccarsi, io sono decisamente al settimo cielo:
guidare mentre dietro mia moglie si sbatte con un uomo è sempre
stato un mio sogno! Ci fermiamo, porto completamente avanti i sedili anteriori
per lasciargli il maggior spazio possibile, loro sono già completamente
infoiati, le mani che percorrono avide i corpi, i vestiti che saltano,
le bocche che si cercano, vedere quelle mani nere che stringono le sue
bianche poppe mi procura dei brividi di piacere indescrivibili. Poi, quando
dai pantaloni salta fuori prepotente la sua nerchia, capisco a cosa alludeva
quando affermava di essere il “numero uno”, è un bastone di una
lunghezza spropositata, rigido, nero, lucido e ben tornito, quanto di più
ghiotto Liana avrebbe potuto aspettarsi. Cerco di immaginare quanto lei
sia stupita e felice ma non riesco ad incrociare il suo sguardo perché
si è già chinata su quell’arnese invitante e lo sta succhiando
con avidità, mentre lui le accarezza voluttuosamente la topina,
affonda le sue dita nella fessura, la fa gemere di piacere.
Io sono rapito ed estasiato da quella scena, non faccio che ripetere:
"
Brava, brava…sei proprio una gran bocchinara… godi Liana, godi come sto
godendo io…"; poi lui la solleva e se la pone a cavalcioni, è
uno spettacolo sublime, vedo quell’enorme verga nera impiantarsi saldamente
in lei, la vedo sprofondare e scomparire in pochi colpi e poi stantuffare
in un magico andirivieni bianco-nero. Fu una scopata lunga, interminabile,
il nostro amante si rivelava oltrechè ben fornito, di una resistenza
impareggiabile, io intanto le solleticavo il clitoride, le accarezzavo
il ventre, il seno e la sentivo madida di sudore, le infilavo due dita
in bocca sussurrandole oscenità. Avrei voluto che la cosa continuasse
all’infinito ma loro erano giustamente esausti ed appagati, perciò
ci ricomponemmo leggendo nei nostri occhi la gioia di un desiderio finalmente
esaudito e ripartimmo alla volta della discoteca, fu allora che Liana mi
regalò un’altra grande emozione poiché mentre guidavo vidi
nello specchietto retrovisore che lei si era di nuovo chinata a leccare
in tutta la sua maestà quel bel cazzone che si era fatto nuovamente
duro: altroché se le è piaciuto, pensai fra me e me, finalmente
mi confermava di essere quella gran porca che ho sempre supposto; arrivammo
all’ingresso della disco che aveva ancora la bocca ripiena e immagino quanto
le sarà dispiaciuto staccare le labbra da quella presa goduriosa.
Ci salutammo con un bacio e tornammo a casa, senza scambiarci molte parole
ma con la consapevolezza di essere entrambi contenti di quanto accaduto;
arrivati a casa Liana si sedette sul water ad orinare, allora io quale
atto di estremo omaggio alla mia dea mi inginocchiai di fronte e lasciai
che il suo caldo zampillo accarezzasse la mia lingua, era una cosa che
non avevo mai fatto, ma in quel momento, al culmine della felicità
acuì ancora di più i miei sensi già sovraeccitati.
Il giorno seguente regalai a Liana un diamantino con un biglietto di
ringraziamento per aver coronato un sogno, mi rispose maliziosa che il
piacere era tutto suo.
Iniziò così una complicità fra noi più
esplicita e diretta, ora sapevamo quanto poteva essere piacevole coinvolgere
un terzo nei nostri giochi, quanto ciò moltiplichi il godimento
di entrambi, e per quanto ciò fosse già accaduto in un tempo
ormai lontano, ora la cosa aveva un sapore nuovo e più forte che
ci deliziava nel ricordo e nell’attesa che si compisse ancora.