In viaggio
(parte IV)




Arrivati in albergo ripensammo a quello che avevamo fatto ed al fatto che quel qualcuno poteva aver visto…
Luana mi anticipò dicendo che aveva goduto tanto e forse era accaduto perché mentre scopavamo lei pensava che in quel momento ci potesse essere realmente uno spettatore, qualcuno che avrebbe pensato a lei come una grande porca capace di soddisfare un uomo in qualsiasi momento ed in qualsiasi posto…
Io non riuscivo più a capire se avevo perso il pallino del gioco o se la sua forma di esibizionismo era legata alla eccitazione che in lei avevo provocato.
Non facemmo alcun programma per la sera e ci riposammo qualche ora…
Una volta alzati decidemmo di andare a passeggiare nel paesino circostante, sapete uno di quei classici posti estivi con un lungomare esteso e tanti locali posti a ridosso della spiaggia.
Mentre mi vestivo guardai Luana che si preparava per la serata, era bella aveva negli occhi ancora quella eccitazione e quella voglia che le avevo visto dalla mattina, non aveva perso niente di tutto quell’ardore che mi aveva manifestato anzi, in più ora mostrava la consapevolezza di piacere e di mostrarsi, cosa a lei quasi sconosciuta…
La osservai mentre studiava cosa indossare… vidi che aveva scelto una magliettina un po’ attillata (cosa inusuale per lei), poi prese dalla valigia una minigonna non troppo corta ma che le metteva ben in mostra le gambe, sotto decise con mia grande sorpresa di mettere un reggiseno tipo carioca, un reggiseno di quelli molto striminziti che lasciano scoperti i capezzoli e poi per completare un delizioso perizoma nero.
La minigonna era in realtà una gonna-pareo, una di quelle micro gonne che si possono aprire facilmente davanti con la peculiarità che era leggermente trasparente anche se in realtà non si vedeva nulla, in genere si poteva al massimo intuire cosa c’era sotto, ma in questa occasione la presenza del perizoma era intuibile e in qualche maniera avrebbe reso la cosa eccitante allo sguardo altrui…
Quella sera pensò bene anche di truccarsi…non lo faceva mai, ero stato io stesso a dirle in tante occasioni che non ne aveva bisogno, che il suo viso era bello così e che il trucco lo rendeva pesante… Luana memore di queste parole pensò bene di accentuare le labbra con un rossetto rosso fuoco…continuò con l’operazione laccandosi le unghie delle mani e dei piedi dello stesso colore, poi si truccò le guance, forse esagerò un pochino ma… stava bene, riusciva ad apparire quella che forse quella sera si sentiva e che nellavita reale non era… una zoccola in piena regola, una di quelle femmine che non hanno paura di mostrarsi e di farsi desiderare dagli sguardi maschili. Forse voleva lanciarmi dei messaggi, voleva farmi capire che si sentiva un’altra, non la solita donna tutta casa e lavoro… voleva farmi capire che amava il sesso e che quando questo si manifestava lei non poteva esimersi dal soddisfarsi in tutto e per tutto pur a discapito del rapporto che ci poteva essere tra un marito e una moglie.
Per completare l’opera mise ai piedi un paio di scarpe nere estive da sera, scarpe tipiche con il cinturino alla caviglia e con tacco molto alto… continuava ad indossare poi la cavigliera che non aveva più tolto e che, come anche lei oramai amava dire, faceva tanto troia…
Uscimmo dalla stanza dell’albergo,  lei come sempre mi precedeva, anche questa volta scendeva le scale a fatica, i tacchi alti che solitamente non porta le creavano problemi di equilibrio ma al tempo stesso le davano ancora quell’ondeggiamento da puttanella che tanto mi stava piacendo in lei…
Entrammo in macchina… quella sera fuori l’aria era calda, la brezza dell’estate era ancora presente nonostante come già detto eravamo in Settembre… Luana era ben consapevole che quella sera con quell’abbigliamento avrebbe  in qualche modo messo in mostra il suo fisico. Questo se da una parte per me era quasi come una novità da un lato era ciò che forse nel mio subconscio avevo sempre desiderato e voluto, cioè mostrarla a tutti anche e soprattutto attraverso un abbigliamento provocante ed il suo bel corpo in grado di lanciare dei messaggi agli occhi altrui…
Con la macchina costeggiammo il lungomare… era come già detto una bella serata, calda, per fortuna non umida ed aafosa come quelle capaci di toglierti il fiato… Luana in macchina si muoveva osservando la “fauna” circostante e nel farlo, probabilmente senza accorgersene, apriva la gonna a pareo mostrando le splendide gambe che quella sera risaltavano l’abbronzatura della mattinata passata al mare
Decisi a quel punto di osare qualcosa e pertanto mentre guidavo (come spesso avevo fatto in passato) le toccai dolcemente prima le gambe, lei ebbe un sussultori eccitazione… poi dopo un po’ decisi di risalire su verso il pube… scostai il perizoma e cominciai a infilarle un dito nella fica… la porcellina si era già bagnata e da quell’ istante lei cominciò un leggero movimento per sentire meglio ciò che le entrava dentro… ne approfittai per chiederle di scostarsi la gonna e di provare a far vedere le gambe ai pedoni che fiancheggiavano il nostro passaggio in macchina mentre stava godendo… non se lo fece ripetere.. il suo delirio era ricominciato e pareva un grande inizio per  quella serata… le vidi i capezzoli inturgidirsi e spingere contro la magliettina, l’idea di indossare un reggiseno carioca mostrava ora i suoi frutti… incrociammo un paio di ragazzi che le sbirciarono le gambe da fuori… le chiesi se tutto questo le piacesse… mi rispose che era una cosa nuova per lei ma che la faceva eccitare tanto… le dissi che a quel punto doveva spingersi oltre… mi disse che aveva paura delle sue reazioni sessuali… aveva capito che quando si eccitava era capace di tutto… le dissi di togliersi il perizoma… mi disse che non sapeva come fare, c’era troppa gente… poi, come in preda ad un istinto bestiale chiuse velocemente le gambe, si inarcò e con un gesto rapido si sfilò il capo intimo… le chiesi a quel punto se voleva scendere… mi guardò un po’ perplessa… capiì forse cosa volevo da lei in quel momento… insistetti, le dissi che nessuno sapeva che sotto non portava le mutandine (anche se quella sera si era vestita in maniera un po’ eccessiva per le sue abitudini e non sarebbe certo passata inosservata)… le dissi che c’ero io al suo fianco che non sarebbe successo nulla.
Parcheggiammo, lei scese lentamente… si guardò intorno come a scrutare la situazione… poi si sistemò un poco la  gonnellina ed iniziammo a passeggiare…
Mentre camminavamo pensavo a come stava bene abbigliata in quella maniera, ero orgoglioso di lei e si vedeva… mi sembrava di mostrare un oggetto di valore… ero consapevole anche di avere al fianco una macchina da sesso dalle potenzialità inespresse e la cosa forse mi creava un po’ di timore… non fosse altro perché non potevo prevederne le reazioni…
Durante il passeggio mi accorsi presto degli sguardi inequivocabili degli altri uomini… alcuni se la mangiavano con gli occhi… lei dal suo canto come nulla fosse, aveva messo da parte temporaneamente le sue paure e sculettava sui tacchi alti con grande naturalezza… era cosciente che sotto non indossava le mutandine, i suoi movimenti parevano casuali ma mi davano la sensazione che ora ci provasse gusto…
Entrammo in un negozietto che vendeva varie cose, una specie di bazar… lei puntò lo sguardo su un vestitino leggero, un abitino un po’ corto da annodare al collo e sulla schiena lasciata nuda, lo provò senza farmi vedere come stava e lo prese (disse che mi avrebbe fatto una sorpresa!) poi scelse un copricostume a rete bianco con la caratteristica di avere una profonda scollatura dietro, infine volle acquistare un nuovo costume, con la scusa di dover variare il suo guardaroba estivo… dal mio canto la convinsi a scegliere qualcosa di più audace dei soliti costumi che comprava… si prese un bikini con reggiseno a triangolo (forse un po’ troppo sottile per i suoi grossi seni) ed un perizoma al posto delle mutandine.
Capii che lo stava facendo per me ed il fatto che volesse osare anche per farmi piacere mi fece un bell’effetto anche se restai comunque dell’idea che le bastava uno spunto per scatenare il suo esibizionismo latente…
 

(continua)
 

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