In viaggio
(parte III)




Dopo esserci rinfrescati e calmati indossammo il costume.
Luana ci mise sopra un vestito estivo con le spalline sottili e poi indossò un paio di zoccoli con tacco decisamente un po’ troppo alto, avevo paura che potesse cadere, ma mi tranquillizzò dicendo che lo faceva per me anche se penso che forse lo faceva per mostrarsi e per poter lanciare un messaggio a chi l’avesse osservata che in quel momento lei era una moglie che stava giocando a fare la puttanella…
Ci recammo al mare… notammo che in spiaggia non eravamo in tanti nonostante la bella giornata di sole… il mare era calmo e limpido, invitante… dopo aver sistemato le nostre cose ci sdraiammo… notai che le poche persone che c’erano si trovavano a distanza da noi, era una popolazione marina non prevalente… in genere in spiaggia ci sono famiglie, quel giorno si respirava aria di libertà e di senso di tranquillità… chiesi così a Luana se voleva togliersi il pezzo di sopra del bikini… lei fu restia, in genere non ama mostrare i sui seni, forse perché sono abbondanti… ma quel  giorno insistetti, la feci rilassare e la sua massima concessione fu quella di scoprirsi sino all’altezza dei capezzoli… le spalmai la crema e nel farlo mi volsi dietro… scorsi una coppia più giovane di noi… lui aveva seguito la scena e continuava a vedere il palpeggiamento sulle tette di mia moglie… forse avrebbe voluto essere al mio posto in quel momento…
Dopo un’ora ci preparammo per andar via… c’era un vento fastidioso che non ci permetteva di rimanere troppo in spiaggia… ci rivestimmo e ci dirigemmo verso la macchina… attraversammo una piccola duna e poi arrivammo al parcheggio sterrato, era uno spiazzo sotto il sole, vicino a delle dune attraversate le quali si arrivava direttamente al mare… c’erano poche macchine e qui accadde un’altra cosa che ora vi descrivo…
Luana mentre ci avviavamo alla macchina mi confermò quanto il sole in genere la rilassava e quel giorno, forse perché avevamo avuto già un incontro ravvicinato, l’aveva anche decisamente eccitata… prese l’iniziativa e mi disse chiaramente che voleva il cazzo, che si sentiva troppo eccitata per aspettare di tornare in albergo …mi afferrò da sotto e me lo strinse con forza come a rimarcare la sua padronanza dell’ ”oggetto”…iniziò poi a dimenarsi a tal punto che mi colse in contropiede… una volta vicini alla macchina nel parcheggio con una veloce mossa si alzò il vestito sino alla vita, si sfilò la parte di sotto del bikini e si avvicinò a me… per un istante la vidi in volto… era eccitatissima, aveva le guance rosse, gli occhi lucidi e vogliosi di cazzo… le rividi lo sguardo infoiato che aveva assunto in macchina e poi prima di entrare nella hall dell’albergo dove si era esibita… capii che in quel momento avrei potuto fare di lei quello che volevo…
Sebbene al parcheggio c’erano poche macchine e lo stesso non presentava parti in cui ci si potesse appartare decisi di prendere l’iniziativa e di risolvere la questione… la strattonai, la portai lateralmente verso la nostra macchina, la feci avvicinare alla stessa facendola aggrappare con le mani alla parte superiore dello sportello. In questa posizione mi dava le spalle ed era  in una posizione per la quale non aspettava altro che un cazzo duro la placasse….la feci inarcare leggermente sugli alti zoccoli che aveva indossato per l’occasione e che le davano proprio un’immagine da puttanella in calore… le alzai il vestitino ancora un po’ sino alla vita, tirai fuori il cazzo ormai duro e la presi da dietro…
Mentre la penetravo le parlavo in continuazione… le ripetevo le frasi sconce che ormai avevo capito la facevano ulteriormente eccitare... le dicevo che mi confermava che era proprio una troia perché si stava facendo sbattere in piedi in un luogo pubblico, che in quel momento l’avrebbero potuta vedere ed avrebbero pensato di lei ad una porca senza ritegno… Luana gemeva, si dimenava per sentire appieno il membro che le stava procurando eccitazione e rispondeva a tono… diceva che non gli interessava niente se l’avessero vista in quella posizione ed in quello stato, che lei in quel momento voleva il cazzo e non gli interessava nulla di quello che sarebbe accaduto intorno… mi diceva che mi stava dimostrando non solo che era mia moglie ma che era anche una troia e che le troie si fanno sbattere in quel modo… le dicevo che se fossimo rimasti lì in quella posizione anche gli altri avrebbero saputo che mia moglie era una troia e lei mi ripeteva che sperava qualcuno potesse in quel momento vedere, qualcuno eccitato avesse potuto osservare la scena di una signora per bene che si stava facendo infilare in un parcheggio pubblico alla vista di tutti…
Questo, ripeto, la eccitò così tanto da farle raggiungere più orgasmi… le sue pareti vaginali furono in poco tempo lubrificate e fui favorito nel penetrarla a tal punto che il mio cazzo le scivolò dentro senza alcuna resistenza…
Continuammo così per un po’, per fortuna ebbi il tempo di scaricarle dentro il mio sperma e farla godere tanto prima che giungesse qualcuno…
Lei si ricompose in tutta fretta abbassandosi il vestito ed io rimisi dentro il mio arnese ancora un po’ duro dall’eccitazione…

(continua)
 

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