In viaggio
(parte II)




Arrivammo senza che ce ne accorgessimo all’albergo. Era vicino al mare circa 50 mt, aveva due ingressi, uno frontale temporaneamente ostruito per lavori di ristrutturazione (eravamo quasi al termine della stagione estiva) e l’altro laterale che permetteva di parcheggiare sotto un portico, vicino all’ingresso principale ma un po’ nascosto dal muro portante dell’albergo.
Accadde qui un’altra scena breve ma intensa: Luana prese le mutandine dal cruscotto e non se le infilò… volle rimanere a fica nuda anche per sbollire un poco, le mise in borsetta e scese dalla macchina indossando gli occhiali da sole per non far vedere il calore che ancora aveva addosso…ma nello scendere le si alzò il vestito da dietro mostrandomi il suo bel sedere… le allungai la mano, la trattenni, le infilai prima un dito, poi un altro nella fica fradicia non incontrando alcuna difficoltà poiché la stessa le si era dilatata per gli orgasmi precedenti…lei ancora eccitata si trattenne poggiandosi con le braccia all’interno della portiera aperta e inarcandosi favorendo la penetrazione delle dita…le dissi ancora che questa era una ulteriore prova della sua troiaggine e che in quella posizione sembrava una puttana in attesa di farsi penetrare da un cazzo enorme… mentre gemeva esplorata dalle dita le dissi che  in quel momento poteva passare qualcuno, anche persone dell’albergo che avrebbero potuto vederla così oscenamente esposta ed eccitata come una gran porca…
Queste parole avevano su Luana l’effetto di farla eccitare al tal punto da sentire lo sciacquio della sua fica…era completamente bagnata e riversava il suo liquido in grande quantità… la scena come detto prima fu intensa ma durò poco…forse per paura di  entrambi di essere scoperti e non graditi all’albergo…ma per quel poco capii anche dalla sua forte eccitazione che non le sarebbe dispiaciuto affatto se qualcuno avesse visto…
Dopo aver preso la valigia e chiuso le portiere della macchina osservai il volto arrossato di Luana che pareva dire: “non ce la faccio più, scopami!”.
Ci dirigemmo verso la hall del piccolo albergo mentre la tenevo sotto braccio anche perché si sentiva perdere le forze per quanti liquidi aveva perso…
A metà strada mi fermai leggermente per farla andare avanti a chiedere la camera (cosa che faceva in genere sempre lei)…fu così che mi soffermai per qualche istante a fissarle il corpo sinuoso che si muoveva sui sabot alti… il suo andamento era ancheggiante perché non era abituata a portarli… le rimirai la cavigliera da troia, il movimento del sedere ondeggiante come una puttanella… mi ricordai che non indossava le mutandine e che sotto il vestitino era quasi nuda… lo stesso poi si apriva grazie ai leggeri colpi provocati da un insolito vento estivo con lei che tentava di coprirsi ma senza successo.
Nella hall oltre alla padrona dell’albergo c’era anche un signore, forse un suo conoscente, un tale che osservò subito mia moglie, la squadrò da capo a piedi, quasi la denudò con lo sguardo e sicuramente pensò quello che io in quel momento avevo potuto appurare e cioè che le piacesse molto il cazzo… la cosa era più evidente proprio perché in quel momento aveva lo sguardo tipico da “voglio fottere!”.
Dopo le solite procedure d’albergo ci dirigemmo verso la nostra camera…non c’era l’ascensore per cui dovemmo salire a piedi ed anche in questa circostanza ebbi la conferma che quando mia moglie è eccitata è in grado di recitare bene la parte di troia in calore. Infatti durante la salita inarcò il bacino facendo alzare da dietro il corto vestitino e mostrando il suo bel sedere… non so se l’uomo che era nella hall vide qualcosa, forse sì, non ebbi modo di accertarlo perché non mi voltai ma in quel momento sentii una sensazione inebriante… una specie di strana eccitazione nel pensare che qualcuno avesse potuto vedere il bel culo di mia moglie, una parte nascosta e non accessibile agli altri, ed in quel momento offerta come una mercanzia… pensai che la cosa mi sarebbe piaciuta riproporla in altri momenti… anche a sua insaputa… o magari coinvolgendola…
Mentre salimmo le dissi della scena appena trascorsa, lei di rimando mentre nessuno poteva vederci mi sfidò ancora alzandosi questa volta completamente da sotto il vestitino mettendomi sotto il naso la fica fradicia e pelosa e continuando a salire le scale… l’afferrai nuovamente con le dita e gliele infilai da dietro aiutandola con piccoli colpettini che la fecero ulteriormente infoiare…
Nell’albergo eravamo praticamente soli in quel momento e scoprimmo poi che non c’erano altri clienti quel giorno… una volta in camera mi assalì… la sua voglia di cazzo era troppo forte per resistere ancora, anzi aveva dovuto faticare per reprimersi… si inginocchiò tutta vestita e come amava fare solitamente nell’intimità iniziò a massaggiarmi con le mani il cazzo e dopo poco lo prese in bocca e lo succhiò voracemente… poi lo tolse dalla bocca  e mentre tutta vestita si apriva i bottoni del vestitino per denudarsi prese tra le mani il cazzo oramai diventato grosso e se lo ficcò nella fica…
Mentre le stavo sopra e la possedevo le continuavo a dire frasi oscene, le stesse ripetute in macchina… avevano su di lei come avevo già potuto notare l’effetto di eccitarla… cominciai a darle della troia in calore, della zoccola, le dissi tante cose ma mi sorpresi quando al massimo della nostra eccitazione le dissi che era una troia cui un cazzo non bastava più e che ne aveva bisogno di altri e di più grossi che potessero soddisfarla. Mi diede ragione…mi disse: “si, voglio altri cazzi… voglio che mi sfondino, voglio mi riempiano tutti i buchi, voglio far vedere loro che sono una porca che non si ferma mai…” …continuammo così fino a venire entrambi esausti sul letto dell’albergo.
A mente fresca pensavo a quello che ci eravamo detti, riflettevo sul fatto  che erano frasi che si dicono in quei momenti, ma capivo anche che mia moglie era certamente una donna perbene ma in certe occasioni sapeva perfettamente come essere una porca in calore…

(continua)

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