Il campeggio
 
 

Vi racconto ora come ho scoperto la verve esibizionista della mia attuale ragazza che mi sta dando qualche piccola gioia.
Stiamo insieme dal capodanno ‘94 ma la nostra storia non è iniziata con una di quelle passioni travolgenti che fanno perdere
la ragione, bensì con un interessamento graduale. Ragion per cui i primi mesi di relazione con G. passano tranquilli sia dal
punto di vista sentimentale sia dal punto di vista sessuale. Passato l’ inverno e la primavera viene il momento di decidere per
le ferie estive, noi nel frattempo continuavamo ad uscire con la precedente compagnia dove già ci frequentavamo come
amici e da questi parte la proposta di andare tutti insieme in campeggio. Io non sono certo entusiasta dell’ idea, quello che
mi preoccupa è che ci conosciamo ancora poco (io e lei) per affrontare le difficoltà e le insidie della vita di campeggio. Lei
invece dice di non vedere l’ ora di sperimentare la novità. E così si parte armi e bagagli per un grosso campeggio del medio
Adriatico. La scelta al risparmio è obbligata dalla presenza numerosa dei soliti studenti squattrinati e le mie preoccupazioni
crescono ancor di più (conosco il mio spirito di adattamento ma quale saranno le sue reazioni ad un genere di vacanza
lontano anni luce dalle vacanze praticate in passato coi genitori ?) Infine data la scarsa dotazione di materiale da campeggio
(tende in particolare) del resto della compagnia, devo sopperire io che invece ho in cantina un vasto arsenale, eredità delle
scorribande giovanili. Per la precisione riesumo un vecchio tendone di quelli a “casetta” che in passato aveva ospitato
parecchie persone. Infatti eliminando le due camerette interne si viene a creare un unico ambiente dove abbiamo provato a
dormire egregiamente in dodici persone! E anche nelle previsioni di quell’ estate le proporzioni sono simili dato che, nei
nostri calcoli, sono previsti dieci ospiti, tre coppie e quattro single e questo significa intimità zero e promiscuità a mille!
Questo, non vi sarà difficile immaginarlo, porterà invece una gradita sorpresa. Comunque le mie previsioni non tardarono a
manifestarsi in tutta la loro tragicità, la prima giornata di campeggio, passata a montare tende e fornelli da campo in un
campeggio che non brillava certo per l’ ordine e la pulizia portò un clima di teso nervosismo tra me e lei. Ma la notte le cose
si capovolsero, come piccolo tratto d’ unione avevo comprato un materassino gonfiabile matrimoniale, così da poter almeno
stare sullo stesso piano e senza soluzione di continuità tra l’uno e l’altro. Lei allora abbassa un po' la cerniera del sacco a
pelo e comincia ad accarezzarmi il viso con una mano, il messaggio è chiaro, vuole più contatto, ma diamine siamo in
mezzo ad altre persone senza nessuna divisione tra noi e loro. La prima notte passa così tra carezze furtive e baci rubati ma
il giorno dopo lei mi chiede esplicitamente di fare qualcosa per aumentare la nostra intimità, dopotutto è la nostra prima
vacanza. Già, ma non è mica colpa mia se non ha voluto darmi retta prima (io premevo per una vacanza noi due soli !), ora
siamo qua e dobbiamo restarci. Però pensa e ripensa mi viene un idea (il bisogno aguzza l’ingegno dicevano gli antichi), i
nostri due sacchi a pelo (comprati nuovi ed uguali per l’ occasione perché mi vergognavo di portare il mio, ormai logoro)
sono del tipo “a coperta” (se non avete pratica di queste cose significa che praticamente il sacco a pelo si riduce ad essere un
rettangolo che va piegato in due, chiuso per due lati da una zip ed in cui ci si infila dall’ unico lato rimasto aperto. Questo
genere di sacco a pelo, molto più turistico, si contrappone all’ altra grande categoria, quella dei sacchi a pelo detti “a
mummia”, molto più “tecnici” ed indispensabili per l’ alta montagna. Questi ultimi hanno proprio la forma di una mummia
con la cerniera sul davanti). Ebbene se io sovrappongo le due “coperte aperte” ne ottengo una sola che posso ancora
chiudere con le due zip insieme. Detto fatto e la seconda sera, tra lo stupore di tutti, ci infiliamo nel nostro perfetto sacco a
pelo matrimoniale. Lei si scatena ben presto e pretende da subito cose audaci. Come se il fatto di stare dentro lo stesso sacco
ci desse la privacy necessaria mi sussurra all’ orecchio di spogliarmi che lei farà lo stesso. Sono sconcertato ma lei insiste e,
per  dimostrare che fa sul serio, mi infila una mano dentro i boxer che fanno da pigiama e comincia a toccarmi. E’ la molla
che mi fa scattare l’ eccitazione sufficiente a vincere le mie paure, piano piano mi sfilo i boxer e li lascio in fondo al sacco,
la maglietta è più difficoltoso, impossibile non generare rumori, ma sono tanto preso che non ci bado troppo e poi la
sensazione di stare completamente nudo dentro il sacco a pelo mi eccita ulteriormente. Allungo la mano destra nella sua
direzione e scopro che non mi ha mentito, anche lei è completamente nuda, le tocco l’ anca e, subito dopo, il pelo del pube.
E’ troppo, una scarica di adrenalina mi percorre tutto il corpo e mi fa rizzare il cazzo del tutto. Adesso siamo entrambi nudi
e cominciamo a toccarci molto lentamente e cercando di fare meno rumore possibile, le mie orecchie sono tese per carpire il
minimo rumore proveniente dagli altri otto occupanti la tenda e che faccia trasparire di essere osservati o spiati. Ma la
voglia ha spesso il sopravvento ed i miei toccamenti si fanno via via più audaci, mi giro sul fianco in modo da poter
adoperare entrambe le mani, con una le tocco il seno e con l’ altra la masturbo in piena regola, ormai è bagnatissima (le sue
secrezioni sono sempre assai abbondanti). Poco dopo gode trattenendosi e mi sussurra di prepararmi che vuole ricambiare il
favore. Prendo allora un fazzolettino di carta fingendo di soffiarci il naso ed invece lo porto in prossimità del mio arnese che
intanto viene agitato sapientemente dalla mia ragazza. Duro poco, anzi pochissimo, una dozzina di colpi e devo correre con
il fazzoletto per limitare i danni che comunque ci saranno, lei si ritrova la mano tutta sporca ma ci ride sopra. Il sacco a pelo
ci rimette qualche macchiolina (logicamente visto quello che successe in quella vacanza tutti e due i sacchi a pelo, appena
tornati a casa, presero la via della lavanderia onde evitare di cadere nelle mani delle mamme). Il problema maggiore restano
i mugolii che non riesco a trattenere, se ne sarà accorto qualcuno ? Chissenefrega mi dico tra me e me mentre mi gusto
questo momento di relax. E questa fu solo la seconda notte, cui ne seguirono altre dodici in un crescendo erotico degno di
essere raccontato. Di giorno irreprensibile coppia ben inserita nel resto della compagnia (i comportamenti di alcuni di loro
però ci diedero conferma che “sapevano” o comunque qualcosa subodoravano), di notte coppia porcella gomito a gomito
con altri ignari (?) occupanti (nel frattempo per casini con l’ organizzazione eravamo diventati tredici con notevoli
restringimenti dello spazio vitale concesso ad ognuno). Si procedeva sempre spogliandoci nudi completamente, poi ci si
toccava a lungo e ci si baciava ancora più a lungo, figuratevi che siamo riusciti anche, con notevoli contorsioni, a leccarci il
sesso vicendevolmente. Poi, verso la metà della vacanza, ormai schiavi di questo vizio e senza più remore di sorte, abbiamo
provato anche a fare l’ amore. Con esasperante lentezza mi avvicinavo a G. e mi strusciavo contro il suo corpo (le tre notti
precedenti mi ero procurato il piacere così, lordandole intere zone di pelle col mio liquido caldo), quindi mi sollevavo sopra
di lei e mi ci adagiavo sopra, lei allora con la mano mi prendeva l’ uccello e se lo infilava tra le cosce. A quel punto
cominciavamo a muoverci entrambi piano piano e, per colpa del silenzio impostoci dalle circostanze, il rapporto durava
anche un intera mezz’ ora e l’ orgasmo finale era di notevole intensità. Quando arrivava separatamente chi non lo stava
vivendo cercava di contenere l’ altro tappandogli la bocca con una mano, ma quando arrivava simultaneamente ognuno
provava a soffocare i propri mugolii nella bocca dell’ altro con il risultato invece di amplificare il livello sonoro dei rumori.
E ci fu pure una notte in cui appena raggiunto lo zenit, forse più rumorosamente del solito, notai l’ inconfondibile sagoma
scura di una persona seduta sul materassino che guardava nella nostra direzione, dalla zona di provenienza decisi che si
trattava di una ragazza, per la verità un po' strana, aggiuntasi alla compagnia da poco. Era la più giovane del gruppo,
appena maggiorenne ed ora ci stava guardando. Mi assilì il dubbio, ci osservava dall’ inizio ? Aveva capito cosa avevamo
fatto oppure aveva solo sentito dei rumori e si era alzata a controllare ? Comunicai questi dubbi alla mia ragazza e
decidemmo di rimanere immobili, uno dentro l’ altro, finche’ la tizia non fosse tornata a dormire. Invece ci addormentammo
noi due, risvegliandoci molto più’ tardi. Ma ci successe anche di peggio, la notte aspettavamo che tutti si fossero
addormentati prima di dare il via ai nostri “esercizi” così capitò anche che, spossati dalla fatica e dallo stress di fare tutto in
silenzio ci addormentassimo completamente nudi per poi svegliarci a giorno fatto e dover aspettare che tutti quanti uscissero
dalla tenda per poter rivestirci dentro il sacco a pelo senza dare nell’ occhio. In particolare ricordo una mattina in cui la
solita tipa con la sua amica del cuore non ne volevano saper di uscire dalla tenda e indugiavano dentro raccontandosi le loro
pene d’ amore mentre noi due fingevamo di dormire tutti coperti per non rivelare la nostra nudità. Ebbene fu solo verso
mezzogiorno che potemmo aprire i sacchi a pelo e farne uscire i nostri corpi nudi e grondanti di sudore in quanto la tenda
era diventata un forno. Tutte queste complicazioni venivano prese con filosofia ed il fatto di riderci sopra contribuì non poco
a rendere il nostro rapporto più profondo e robusto. Concludendo, quella vacanza non solo rafforzò la nostra relazione e ne
arricchì la parte legata ai sentimenti (la complicità è per noi importantissima nella vita di coppia e cosa eravamo noi due in
quella tenda se non due allegri complici dediti ad un innocente trasgressione ?) ma rivelò ai miei occhi una, diciamo così
predisposizione,  che mi compiacqui di notare nella mia ragazza. Perché d’ accordo che lei aveva voluto quello che successe
per amore e per dimostrarmi  quanto fosse importante anche per lei il sesso nella nostra relazione (in precedenza avevamo
avuto discussioni a riguardo), d’ accordo che lei è ancora convinta che nessuno si accorse di niente (ci è o ci fa ?)  ma tutto
questo non è sufficiente a spingersi fin dove ci siamo spinti noi, ci vuole anche una sensibilità specifica, un attrazione
particolare, una predisposizione appunto. Queste meditazioni mi porteranno in futuro ad ottenere nuovi risultati e nuove
esperienze. Per ultimo vi voglio solo dire che anche adesso che facciamo vacanze molto più agiate, in albergo o casa in
affitto, con tutte le comodità a portata di mano, ogni tanto ricordiamo quella famosa prima vacanza nel tendone promiscuo e
i ricordi si fanno nostalgia quando, con un velo di vergogna e di pudore, ricordiamo quello che avveniva di notte, stupendoci
sinceramente dell’ audacia dimostrata e che attualmente, forse, non riusciremmo più a ritrovare ...

continua...