La crociera
Mi piace moltissimo viaggiare. E' uno dei piaceri della vita al quale
non rinuncerei mai, e fortunatamente posso dire d'aver viaggiato molto.
Le crociere pero', non sono mai state il mio forte. Trovo la vita 'di bordo'
eccessivamente rilassante, e le gite sono troppo organizzate. Il mio ideale
di viaggio e' molto diverso, deve lasciar spazio all'improvvisazione, all'avventura.
In verità pero', devo dire che le situazioni più eccitanti
mi sono capitate proprio in questi viaggi, un po' noiosi. Forse proprio
per questo motivo, si cerca di ravvivare un poco la situazione.
Qualche anno fa andammo in crociera ai Caraibi, su una nave di una
compagnia americana. Dopo qualche giorno di relax in piscina, qualche gita
sulle isole, e il solito noioso spettacolino serale mi stavo già
annoiando. Per fortuna arrivo' la serata di gala, che ravvivo' la vacanza,
e la rese estremamente piccante. Per quella sera mi ero portata un vestito
nero, lungo, con un profondo spacco laterale e delle scarpe nere lucide,
decoltee'. Roberto mi chiese di depilarmi completamente la patatina. Ultimamente
me lo chiedeva sovente, ed io, dopo qualche tentennamento iniziale, avevo
accettato di buon grado la cosa. Non perché mi piacesse in modo
particolare, anche se devo ammettere che e' abbastanza eccitante, più
che altro perché da quando lo faccio, mio marito passa moltissimo
tempo a 'baciarmela', cosa che io adoro più di ogni altra. Mi chiese
anche di vestirmi da 'puttanella'. In realtà i vestiti non centrano
nulla. Con quell'espressione, lui intende il vedermi con le unghie,
delle mani e dei piedi, smaltate di rosso acceso. Completai l'opera con
un rossetto dello stesso colore ed un trucco leggero. E' inutile sottolineare
che sotto il vestito non portavo biancheria intima.
La cena si svolse in maniera abbastanza tranquilla. A tavola eravamo
con altre quattro persone, una anziana coppia, del Texas mi pare, e due
ragazze che si erano laureate da poco. Come dicevo la nave era americana,
quindi c'erano pochissimi italiani. Dopo cena passeggiammo un po' sul ponte,
era estremamente piacevole sentire la brezza insinuarsi sotto il vestito
e solleticarmi le parti intime. Non c'era molta gente in giro. Mi appoggiai
alla balaustra, e Roberto, da dietro, mi cinse la vita.
"Allora, maialina, come va' ?"
"Mmmhhh, bene, molto bene ... ma ho voglia ..."
"Voglia ? Voglia di cosa ?"
"Scemo! Di quello che mi stai strusciando dietro da un po'..."
"Eh, ragazza mia ... dovrai aspettare ancora un poco ..."
"E cosa dovrei aspettare ?", chiesi con un tono di voce un po' malizioso.
"Non so ancora ... ma qualcosa succederà ..."
Scambiammo ancora due chiacchiere, poi entrammo dentro, e ci accomodammo
in uno dei saloni della nave. L'ambiente era carino, luci soffuse, divani
ben distanziati, musica soft. Ci guardammo un po' intorno, e mio marito
noto' che al bancone del bar c'erano due ragazzi che spesso mi ronzavano
in torno in quei giorni. Infatti capitava spesso che quando ero in piscina
a prendere il sole, e mio marito si allontanava, quei due non perdevano
occasione per passare dalle mie parti e soffermarsi a guardarmi facendo
finta di niente. Devo anche dire, onestamente, che io mi divertivo molto
a provocarli, massaggiandomi con la crema solare, lasciando che il reggiseno
scendesse 'inavvertitamente'. Naturalmente poi raccontavo tutto a mio marito,
che comunque se ne era già accorto, e che pareva gradire molto la
situazione.
"Hai visto chi c'e' la' al bar ?", mi disse Roberto indicandomi i due.
Sì, li ho visti", risposi io sorridendo.
"Che ne dici, sei ancora capace di fare la smorfiosetta con i ragazzi
?"
"Smorfiosetta ? Ma che bei complimenti che mi fai !"
"Dai, hai capito benissimo ... ma, effettivamente ... e' passato tanto
tempo .... non sei più una ragazzina ...", mi disse sarcastico.
"Ma bene ! Adesso mi dai anche della vecchia !"
"Eh, sai, e' passato tanto tempo ...", continuava a punzecchiarmi.
"Bene ! Ti faccio vedere io ...", dicendo questo mi alzai e mi diressi
verso il bar.
Mi sedetti vicino ai due ragazzi, erano due bei tipi, uno biondo e
uno moro, entrambi carini. Erano sicuramente americani. Ordinai da bere
un bicchiere di vino bianco, col mio inglese un po' stentato. Mi piace
tentare di parlare le lingue straniere. Non ci sono portata, pero' e' bello
cercare di farsi capire, e di solito le persone, soprattutto gli uomini,
sono molto disponibili. Così fece il barista, e i due ragazzi notarono
subito a scenetta che era venuta a crearsi. Notai che uno dei due diede
un occhiata in giro, probabilmente in cerca di mio marito, che pero'
era seduto sul divano, in una zona piuttosto buia. Probabilmente tranquillizzati
dalla sua assenza, iniziarono ad attaccar bottone. Parlammo per un po'
di tempo, e con qualche difficoltà, ma la cosa fu divertente. Dopo
un po' presero un po' di coraggio, e incominciarono non i complimenti,
qualche piccola battuta, e soprattutto qualche carezza 'involontaria' alle
mie gambe. Io facevo la 'smorfiosetta', come mi aveva chiesto Roberto,
e loro ci stavano provando con sempre più insistenza. Proprio quando
incominciavo a domandarmi cosa stavo facendo e soprattutto dove era mio
marito, ecco che Roberto arrivo' come un fulmine a ciel sereno.
"Hey you, little slut ! I know you'd like to fuck with every guy you
meet, but I paid for your services ! 3.000 dollars for two weeks ! So,
you are my slut ! C'mon, now I want to fuck !"
Dicendo questo mi prese per un braccio e mi trascino' via. La scena
fu incredibile, io rimasi allibita perché mai mi sarei aspettata
una cosa del genere, e Roberto fu molto convincente, in quanto pareva realmente
arrabbiato. I due rimasero a bocca aperta, senza proferir parola.
Andammo in camera, e nel tragitto chiesi a Roberto cosa aveva detto,
dato che avevo percepito chiaramente solo poche parole. Lui mi tradusse
la frase: "Hey tu, piccola troia ! Lo so che ti scoperesti qualsiasi uomo
che incontri, ma io ho ti ho pagata per le tue prestazioni ! 3.000 dollari
! Tu sei la mia puttana ! E adesso andiamo, ho voglia di scopare !"
Quelle parole mi fecero eccitare come una pazza. Andammo in camera,
Roberto incomincio' a spogliarmi, mi tolse il vestito. Rimasi solo con
le scarpe nere ai piedi, mi inginocchiai davanti a lui, gli slacciai i
calzoni e liberai il suo cazzo, che era duro come il marmo. Incomincia
a leccarlo, a baciarlo. Poggiai le labbra su un lato, e lo masturbai così,
come se fosse un flauto. Poi scesi a leccargli le palle, e quando non ne
poté più lo presi in bocca. Gli feci sentire la lingua,
frullare tutto intorno al glande. Poi strinsi un poco i denti e andando
su' e giù glieli feci sentire. Lo sentii rabbrividire. Allora incocciai
a succhiarlo. Ma non così per dire. Lo succhiai veramente. Forte.
Non resistette più incomincio' a venirmi in bocca. Non volevo deglutire,
avevo altro in mente. Ma feci molta fatica a tenere tutto il suo sperma
in bocca. Quando fini' di venire, mi staccai dal suo cazzo, con le labbra
chiuse. Un filo di sperma partiva dal suo cazzo ed arrivava alle mie labbra.
Con un dito lo staccai. Poi guardai in su, guardai mio marito negli occhi,
deglutii finalmente tutto, e subito dopo mi passai la lingua in mezzo alle
labbra, come una bimba golosa.
Quella serata fu splendida, ancora adesso mio marito la ricorda come
unica. Dopo uscimmo, ed andammo sul ponte, nella piscina a idromassaggio.
Ci sedemmo, io non ero ancora soddisfatta e mi volevo prendere la mia parte.
Mi sistemai sopra di lui a cavalcioni. Finalmente mi penetro' e facemmo
l'amore a lungo, nell'acqua, in uno stato di piacevole stordimento.
Ciao,
Giulia