La storia di Giulia e Roberto.





Ciao a tutti, il mio nome e’ Giulia. Ho 30 anni e sono sposata da 7 con Roberto. Prima di tutto mi descrivo, visto che sicuramente sarete curiosi di immaginarmi. Sono alta un metro e cinquantotto centimetri, ho i capelli biondi lisci, coi colpi di sole, gli occhi azzurri. Porto una terza di reggiseno e sono un pochino ‘formosetta’.
Voglio raccontarvi la nostra storia, il modo cioe’ in cui abbiamo cominciato a vivere il sesso.
Tutto inizio’ con un computer. Mio marito lavora in una importante azienda che fornisce servizi informatici, e praticamente vive a pane e computer.
Quando anche io ho incominciato ad interessarmi all’informatica, e a voler usare il pc, Roberto me ne ha acquistato uno nuovo, tutto per me. Mi ha sempre posto il divieto di usare il suo, visto che “siccome lo uso per lavoro, tu poi mi combini dei casini”. E in effetti forse non aveva neanche tutti i torti.
Comunque ho iniziato ad usare il mio, imparando cosa e’ internet e tante altre cose, finche’ mi e’ venuta la curiosta’ di vedere cosa c’era “dentro” il suo.
Cosi’ un pomeriggio, ho accesso il suo pc, ed ho cominciato a rovistare nel suo hard disk … certo, roba che sembrava “lavoro” ce n’era, ma c’era sopprattutto una notevole collezione di foto e filmati porno, molti racconti, quasi tutti in inglese, ed una cartella tutta dedicata a foto “fatte in casa”, qualche raccontino, inviatogli da qualche marito. L’argomento principe era sempre quello del sesso fatto in liberta’, del godere nel vedere la propria moglie fare sesso con altri uomini. Da principio, pensai solo ad una cosa: “Roberto mi tradisce”, cosi’ stetti delle ore a cercare un indizio, una e-mail, un qualsiasi file che mi confermasse la mia supposizione … invece nulla. Non trovai proprio niente.
Pensai cosi’ al nostro rapporto, alla nostra intesa sessuale che negli ultimi anni aveva raggiunto i minimi storici. A tutte le volte che Roberto mi chiedeve “Mettiti lo smalto rosso”, oppure  “Dai, depilati la patatina”, e io non lo accontentavo quasi mai … mi sentivo volgare, sporca, e quindi rifiutavo. E adesso ? Lui cercava qualche surrogato, foto, filmati, in particolare racconti di altri mariti che avevano mogli “complici”.
Allora era davvero questo quello che voleva ?
Avere una moglie troia ? Oppure era solo una fantasia ?
Questi pensieri mi tromentarono un po’, finche arrivò il giorno in cui dovemmo andare al matrimonio di una mia cugina. Era agosto e faceva molto caldo, io indossai un vestito rosso a fiori giallo scuro, lungo e leggero. Ai piedi avevo dei sandali aperti e molto alti. Mentre mi vestivo, Roberto mi si avvicino’ e mi disse “Questo vestito sarebbe da mettere senza nulla sotto…”,  ovviamente sorrisi e gli dissi, “Ma dai …”. Ecco, ancora una volta avevo rifiutato una sua proposta.
Mi ripresi, e aggiunsi “Beh … adesso non si puo’ … magari un altra volta …” e gli sorrisi un pochino imabarazzata. Gli si illuminarono gli occhi, mi bacio’, e immediatamente notai un rigonfiamento notevole tra le gambe. Scherzammo un po’ su quest’ultima cosa, e ridemmo di gusto. Era molto tempo che non c’era piu’ una complicita’ cosi’ bella e particolare tra di noi. Era una sensazione piacevole.
Partimmo ed andammo al matrimonio. Dopo la cerimonia andammo al ristorante per il rinfresco, che era offerto in una terrazza che dava direttamente sula mare. Roberto era l’unico invitato che sotto quel sole rovente teneva la giacca, chiusa per di piu’, per nascondere il suo pacco rigonfio. Non smisi un attimo di prenderlo in giro per questo, e mi divertii moltissimo a strusciarmici contro, a toccarlo leggermente, a guardarlo negli occhi leccandomi le labbra dopo aver bevuto un aperitivo. Era la prima volta dopo molti anni che facevo qualcosa del genere … ed era bellissimo, neanche mi rendevo piu’ conto di quanto fosse eccitante, ed intrigante. Ci sedemmo a tavola, e continuammo i nostri giochini. Dopo un po’ Roberto si alzo’, ando’ a parlottare con un cameriere, che dopo pochi minuti ci porto’ una bottiglia di vino. Un vino bianco, fresco e frizzante. Li’ per li’ non realizzai il perche’ di quel gesto. Dopo mi resi conto delle intenzioni di mio marito. Io adoro quel vino, e in piu’ col caldo va giu’ che e’ un piacere. Il pranzo continuo’ tra risate allegre e sorrisi complici.
Verso la fine, mentre l’orchestrina suonava sulla terrazza, Roberto mi disse “Giugi, che ne dici, balliamo?”. Mi misi a ridere come una matta.
“Ma come ? Se odi ballare ! E poi questi vecchi balli non sei capace a farli!”.
“Ok, se a te non va, ballo con la Marisa.”.
“Ahahah, non ci dredo neanche se ti vedo !”. Ecco, stavo cadendo nella trappola.
“Scommettiamo che vado a ballare ? Scommettiamo ? Dai !”.
“Ok ci sto”.
“Allora, se ballo con la Marisa una canzone intera, tu … vai in bagno e ti levi mutandine e reggiseno.”
“Sei pazzo ! Qui c’e’ gente che mi conosce ! Che figura faccio ?”
“Nessuna figura. Paola e’ senza reggiseno. E ha lei ha le tette abbondanti, come te.”
“Si ma Paola ha il giacchino sopra …”
“Non piu’. Voltati. Guardala, e’ li al bar”. Era vero, non aveva piu’ il giacchino. Si vedeva che non indossava il reggiseno.
“Si, ma il mio vestito e’ di stoffa piu’ leggera, lo si noterebbe molto piu’.”
“Non inventare storie, non hai il coraggio ? Stamattina avevi detto che l’avresti fatto. Vuoi tirarti indietro anche stavolta ?”. Gia’. Come tutte le altre volte, eh ? In fondo quando avevo 16 anni lo facevamo sempre. Allora era un gioco, quasi innocente. E adesso ? Sono diventata cosi’ vecchia, e bigotta da rifiutarrti tutto ?
“Ok, ci sto’. Tanto tu non ballerai mai, Ahahah !”
Ovvio che invece lo fece. Ando’ a parlottare con la Marisa, che sgrano’ gli occhi e sorrise. Passarono vicino a me e per raggiungere la terrazza, e lei mi disse “Ma che gli e’ preso a tuo marito ???”.
“Eh, Mari, sapessi...”, sospirai.
Inutile dire che un po’ goffamente, tra un inciampata e una risata, porto’ a conclusione la sua performance, resa ancora piu’ buffa dal fatto che Roberto aveva sempre la giacca abbottonata per nascondere il suo ormai cronico “rigonfiamento”. In seguito mi disse che in quel momento sarebbe stato disposto a tutto pur di spingermi a fare qualcosa di trasgressivo.
Ritorno’ al tavolo e tutto contento mi disse “Ora tocca a te, mia bella porcellina.”. E’ strano, ma quelle parole mi diedero la carica. Senza parlare mi alzai ed andai in bagno. In un attimo mi tolsi reggeseno e mutandine, le misi nella borsa, mi diedi un’aggiustata al trucco e ritornai a tavola. Mi sentivo come se il mondo fosse li’ a guardarmi. Ma ero anche incredibilmente eccitata. Sentivo fresco, mi sentivo nuda in mezzo alla gente. E mi stavo eccitando, ero bagnata, piena di umori. Mi girava la testa. Mi sedetti. Non riuscivo a tenere ferme le gambe, le accavallavo di continuo, cambiavo posizione. Ero terribilmente eccitata, come avevo dimenticato ci si potesse sentire.
“Allora ? Tolto tutto, eh ?”
“Si vede cosi’ tanto ?”
“Abbastanza, ma sei splendida, sei uno spettacolo ! Ma hai tolto veramente tutto ? Anche sotto ?”. Gli porsi la borsa. Lui l’apri’ e se ne convinse.
Eravamo troppo su di giri, non potevamo stare oltre li’. Cosi’ salutammo i festeggiati, qualche amico e andammo verso la macchina.
Appena fuori dal ristorante Roberto mi infilo’ una mano in mezzo alle gambe. Le divaricai leggermente e lui incomincio’ a palparmi, a masturbarmi. La strada non era molto trafficata, ma in quel momento non me ne fregava niente di nessuno.
“Ah, ma allora vedi che il mio giochino ti e’ piaciuto … fai tanto la preziosa, ma adesso sei bagnata come un puttanella …”. Dopo pochissimo godetti, chiusi gli occhi e mi lasciai andare ad un orgasmo che piu’ che fisico, fu cerebrale. E’ vero, quelle sue parole mi eccitarono come non mai.
Quindi io gli sbottonai la patta, gli tirai fuori il cazzo, era tutto impiastricciato, bagnato di liquido preseminale. Lo masturbai un poco, anche lui non ne poteva piu’. Nel frattempo ci fermammo ad un semaforo, dopo poco una macchina si arresto’ alla nostra sinistra. Evidentemente l’uomo sulla macchina si era reso conto che stavamo facendo qualcosa di particolare. E sbirciava, tentando di fare l’indifferente. Lo guardai mentre mi chinavo sul cazzo di mio marito. Lui ovviamente capi’ cosa stavo facendo, ed io mi eccitai come una matta sapendo che quello sconosciuto avrebbe pensato “Guarda quella troia, gli sta facendo un pompino.”. Ripartimmo, glielo succhiai poche volte, dopodiche’ sentii il respiro di Roberto farsi affannoso, i muscoli contrarsi “Giulia … io …“. Mi venne improvvisamente in bocca, un fiotto, due. Deglutii una prima volta, ma lui venne ancora e mi riempi’ la bocca un altra volta. Non era mai venuto cosi’ copiosamente, sembrava non finisse piu’. Deglutii ancora e finalmente potei respirare. Gli diedi ancora qualche piccola leccatina, qualche bacino. Nel frattempo ci fermammo ad un altro semaforo.
Mi alzai dal grembo di mio marito, e vidi l’uomo di prima, che mi guardava, con bocca dischiusa, allibito. Lo guardai, sorrisi e mi passai la lingua tra le labbra. Ripartimmo ed andammo velocemente a casa, dove passammo una splendida notte di sesso, come non facevamo da tanti, troppi anni ormai.
Questa e’ la prima prima puntata della nostra storia.
Da qui e’ partito tutto.
Abbiamo poi realizzato tutte le nostre fantasie, in particolare quelle di Roberto. Se vi e’ piaciuta, magari vi raccontero’ il resto. Che, forse, e’ molto piu’ piccante.

Ciao,
Giulia

Giulia_69@yahoo.it