GIULIA E' UNA VERA PUTTANA
Finalmente posso prepararmi per la nuova uscita
(Giulia, parte IV)
Ciao a tutti,
è passato un po’ di tempo dalla mia ultima avventura sul marciapiede,
ma un po’ per il freddo, un po’ per altri motivi ho dovuto accantonare
il mio progetto, poi finalmente i problemi sono finiti ed è anche
tornata la bella stagione, così abbiamo potuto riprendere dove avevamo
lasciato.
L’iniziativa l’ho presa io, una sera, dopo cena, mentre Carlo stava
vedendo il Maurizio Costanzo, mi sono alzata e presa la cassetta della
mia ultima uscita l’ho messa nel videoregistratore e sedendomi vicino a
lui:
“Io sono pronta!”
Mi ha guardata con aria interrogativa
“Sei pronta? A Cosa?”
Con il telecomando ho fatto partire il nastro e:
“Sono pronta per tornare a fare la Puttana sul marciapiede!…..Come
avevo promesso”
Carlo passando lo sguardo da me al televisore
“Aaah ! Ma certo me lo avevi promesso, e quando vuoi farlo?”
“Presto, Prestissimo, se avessi tutto l’occorrente anche questa
sera stessa!”
“Cosa ti manca?”
“Vedi come sono vestita? (Minigonna con spacco, scarpe con tacco
alto, giacchetta aperta davanti senza reggiseno, senza calze e senza mutandine)
Beh questa volta voglio vestirmi più da Puttana, la gonna più
corta e attillata, magari di raso rosso con lo spacco più profondo,
si deve vedere subito che non porto le mutandine, anche la giacchetta
la voglio scegliere più provocante, quella è troppo da brava
signora, si vede che è adattata e così le scarpe e le calze,
domani andiamo a comprare l’occorrente. Ti va?”
“Certo, prendo due ore al lavoro, c’è un sexy shop sulla
Cassia che fa al caso tuo, ci sono passato a novembre e ho viste cose che
potrebbero andar bene per te” .
Guardammo il filmato commentandolo e come le altre volte finimmo con
lo scopare forsennatamente, Carlo continuava a chiamarmi “Puttana”
e a farmi domande sul dove e sul come, io mi sono limitata a semplici “Aspetta
e vedrai”
Il pomeriggio seguente, Carlo rientrò presto dal lavoro e entrando
in casa:
“Dai andiamo a far spese”
“Mi preparo e andiamo”
Indossai i vestiti di quella sera, volevo presentarmi nel negozio da
puttana, quando lo vide mio marito ne fu entusiasta, strada facendo continuava
a parlarmi del negozio e dei capi che aveva visti descrivendomeli e cercando
di capire su quali mi sarei orientata, sorridevo e ad ogni sua domanda
rispondevo “Forse”.
Arrivammo al negozio, su una piazzetta a lato della via Cassia dopo
la Tomba di Nerone, l’ingresso quasi anonimo, scendemmo dalla macchina
e entrammo nel piccolo locale zeppo di videocassette, articoli porno, con
due televisori, alle spalle dell’uomo che ci accolse, che proiettavano
scene di rapporti completi, mentre Carlo salutava l’uomo con familiarità
“Ciao Fabio”, io mi guardavo intorno e cominciai a notare scarpe,
borsette, gonnelline, vestiti, calze ecc. appesi qua e la, mi avvicinai
ad un capo quando sentii Carlo che diceva all’uomo:
“Fabio, questa è la signora di cui ti ho detto per telefono,
è qui per sceglie dei capi, se come mi hai detto hai quello di cui
abbiamo parlato, faglielo vedere”
“Ciao, Carlo mi ha parlato moltissimo di te, mi ha spiegato quello
che cerchi e sapendo che saresti venutai oggi, mi sono fatto portare, dal
fornitore, un po’ di cose, che sicuramente ti piaceranno!”
Mentre parlava era uscito da dietro al banco e si era avvicinato ad
un tavolinetto alla mia destra dove erano poggiate alcune scatole e delle
buste, passandomi accanto mi aveva squadrata dalla testa ai piedi con aria
professionale, poggindo le mani sulle scatole:
“Vuoi vedere solo minigonne e giacche o prima qualche cos’altro
come quel vestito che stai guardando adesso?”
“No grazie, preferisco vedere subito quello che cerco”
Fabio apre scatole e buste sottoponendomi una serie di completini,
tutti con mini vertiginosa con spacco e giacchetta di varie forme e colori,
mi attirano due completi, uno in pelle rossa e l’altro di stoffa tipo raso
sull’oro, le giacche sembrano molto aderenti e succinte, scelgo anche le
scarpe adatta ad ognuno, tacco altissimo scollatissime e le calze
“Vorrei provarli”
“Puoi farlo li!”
Mi indica una rientranza del negozio, un corridoietto cieco dietro
gli scaffali con una seggiola e uno specchio di quelli a colonna da terra,
mi avvio con i vestiti e lui mi segue con le scarpe e le calze, mi rendo
conto che non c’è porta ne tenda, mi volto con aria interrogativa
verso di lui e lui...
“Si non c’è tenda, ma tanto tu non ti vergogni a spogliarti
davanti a noi, vero?” e avvicinandosi mi dice a bassa voce “Anzi
ti fa piacere!” e se ne torna al suo bancone, proprio di fronte allo
sgabbuzinetto, da dove mi può vedere benissimo, rimango un attimo
con gli abiti in mano pensando che sotto non porto niente, sono completamente
nuda, “ma non sono una puttana? E allora che problema c’è”,
poggio gli abiti sulla seggiola e mi spoglio, resto nuda davanti a lui
e lo faccio gurdandolo e sorridendo, indosso il primo completo, quello
rosso ed esco per guardarmi e farmi guardare, passeggio per il negozio
poi rivolgendomi a Carlo:
“Visto? Adesso provo l’altro” e me ne torno nello sgabuzzino,
Fabio mi mangia con gli occhi, allora decido di provocarlo, indosso l’altro
vestito e per mettermi le calze mi siedo e allargo volutamente e sfacciatamente
le cosce verso di lui che mi sta osservando arrapatissimo
“Carlo, lo sai che la tua amica è proprio una gran fica!”
“Lo so, lo so!”
Fabio contina a gurdarmi tra le cosce mentre Carlo finge di essere
distratto
“Fabio, scusa mi porti le calze nere, queste non mi vanno, sono
corte”
“Te le porto subito”
Mi raggiunge e porgendomi le nuove calze: “Ma tu giri sempre in
minigonna e senza mutandine?”
“Solo quando mi va”
“E oggi ti va!”
“Si”
Mentre stiamo parlando entra un uomo nel negozio, non mi ha vista,
comincia a guardare le cassette video esposte, quando viene a trovarsi
davanti al mio ripostiglio quasi gli viene un colpo, mi trova li con quella
minigonna e il bolero totalmente slacciato che lascia vedere completamente
le mie tette nude, seduta a gambe divaricate e la fica in bella vista mentre
mi infilo le calze, non sa che fare, poi saluta e scappa via, esco per
farmi rimirare e dopo una piccola passerella, mi rivolgo ai due uomini:
“Allora? Decidete voi, quale prendo?”
Sono d’accordo, scelgono quello rosso, più attillato, più
sexy più tutto.
Torno nello sgabuzzino e mi spoglio passando i capi scelti a Fabio
“Fabio me li incarti? Gonna, corpetto, calze e scarpe, e tu Carlo
paga!”
Sto completamente nuda davanti a lui e ne ho un piacere folle, Fabio
prende i capi e torna al suo posto d’osservazione, allora gli volto le
spalle e mi piego a raccogliere la gonna caduta in terra cercando di mostrargli
bene il mio culetto, mi rivesto e li raggiungo al bancone, il pacco è
pronto, Fabio insiste per farmi un regalino e mi mette in una busta una
parrucca mora da battona: “Offre la casa”, mi accorgo che insieme
alla parrucca infila furtivamente un foglietto nella busta e me la consegna,
prendiamo i pacchi, lo salutiamo e usciamo dal negozio, saliti in macchina
Carlo parte in quarta:
“Sei stata favolosa, mi hai fatto arrapare da morire e hai fatto
arrapare pure Fabio, ti mangiava con gli occhi, temevo che da un momento
all’altro ti saltasse addosso, l’ho visto sai che lo provocavi spogliandoti
e mostrandoti oscenamente a lui, il vestito poi ti sta alla perfezione,
rimorchierai da pazzi con quello”
“Lo sai che il tuo amico, insieme alla parrucca mi ha messo di nascosto
un foglietto nella busta?”
“No, non ci ho fatto caso, dai prendilo leggi quello che ti ha scritto”
Cerco nella busta e tra i capelli trovo il biglietto di Fabio, lo prendo
e comincio a leggere ad alta voce:
“Ciao, non so neanche come ti chiami, ma ti confesso che mi hai
fatto arrazzare come una bestia, sei una gran fica e una gran troia (proprio
come aveva detto Carlo), sono stato sul punto di saltarti addosso un paio
di volte, appena sarete usciti mi dovrò sfogare, non ce la faccio
più, voglio rivederti, da sola, scopare con te, il mio indirizzo
ce l’hai questo è il mio numero 06………. In orario di negozio sono
sempre qui, se vieni ti faccio provare tutto il campionario, cazzi di lattice
compresi, chiamami. Se vuoi ti pago, qualsiasi cifra. Fabio”
“E bravo Fabio, io gli porto le clienti e lui me le vuole soffiare”
“Lascia perdere, tanto non m’interessa” (lo dicevo ma non lo
pensavo, m’interessava e come, Fabio era nel giro, sicuramente conosceva
le puttane, forse mi poteva tornare utile, ma più in là,
ci pensavo e come)
Arrivati a casa Carlo ha voluto che mi mettessi i capi che avevamo
scelto, compresa la parrucca e mi ha chiesto di ripetere per lui quello
che avevo fatto per Fabio, visto che aveva potuto solo sbirciare
per non farsi notare da lui, mi ha ricreato un angolino simile e si è
posizionato come se stesse dietro il bancone, ed io ho ripetuto tutto quello
che avevo fatto per Fabio riportandogli anche le frasi che non aveva potute
sentire
(Continua)
Giulia