Ho incontrato un vero cliente
Giulia - terza parte




La risposta alla mia domanda me la danno la lucetta rossa della telecamera che continua a lampeggiare e i gesti d’incitamento di Carlo ad avvicinarmi alla macchina, è l’occasione che ha sempre desiderato, il suo grande desiderio, farmi scopare da un altro uomo, ma devo confessare che anche io sono attratta dall'idea di andare con un altro, il solo pensiero di farlo mi eccita, in fondo perché sono qui?
Ripenso a quante volte, nelle mie uscite serali vestita da battona, avvicinata da uomini che facevano apprezzamenti e richieste, anche pesanti, ho desiderato che l’intervento di Carlo in mio soccorso non arrivasse e avrei voluto, invece, che il gioco si spingesse oltre e a quante volte, dopo, ho fantasticato su quelle situazioni cercando d’immaginare come si sarebbero potute sviluppare, a quella sensazione, ogni volta più intensa, nel vedermi per strada avvicinata dall’uomo che mi scambia per una professionista, a tutte le domande di Carlo, “Cosa gli avresti detto? Come ti saresti comportata? Fino a che punto saresti arrivata? Cosa gli avresti concesso? Quanto gli avresti voluto chiedere?”, alla mia delusione quando il filmato s’interrompe, mi vengono in mente tutte le frasi e i comportamenti studiati e preparati con tanto interesse per le finte situazioni d’incontro con dei clienti.
Mi rendo conto che sono qui per essere e comportarmi da puttana e decido di soddisfare il desiderio di mio marito e mio, sarò puttana sul serio, senza finzioni!
Mi giro verso l’uomo e mi indico per chiedere “Io?”, alla sua risposta affermativa, eccitatissima, mi avvicino alla macchina con un sorriso invitante, apro lo sportello, e piegandomi verso di lui:
“Ciao”
“Ciao, Non ti avevo mai vista prima, sei una nuova?”
“E’ la prima sera che vengo qui”
“Ti ho notata prima mentre trattavi con quell’altro, quando ti sei piegata avevi tutto il culo scoperto, come adesso, e mi hai fatto arrapare, quanto vuoi?”
Mi rendo conto che anche in questo momento sto offrendo il mio culetto nudo agli sguardi di altri automobilisti, con la coda dell’occhio controllo e ne vedo un paio che, attirati dal mio abbigliamento e dalla mia esposizione, si sono fermati dietro il primo e stanno guardando interessati quello che mostro, ne provo un piacere pazzo, sono una vera puttana, e mi piace, sto trattando il mio corpo con uno sconosciuto mezza nuda per la strada davanti agli sguardi vogliosi di altri due uomini e ne provo tanto piacere che mi tremano le gambe, la sua richiesta mi eccita, perdo ogni ritegno e cerco di scoprirmi di più sia per lui sia per gli altri:
“Dove vuoi farlo?”
“In macchina”
Avrà sì e no 30 anni, se gli sparo le cifre che dice mio marito lo faccio scappare, decido una cifra che mi sembra più giusta
“In macchina 50.000, ma solo bocchini!”
“Va bene, sali”
E’ fatta, sono una vera battona, ho avvicinato un cliente, mi sono offerta, ho contrattato il prezzo della prestazione e sto salendo in macchina per appartarmi con lui, gli farò un bocchino per 50.000 lire, col cuore in gola salgo in macchina, chiudo lo sportello e, secondo le istruzioni di Carlo, mi faccio dare subito i soldi, poi gli indico la stradina dove soddisfo la sua richiesta, durante il percorso mi volto e vedo che Carlo ci sta seguendo.
Quando siamo ritornati mi ha liquidata con un semplice “Alla prossima volta”.
Appena si è allontanato mi si è subito accostato Carlo che fattami salire mi ha subissato di domande mentre tornavamo verso casa.
Ha voluto vedere subito il filmato, superata velocemente la parte in cui lui fa la parte del cliente, Carlo ha voluto che gli commentassi e riportassi tutto quello che non aveva potuto sentire.
Cammino lentamente sul marciapiede, di spalle al senso di marcia, la macchina mi si accosta e si ferma, mi volto, mi avvicino, apro lo sportello e mi piego per parlare con l’uomo alla guida, nel farlo la minigonna si solleva scoprendo abbondantemente il mio culetto nudo, si vedono le altre due macchine accodarsi alla prima e assistere a tutta la trattativa, salgo sulla macchina e prendo i soldi, partiamo, arrivati nella stradina, anche se la ripresa è da lontano e abbastanza buia, si capisce inequivocabilmente il tipo di prestazione che sto facendo dalla posizione dell’uomo e dal movimento della mia testa, poi scendo dalla macchina e mi avvicino a quella di Carlo e salgo.
Abbiamo scopato guardando le immagini e parlando dell’uomo, del suo arnese, del bocchino, dei suoi giudizi e delle mie sensazioni e non ho potuto nascondere il mio piacere.
Nei giorni seguenti non ho fatto altro che pensare a quella mia performance, anche perché Carlo, quasi tutte le sere, voleva che rivedessimo insieme quel filmato, ed ogni volta le sue domande si facevano più pressanti e mirate, finiva sempre con scopate favolose, mi ha fatta rivestire nello stesso modo e mi ha riportata sul posto dove ha voluto che ripetessi con lui tutto quello che avevo fatto con l’altro, facendosi spiegare ogni minimo particolare, ogni volta cresceva in me il desiderio di rifarlo, finché l’altra sera, durante una nuova visione del filmato, mentre sul televisore mi si vede passeggiare sul marciapiede:
“Se vuoi ci torno!”
“Ci torni? Dove?”
“A battere! ”
“Quando?”
“ Appena mi sento pronta! Ma questa volta ...”

(Continua)

Giulia