Nei giorni seguenti abbiamo parlato spesso di quell’esperienza, guardando
e riguardando il filmato; il trasporto con cui facevo l’amore davanti a
quel filmetto, mi fece capire che dentro di me desideravo che nel nostro
gioco fossero coinvolte altre persone, con le quali condividere le nostre
performance. Che io mi eccitassi vedendo una scena erotica era scontato,
ma quel filmato mi eccitava in modo inconsueto, quell’esperienza mi faceva
capire che quella era la strada da seguire. Ne parlavo, con Carlo, e ci
fantasticavo sopra, ed ogni volta sentivo crescere il desiderio, il desiderio
di ripeterla, quando giovedì sera Carlo mi ha fatto la proposta:
“Sabato sera voglio realizzare un filmato con te che interpreti una battona
in attesa dei clienti e io faccio la parte dei clienti che ti fanno salire,
ti portano in albergo e ti chiavano in tutti i modi e poi ti riportano
ogni volta dove ti hanno presa, e tu continui a battere e riprendere tutto
con la telecamera”; il ricordo della forte sensazione provata quando quell’uomo
mi ha chiesto: “Quanto vuoi?” e la mia eccitazione nel vedermi esposta
ai suoi occhi mi hanno fatto accettare.
Carlo ha scelta una strada non eccessivamente trafficata, con un’illuminazione
simile a quella dell’altra volta, abbiamo scelto insieme l’abbigliamento
e programmate tutte le riprese, mio marito mi avrebbe lasciata sul marciapiede
per qualche minuto, poi si sarebbe riavvicinato per fare la trattativa.
Abbiamo preparato tutto meticolosamente, studiando le frasi, le richieste,
gli accordi e deciso che nelle varie situazioni, almeno tre o quattro,
avremmo contrattato rapporti in macchina, in albergo e a casa del cliente
con tutti i particolari per ogni situazione, abbiamo anche fatto un sopralluogo
scegliendo anche il posto dove avremmo dovuto appartarci, una stradina
culminante in uno spiazzo poco illuminato dove si fermano le coppie.
Sabato sera ho indossato la minigonna con spacco, scarpe con tacco
alto, giacchetta aperta davanti senza reggiseno, senza calze e senza mutandine.
Prima abbiamo girato per un po’ in macchina, arrivati in prossimità
del posto scelto mi sono sbottonata bene la giacchetta in modo che uscissero
le tette, aperta la gonna e ripreso il trucco come mi ha consigliato Carlo,
un po’ forte.
Sono scesa dalla macchina e lui si è spostato di qualche metro
per fare l’inversione per poi tornare e caricarmi.
Mentre passeggiavo avanti e in dietro sul marciapiede, Carlo si è
accostato e mi ha fatto due colpi di clacson, mi sono girata e avvicinatami
ho aperto lo sportello, mi sono piegata in modo che sia la giacchetta sia
la gonna si aprissero bene, la scena l’ha voluta riprendere da tutte le
posizioni, mentre mi avvicino, mi piego, ha voluto che rimanessi a trattare
la prestazione più a lungo fuori dalla macchina, invitandomi a scoprire
bene le mie tette e chiedendomi di piegarmi il più possibile
verso di lui, quando l’ho fatto l’ho sentito dire, mentre guardava nello
specchietto, “speriamo che riesca a vederti bene”, non m’ero accorta che
a pochi metri, dietro la nostra, si era fermata una macchina con un uomo
solo; Carlo mi ha fatta salire e abbiamo iniziato la trattativa, come previsto
ci siamo accordati sul pompino, l’ho portato nel posto prescelto e apertagli
la patta ho cominciato a succhiarglielo mentre lui riprendeva ogni istante,
non ha voluto che lo finissi visto che dovevamo girare le altre scene.
Mi ha riportata sul marciapiede, l’ho salutato e sono scesa, lui si
è allontanato, mi stavo preparando al secondo incontro quando sento
la macchina che si avvicina alle mie spalle, i fari m’illuminano, controllo
che l’abbigliamento sia tutto in ordine, il petto è scoperto, la
gonna aperta, tutto in ordine, ecco i colpi di clacson, mi giro ed ho un
tuffo al cuore, non è la nostra macchina, cerco mio marito ma non
lo vedo, la macchina si ferma e fa ancora due colpi di clacson, mi sta
chiamando, vedo Carlo che è sceso dalla macchina, guardo verso di
lui, mi sta riprendendo, lo capisco dalla lucetta rossa lampeggiante della
telecamera, si sta ripetendo la situazione dell’altra volta, sono in strada
con le tette e la passera al vento davanti ad un uomo che mi crede una
battona, la differenza è che questa volta lui ha assistito alla
mia trattativa con un altro “cliente”, nella fantasia avevo voluto che
questa situazione si verificasse, ma trovandomici realmente mi sento morire,
come l’altra volta vorrei scappare e spero nell’intervento di Carlo che
non arriva.
L’uomo vedendomi esitare mi chiama:
“Allora?”
Lo guardo, lancio un’occhiata a Carlo che ora è più vicino
e continua a riprendermi, mi fa dei cenni, mi incita ad avvicinarmi alla
macchina, vuole che porti avanti il gioco, è questo che vuole mio
marito?
Giulia
(Continua)
non abbiamo potuto pubblicare le immagini corredate al racconto poiché
Geocities vieta espressamente l'uso di immagini pornografiche, ma non appena
riusciremo a spostarci su di un server dedicato, saremo in grado di abbinare
ad ogni racconto anche le immagini che vorrete inviarci.