The Seventeen Friday Night Fever



SCRITTO DI "THE CAT", NOSTRO COMPLICE...... Manu e Vale

Ogni persona nella propria esistenza si aiuta anche con i sogni ad occhi aperti, quelli che permettono ai comuni mortali di non perdere completamente l'ottimismo fanciullesco del "Io da grande farò...". Quei sogni tipo se fossi miliardario, se fossi un astronauta, se fossi l'amante di Monica Bellucci o di Robert De Niro... Sogni che praticamente restano sempre sogni.
Però talvolta accadono eventi inaspettati che nel giro di poco tempo ti travolgono come un fiume in piena e ti chiedi se sta realmente accadendo.
Quello che vorrei raccontare è un'esperienza straordinaria che mi sta accadendo, assolutamente reale, vicino a delle persone altrettanto straordinarie, a cui dedico questo breve ma emozionato racconto visto in soggettiva.

L'inizio
Già l'inizio è qualcosa di particolare. Si, mi piace il brivido del piacere erotico, nei mille modi in cui si manifesta. E anche la rete può offrire il suo piccolo contributo. Un sito tra i migliori nel genere è Progettoxè. Con una raffinata raccolta di racconti erotici. E proprio qui comincia la storia per me. Un giorno di inizio Gennaio leggo il torrido racconto di una fanciulla di nome Manuela, che narra la sua esperienza in un Club Privè, il Fata Morgana. E' troppo bello ed emozionate. Mi incuriosisco e dopo qualche elementare indagine da novello Sherlock Holmes scopro che probabilmente abitano anche vicino a me. Curiosità alle stelle, in fondo si sa, i gatti...
Parte la prima e-mail. Speranze vane di avere una risposta. Ed invece eccola li, con la sua piccola iconcina nella mia casella di posta elettronica.
Comincia così una bellissima relazioni epistolare con due persone che mano a mano si dimostrano eccezionali. Molto attente, molto dolci, scopro rilassante parlare con loro. Poi vedo le foto di lei, una deliziosa creatura. Scopro il loro grande gioco, e pian piano cominciano le confidenze, i primi timidi slanci. Ma è una cosa che nasce da sola, sincera, pulita, senza secondi fini.

Il primo incontro
Una domenica sera che non dimenticherò mai. Una e-mail che mi ha strozzato il respiro in gola: "Siamo dalle tue parti, incontriamo" ed un numero di cellulare. Chiamo, il primo vero piccolo passo nella realtà. Sento la voce di Vale per la prima volta, tradisce un po' di emozione, come la mia credo.
Il posto è un bel locale, ci sono stato diverse volte. Casino totale, doccia, vestiti, sono pronto e splendente in mezz'ora. Parto, pochi chilometri da fare. All'ingresso mi fermo, un profondo respiro ed entro. Lei l'ho vista in foto. Eccoli, il cuore che pompa forte, la stretta di mano a lui, il bacio sulla guancia a lei. La pelle dei nostri visi si sfiorano, sento per la prima volta il suo odore, sento per la prima volta la sua voce calda, ha una voce bellissima. Ci sediamo e arriva qualcosa da bere per
rompere un po' il giaccio. Lo ammetto, mi sento subito a mio agio, mi sembra di conoscerli da tempo. E poi sostengono lo sguardo, non lo distolgono quando li guardo dritti negli occhi. E' molto strano, la discussione naviga libera, passando da cose semplici a discorsi piuttosto personali. Ma è comprensibile, ormai ci siamo spogliati via e-mail di tutte quelle armature di pudore che nella vita di tutti i giorni siamo obbligati portare. Questa cosa la trovo bellissima. Poter parlare con due persone in assoluta tranquillità di cose che normalmente non mi sognerei mai di tirar fuori. Il tempo scivola via troppo veloce e alla fine ci dobbiamo lasciare.
Mi rendo conto che ho conosciuto due persone eccezionali. E so che nascerà una bellissima amicizia, ma sopratutto molto speciale, perché libera da tanti vincoli.

Il pre-Seventeen Friday Night Fever
Ci incontriamo ancora, qualche volta vado da Vale per questioni legate al suo computer. All' inizio mi parlano in modo un po' vago della possibilità di festeggiare il compleanno di Manuela al Fata Morgana. Che dire, un invito del genere fa effetto. Nessuna illusione ovviamente, razionalmente so bene quali sono i patti mai detti del gioco, però il pensiero mi solletica, non lo posso negare. Intanto arriva anche un computer di seconda mano per Manuela. Chiedo a Vale se vuole che lo metta a posto. Farlo per lei è un vero piacere. Sembrerà strano per la maggior parte delle persone, ma nel risistemare quel oggetto freddo e tecnologico ci ho messo il cuore. So cosa vorrà dire per Manuela quel piccolo angolo assolutamente privato, dove nascondere i suoi pensieri, i suoi scritti, le sue e-mail, le sue immagini.
Dopo diverse ore di lotta (Per gli esperti: Reset del bios per eliminare la password del setup, cambio del Hard Disk, installazione del modem interno, installazione di Windows 98, di un mare di programmi tutti con il loro bravo crack, abbonamento a qualche provider gratuito e alcuni miei tocchi personali che pensavo potessero piacerle. Ah, dimenticavo, pulizia con alcool e straccio delle parti esterne, uno sporco micidiale), ero orgoglioso del piccolo gioiellino che le avevo creato. Quando l'ho riportato a Vale che il giorno dopo glielo avrebbe consegnato, ho accarezzato per l'ultima volta la tastiera, pensando a quei piccoli cubetti di plastica che sarebbero stati colpiti delicatamente dalle sue belle dita, forse qualche volta un po' umide. La proposta per il Fata Morgana intanto si è fatta molto più reale, Vale comincia ad organizzare, mi spiega come pensavano di muoversi, chi sarebbe probabilmente venuto (ok, qui la battuta è scontata). Cominciare a pensare ad una serata reale mi turbava. Non vorrei essere frainteso. Non mi aspettavo assolutamente niente, sapevo bene come stavano le cose, ma l'idea di essere in un posto così diverso dal solito, insieme a persone così speciali, e ad altre persone, La biondina, The Lawyer e Svalabard, che sapevo essere sulla stessa lunghezza d'onda era strana. Una cosa che mi ha messo in uno stato di sottile tensione (sono tremendi quando ci si mettono) è stata la loro proposta di dormire in tre nella stessa stanza. Cosa dovevo fare? Mi sembrava tanto poco carino rifiutare, e così ho accettato.
Comunque, al di la di tutto, la cosa mi piaceva molto perché sapevo che dopo avremmo potuto parlare delle nostre sensazioni vissute al Fata Morgana. Era una cosa intrigante. I giorni precedenti la testa spesso partiva verso il Venerdì sera. Ultimi accordi, appuntamento fissato con Vale per metà pomeriggio.

The Seventeen Friday Night Fever
Venerdì Diciassette Marzo Duemila. La mattina passata tra vari impegni e i preparativi per la  piccola avventura. Classico ritardo del ultimo minuto.
Ma alla fine partiamo. Io e Vale intanto. Discorsi tranquilli, per strada un camionista ebete ci taglia la strada e si prende il dito in duplex.
Arriviamo da Manuela. Si riparte. Il viaggio non è molto lungo, ma già in auto escono discorsi un po' particolari, su certi film, certi libri, e stranezze che talvolta capitano agli infermieri del pronto soccorso. Dopo un giro leggermente più lungo del previsto arriviamo all'hotel. Non so perché, ma a me gli hotel hanno sempre fatto uno strano effetto. Guardare le stanze, sopratutto se arredate almeno con un minimo di buon gusto, pensare quanti corpi si sono stretti su quei letti, quanti sospiri di amanti, quante emozioni esplose tra quelle lenzuola. Mi fa uno strano effetto quando una porta della camera di albergo si chiude. Diventa una piccola tana, dove nessuno ti può disturbare, dove puoi anche stare chiuso dentro per giorni senza doverti giustificare. Non lo so perché, ma mi fa questo effetto. La stanza non era male. Ci rinfreschiamo un attimo e scendiamo nella hall, dove troviamo Svalabard. Una persona molto cortese. Ci sediamo ad un tavolo del bar e arrivano anche La biondina e The Lawyer. Una coppia molto bella. Prosecco a stomaco vuoto. Decidiamo di andare a mangiare la pizza. Alle undici siamo nuovamente in albergo e andiamo subito in camera a prepararci. Rubo qualche immagine di Manuela che si cambia. Una vestito oro che le scende lungo, con un sottovestito nero. E' una creatura stupenda. Ha un bellissimo corpo da gatta, il viso dolcissimo da bimba, due labbra morbide da morirci sopra, ma gli occhi... con uno sguardo ti può stendere. Ed è sempre terribilmente sensuale, per come sa guardare, per come sa muoversi, per la voce vellutata che ti accarezza.

Il Fata Morgana
Ci incontriamo tutti nuovamente nella hall. E' strano, ma non sono agitato, anzi, sono tranquillissimo. Forse perché inconsciamente so che la cosa più bella è non sapere, lasciare che le cose vadano come vadano, Take it as it come. Il viaggio è breve ed arriviamo in un luogo che non avrei mai sospettato. Ma appena dentro si respira una strana atmosfera. Apparentemente sembra una tranquilla discoteca, ed all'inizio c'è anche poca gente. Ci sediamo sui divanetti prenotati. Mi rendo subito conto che è cominciato il gioco. Basta guardare il modo di disporci, i cambi tattici di posizione, gli sguardi che si incrociano anche se apparentemente è tutto tranquillo.
Beviamo qualcosa e dopo poco vedo Manuela e Vale che vanno a ballare. Ci sanno fare i due, molto belli da vedere. Dopo un po' Manuela recupera anche
me e mi trascina in pista. Non è che sia un ballerino, ma qualcosa riesco a combinare. Il primo contatto con lei. Molto molto discreto, le mani che si toccano, si stringono, mi avvicino a lei, la cingo i fianchi, è morbida, sento il suo odore. Ritorna a ballare dal suo uomo. Si riavvicina, insieme a lui. Io davanti, lui dietro. So che la primissima piccola soglia sta per essere valicata. La stingiamo tra di noi, ora le sfioro il corpo, ma le mie mani hanno smesso di essere timorose, per quanto leggere e su zone neutre, sono dita vogliose di toccare davvero il suo corpo. Si lascia un po' andare, ma quasi subito ci separiamo. La proposta è quella di fare un giretto nel
Privè. E' completamente vuoto. Qualcuno del locale viene a chiamarla e ritorniamo sui divanetti. Comincia uno spettacolo con una bellissima ragazza che poi trascinerà sul palco Svalabard. Sarò sincero, lo spettacolo me lo sono praticamente perso tutto. Seduto vicino a lei. Molto timidamente appoggio la mia mano sulla sua spalla. Poi la lascio scivolare sul suo collo, mordibissimo, la pelle vellutata. Le accarezzo il lobo dell'orecchio, scendo sul collo, le spalle, di nuovo con le dita tra i capelli. E poi, io adoro questi momenti in cui il tempo sembra sospendersi, lentamente le mie labbra si appoggiano sulla pelle delicata del suo collo. Le mie narici si
inondano del suo odore, il tepore del suo corpo, il cuore che comincia a battere forte. La bacio delicatamente lungo il collo, la lingua scivola nel suo orecchio, freme, solletico. Vedo Vale che dall'altra parte fa lo stesso.
Poi Manuela si gira verso di me. Un solo attimo, gli occhi che si chiudono sull'immagine del suo dolce viso, e le sue labbra sulle mie. Sento i brividi violenti che scendono lungo la schiena. E' morbida quando bacia, mentre le lingue si accarezzano. Si stacca e va dal suo uomo, poi ritorna. Dopo poco lo spettacolo finisce ed è il suo turno. Viene trascinata su palco e sulle note di "You can leave your Hat on" invitata ad uno strip. Prima titubante, poi sembra partire decisa ma poco dopo balza giù dal palco. Ci offrono lo spumante e beviamo. Viene invitata a ballare con una graziosa ragazza. Io rimango seduto sui divanetti, guardo, ho bisogno di riprendermi. Finiamo al banco del bar a bere qualcosa e si ritrova tra Vale e me. La stringiamo, le mani la cercano, si lascia andare ma poi scappa ed in insieme alla biondina vanno sui divanetti a parlare, mentre noi quattro maschietti rimaniamo li guardarle. Partono verso il Privè e noi dietro. Anche perché, e ne sono orgoglioso, mi ha voluto nominare insieme a Vale sua personale guardia del corpo/del porco/della porca. Ora c'è più gente, si sentono i gemiti.
Facciamo un giro. Sento solo un "Hey ragazzi" di The Lawyer e mi ritrovo in un box. Sono realmente stordito, è tutto ovattato, vedo il letto e i loro corpi, nudi o quasi. Rimango un po' in disparte. E' tutto così strano, accarezzo timidamente il corpo di Manuela. E' lei a prendermi e trascinarmi in mezzo finché mi ritrovo disteso sulla schiena a leccarle la pancia mentre Vale la prende da dietro. Poco dopo li vedo rivestirsi mentre sono disteso e fisso una debolissima luce rossa sospesa qualche metro sopra di me. Una stranissima sensazione di irrealtà mi pervade, mi sembra quasi di essere in un sogno. Usciamo dal box. Rimaniamo ancora un po' nel locale finché facciamo ritorno all'hotel.

La stanza 309
Ci sono esperienze nella vita che non si possono scordare. Un bicchiere di vino era d'obbligo appena tornati in albergo. Tutti nella "grande" tripla a fare un brindisi. Scambio di alcuni regalini e gadgets. Gli sguardi di intesa. Poi la buona notte. Rimango solo con Manuela e Vale. Sono un po' stanco, ho ancora un po' di alcool in circolo. Vanno a farsi la doccia e poi io. Beh, ne esco rinato. Mi siedo sul mio letto. Sarò sincero, ero teso, sapevo che sarebbe potuta accadere qualunque cosa, ma non sapevo cosa. Butto li un "Faccio lo sfrontato e mi metto sul vostro lettone". Io da una parte, Manuela, e Vale dall'altra.
Ho semplicemente detto "Se non mi volete, me ne vado subito nel mio letto" e lei altrettanto semplicemente ha risposto "E quando mi ricapita di avere due uomini a mia disposizione", cominciando ad accarezzarci. In quel momento mi sono sciolto. Da li in poi, e per la prima volta così intensamente nella mia vita, le emozioni hanno annullato la mia razionalità. Io non saprei dire quando sia durato, non sono in grado di dire in che ordine sono accadute le cose, ho solo il ricordo di emozioni intensissime. La mia lingua che gioca tra le dita dei suoi piedi, la mia bocca che scivola sulle sue cosce insieme a Vale, il suo corpo contro il mio, il suo calore, il suo odore, la sua bocca bollente sulla mia, le lingue che si rincorrono, i suoi capezzoli, insieme a Vale mentre glieli leccavamo, lei sopra di me mentre il suo uomo la monta, la sua mano che mi tocca, e poi, Dio mio, il suo sguardo, non ho mai visto uno sguardo come il suo, non lo potrò mai dimenticare, stravolto dall'eccitazione, il mio cuore che comincia a pompare fortissimo fino a pensare davvero per un attimo "muoio di infarto", le sue gambe che si aprono, la mia bocca sulla sua intimità, il sapore della sua rosa, il suo odore, il piccolo bottoncino sotto le mie labbra, i suoi gemiti, il suo orgasmo, la testa bloccata tra le sue gambe
mentre grida di piacere. Lo so, sono solo parole, non potranno mai rendere conto di cosa sia stato per me quell'esperienza.
E il dopo, un po' difficile. Le mie coccole a lei, Vale che non sta proprio splendidamente, il mio timore di aver sbagliato tutto, di aver rovinato una cosa così bella
come la nostra amicizia. Ed infine il sonno.

La mattina seguente
Anche senza aver dormito moltissimo tutti sembrano abbastanza svegli.
Andiamo a fare colazione in un posto delizioso. Decidiamo di partire per ritornare a casa e fermarci a mangiare per strada. Intanto Svalabard ci saluta per andare verso la stazione. Finiamo in un ristorante tipo fast food con cameriere cafone e the lawyer ci insegna a vandaleggiare sulle proprietà altrui. Poi i saluti a La biondina e The Lawyer. Ripartiamo verso casa. Il viaggio è tranquillo, ma io non tanto.

Il post-Seventeen Friday Fever
Sabato sera. Sono pieno di dubbi. Ho paura, tanta paura che qualcosa si sia rotto. Per diversi motivi non ho potuto parlare con nessuno di loro due. Non voglio che questa bella cosa che sta nascendo si rovini per qualche malinteso. Sono veramente giù di morale. Esco con un amico e bevo, molto. Mi ritrovo in discoteca e non mollo fino alle quattro e mezza, ho bisogno di sfinirmi per non pensare. Domenica come Sabato sera, solo rintronato dai postumi dell'alcool. Poi sento entrambi.
Ne parliamo sia al telefono, sia per e-mail. Mi tranquillizzo, capisco diverse cose. Siete due persone fantastiche, e ve lo dico con il cuore.

Manu, Vale, grazie per le stupende emozioni che mi state regalando. Con tanto affetto.

The Cat 74