SCRITTO DI "THE CAT", NOSTRO COMPLICE...... Manu e Vale
Ogni persona nella propria esistenza si aiuta anche con i sogni ad occhi
aperti, quelli che permettono ai comuni mortali di non perdere completamente
l'ottimismo fanciullesco del "Io da grande farò...". Quei sogni
tipo se fossi miliardario, se fossi un astronauta, se fossi l'amante di
Monica Bellucci o di Robert De Niro... Sogni che praticamente restano sempre
sogni.
Però talvolta accadono eventi inaspettati che nel giro di poco
tempo ti travolgono come un fiume in piena e ti chiedi se sta realmente
accadendo.
Quello che vorrei raccontare è un'esperienza straordinaria che
mi sta accadendo, assolutamente reale, vicino a delle persone altrettanto
straordinarie, a cui dedico questo breve ma emozionato racconto visto in
soggettiva.
L'inizio
Già l'inizio è qualcosa di particolare. Si, mi piace
il brivido del piacere erotico, nei mille modi in cui si manifesta. E anche
la rete può offrire il suo piccolo contributo. Un sito tra i migliori
nel genere è Progettoxè. Con una raffinata raccolta di racconti
erotici. E proprio qui comincia la storia per me. Un giorno di inizio Gennaio
leggo il torrido racconto di una fanciulla di nome Manuela, che narra la
sua esperienza in un Club Privè, il Fata Morgana. E' troppo bello
ed emozionate. Mi incuriosisco e dopo qualche elementare indagine da novello
Sherlock Holmes scopro che probabilmente abitano anche vicino a me. Curiosità
alle stelle, in fondo si sa, i gatti...
Parte la prima e-mail. Speranze vane di avere una risposta. Ed invece
eccola li, con la sua piccola iconcina nella mia casella di posta elettronica.
Comincia così una bellissima relazioni epistolare con due persone
che mano a mano si dimostrano eccezionali. Molto attente, molto dolci,
scopro rilassante parlare con loro. Poi vedo le foto di lei, una deliziosa
creatura. Scopro il loro grande gioco, e pian piano cominciano le confidenze,
i primi timidi slanci. Ma è una cosa che nasce da sola, sincera,
pulita, senza secondi fini.
Il primo incontro
Una domenica sera che non dimenticherò mai. Una e-mail che mi
ha strozzato il respiro in gola: "Siamo dalle tue parti, incontriamo" ed
un numero di cellulare. Chiamo, il primo vero piccolo passo nella realtà.
Sento la voce di Vale per la prima volta, tradisce un po' di emozione,
come la mia credo.
Il posto è un bel locale, ci sono stato diverse volte. Casino
totale, doccia, vestiti, sono pronto e splendente in mezz'ora. Parto, pochi
chilometri da fare. All'ingresso mi fermo, un profondo respiro ed entro.
Lei l'ho vista in foto. Eccoli, il cuore che pompa forte, la stretta di
mano a lui, il bacio sulla guancia a lei. La pelle dei nostri visi si sfiorano,
sento per la prima volta il suo odore, sento per la prima volta la sua
voce calda, ha una voce bellissima. Ci sediamo e arriva qualcosa da bere
per
rompere un po' il giaccio. Lo ammetto, mi sento subito a mio agio,
mi sembra di conoscerli da tempo. E poi sostengono lo sguardo, non lo distolgono
quando li guardo dritti negli occhi. E' molto strano, la discussione naviga
libera, passando da cose semplici a discorsi piuttosto personali. Ma è
comprensibile, ormai ci siamo spogliati via e-mail di tutte quelle armature
di pudore che nella vita di tutti i giorni siamo obbligati portare. Questa
cosa la trovo bellissima. Poter parlare con due persone in assoluta tranquillità
di cose che normalmente non mi sognerei mai di tirar fuori. Il tempo scivola
via troppo veloce e alla fine ci dobbiamo lasciare.
Mi rendo conto che ho conosciuto due persone eccezionali. E so che
nascerà una bellissima amicizia, ma sopratutto molto speciale, perché
libera da tanti vincoli.
Il pre-Seventeen Friday Night Fever
Ci incontriamo ancora, qualche volta vado da Vale per questioni legate
al suo computer. All' inizio mi parlano in modo un po' vago della possibilità
di festeggiare il compleanno di Manuela al Fata Morgana. Che dire, un invito
del genere fa effetto. Nessuna illusione ovviamente, razionalmente so bene
quali sono i patti mai detti del gioco, però il pensiero mi solletica,
non lo posso negare. Intanto arriva anche un computer di seconda mano per
Manuela. Chiedo a Vale se vuole che lo metta a posto. Farlo per lei è
un vero piacere. Sembrerà strano per la maggior parte delle persone,
ma nel risistemare quel oggetto freddo e tecnologico ci ho messo il cuore.
So cosa vorrà dire per Manuela quel piccolo angolo assolutamente
privato, dove nascondere i suoi pensieri, i suoi scritti, le sue e-mail,
le sue immagini.
Dopo diverse ore di lotta (Per gli esperti: Reset del bios per eliminare
la password del setup, cambio del Hard Disk, installazione del modem interno,
installazione di Windows 98, di un mare di programmi tutti con il loro
bravo crack, abbonamento a qualche provider gratuito e alcuni miei tocchi
personali che pensavo potessero piacerle. Ah, dimenticavo, pulizia con
alcool e straccio delle parti esterne, uno sporco micidiale), ero orgoglioso
del piccolo gioiellino che le avevo creato. Quando l'ho riportato a Vale
che il giorno dopo glielo avrebbe consegnato, ho accarezzato per l'ultima
volta la tastiera, pensando a quei piccoli cubetti di plastica che sarebbero
stati colpiti delicatamente dalle sue belle dita, forse qualche volta un
po' umide. La proposta per il Fata Morgana intanto si è fatta molto
più reale, Vale comincia ad organizzare, mi spiega come pensavano
di muoversi, chi sarebbe probabilmente venuto (ok, qui la battuta è
scontata). Cominciare a pensare ad una serata reale mi turbava. Non vorrei
essere frainteso. Non mi aspettavo assolutamente niente, sapevo bene come
stavano le cose, ma l'idea di essere in un posto così diverso dal
solito, insieme a persone così speciali, e ad altre persone, La
biondina, The Lawyer e Svalabard, che sapevo essere sulla stessa lunghezza
d'onda era strana. Una cosa che mi ha messo in uno stato di sottile tensione
(sono tremendi quando ci si mettono) è stata la loro proposta di
dormire in tre nella stessa stanza. Cosa dovevo fare? Mi sembrava tanto
poco carino rifiutare, e così ho accettato.
Comunque, al di la di tutto, la cosa mi piaceva molto perché
sapevo che dopo avremmo potuto parlare delle nostre sensazioni vissute
al Fata Morgana. Era una cosa intrigante. I giorni precedenti la testa
spesso partiva verso il Venerdì sera. Ultimi accordi, appuntamento
fissato con Vale per metà pomeriggio.
The Seventeen Friday Night Fever
Venerdì Diciassette Marzo Duemila. La mattina passata tra vari
impegni e i preparativi per la piccola avventura. Classico ritardo
del ultimo minuto.
Ma alla fine partiamo. Io e Vale intanto. Discorsi tranquilli, per
strada un camionista ebete ci taglia la strada e si prende il dito in duplex.
Arriviamo da Manuela. Si riparte. Il viaggio non è molto lungo,
ma già in auto escono discorsi un po' particolari, su certi film,
certi libri, e stranezze che talvolta capitano agli infermieri del pronto
soccorso. Dopo un giro leggermente più lungo del previsto arriviamo
all'hotel. Non so perché, ma a me gli hotel hanno sempre fatto uno
strano effetto. Guardare le stanze, sopratutto se arredate almeno con un
minimo di buon gusto, pensare quanti corpi si sono stretti su quei letti,
quanti sospiri di amanti, quante emozioni esplose tra quelle lenzuola.
Mi fa uno strano effetto quando una porta della camera di albergo si chiude.
Diventa una piccola tana, dove nessuno ti può disturbare, dove puoi
anche stare chiuso dentro per giorni senza doverti giustificare. Non lo
so perché, ma mi fa questo effetto. La stanza non era male. Ci rinfreschiamo
un attimo e scendiamo nella hall, dove troviamo Svalabard. Una persona
molto cortese. Ci sediamo ad un tavolo del bar e arrivano anche La biondina
e The Lawyer. Una coppia molto bella. Prosecco a stomaco vuoto. Decidiamo
di andare a mangiare la pizza. Alle undici siamo nuovamente in albergo
e andiamo subito in camera a prepararci. Rubo qualche immagine di Manuela
che si cambia. Una vestito oro che le scende lungo, con un sottovestito
nero. E' una creatura stupenda. Ha un bellissimo corpo da gatta, il viso
dolcissimo da bimba, due labbra morbide da morirci sopra, ma gli occhi...
con uno sguardo ti può stendere. Ed è sempre terribilmente
sensuale, per come sa guardare, per come sa muoversi, per la voce vellutata
che ti accarezza.
Il Fata Morgana
Ci incontriamo tutti nuovamente nella hall. E' strano, ma non sono
agitato, anzi, sono tranquillissimo. Forse perché inconsciamente
so che la cosa più bella è non sapere, lasciare che le cose
vadano come vadano, Take it as it come. Il viaggio è breve
ed arriviamo in un luogo che non avrei mai sospettato. Ma appena dentro
si respira una strana atmosfera. Apparentemente sembra una tranquilla discoteca,
ed all'inizio c'è anche poca gente. Ci sediamo sui divanetti prenotati.
Mi rendo subito conto che è cominciato il gioco. Basta guardare
il modo di disporci, i cambi tattici di posizione, gli sguardi che si incrociano
anche se apparentemente è tutto tranquillo.
Beviamo qualcosa e dopo poco vedo Manuela e Vale che vanno a ballare.
Ci sanno fare i due, molto belli da vedere. Dopo un po' Manuela recupera
anche
me e mi trascina in pista. Non è che sia un ballerino, ma qualcosa
riesco a combinare. Il primo contatto con lei. Molto molto discreto, le
mani che si toccano, si stringono, mi avvicino a lei, la cingo i fianchi,
è morbida, sento il suo odore. Ritorna a ballare dal suo uomo. Si
riavvicina, insieme a lui. Io davanti, lui dietro. So che la primissima
piccola soglia sta per essere valicata. La stingiamo tra di noi, ora le
sfioro il corpo, ma le mie mani hanno smesso di essere timorose, per quanto
leggere e su zone neutre, sono dita vogliose di toccare davvero il suo
corpo. Si lascia un po' andare, ma quasi subito ci separiamo. La proposta
è quella di fare un giretto nel
Privè. E' completamente vuoto. Qualcuno del locale viene a chiamarla
e ritorniamo sui divanetti. Comincia uno spettacolo con una bellissima
ragazza che poi trascinerà sul palco Svalabard. Sarò sincero,
lo spettacolo me lo sono praticamente perso tutto. Seduto vicino a lei.
Molto timidamente appoggio la mia mano sulla sua spalla. Poi la lascio
scivolare sul suo collo, mordibissimo, la pelle vellutata. Le accarezzo
il lobo dell'orecchio, scendo sul collo, le spalle, di nuovo con le dita
tra i capelli. E poi, io adoro questi momenti in cui il tempo sembra sospendersi,
lentamente le mie labbra si appoggiano sulla pelle delicata del suo collo.
Le mie narici si
inondano del suo odore, il tepore del suo corpo, il cuore che comincia
a battere forte. La bacio delicatamente lungo il collo, la lingua scivola
nel suo orecchio, freme, solletico. Vedo Vale che dall'altra parte fa lo
stesso.
Poi Manuela si gira verso di me. Un solo attimo, gli occhi che si chiudono
sull'immagine del suo dolce viso, e le sue labbra sulle mie. Sento i brividi
violenti che scendono lungo la schiena. E' morbida quando bacia, mentre
le lingue si accarezzano. Si stacca e va dal suo uomo, poi ritorna. Dopo
poco lo spettacolo finisce ed è il suo turno. Viene trascinata su
palco e sulle note di "You can leave your Hat on" invitata ad uno strip.
Prima titubante, poi sembra partire decisa ma poco dopo balza giù
dal palco. Ci offrono lo spumante e beviamo. Viene invitata a ballare con
una graziosa ragazza. Io rimango seduto sui divanetti, guardo, ho bisogno
di riprendermi. Finiamo al banco del bar a bere qualcosa e si ritrova tra
Vale e me. La stringiamo, le mani la cercano, si lascia andare ma poi scappa
ed in insieme alla biondina vanno sui divanetti a parlare, mentre noi quattro
maschietti rimaniamo li guardarle. Partono verso il Privè e noi
dietro. Anche perché, e ne sono orgoglioso, mi ha voluto nominare
insieme a Vale sua personale guardia del corpo/del porco/della porca. Ora
c'è più gente, si sentono i gemiti.
Facciamo un giro. Sento solo un "Hey ragazzi" di The Lawyer e mi ritrovo
in un box. Sono realmente stordito, è tutto ovattato, vedo il letto
e i loro corpi, nudi o quasi. Rimango un po' in disparte. E' tutto così
strano, accarezzo timidamente il corpo di Manuela. E' lei a prendermi e
trascinarmi in mezzo finché mi ritrovo disteso sulla schiena a leccarle
la pancia mentre Vale la prende da dietro. Poco dopo li vedo rivestirsi
mentre sono disteso e fisso una debolissima luce rossa sospesa qualche
metro sopra di me. Una stranissima sensazione di irrealtà mi pervade,
mi sembra quasi di essere in un sogno. Usciamo dal box. Rimaniamo ancora
un po' nel locale finché facciamo ritorno all'hotel.
La stanza 309
Ci sono esperienze nella vita che non si possono scordare. Un bicchiere
di vino era d'obbligo appena tornati in albergo. Tutti nella "grande" tripla
a fare un brindisi. Scambio di alcuni regalini e gadgets. Gli sguardi di
intesa. Poi la buona notte. Rimango solo con Manuela e Vale. Sono un po'
stanco, ho ancora un po' di alcool in circolo. Vanno a farsi la doccia
e poi io. Beh, ne esco rinato. Mi siedo sul mio letto. Sarò sincero,
ero teso, sapevo che sarebbe potuta accadere qualunque cosa, ma non sapevo
cosa. Butto li un "Faccio lo sfrontato e mi metto sul vostro lettone".
Io da una parte, Manuela, e Vale dall'altra.
Ho semplicemente detto "Se non mi volete, me ne vado subito nel
mio letto" e lei altrettanto semplicemente ha risposto "E quando
mi ricapita di avere due uomini a mia disposizione", cominciando ad
accarezzarci. In quel momento mi sono sciolto. Da li in poi, e per la prima
volta così intensamente nella mia vita, le emozioni hanno annullato
la mia razionalità. Io non saprei dire quando sia durato, non sono
in grado di dire in che ordine sono accadute le cose, ho solo il ricordo
di emozioni intensissime. La mia lingua che gioca tra le dita dei suoi
piedi, la mia bocca che scivola sulle sue cosce insieme a Vale, il suo
corpo contro il mio, il suo calore, il suo odore, la sua bocca bollente
sulla mia, le lingue che si rincorrono, i suoi capezzoli, insieme a Vale
mentre glieli leccavamo, lei sopra di me mentre il suo uomo la monta, la
sua mano che mi tocca, e poi, Dio mio, il suo sguardo, non ho mai visto
uno sguardo come il suo, non lo potrò mai dimenticare, stravolto
dall'eccitazione, il mio cuore che comincia a pompare fortissimo fino a
pensare davvero per un attimo "muoio di infarto", le sue gambe che si aprono,
la mia bocca sulla sua intimità, il sapore della sua rosa, il suo
odore, il piccolo bottoncino sotto le mie labbra, i suoi gemiti, il suo
orgasmo, la testa bloccata tra le sue gambe
mentre grida di piacere. Lo so, sono solo parole, non potranno mai
rendere conto di cosa sia stato per me quell'esperienza.
E il dopo, un po' difficile. Le mie coccole a lei, Vale che non sta
proprio splendidamente, il mio timore di aver sbagliato tutto, di aver
rovinato una cosa così bella
come la nostra amicizia. Ed infine il sonno.
La mattina seguente
Anche senza aver dormito moltissimo tutti sembrano abbastanza svegli.
Andiamo a fare colazione in un posto delizioso. Decidiamo di partire
per ritornare a casa e fermarci a mangiare per strada. Intanto Svalabard
ci saluta per andare verso la stazione. Finiamo in un ristorante tipo fast
food con cameriere cafone e the lawyer ci insegna a vandaleggiare sulle
proprietà altrui. Poi i saluti a La biondina e The Lawyer. Ripartiamo
verso casa. Il viaggio è tranquillo, ma io non tanto.
Il post-Seventeen Friday Fever
Sabato sera. Sono pieno di dubbi. Ho paura, tanta paura che qualcosa
si sia rotto. Per diversi motivi non ho potuto parlare con nessuno di loro
due. Non voglio che questa bella cosa che sta nascendo si rovini per qualche
malinteso. Sono veramente giù di morale. Esco con un amico e bevo,
molto. Mi ritrovo in discoteca e non mollo fino alle quattro e mezza, ho
bisogno di sfinirmi per non pensare. Domenica come Sabato sera, solo rintronato
dai postumi dell'alcool. Poi sento entrambi.
Ne parliamo sia al telefono, sia per e-mail. Mi tranquillizzo, capisco
diverse cose. Siete due persone fantastiche, e ve lo dico con il cuore.
Manu, Vale, grazie per le stupende emozioni che mi state regalando. Con tanto affetto.
The Cat 74