Di Manu, dedicata a Sofia, una delle persone più care che
ho…
Credo che nella maggior parte dei casi siano le coincidenze, le circostanze,
le casualità a fare la differenza, a poter far fare quel salto che
esiste tra i mille immaginari, desideri e istinti che sono nelle gambe,
nel cuore, nel cervello, nei muscoli di qualsiasi uomo e qualsiasi donna,
e il vivere concretamente certe situazioni…. Un confine che può
essere insormontabile come la Grande Muraglia Cinese o sottile come un
filo di seta, per chiunque.
Perché potenzialmente chiunque può vivere qualunque storia,
a patto che le sue corde siano toccate in modo irresistibile e unico da
un insieme di mille fascini che formano un cocktail che stordisce e ti
può fare oltrepassare qualsiasi principio e credo in favore di un
profumo, un suono, una sensazione…
A volte anzi, certe storie sono molto semplici e istintive da vivere,
quasi impossibili da descrivere….
Una mia amica…
Una giornata particolare in cui c’era il “tiro” e l’atmosfera giusta
e avevamo bisogno di parlare…
Lo racconto come io ho sentito la storia mentre me la raccontava, come
io l’avrei vissuta. Perché lo ammetto, mi ha centrata al cuore e
fatto pensare quanto a volte la fisicità tanto snobisticamente denigrata
dal cervello, unita a certi parametri può diventare prevalente,
giustificata, inattaccabile. Si parlava di come per ognuna di noi era iniziato
“il gioco”…
***
« Probabilmente certe premesse c’erano…: io ero curiosa, molto,
ma giocando il mio ruolo di donnina per bene non dovevo darlo a vedere…
non era nasconderlo, anzi…lui lo sapeva ed era dolcissimo a lasciarmi giocare
quel ruolo, indossarlo come un travestimento poco convinto e quindi non
truffaldino, un abito che indossi non nascondendo che è tuo solo
in parte…
Certo è che la complicità intuitiva tra me e lui esisteva
già da un pezzo. Mi trovavo a mio agio, con lui osavo ogni giorno
di più. Mi facevo trovare senza slip sotto, lo provocavo in “luoghi
a rischio”, qualche foto mezza nuda, prima al mare, poi a casa, con già
l’idea che qualcuno potesse guardarle quelle immagini, ma senza dirlo….
con lui il piacere di essere bella era diventato pericolosamente divertente
perché per piccole cose ma iniziavo davvero a eccitarmi molto a
cogliere nel quotidiano il fatto che tiravo molto i maschi….
Anzi: non a coglierlo, ad essere onesta quello da un pezzo… diciamo
a compiacermene, a premeditare i movimenti…
A giocarci nelle fantasie con lui.
Succede che, come ben sai, dal momento che condividiamo gioie e dolori
del mestiere dei nostri maschietti architetti, ci troviamo in quei giorni
a sfruttare la sua posizione di vantaggio: dovevamo trovare la nostra nuova
casetta e aveva diverse opportunità per le mani…. Era Agosto
e ti confesso civettuolamente che ero molto bella, con tailleurino “rampante”
e camicetta bianca, scarpine in tono, fresca di parrucchiera e occhiali
scuri griffati. La casa era questa e mi aveva incantato subito: su due
piani, grande e piccola, vista stupenda, la soffitta…. Già, la soffitta.
La casa apparteneva ad un commerciante che non era in Italia da un pezzo
e che lui conosceva per altri lavori. L’aveva data in affitto per alcuni
anni a studenti con cui aveva un rapporto ottimo: l’avevano sistemata alla
meglio ed era molto carina come atmosfera anche se davvero semidistrutta.
Quell’atmosfera mi aveva portato indietro di qualche anno, al periodo
della mia università…. Mi divertiva. Fatto sta che lassù
in soffitta c’era una pila infinita di giornali, di ogni tipo: fumetti,
riviste di moto, settimanali. E faceva l’occhietto una rivista di scambi
di coppia. Come capita spesso, facendo del facile sarcasmo e commenti snob
la sfogliamo.
Sotto quella molte altre…. certo… fa effetto. Perché tra mille
povertà c’erano foto piuttosto… accattivanti, anche solo per un
aspetto. Molta quotidianità che se messa assieme a bei corpi di
donne e uomini e frasi stuzzicanti…. insomma: capivo.
Perché in fondo non mi sarebbe spiaciuto apparirci su quel giornale,
uno sfizio, o per sentire le risposte… Capivo, e molto bene lo stimolo
comune, l’esibizione…Da buona insegnante di Liceo trentaquattrenne capivo….
Centinaia di uomini che si eccitavano a esibire e immaginare le loro donne
coincidevano con centinaia di noi che si spogliavano eccitate di fronte
alla macchina fotografica. Il timore di essere riconosciuta c’era…. Ma
anche quello di essere eccessivamente neutra, nel senso…. se sfida doveva
essere io avrei voluto essere speciale, unica, “vincere”…
Com’è come non è inizio a muovermi per lui che “scatta”
sopra la pila di giornali, il sole da fuori che filtra dall’abbaino.
All’inizio soft. Faccio le facce da sensualona , per ridere. Solo che
mi vengono troppo bene…inizio ad aprire le gambe, a slacciare la camicetta.
E a toccarmi. Chiudo gli occhi e parto, mi lecco le gambe, mi masturbo,
mi spoglio. Il sudore mi sbava il trucco, mi metto a culo per aria, non
ti dico a cosa pensavo, lo immagini, mi faccio di brutto. Lecco i cazzi
sulle riviste, voglio provocare. Lui si spoglia, punta l’autoscatto e mi
viene sopra. Mi lascio fotografare dopo che mi ha goduto in faccia….
Da urlo quell’eccitazione…
Quei rullini stanno lì per un po’. Fino a che a Milano siamo
a Ginevra e in stazione dei treni, un mese dopo, c’è una macchinetta
che sviluppa in automatico….. Quando spediamo alla rivista nessuno sa bene
cosa si aspetta. So che vorrei le parole, i desideri, le sensazioni di
chi mi vede. Quelle che conosco in chi mi guarda ma nessuno mi dice mai
in certi termini… Passano due mesi credo, non ce ne ricordiamo quasi più.
Un giorno però alla casella postale dello studio passo io e la corrispondenza
è consistente in modo sospetto. Lo sarà per settimane…
La mia reazione…difficile spiegare.
Lui torna a casa e mi trova nuda, stesa sul pavimento di marmo, che
piango, circondata di lettere….
Non hai idea. 358 il primo giorno….
Di tutto.
Per lo più spazzatura. Operai, ragazzini, coppie, gruppi di
maschi , donne, scrittori affascinanti; lettere, foto, una videocassetta,
due vibratori… sensazioni indescrivibili, contraddittorie….
Sta di fatto che ripreso il controllo sono comunque diversa. A parole
a nessuno dei due interessa concretamente, ma….
Lo strano senso della sfida. Passa un po’…. in fondo, lo ammetto, sono
curiosa. All’inizio è banale e sfizioso: qualche telefonata per
fare sbavare qualche uomo. Mi eccita molto ma è…li.
Cercavo una come te. Ma già, allora eri davvero minorenne ancora….
Comunque: una complice vera, una che sentisse come me, una “normale”
con cui parlare….
Immaginavo della mia età, non 11 anni più giovane
come te …! A essere onesta immaginavo “patinato”… cioè… avevo la
curiosità di una donna molto morbida liscia e bella, giovane. E
provare due uomini assieme… Ti confesso che certe foto di “misure” da esposizione
facevano effetto…
Insomma c’è una coppia….Lei è bellissima per quanto vedo;
perché vedo io…. Lui mi lascia scegliere visto che credo non si
aspettasse la mia improvvisa accelerazione anche se camuffata dietro a
un “mi piacerebbe incontrare qualcuno come noi per parlare”. E’ molto giovane,
bionda, capelli lisci, corpo bianco di muscoli e costole in rilievo, seno
perfetto, gambe lunghe, sorrisi magnifici anche se a occhi “censurati”.
E apre le gambe, in foto, pudicamente ma da gran troia…mi fa gola. E fa
gola anche a lui…. Tra le foto, del suo lui solo dettagli, ma inquietanti:
un palo autentico di carne venosa….
Dice che ha 27 anni lui, lei 21. Tra noi, me e lei nasce feeling….
Strano. Chiaramente fisico e chiaramente tra trentacinquenne da pose estetiche
e ragazzina insicura ma molto vogliosa. Ci sentiamo anche al telefono.
Voce acerba ma sensuale, educazione, si parla del quotidiano…. Poi, pochi
giorni dopo mi spiazza. Arriva una cassetta audio. Lei che mi parla…. che
si fa montare.
E’ scomposta. Mi ansima che ha voglia di fica, mi dice che non
ne può più, che le ho grosse, che mi vuole… lunghe pause….Voce
che ansima e dice che dal vivo probabilmente non riuscirebbe a dirle certe
cose…sento i rumori della penetrazione, le sue urla, lei che dice di averlo
in culo… che mi chiama troia…. che mi dice che vorrebbe fossi lì
a leccarle tra le cosce…
Mi tremano le gambe, è un attimo, un lampo: voglio la biondina….
Vado sul letto, punto la videocamera, ricambio senza stare lì
a coprire il viso o cosa…. e spedisco…
Succede che la domenica sono a casa dei miei, rituale cena parenti,
un sacco di gente. Casualmente, credimi, sono sensuale come vestito…niente
di che, ma…. Gonna lunga e maglia a maniche corte, maglione con bottoni
alle caviglie, tutto di lanetta a coste grigio, avvolgente e morbido, calze
nere… Sono lì prima di mangiare (premetto che non mangerò
niente) ….
A un certo punto parlo con Cecilia, la ragazza di mio fratello, capelli
raccolti,un tailleur azzurrino, stanca, forse nervosa…
Mi chiede di offrirle una sigaretta, lì dentro, maledetti salutisti
, non si fuma, e andiamo in terrazza al primo piano.
“Bel casino Sofia…Mi è arrivata la tua videocassetta, e adesso…?”…
Mi fulmina. Un attimo, un lampo.
Che idiota! E’ bastata una fascetta sugli occhi e foto senza vestiti…
Non avevo neppure lontanamente collegato la cosa…
La guardo…. Mai immaginato di Ce …. E’ lei, è davvero bella…..
Quindi….. Mio fratello… Bastano poche parole: sa, mi ha vista assieme a
lei nella cassetta. “Lui avrebbe molta voglia…è confuso…Io sto
male. Sono molto eccitata…”.
Non c’è tempo…. Ci chiamano a pranzo ed è una tortura…
Lui mi vede sconvolta, l’unico…. A tavola dico solo “Cecilia…”.
Capisce e impallidisce.
Il problema è che la puttanella ha le cosce molto scoperte…..
sono in palla totale, cerco di coordinarmi, in fondo sono sposata, ho 35
anni… Bevo troppo, aspetto di parlare per chiarire…dopo pranzo…
Appena c’è un po’ di calma e le stanze di sopra sono libere
e tutti sono giù in sala saliamo. Ha le lacrime agli occhi….l’unica
cosa che faccio invece che parlare è baciarla. Prima dolce, poi
furiosa, lei risponde… Siamo lì senza saperci spiegare, entrano
mio fratello e lui… Lui va dietro lei, mio fratello dietro me…. Ci lasciano
fare tra noi, ma sento le mani addosso e il vestito che sale. Lei da indifesa
parte con un “fattela!” indirizzato alle mie spalle…. Mica dico niente!!!!
Mi posiziono e lascio fare, me lo mette dentro, trema emozionato, ma
lo ha enorme, lei mi tappa la bocca con la mano…sto scoppiando…. Vedo lo
sguardo di lei, sorriso accennato e perverso, il mio uomo con una mano
sotto la giacca e una tra le sue cosce, lei apre le gambe, siamo in un
metro tra armadio e specchio, in piedi, in silenzio….
Non si può….
Decidiamo di andare da noi, confusione totale in testa. Arrivano dopo
dieci minuti….
Sono tesa, da marcia indietro e chiarimenti… Lei entra, mi spinge a
forza sul divano, mi assale, mi si mette sopra e mi bacia…poi apre la giacca
e mi guarda, sotto solo il reggiseno, lo sgancia, poi si alza….Resto lì
sul divano, vestita ma gonna un po’ su, gambe aperte, posizione da vacca,
come una perfetta idiota. Mi guardano tutti e tre…. Allora mostro la lingua
e mi assalgono tutti e tre. Poi è delirio puro, piacere violento.
La cosa più bella è lei e il suo sapore, la più appagante
è due cazzi contemporaneamente, la più selvaggia le lingua
di mio fratello in bocca e quando mi gode dentro…
Ti confesso che vado via di testa , sento che il mio odore lo fa infoiare,
sono una bella donna e in più sua sorella, capisci?
Non una bella donna “ma”, ma una bella donna “e in più”….
Mi muovo per farlo impazzire e le sue misure fanno impazzire me….
Siamo adulti , sappiamo… diventa una nottata da inferno paradisiaco….
Finita lì. Anche perché si abita lontano e insistere
sarebbe quello si stupido.
Ma…come spiegarti? Se mi chiedessi ora se lo rifarei ti rispondo di
si.
Lo ho fatto e allora ci poteva stare, anzi no: mi ha fatta impazzire,
tutto…. »
***
Capisco fin troppo bene, amica mia….
Ci sono stata malissimo a pensarlo a casa, mi sentivo in te e so cosa
vuol dire…