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- LA TANA DEL GRANDE GIOCO -



IL GRANDE GIOCO
- Ovvero la trasgressione della normalità -

(Una” tirata” prima di passare al Gioco nella sua forma più intrigante...)
 
 

Ci sono pensieri, istinti, desideri, passioni, perversioni, estremamente normali in qualsiasi uomo e qualsiasi donna.
C’è in ognuno di noi una componente fisica, animale, che ci accompagna dalla mattina alla sera, come un Grande Gioco, piccoli pensieri e automatismi che ti sfiorano appena e che magari ti danno appena un brivido strano cui non dai, coscientemente o per priorità di altri parametri quotidiani, importanza…
Momenti e pensieri che magari poi escono quando meno te lo aspetti, quando sei rilassato e ne parli con la persona che ami….con quel codice istintivo fatto di sguardi, provocazioni, allusioni, così diverso dal semplice discorso di parole…. L’educazione, le convenzioni, le abitudini ci portano a sottovalutare la parte fisica che ci accompagna in ogni istante della giornata, spesso a celarla come qualcosa di “sporco”, di negativo…
Ma certo noi crediamo non esista giusto o sbagliato, per bene o perverso: solo cose che in un certo contesto hanno significato e in altri lo perdono….Il rispetto, l’attenzione, l’ironia, la capacità di “leggere” l’altra persona ti possono permettere l’accesso a una stanza di cui custodire gelosamente la chiave e in cui, una volta che esiste un’attrazione, la scintilla, si può giocare, senza passi scontati ma anche senza limiti stabiliti: più fisicità e immaginari che si mescolano e creano qualcosa di nuovo, non un copione da recitare (bene o male sarebbe comunque una forzatura…).
Sono sfumature, costantemente, ogni giorno, a legarci o meno col primo che incontriamo, indipendentemente dal fatto di cosa ci sarà tra noi; dall’amicizia alla conoscenza, al riuscire a lavorare sopportando o meno una persona….l’odore di un corpo, il suono di una voce, un modo di vestire, muovere le mani o le gambe, sorridere, gli sguardi, un posto, un’atmosfera, una persona….Lungi dal fatto di voler dare formule o spiegazioni, probabilmente in ogni nostro atto c’è qualcosa di fisico, da quando ci vestiamo alla mattina al come diciamo “buongiorno”….Quella “dolce ossessione” che non lo è nel connotato negativo del termine se la vivi con l’ironia e la non forzatura del momento e delle situazioni….
Se è normale che esistano anche le fantasie più strane e a tinte forti (noi ne abbiamo moltissime!!!) meno scontato viverlo bene anche solo con se stessi ( tra i sensi di colpa e lo sbandierare la cosa c’è la misura più giusta, forse, ma anche qui siamo ben lungi dall’avere una verità rivelata!); meno ancora a livello di coppia. Chi abbia visto il film dove Robert De Niro spiega allo psicologo il perché vada a donne e non faccia le stesse cose con la moglie dicendo all’incirca “…come posso pensare di fare certe cose con la bocca della donna che bacia ogni giorno mio figlio!?!…” credo possa capire…..: cresciamo in un certo ambiente e una certa cultura….che noi vediamo con molta dolcezza; chi la vede in modo diverso da noi ha tutto il rispetto e la comprensione da parte nostra, non faremmo mai nulla per scandalizzare qualcuno che ne resterebbe ferito e magari conosciamo e amiamo per quello che è.
Da qui il crearsi la situazione e le premesse con cui giocare: se non vogliamo fare del male non vogliamo correre il rischio di essere condannati da chi non condivide lo spirito e il modo di cercare certi stimoli che sono solo il modo di conoscere un po’ di più noi stessi e creare un codice che a livello di coppia può servire in quei frangenti di vita nei quali a volte le parole sono solo fonte di malintesi e spesso si spacca una storia); spesso le parole e i giudizi uccidono più delle leggi e le condanne…
Potere vivere, senza forzature, quella parte “strana” o più nascosta e privata della nostra anima e poterla dividere ed esplorare assieme è per noi, Manuela e Valentino una libertà e una ricchezza…Perché bisogna trovare il metro giusto: non esaltare le cose ne sminuirle. Esistono quelli che si dicono “luoghi comuni” dell’immaginario, e spesso vengono snobbati…

e qui cominciamo a entrare nel vivo…

Manuela fisicamente corrisponde a un certo tipo di immaginario: sensuale, intrigante, la ragazza per bene, la supplente ideale, la segretaria ideale, la giovane moglie ideale, la nipote pericolosa…( e chi più ne ha più ci scriva!).
Lo sa, lo sente, da sempre… il fatto che poi uno ci dia importanza eccessiva o nulla è diverso…Quando hai un equilibrio e ti senti a posto impari a giocarci, a prenderne coscienza e divertirti…E Manuela gioca il suo ruolo di “preda” alla grande  (chi poi sia il predatore e il predato è da stabilire…).
“Se è vero che spesso certi sguardi ti scopano e li senti come lingue che ti passano tutta anche durante il discorso più professionale, è vero che a volte da una casualità reale – finisco per un attimo con gli slip in mostra di fronte a uno sconosciuto senza averlo cercato volutamente - nasce uno strano movimento che è fisico quanto di testa e qualcosa fa si che non chiudo le gambe, magari solo  per pochi secondi, ed è più sesso dello scopare…”.
Sono lì quegli istanti che scivolano addosso e poi tornano fuori, la dolce ossessione inaspettata. Quando a casa (parliamo di qualcuno che non la faccia sempre e comunque come un forzato) uno pensa alle sue cosce e si masturba; quando immagina di sedurla lì o ad un bar dove invitarla a bere un caffè. O violentarla sulla scrivania. E più è difficile sia una facile o disinibita più è bello immaginarla; magari con cinque o sei uomini che la scopano; o grondante di sudore che si contorce e geme; o con un’altra donna o…… E magari se avessi i suoi slip tra le mani, e sentissi il profumo della sua fica….E pensi se indossa le autoreggenti o com’è nel privato; se gira mai senza slip, come sarebbe rasata, cosa le piace, com’è quando fa l’amore, se prende mai il sole nuda, come usa la bocca, anche solo per baciare, se qualcuno ha mai avuto la fortuna di prenderla dietro, se le piace farsi mettere sotto o eè lei che governa il gioco. Se parla mai sporco e apre le cosce in modo volgare, e la immagini che si lecca le ginocchia e pensi se si masturba o….

Manuela è mia moglie; ed è speciale, sicuramente per me. E’ viva, ha ironia, è sensuale, è donna.
Chi ha una donna come la mia e non è ipocrita sa che non spiace quando per strada si girano a guardarla, e l’ha perlomeno immaginata in situazioni….o desiderato esibirla. Esiste un confine tra fantasie e realtà: può essere una barriera che non valicherete mai, o un sottilissimo filo: come tra follia e normalità esiste solo un centimetro, un elastico, che non si può spezzare se sei cosciente di tutte le componenti….In coppia il bello è il gioco di rilanci: come toccavi la tua ex, cosa facevi, quali sono le donne che guardi e come, cosa c’è che non so…..Un universo differente: il modo di immaginare ed eccitarsi e parlare e confidare, sentire tensioni e fisicità maschile e femminile; domande cui non avrai mai una risposta definitiva forse perché nessuno la sa, o perché il bersaglio non è fisso ma è mobile: fai a tempo ad inquadrarlo e lui si è spostato...ed è anche il bello….quella sottile voglia di star male che eccita e stimola.
Una donna che si tocca per te, di fronte a te. Ti fa impazzire.
Ma una donna che si tocca perché ha voglia, da sola, perché è eccitata, si muove, guarda pensa in tutt’altro modo ed è uno spettacolo da impazzire, qualcosa che ti può almeno fare intuire l’intensità….Perché il mondo femminile è più discreto, raffinato, difficile, ma anche molto più violento, deciso, istintivo e perverso nell’attuazione. In una donna il gioco di testa e la fisicità a cui sfocia devono essere equilibrati: se è forte uno, quando e se diventa possibile, deve essere forte anche l’altra….E questo spesso spiazza e sorprende al “tirare delle somme “ e al “momento della verità”: tu prepari e lei accelera e tu sei in folle….se c’è sintonia perfetto, altrimenti crack!…Anche nel rapporto più perfetto: c’è la donna che ti faresti, la fantasia, la sua amica con cui faresti all’amore, che immagini…..le tette grosse, le gambe lunghe, la bocca morbida, la schiena nervosa, lo sguardo conturbante….E per lei…?…: qual è la situazione, la fantasia, la reazione inaspettata che potrebbe scardinarle il cervello?…Immagina un rappresentante, entra e dopo mezz’ora sono chiusi in ufficio con lei a gambe aperte sulla scrivania e lui che la scopa…Immagina cento volte la stessa situazione, la stessa persona: 99 volte  non succede niente, magari le da anche fastidio. La centesima, con le stesse parole e allo stesso modo lei ci sta…..Beh, l’immaginare quella centesima è la sfida e l’ossessione dell’incognita, è così che la vuoi e la cerchi per farla impazzire. O la immagini in doccia con la sua amica del cuore….ed è un pugno alla bocca dello stomaco ma è terribilmente eccitante….
Manuela questi stupri del cervello li subisce, li sente, li vive. E’ una parte, solo una parte di ciò che siamo…..
Ma una parte che vale la pena esplorare….
Allora, puttanella…con chi sei finita a cosce in mostra oggi al lavoro?….
 

Ilgrandegioco@yahoo.it