Un'estate fa...





Era un po' di tempo che mi frullava per la testa la voglia di esibire Martina.
Ogni volta che facevamo l'amore le ripetevo frasi esplicite riguardo a situazioni in cui lei era al centro dell'attenzione di uno o più uomini che la guardavano. In quei momenti la mia eccitazione, ma anche la sua, salivano al massimo grado e ci lasciavamo andare ad orgasmi intensi e prolungati. Ma concluso il rapporto non se ne parlava più, un po' per un eccessivo senso del pudore e un po' per per la sua maniacale fedeltà, anche nel solo pensiero.
La circostanza che sbloccò la situazione, si presentò lo scorso giugno, in una tiepida serata di precoce estate milanese.
Martina è mia moglie, ha quasi 40 anni, capelli lunghi scuri, labbra carnose, occhi grandi e neri, sguardo vivace. Per rendere l'idea, posso dire che molti la scambiano per Natalia Estrada.
Veste sempre in modo molto attraente, ma non fa mai un gesto consapevolmente intrigante e malizioso, col fine di provocare gli altri uomini. Ma all'apparenza è tutt'altro che un tipo freddo e perciò tutti la corteggiano fino a rendersi conto che è un osso duro.
Tutto sarebbe continuato nella norma se in me non si fossero lentamente e progressivamente sviluppate diverse esigenze.
Come dicevo, erano i primi di giugno e verso le otto, dopo cena, decidemmo di fare una passeggiata attorno al vicino Castello Sforzesco. Considerata la mite temperatura, Martina decise di uscire con un vestitino molto leggero, di quelli che pur non essendo particolarmente corti, si sollevano con facilità al primo alitare d'aria. Sotto indossava solo un minuscolo e semitrasparente tanga, diventato ormai l'unico tipo di slip femminile che una donna appena piacevole abbia desiderio di comprare o farsi regalare. Sulle spalle una giacca a protezione della pelle che le bretelle del vestito lasciavano scoperta così come scoperta era buona parte del proporzionato ma non particolarmente abbondante seno.
Ci avviammo dunque a piedi tra le stradine del parco, fino a sederci su una delle numerose panchine, ormai tutte libere, poste ai margini del vialetto, una opposta all'altra. Mentre chicchieravamo del più e del meno, passvano davanti a noi le poche persone che data l'ora circolavano ancora. Alcuni uomini soli rallentavano il passo e ci guardavano chi di sottecchi e chi ostentatamente. Dopo un po' mi sono accorto che un paio di questi erano passati almeno due volte e che in occasione del secondo passaggio uno dei due, sulla sessantina, basso e piuttosto massiccio, si era abbassato la chiusura lampo dei pantaloni e guardando in direzione delle gambe di Martina, si era infilato una mano nei pantaloni, sempre camminando seppure molto lentamente.
Lei, intenta a raccontarmi le vicende della giornata, non aveva fatto caso a questi movimenti e neanche che nel sedersi, il vestitino lasciava scoperta buona parte delle cosce.
Non so spiegarmi bene che cosa mi è scattato nella testa, è stata come una scossa di adrenalina, ma resta il fatto che mentre quell'uomo si stava allontanando, mi ha guardato per un attimo e io gli ho schiacciato l'occhio. A quel punto ha accelerato e curvando si è andato a sistemare dietro a un cespuglio posto alle spalle della panchina di fronte alla nostra. Si è accucciato e in quella posizione poteva guardarci comodamente senza farsi notare nè da Martina né da altri eventuali passanti, ormai sempre più rari.
Ero molto eccitato e così decisi di agire passando un braccio sulle spalle di Martina attirandola a me per baciarla. Mentre si lasciava andare al bacio, con molta cautela cominciai ad accarezzarle le coscie nella parte esterna e poi delicatamente i capezzoli che immediatamente reagirono indurendosi. Il tutto tenendo d'occhio quello che succedeva oltre il cespuglio. Dopo un po' vidi che quell'uomo con una mano si menava il cazzo ormai fuori dai pantaloni, mentre con l'altro braccio mi faceva dei segni per invitarmi ad allargare le gambe di mia moglie.
La mia eccitazione stava diventando incontrollabile. Martina se ne accorse e prese a toccarmi il cazzo mentre continuava a baciarmi. La tirai ancora di più verso di me infilandole una mano lateralmente e sotto il culo, scostando l'ultimo lembo di vestito e mettendo in mostra praticamente tutta la parte posteriore della coscia fino al tanga. L'uomo si sporse per guardare meglio e aumentò il ritmo della mano. A quel punto Martina mi fermò dicendo che qualcuno avrebbe potuto vederci. La tranquillizzai facendole notare che ormai era quasi buio e che come poteva vedere, non c'era più nessuno intorno a noi. Diede una veloce occhiata in tutte le direzioni mentre il tizio si era prontamente accucciato quando aveva visto che avevamo interrotto le nostre effusioni.
Io non ne avevo ancora abbastanza, così decisi di continuare e lei si lasciò andare di nuovo.
Con cautela ho iniziato ad accarezzarla sulla parte interna delle coscie cercando di infilarci in mezzo la mano e costringendola ad aprirle. Il tentativo ebbe successo e così potei arrivare facilmente ad accarezzarle la figa già molto bagnata. Il tizio fece di nuovo capolino dal cespuglio e piano piano si avvicinò superando la panchina davanti alla nostra e portandosi al centro del vialetto. Io, per non fare in modo che Martina non lo vedesse, ripresi a baciarla cercando di coprirle la visuale con la mia testa. Con la coda dell'occhio risuscivo a vedere l'uomo sempre più vicino. Arrivato a pochi centimetri da noi, stando attento a non fare rumore con le scarpe, si inginocchiò di fronte alle gambe aperte di Martina che frattanto continuava a baciarmi e armeggiava con più convinzione sulla mia lampo. Nel frattempo lui continuava a masturbarsi il cazzo che mi sembrò non molto lungo ma eccezionalmente largo e nodoso, mentre paonazzo in viso, seguitava a tirar fuori e a muovere la lingua.
Allargai ancora di più le gambe di Martina e le scostai le mutandine per mostrare meglio il suo sesso. Lui non resistette e allungò la mano libera verso il pelo. Io contemporaneamente tolsi la mia e lo lasciai fare. Dopo pochi secondi di massaggio, lui ritirò la mano e si spostò rapidamente per nascondersi, perché lei si era mossa e dopo avermi liberato il cazzo ormai durissimo dai pantaloni, si stava chinando per prenderlo in bocca. Nel farlo dovette riaccostare le gambe e piegarsi lateralmente riscoprendo completamente il culo. Io ero dunque seduto con lei che me lo succhiava e potevo vedere accucciato vicino al culo di mia moglie quell'uomo che a quel punto scostò la mia mano che si insinuava e accarezzava la fica da dietro e deciso ci infilò la lingua facendo scorrere lateralmente la coscia destra per andare più a fondo. Improvvisamente, mi accorsi che sotto la panchina, completamente sdraiato, c'era l'altro uomo che prima ci era passato davanti e che anche lui masturbandosi con forza allungava la lingua fra le tavole della panchina per cercare di leccare in qualche modo una parte della coscia e del culo.
A quella vista, in pochi secondi venni e sentii che anche Martina stava venendo, mentre il tizio diede gli ultimi furiosi colpi al suo cazzo prima di venire anche lui e allontanarsi velocemente verso i cespugli. Dell'altro, mi accorsi solo che si ritirò immediatamente e più veloce di una lepre.
Martina si rialzò per baciarmi e poi sorridente mi chiese se mi era piaciuto. Mentre ci compiacevamo per l'intenso piacere provato, vidi che l'uomo del cespuglio mi fece come un un cenno di ringraziamento e salutando con la mano, si allontanò del tutto.
La mattina dopo, mentre mi vestivo per andare al lavoro, Martina ridacchiando se ne uscì dicendo che quella notte aveva sognato di essere con me sulla panchina della sera prima e che un tizio vecchio basso e molto robusto le si era seduto accanto, si era tirato fuori un cazzo enorme dai pantaloni e glielo aveva fatto vedere per bene e che nel sonno lei era venuta di nuovo. Ovviamente mi è diventato subito duro e abbiamo scopato in modo meraviglioso.
Bene amici, da allora per me queste situazioni sono come una droga e difficilmente riesco a soddisfarmi con una scopata normale: devo sempre ricorrere a questa fantasia per venire nel modo migliore e mi auguro che qualcosa di simile possa succederci nel prossimo futuro.
Aver letto storie simili alla mia su questo sito mi fa pensare di non essere il solo ad avere queste sanissime turbe, ma quanti saremo?