In discoteca...



Alle amiche ed amici di questo delizioso luogo di esibizionismi e scambi virtuali voglio narrare il resoconto di questa avventura trascorsa con mia moglie. Sabato sera: dopo tanto tempo una serata libera tutta per noi, il bimbo a dormire dai nonni, decidiamo di andare a ballare in una discoteca "afro". L'idea di contemplare Liana avvinghiata tra le braccia di qualche bel fusto di colore mi eccita già da impazzire... Dopo la doccia, mentre osservo il suo corpo sinuoso ancheggiare tra il bagno e la camera da letto, cerco di intromettermi nella scelta dell'abbigliamento. Mi avvicino da dietro, la bacio sul collo facendo scivolare con noncuranza una mano sul seno e poi giù fino al rado ciuffo di peli, assaporo la morbidezza della sua pelle, la consistenza delle tette, le suggerisco di indossare un paio di tanga ed una minigonna ridottissima; la sua reazione è un po' infastidita, mi redarguisce ricordandomi che a lei non piace seguire e fare ciò che vogliono gli altri.  Deluso e amareggiato mi ritiro in buon ordine ad aspettarla in soggiorno, forse non è la serata giusta, forse è passato così tanto tempo... in ogni caso la conosco bene e so che ama fare di testa sua ( è uno dei motivi per cui la amo alla follia). Dopo qualche minuto la vedo arrivare con un vestito lungo nero, molto leggero ed attillato, sulle spalle nude e abbronzate ricadono i lunghi capelli biondi, una scollatura generosa e due profondi spacchi laterali sono le uniche concessioni alla mia fantasia e, penso, al godimento estetico di chi sa apprezzare questi dettagli.
Indubbiamente non porta reggiseno, la parte del seno coperta è così ridotta, e si intuiscono i capezzoli forzare la stoffa leggera e quasi trasparente; mi chiedo quali mutandine avrà indossato ma non riesco ad indovinare, provo ad appoggiare una mano sui glutei sodi e rotondi...
non è un tanga, peccato.
Arrivati in discoteca, dopo qualche momento per ambientarci e scambiarci impressioni e commenti, scendiamo in pista e iniziamo a muoverci, la musica è buona, trascinante e ritmata; dopo un po' ci fermiamo per un drink, Liana va in bagno e poi ritorna in pista, io rimango seduto in un buon punto di osservazione. Passa una manciata di secondi prima che sia avvicinata da un bel ragazzo nero, so benissimo quanto le piacciano gli africani, i loro corpi scultorei, la pelle liscia e glabra, le grandi labbra carnose... La vista delle loro evoluzioni mi è di tanto in tanto ostruita dall'andirivieni della gente, vedo comunque i loro corpi aderire totalmente, la gamba di lui piazzata con forza tra le sue cosce; noto  come lui si faccia sempre più ardito, la mano che prima indugiava sui fianchi si è ora piantata decisamente sul culo di mia moglie, riesco a vedere come lo accarezza, lo stringe senza trovare resistenza alcuna. Se, come suppongo, lui è eccitato come lo sono io, Liana sentirà di certo premere sul pube la sua verga dura e massiccia, si inebrierà del suo odore, comincerà a bagnarsi...e non solo di sudore!
Continuo a seguirli con gli occhi, come ipnotizzato, l'uccello che mi scoppia nei pantaloni, adesso anche lei lo stringe a sè con più decisione, mi sembra che gli abbia infilato una mano sotto la maglietta, lui le accarezza le spalle e la schiena senza mai staccarsi, poi la fa girare di spalle e continua a ballare così, appoggiato al suo deretano mentre la circonda con le braccia toccandola davanti, sul ventre e scendendo fino al delta di venere e risalendo a sfiorarle le tette, intanto le loro bocche si avvicinano e mimano l'atto di scambiarsi dei baci. E' un ballo che gronda di passione, un amplesso figurato e frenato solo dal sottile velo dei vestiti.
Finita un'altra canzone i due si staccano, lui le sussurra qualcosa all'orecchio, vedo che lei scuote la testa e si avvicina al mio tavolo, sudata e trafelata butta giù d'un fiato il gintonic rimasto, i suoi occhi brillano... ci sorridiamo. Dopo qualche minuto di decompressione, mentre mi complimento con lei per la performance, mi chiede una sigaretta, io frugo nella sua borsetta e mi ritrovo in mano un paio di mutandine, non ho bisogno di chiederle niente, certo se le è tolte quando è andata ai servizi, ha dunque ballato tutto il tempo fasciata solo di quell'abito leggerissimo...la stringo forte a me e ridiamo: "sei una gran porca, Liana" le dico mentre la bacio un po' dappertutto assaporando le perle di sudore di cui è cosparsa, e azzardo: "però la prossima volta vorrei qualcosa di più...", e lei di rimando...
"ci ritorneremo, amore... ci ritorneremo...".

Ivano