Colleghi






Ne parlavamo da tempo io ed il mio collega Giulio, ambedue medici nel piccolo ospedale della piccola città balneare, di trovarci una sera cena a casa sua, una bella villetta in una cittadina vicina, verso la spiaggia.
Poi lui aveva aperto uno studio privato, mentre io avevo preferito continuare a lavorare nel mio ospedaletto.
Dopo qualche mese la telefonata: “ciao Massimo! Sono Giulio, ti ricordi di me? Dai vediamoci a cena una di queste sere. Ricorderemo i bei tempi e le nostre mogli potranno conoscersi…vedremo le diapositive delle nostre vacanze estive in camper…venite un giorno …passeremo una bella giornata in spiaggia …Potrai conoscere mia moglie ed io la tua…la sera vi fermate a cena da noi…”
Ci accordammo per il sabato successivo,  con un patto: cellulari spenti, niente reperibilità, al diavolo il lavoro (anche se poi non accadde proprio così).
Per quel sabato mia moglie Claudia, (30 anni  - bruna mediterranea alla Ferilli, anche se non proprio allo stesso livello) si preparò con molta cura (mini, maglietta aderente), sacca con costumi e via….
Arrivammo verso le dieci del mattino e dopo i convenevoli (piacere Anna, salve io sono Claudia, che bella coppia….il lavoro ti giova…) indossammo i costumi e ci avviammo a piedi verso la spiaggia.
Anche sua moglie Anna era un bel tipo: più longilinea della mia, bionda con occhi castani ed era molto espansiva.
Dopo pochi minuti arrivammo sulla spiaggia in una calda giornata settembrina.
Subito Anna si tolse il reggiseno mettendo in mostra uno splendido seno perfettamente abbronzato; e con una leggera punta di malizia, guardando Claudia disse “dai cara fai come me, tanto sono medici e a queste cose hanno l’abitudine”.
Claudia mi lanciò un’occhiata interrogativa e, non ho ancora capito se a malincuore, liberò i suoi seni che non avevano nulla da invidiare a quelli della nuova amica, se non il segno del costume mai tolto.
Anna e Giulio, quasi in coro, dissero che la loro abbronzatura era integrale, perché frequentavano spiagge di nudisti in Croazia, anzi dopo cena ci avrebbero fatto vedere le diapositive della loro ultima scorribanda.
Trascorremmo quasi tutto il pomeriggio sulla spiaggia, poi appena la temperatura cominciò a farsi più fresca ci avviammo verso la villa.
Una bella doccia e poi tutti ad aiutare a preparare la cena (spaghettata, barbecue di carne nel giardino, verdure, vino ...abbondante), in allegra e sempre più intima compagnia.
Poi Giulio propose di vedere le famose diapositive.
Luoghi splendidi, mare bellissimo; le riprese (con soggetto unico, perché ci spiegano che in quei campeggi è vietato riprendere persone senza autorizzazione) mostravano una Anna completamente nuda con il pube quasi completamente rasato; un sedere splendido e, naturalmente abbronzatura integrale.
Ai complimenti per le splendide foto seguì da parte loro un invito ad un viaggio insieme a loro alla prossima occasione; Claudia (e non me lo aspettavo) disse che le sembrava una buona idea, almeno per provare.
Purtroppo il discorso finì poi sul lavoro "come va in ospedale? Ed il tuo studio è ben avviato?..anzi ne approfitterò per Claudia che ha bisogno di una visita di un ginecologo… è un po’ di tempo che si trascura… la sua ginecologa ha cambiato città" ; poi Anna: “e tu Massimo qual è la tua specialità?" "sono un po’ meno fortunato di tuo marito, sono proctologo”.
L’idea venne a Giulio: “visto che ci siamo potrei vedere subito Claudia così non dovrà ritornare un altro giorno. Poi ti chiederò di ricambiarmi il favore visitando in ospedale Anna che da qualche tempo soffre di fastidiosi pruriti rettali”
Ed io “potrei farlo subito qui nel tuo studio”.
L’idea venne accolta e passammo subito nell’ambulatorio.
Magnifico locale super attrezzato (magari averlo in ospedale!), con ogni ben di dio di strumenti e aggeggi vari.
Mi venne concesso l’onore di cominciare per primo e chiesi ad Anna di raccontarmi dei suoi fastidi, che erano cominciati da circa un anno e si accentuavano in occasione di mangiate a base piccante.
Le dissi che dovevo visitarla; la pregai di togliersi gonna e mutandine, di salire sul lettino da visita ed appoggiare le gambe sul poggiapiedi che il marito aveva già preparato.
In un attimo mi apparve la visione di una splendida figa completamente rasata e di un culo rosa e leggermente dilatato (segno di utilizzo, anche se non frequente).
Indossando i guanti in lattice mi accorsi che dalla sua vagina fuoriusciva una consistente secrezione, segno inequivocabile di eccitazione.
Chiesi a Giulio un po’ di vaselina, ma mi disse che l’aveva finita e di servirmi pure del liquido vaginale.
Infilai un dito fra le labbra, senza penetrare in fondo e raccolsi sull’indice una quantità sufficiente per ricoprirlo tutto.
Guardai mia moglie che assisteva visibilmente eccitata e Giulio, all’apparenza indifferente.
Appoggiando la mano sinistra sul pube infilai con delicatezza il dito nell’ano e comincia una ispezione accurata e prolungata.
Intanto la secrezione vaginale aumentava in modo notevole; poi la pregai di tirar giù le gambe e di appoggiarsi carponi sul letto, con il sedere sollevato e le gambe divaricate.
Mi avvicinai con il viso a quello splendore, tanto da poter sentire l’inebriante odore che ne usciva e, allargando bene sia le chiappe che l’ano per esporre quanto più possibile dell’orifizio, di nuovo “bagnai” il dito, ripresi la visita ed esaminai il tutto accuratamente.
La visita finì con la diagnosi, che peraltro avrebbe potuto tranquillamente fare anche Giulio, di piccole emorroidi.
Poi toccò a Claudia e devo dire che mi prese una piccola ansia.
Molto professionalmente Giulio la fece accomodare su una sedia e le chiese quali erano i suoi problemi, nulla di particolare (uso della pillola, mestruazioni regolari, piccole perdite, prurito, ecc.).
Le chiese di togliersi maglietta e gonna e lei apparve splendida nel suo intimo di pizzo bianco.
La fece sedere su una sedia e cominciò a palparle il collo e le ascelle.
Intanto Anna era rimasta nuda dalla cintola in giù e si era avvicinata a me che assistevo alla visita.
Finito il primo esame le chiese di slacciare il reggiseno, cosa che lei fece prontamente.
L’indumento restò appoggiato sul fiorente balconcino e lui cominciò ad auscultarle la schiena.
Poi glielo sfilò con un semplice gesto (si vedeva che era abituato) e le disse di sollevare le braccia.
Io cominciavo ad eccitarmi, mentre Anna – sempre seminuda - mi si era avvicinata quasi a sfiorarmi.
Giulio cominciò a palparle il seno e i capezzoli cominciarono a far capolino dalle larghe aureole.
Poi le fece tirar giù le braccia e le insegnò l’autopalpazione (altra abbondante ripassata alle tette di mia moglie).
Ecco il momento fatidico: "Claudia, per favore, stenditi sul lettino".
Nuova prolungata palpazione alle tette (ma erano proprie necessarie tutte queste palpate?), esame con strizzatura dei capezzoli (turgidi come mai visti), auscultazione del cuore e palpazione dell’addome.
“Togliti le mutandine ed appoggia qui le gambe”.
Non avevo mai assistito ad una visita di mia moglie e devo ammettere che la cosa cominciava a farmi un po’ di effetto; un evidente gonfiore cominciava ad apparire nei miei pantaloni (ed altrettanto notai in quellidi Giulio).
Claudia sfilò rapidamente le mutandine disponendosi con le gambe come Giulio le chiedeva.
Al contrario di quello di Anna, il suo pube era ricoperto di una folta peluria e Giulio le disse che riteneva opportuno raderla per meglio poter esaminare i genitali esterni.
Detto, fatto. Rasoio, schiuma da barba, acqua calda, mano esperta e la vagina di mia moglie apparve in tutta la sua bellezza, come io stesso mai l’avevo vista.
Anna, in evidente eccitazione, si avvicinò ancora di più fino a strusciare il fianco contro la mia gamba.
Le appoggiai allora (inavvertitamente?) una mano sul magnifico sedere (che male c’era dopo tutto, visto che l’avevo accuratamente esaminato e penetrato con un dito qualche minuto prima?). Giulio vide perfettamente la scena, ma fece finta di non accorgersene (ma anche la sua eccitazione cominciava a diventare ben evidente).
Intanto Claudia era con le gambe sollevate ed esposta completamente in tutta la sua gloria.
Giulio calzò un paio di guanti, si sedette su uno sgabello che regolò in modo da  portare il viso fra le cosce ed iniziò la visita.
Per prima allargò le labbra e le palpò con due dita con leggero vigore; la lubrificazione della vagina iniziò immediatamente
Il dito indice di Giulio penetrò la vagina e cominciò a muoversi con un ritmo a me ben noto; il flusso divenne subito abbondante (del resto lei era molto focosa durante i nostri rapporti).
Giulio commentò ad alta voce la piena e pronta reattività sessuale di Claudia (Massimo, sei proprio fortunato !…) e proseguì per qualche minuto nell’attività con il dito, palpando nel contempo l’addome ed il pube depilato.
Qualche sussulto di Claudia fece capire a tutti che l’eccitazione si faceva sempre più intensa.
Giulio estrasse il dito e lo introdusse con mossa rapida nell’ano (devo dire, da esperto, che l’operazione fu leggermente brusca). Un ditodell’altra mano nella fica e bipalpazione prolungata (con non poche smorfie di soddisfazione).
A questo punto si voltò verso di me (che intanto avevo appoggiato la mano sulla fica della moglie) e mi disse, sorridendo “vedi che io posso sbizzarrirmi un po’ più di te durante le mie visite?”
Alle mie scherzose rimostranze, mi disse “perché non giochi a fare il ginecologo e visiti anche tu mia moglie, visto che già stai tentando?”
Palla colta al volo. Anna subito nuda e distesa sulla scrivania, gambe appoggiata sulla spalliera di due sedie, palpazioni varie e prolungate, dita in una vagina caldissima e completamente bagnata, eccitazione alle stelle.
Dalle nostre posizioni potevamo osservarci a vicenda; le nostre donne godevano in modo mai visto e noi avevamo i pantaloni che più non riuscivano a trattenere le nostre eccitazioni.
Scambio rapido di occhiate, fuori le dita, dentro con i cazzi.
Mai avrei immaginato la disponibilità di Claudia a situazioni del genere, ed il mio prediletto si tese in modo che non avevo mai visto e sicuramente non sfigurava con l’attrezzo di Giulio.
Più volte scambiammo le nostre partner che oramai godevano sfrenatamente e sembrano non accorgersi delle sostituzioni.
Alla fine l’orgasmo giunse per tutti, quasi contemporaneamente e a coppie scambiate.
Aiutammo le donne a scendere dalle loro postazioni e io abbracciai Claudia che mi soffiò in un orecchio “Grazie!”

La serata, quella prima serata, finì con una bella doccia calda tutti insieme e dopo un lungo e tenero relax in salotto venne il momento di lasciarsi, con la promessa di riversi presto e spesso, magari con qualche gita insieme in camper.