Cinzia, la mogliettina zoccola
(parte III - il cascinale)







Arrivammo al cascinale di primo pomeriggio: era davvero un posto sperduto; Luigi che non si immaginava lo scopo della nostra visita non ne fu entusiasta.
Ci venne incontro Federico che ci accolse con cordialità.
Era un omone corpulento di circa un metro e novanta di altezza e due manone ruvide e callose da contadino e un sorriso che evidenziava due denti mancanti.
Fingendo di conoscermi: " Oh! Cinzia, quanto tempo!, come sei diventata bella"
"Ti presento mio marito Luigi"
"Piacere Federico" e ridendo: " Batacchio per gli amici"
"Venite, venite, saliamo al piano di sopra. Questa è la vostra camera, la mia è qui di fianco.
Vi ho messo il mio letto matrimoniale così state più comodi, io mi sono portato su dal ripostiglio una branda, cigola ma va bene lo stesso.
Sistematevi pure, fate come se foste a casa vostra, io devo andare giù che ho da fare in stalla con i cavalli,voi fate quello che volete, un riposino o tu Cinzia vieni pure giù a prendere il sole: qui abbronza sai?".
Chiuse la porta che però era senza chiavi e scese di sotto.
Era giusto il momento tanto aspettato! Dissi a Luigi:
"Bene! ora ci divertiamo un po' noi due.
Spogliati subito e siediti su quella sedia a farti la tua seghina del sabato, mentre io disfo le valigie, altrimenti lo sai, eh!, passiamo ad un altro trattamento!"
Ero proprio divertita: certo per lui non sarebbe stato particolarmente eccitante guardarmi mentre disfavo le valigie.
Se anche lui lo desiderava, sarebbe stato proprio il momento giusto per non riuscire a schizzare!
Ed infatti, come una musica, con il respiro affannato e una vocina fiebile: "Cinzia!  non ci riesco ! "
E io in tono canzonatorio ma deciso: " Ma che Cinzia e Cinzia, sei un impotente e da questo momento guai a te se ti tocchi ancora quel pistolino da frocio che hai! So io cosa ci vuole per te adesso! Alzati dalla sedia e mettiti a quattro zampe!"
Presi il cazzo finto, ci sputai sopra e cominciai a spingerlo nel culo a Luigi.
Lui con la testa girata mi guardava con quei suoi occhi da bue ansimando e lamentandosi ma non faceva niente per togliersi.
Gli dicevo di stare buono e di spingere, che non sarebbe durato molto, presto sarebbe entrato tutto fino alla base e che poi gli sarebbe piaciuto tanto! tanto!
Ti prometto che se te ne stai li buono oggi stesso diventi anche cornuto.
Cornuto e culatone  Ti piace?    "Siiiiiiiiii......HHHHHooooooo....."
Proprio in quel momento il cazzo entrò tutto, bagnai la ventosa alla base e feci sedere la mia checca sulla sedia liscia.
Cominciò subito a titillarsi i capezzoli e a muovere impercettibilmente il suo culone cominciando così da solo a lavorarsi il budello.
Tirai fuori il mio costumino azzurro (la benda non era stata lavata e il ciprino seccato disegnava vistosi aloni bianchi, ma presto sarebbe tornato il blu) e lo indossai davanti al culatone completamente stralunato, calzai gli zoccoli e rumorosamente scesi la scala.
Batacchio aveva detto che aveva da fare in stalla,  li mi diressi e li lo vidi.
C'era una cavalla impastoiata e con la coda legata in modo da lasciar libera la figa, un cavallo chiuso in un box che semprava impazzito: continuava a fremere, le narici erano dilatate, gli occhi stralunati e nitrendo continuava a dare calci a destra e manca; un cazzo enorme tutto nero grosso come un braccio e lungo quasi il doppio non lasciava dubbi: voleva essere lui a chiavare la cavalla.
Mi attirò una cosa strana: un altro cavallo più tranquillo era vicino alla cavalla, anche lui aveva il cazzo fuori ma più penzoloni, si vedeva che non era né duro né molle; altra stranezza è che aveva le zampe posteriori anch'esse impastoiate, un po divaricate e anche lui la coda legata.
Batacchio mi vide, mi squadrò in silenzio, si soffermò con lo sguardo sulla mia macchia blu che era già comparsa e dopo aver deglutito disse:
"Vieni che ti faccio vedere una monta particolare: vedi Brio è uno stallone di razza e si stà incazzando di brutto perchè pensa che vogliamo far montare la Lina da Paco.
Paco invece è come tuo marito: non gli tira, mi serve solo per infoiare Brio, poi spalmo del ciprino di Lina, che è in calore, il culo di Paco e poi chiudo in box Lina : appena libero Brio vedessi come si incula Paco con piacere. Vieni! mena il cazzo di Paco come se volessi farglielo diventare duro."
Poi improvvisamente con tono più burbero e deciso: " Dai! muoviti vai sotto li e mena! Vacca!!"
Ubbidii , le mie tette erano uscite dal reggiseno e ballonzolavano a destra e manca, in mano mi sembrava di avere una proboscide, ovunque si sentiva odore di sperma e io ero li con le gambe che mi tremavano che mostravo il culo e il resto a batacchio.
Ero io che ero pronta per la monta , sentii una mano ruvida infilarsi da dietro e andarmi a palpare la benda che ormai con tutti quei movimenti si era totalmente insinuata nella fessura.
" Si, sei cotta a puntino! Forza Troia vieni fuori da li, si va a farsi sbattere da Batacchio"
Mi prese e mi spinse su per le scale.
"Si va in camera mia !  Scrofa!"
In camera sua? Ma è dove c'è la branda che scricchiola! Il culatone diventerà cornuto in diretta! wwhhaaoo!!
Capii perchè Federico era soprannominato batacchio: il suo cazzo era almeno il doppio di quello che si stava sorbendo mio marito, mi sembrava di essere diventata solo un buco, urlavo dal godimento anche perchè mi rendevo conto che Luigi stava sentendo proprio tutto, cigolii conpresi.
Mi rivoltò come una bambola e fui, tra urla pianti e suppliche, sistemata a dovere anche dietro e alla fine ne godetti.
Quando ebbe finito mi alzai dalla branda,ero in uno stato pietoso, le tette che mi dolevano, la benda con la sua bella zona blu penzoloni dietro il culo, liquido cremoso che colava da tutte e due le parti.
Uscii dalla stanza così come ero seguita da Batacchio e andai in quella  dove c'era Luigi.
Luigi era ancora seduto sulla sedia e si dimenava avanti e indietro balbettando "cornuto e culatone", accelerò quando ci vide entrare e reagì con un risolino ebete quando chiesi a Federico se se la sentiva di incularmelo.
Non ci fu nessun problema; quando venne sollevato di peso, un rivolo di mucosa intestinale usci gocciolando sul pavimento ( si era proprio svangato di brutto il porco ), lo tenni fermo mentre Batacchio con gusto se lo faceva. Anche il porcone era contento: gemeva e muggiva come una vacca sotto il toro.
Quella sera ci addormentammo esausti: io e Batacchio nel letto matrimoniale e il culatone sulla branda della stanza accanto.
Ne erano successe di cose quel giorno!

continua...