Cinzia, la mogliettina zoccola
(parte II)
Eccomi a Voi.
Sono Cinzia la moglie di Luigi.
Come avrete capito dal primo episodio, io e mio marito, stiamo assecondando
senza più inibizioni le nostre tendenze sessuali.
Mio marito stà scoprendo la dolce vergogna dell'umiliazione
e si stà assoggettando con piacere alla mia dominazione psicologica;
per quanto mi riguarda, trovo estremamente eccitante ed esaltante avere
a disposizione un giocattolo di questo tipo.
Lo trovo inebriante come e più di un rapporto sessuale: sentirlo
in mio potere,obbligarlo con dolcezza e malizia a rinunciare alla sua prerogativa
di maschio.
A dire la verità non è tutta farina del mio sacco: da
settimane,di nascosto da Luigi ( ora non più ), scambio lettere
appassionate con Osvaldo, un quarantaduenne molto vizioso, anche lui dominante,
conosciuto leggendo inserzioni in rete.
Gli ho raccontato tutto di me e di mio marito: ha capito subito tutto
al volo.
E' lui, ormai in un gioco a tre, che mi consiglia, mi sprona, mi dice
cosa dire e come trattare Luigi, come devo vestire; mi stà trasformando
in una troia e ne sono entusiasta.
Non sono mai stata, come in questo periodo, con la figa costantemente
allagata di umori.
E' lui che mi ha detto: " Dì a Luigi che presto non riuscirà
più a farsi le seghe: quel giorno verrà inculato e dovrà
imparare a godere solo con il culo.
Se vedi che, dicendogli così, non si irrigidisce e anzi il
suo respiro si fa grosso di eccitazione è fatta, me lo fai sapere
e ti organizzo una bella sorpresa.
Tu però, a questo punto, con un marito così, è
ora che per davvero ti faccia sbattere da qualche grosso cazzone non credi?
Pensaci, fammi sapere la reazione di Luigi e anche se sei daccordo
per il resto.
Ti lascio il mio numero di telefono, è inutile perdere altro
tempo, aspetto una tua telefonata."
Sabato scorso, tornati a casa dopo l'episodio del semaforo, con mia
sorpresa, Luigi non mi chiese più niente di cosa mi avevano fatto
i tre ragazzi, ma volle invece farsi ripetere per ben due volte che cosa
gli sarebbe capitato se non fosse più riuscito a farsi le seghe.
Addormentato che fu, tutta in fregola telefonai ad Osvaldo.
Lui capì subito perchè ansimavo e non riuscivo a parlare,
poi finalmente: "E' fatta sono d'accordo su tutto!"
e Osvaldo: " Bene, ho già tutto pronto; in settimana vestiti
tutta sexy come ti ho insegnato e passa al sexy-shop di via ...
Non ti preoccupare, sanno già tutto di te e di tuo marito,
sarà sufficiente dire che sei Cinzia e che ti manda Osvaldo.
C'è un pacchetto per te, ti faranno provare un capo di abbigliamento,
guarda che è già tutto pagato, dovrai solo dare una mancia
eh! eh! ...... un bel pompino. Poi prendi nota di questo indirizzo............:
è un cascinale isolato in collina, a Luigi dì che è
un agriturismo di un tuo vecchio conoscente che è tanto tempo che
non vedi e che ti piacerebbe approfittare del prossimo fine settimana per
andare assieme a trovarlo e passare due giorni tranquilli.
Guarda che il padrone si chiama Federico, sa già tutto anche
lui di te e di Luigi e vi aspetta.
Quando rientri chiamami e fammi sapere come è andata, se
ti è piaciuto ho già in mente un'altra sorpresa per Voi."
Il Martedì mattina, appena uscito Luigi,mi sono preparata per
andare al sexy-shop: zoccoloni alti, mini gonnellino, mutandine niente,
magliettina bianca leggera in cotonella con ombelico scoperto e sotto tette
libere, un bel trucco vistoso; mi guardo allo specchio: sotto al bianco
del cotone si intravedono le aureole dei capezzoli.
Sembro proprio una puttana, comincio a bagnarmi.
Entro nel negozio, al banco sono in due, mi rivolgo al più mingherlino
e mi presento, mi squadrano, si scambiano un sorrisetto e un cenno di assenso
con una strizzatina d'occhi.
Il mingherlino: " Vieni " e mi porta nel retro, qui da una scatola
tira fuori un cazzo finto con alla base una ventosa e mi dice: "Questo
è per il tuo maritino, basta inumidire la ventosa e lo applichi
su una sedia, poi ce lo fai sedere sopra ed è belle infilzato.
Adesso spogliati che proviamo il costume per te"
Mi toglie lo spolverino di cotone: " Gran belle tette" le palpa
per bene e io comincio ad andare in estasi.
"Aspetta" mi dice, " mettiamo su queste" e tira fuori
due pompette che applica ai capezzoli:
mi sento risucchiare, li vedo scurirsi ed ingrossarsi.
mmmmmmmmmmhhhh!! sono una fontana.
Mi fa togliere la gonna: rimango completamente nuda davanti a lui,
la figa rasata e gocciolante e i capezzoli che sono diventati come quelli
di una che allatta.
Tira fuori una catenella dorata: da una parte ha un moschettone, dall'altra
è libera, me la mette attorno alla vita e aggancia il moschettone
in misura, fa ruotare il tutto fino a quando la parte in eccedenza che
pende risulta in corrispondenza del solco delle natiche.
" Così quando cammini ti ballonzola sul culo".
Prende come una benda di raso azzurro non più larga di 8-10
cm e lunga circa un metro.
Dietro l'annoda alla catenella, poi me la fa passare in mezzo alle
natiche tirando un po'
" Così ti strofina il buchetto, una volta che sarà
ben sensibile, vedai che goduria, non riuscirai a camminare dritta, dovrai
ancheggiare tutta per forza".
Davanti me la passa a coprire il sesso ( si fa per dire: non
riesce a stare completamente distesa, riesce a coprire a malapena le grandi
labbra che rimangono in evidenza perchè in mezzo si insinua nella
fessura, camminando tende ad entrare sempre di più lasciando libere
pian pianino le grandi labbra.) e infine me la passa senza annodarla
a scavalcare la catenella davanti e lasciatala un po' abbondante, con una
forbice taglia l'eccedenza e applica un peso per tenere tutto in tiro.
" Così se occorre è un attimo sfilarla e nello stesso
tempo lascia sempre più scoperto il punto - vista figa - ".
" Ed ora pensiamo a sopra" ; mi toglie le pompette ma i capezzoli,
che son diventati vermigli, rimangono tutti gonfi.
Estrae dalla scatola un reggiseno fatto con lo stesso tessuto della
benda.
Anche il reggiseno è per modo di dire: sono due triangolini
( forse una prima misura ) con cordicelle da allacciare dietro la schiena
e dietro il collo.
Risultato: le mie tettone rimangono completamente fuori, i triangoli
coprono a malapena le aureole che ho molto grosse e i capezzoli trattati
con le pompette deformano in modo inequivocabile il tessuto.
Mi porta davanti a uno specchio e mi invita a guardarmi:
Sono oscena: la benda in corrispondenza della figa è ormai impregnata
di umori e è diventata blu scuro; non è una macchia ma proprio
un tratto di benda completamente bagnata; quella che vedo è una
vera e propria vacca, fossi un maschio le salterei addosso.
Come in trans mi giro verso il commesso, gli apro i pantaloni e mi
metto a ciucciargli il cazzo fino a farlo venire.
Mi spettina tutti i capelli e mi dice:
" Dai vai di là a farti vedere Troia e fai un pompino anche
al mio collega, quarda che se non ne sono entrati altri nel frattempo,
c'è anche un cliente da accontentare".
Come un automa aprii la porta e ancheggiando entrai in negozio , i
clienti erano diventati quattro e tra sghignazzi e insulti mi sentii dire:
"Adesso li devi accontentare tutti e spera che nel frattempo non ne
entrino altri se no va a finire che te ne stai qua tutto il giorno".
Fortunatamente non ne entrarono più.
Mi rivestii e soddisfatta me ne tornai a casa con la mia scatoletta
con dentro il cazzo per Luigi e il costumino per me.
Le pompette mi dissero che avrebbero pensato loro a recapitarle a chi
di dovere.
Per strada non potevo fare a meno di pensare alla stupenda complicità
che ormai si era instaurata tra me e Osvaldo.
La vera coppia eravamo noi , Luigi era diventato per il momento solo
un giocattolo consenziente con cui divertirsi, sono sicura che lui addirittura
vorrebbe andare oltre.
Arrivata a casa nascosi tutto e su consiglio di Osvaldo, quella settimana,
non diedi a Luigi altra possibilità di eccitarsi se non quella di
ripetergli cosa gli avrei fatto se non fosse riuscito a farsi la sega serale.
Finalmente arrivò il fine settimana...
continua...