Un amico speciale... un insegnamento speciale!






Come vi ho già raccontato sono arrivata al matrimonio ancora vergine, ma la cosa non mi ha certamente impedito di avere più di qualche esperienza di sesso e non solo con il mio allora futuro marito. Non troverete quindi nelle mie confessioni il racconto di scopate incredibili e memorabili, ma incontri intrisi di eccitazione e di sensi di colpa che finivano solo per aumentare il livello del mio desiderio. A molti sembrerà impossibile che sia riuscita per così tanti anni (10 anni) a “resistere” malgrado tutte le “tentazioni”. In realtà la mia educazione estremamente rigida ha reso  primaria la difesa della mia verginità “fisica” a scapito di quella “mentale” rapidamente persa fin dalla prima adolescenza.

Avevo 17 anni e andavo ovunque con la mia fedele bicicletta. XX (il mio futuro marito) abitava a pochi isolati da me ed era in un momento critico del suo corso universitario. Studiava per ore ed ore  “per preparare il nostro futuro” (diceva lui) ma nel frattempo mi lasciva sola nel mio presente.
Ogni giorno andavo a trovarlo dalle 15 fino alle 16, finchè non arrivava un suo compagno con cui studiava.
Per andare da lui passavo davanti ad un negozio dove lavorava un gran bel ragazzo: alto, biondo con i capelli lunghi tenuti a coda. Vedendomi passare ogni giorno questo ragazzo (che chiamerò AA) iniziò ad aspettarmi prima solo per farmi un sorriso, poi per salutarmi finendo così per entrare in confidenza con me. Non ci eravamo mai davvero parlati ma quando ci vedevamo ci salutavamo sempre. La cosa non mi dispiaceva, era un bel ragazzo,  mi lanciava sguardi che non potevano che gratificare la mia vanità femminile e dimostrava una grande affascinante sicurezza. Col tempo scoprii che aveva 27 anni e che era un vero e proprio dongiovanni non solo di ragazzine ma anche di donne sposate di tutto il quartiere. La cosa invece di rendermi più sospettosa ebbe l’effetto di incuriosirmi ulteriormente.
Col passare dei giorni iniziammo a scambiare qualche parola, poi mi offrì una coca cola un giorno particolarmente caldo e da allora dopo ogni visita da XX tornando a casa, mi fermavo da AA. Scoprii ben presto che era il figlio del padrone del negozio, che passava gran parte della giornata a non fare praticamente nulla visto che l’attività veniva gestita da alcuni dipendenti fidati, e quindi lui andava e veniva dal negozio a suo piacimento. Iniziammo così ad andare insieme in giro a piedi o con le biciclette in maniera comunque del tutto innocente.
Le scuole nel frattempo erano ormai finite per me mentre per XX iniziava il periodo più pesante quello degli esami. Il suo nervosismo spesso finiva per rovinare anche i pochi momenti di tranquillità che passavamo insieme. A casa sua c’erano sempre i suoi, e quando ci ritiravamo in camera non andavamo oltre a baci appassionati e a carezze sulle tette.
Quando lo lasciavo non mi sembrava ci fosse nulla di male se passavo il resto del pomeriggio con AA. Con lui andavo in riva al fiume, sulle colline, era davvero simpatico.  Qualche volta mentre passeggiavamo  mi lasciavo prendere per mano e ben presto iniziammo a salutarci con un bacino sulla guancia.
Un giorno mi portò in un gruppo di case poco lontano dove  i suoi avevano una specie di garage che lui aveva trasformato in taverna. Aveva fatto davvero un bel lavoro…e lì per la prima volta mi baciò sul serio, fu un bacio profondo che ricambiai immediatamente….    Tornai a casa  molto confusa e decisi che non sarei più passata neanche davanti al negozio di AA., ma il pomeriggio successivo ero a spasso con lui come al solito. La novità era solo che si andava nella sua taverna a baciarsi alla grande.
Io ero davvero combattuta, il mio amore profondo era certamente per XX, e sapevo che AA non sarebbe mai stato il mio uomo (più di qualche sera ero andata a spiarlo e lo avevo visto entrare nella taverna con qualche altra ragazza, ogni volta diversa), né io la sua ragazza……ma pomiciare con lui era davvero eccitante.
Era il momento delle ferie estive e AA iniziò a dover stare in negozio tutti i pomeriggi. Iniziammo così a vederci di mattina, ma ben presto io trovai da fare come baby-sitter e la mia mattina era tutta occupata fino alle 12.
Le cose con XX erano tornate alla normalità, aveva finito gli esami ed ora studiava fino alle 16 per poter poi uscire con me.
Mi organizzai di conseguenza con AA. Lui andava a mangiare nel suo garage-taverna, io quando potevo con una scusa uscivo di casa subito dopo mangiato per andare da lui e poter stare insieme per 1 ora. Questo accadeva circa 2 volte alla settimana.
I nostri incontri erano diventati un po’ più “profondi”, mentre mi baciava le sue mani  frugavano sotto la mia maglietta, mi accarezzano sapientemente le tette, sfiorandomi i capezzoli. Qualche volta aveva provato a passare sotto la mia cintura, ma lo avevo decisamente fermato.
Io interiormente ero davvero in crisi, molto spesso finivo di baciare A per poi andare a baciare XX. In questa situazione quella nervosa e intrattabile spesso ero io, ma  XX, il mio moroso vero, non se ne fece un gran problema visto che  nel campo sessuale ero decisamente più morbida. XX nei nostri incontri (quando c’era la casa libera)  mi poteva spogliare completamente, toccare e baciare in mezzo alle gambe senza alcun ritegno; io poi con le mani mi occupavo del suo cazzo baciandogli le palle e masturbandolo fino alla sborrata finale.
La storia con AA andava comunque avanti, completamente  all’oscuro di XX .Un giorno quando arrivai alla taverna-garage, la porta era socchiusa, chiamai AA e poi piano-piano entrai. Lui era seduto su una poltroncina girevole rossa lo vedevo di schiena. Gli chiesi cosa stesse facendo e lui girandosi disse “ti stavo pensando”. Era a petto nudo, con una paio di calzoni della tuta abbassati fino alle ginocchia ed in mano aveva il suo cazzo. Fisicamente era davvero incredibile, sembrava un fotomodello. Là, tra le gambe, poi era spaventoso e stupendo, enorme, arrivava senza scherzi fino all’ombelico, con al cappella grossa come un mandarino rosso scuro (il cazzo di XX era ed è di discrete dimensioni ma in confronto era davvero modesto). Lui mi guardava con sicurezza, dicendomi che non poteva andare avanti così. A lui non interessava cosa facessi col mio moroso, ma voleva qualcosa di più da me. Io ero allibita, sentivo montare la rabbia in me, ma i miei occhi non riuscivano a staccarsi da quell’organo eccitato. Alla fine scappai via ……ma a casa mi tirai un ditalino incredibile.
Passò una settimana senza che vedessi AA e quando masturbavo XX più di una volta mi trovai a pensare al cazzo di AA.
Un giorno mentre uscivo dalla casa dove facevo baby sitter trovai AA che mi aspettava. Subito fui gelida, ma ben presto lui  riuscì a farmi ridere. Mi accorsi di quanto desiderassi baciarlo. Telefonai a casa dicendo che andavo a mangiare da una amica. Lascia la mia bici e montai in macchina con lui. Andammo a comprare della pizza e poi finimmo nella sua taverna. Lui mi infilava i pezzi di pizza in bocca, facendomi poi ridere col solletico. Un pezzo di pizza lo addentammo insieme sporcandoci di pomodoro tutta la faccia. Alla fine le nostre labbra erano vicine, e ben presto la sua lingua fu dentro la mia bocca. Con la scusa di non volermi sporcare la maglietta con le mani unte dalla pizza mi convinse a toglierla. Ricominciammo a baciarci. Il mio reggiseno presto finì sulla poltrona lasciando il mio seno libero alle sue carezze ed ai suoi baci.
Le sue mani e la sua bocca mi lavorarono a dovere. Poi ci fermammo ed io rimasi con le mie tette appoggiate al suo petto. Lui iniziò a cercare di convincermi ma io ero irremovibile. Mi abbracciò forte e mi baciò, facendomi girare. Ora ero sotto di lui, e non potevo non sentire il suo pene che pur attraverso la stoffa dei pantaloni (suoi e miei) spingeva sulla mia fighetta. Lui iniziò a muoversi ed il “massaggio” divenne molto evidente. Mi spostai e lui mi lasciò andare. Mi accomodai in una poltrona vicina mentre lui si sedeva sul divano.
“Non devi arrabbiarti, mi piaci, e non posso andare avanti con dei semplici baci…..altrimenti esplodo…te ne sei resa conto o no!” disse ridendo e facendo cadere la tensione del momento.
“Scusami, dissi, ma devi capire anche tu, non puoi impormi certe cose se io non voglio farle…”
“Hai ragione, ma si possono fare tante cose……..”
La sua frase mi faceva sorridere e lui continuò  “.. a proposito, che ne dici del mio cazzo?”
La sua domanda mi fece diventare paonazza, non potevo certo dirgli che più di una volta mi ero toccata pensandolo…
“vorresti vederlo di nuovo?”
“oddio, non so…” balbettai, incerta
“non ti farò nulla, io starò qui sul divano e tu la sulla poltrona…..non avere paura, guarda come mi hai ridotto!!”  e dicendo così si alza e si toglie i pantaloni voltandomi la schiena per poi sedersi, completamente nudo
“Oddio penso io, è bellissimo, sembra un fotomodello, e il…suo cazzo è ancora più enorme di come lo ricordavo.”
“Sai in questi giorni, continua lui, mi sono toccato pensando a te, sei bellissima”
La sua mano si muove lenta e massaggia il suo cazzo. Devo dire che è una scena davvero eccitante:
“Anch’io mi sono toccata per te…..” mi esce dalla bocca come un sussurro
“Oh si, davvero?” mentre la sua mano accelera “e come facevi, dai fammi vedere!”
“AA non so,…..”
“Non avere paura non mi muoverò da qui, dai togliti almeno i pantaloni!”
Mi alzai piani, piano, sbottonai i bottoni dei jeans e poi una volta seduta li sfilai rimanendo solo con le mutandine.
“Oh sì, sei bellissima, fammi vedere come ti toccavi, possiamo farlo insieme…..”
“Non so…” ma la mia mano si era già infilata sotto l’elastico delle mutandine e frugava tra i peli della mia fighetta. Guardavo la sua mano ed il suo cazzo e poi guardavo i suoi occhi che fissavano il bianco tessuto delle mutandine sotto cui si muovevano le mie dita.
Senza che dicesse nulla sfilai le mutandine da una gamba lasciandole infilate nell’altra.
“Oh sì, sei splendida, dai apri le cosce, appoggiale sui braccioli della poltrona”
“Oddio, mi fai fare tutto quello che vuoi, sei un porco ed io la tua troietta..” allargando le gambe e lasciando che tutta la mia figa fosse oggetto dei suoi sguardi.
“Sei bellissima, dai infilati un ditino…..non lo fai mai?”
“Mi piace toccarmi così…..però….qualche volta”
“Oh si così brava, sei grande,…ora muovilo dentro si così…dai…” mentre la sua mano sembrava impazzita e la sua cappella enorme e congesta ad ogni passaggio sembrava dovesse esplodere.
“E’ bello guardarti” dissi sul punto di venire a bocca aperta …….
“Oddio sto per venire , godo, godo, vengoooooooo” disse lui nello stesso istante urlai anch’io ” …eccomiiii..” lasciandomi andare ad un orgasmo indescrivibile, guardando il suo cazzo che spruzzava getti d’argento sul suo petto e tutto intorno al divano…..

Da quel giorno una o due volte alla settimana andavo da lui e finiva sempre così. Certe volte arrivavo e mi spogliavo appena entrata mettendomi nuda sulla “mia” poltrona toccandomi mentre lui si spogliava lentamente guardandomi. E’ stato un giochino decisamente “azzeccato”….da parte mia col tempo l’ho fatto “scoprire” anche a XX ora mio marito (tuttora all’oscuro di tutto) e qualche volta anche adesso ci mettiamo uno di fronte all’altro sul nostro lettone, nudi e ci tocchiamo guardandoci… Ogni tanto chiudo gli occhi e mio marito mi dice “E’ bello vedere che perdi la testa….”
Chissa cosa direbbe se sapesse a chi penso in quei momenti……