Una cena in riva al mare

 
 

Claudia aveva voglia di uscire quella sera.  Faceva caldo e sarebbe stato bello andare a cena in un ristorante in riva al mare. Sapeva  che  avrei assecondato i suoi desideri. Tornando a casa la trovai nella stanza da letto. Era in slip e reggiseno che leggeva una rivista.
Quando mi vide mi venne incontro e mi abbracciò forte strusciando la sua fica sul mio cazzo che divenne subito duro. ''Come sta il mio bambino?'', esclamò sfiorandolo con le dita. Le infilai la lingua in bocca e ci baciammo a lungo mentre le carezzavo il collo.  Ad un tratto Claudia mi chiese: ''Paolo ti andrebbe di andare fuori stasera?''.
A quel punto in testa mi balenò uno dei miei desideri erotici più ricorrenti. ''Certo'', le risposi'.  Le domandai se potevo scegliere io il vestito che avrebbe dovuto mettere. Le chiesi di indossare un vestito in cotone leggerissimo e cortissimo con una pronunciata scollatura: ''amore ti  va di uscire con questo abito?" . "D’accordo" mi rispose sorridendo . ''Però  - aggiunsi - vorrei che lo indossassi senza mettere né mutandine né reggiseno".
Claudia era abbronzata. Portava una terza misura. E aveva i capelli biondi e corti. Mi squadrò con i suoi occhi azzurri. Capì dove stavo andando a parare. E senza dire una parola si tolse la biancheria intima e si mise il vestito che avevo scelto.  Io mi infilai una maglietta rosa e un paio di jeans bianchi. Ho 35 anni. Mia moglie ne ha 32.
Uscendo in strada per andare a prendere l’auto ero eccitatissimo.
In macchina cominciai a carezzarle le cosce. E salendo con la mano le sfiorai il pube. Eravamo fermi ad un semaforo. Era sera. Accanto a noi in un’auto due ragazzi si stavano godendo la scena. Mia moglie allora per niente imbarazzata mi mise la mano sul cazzo. Quando scattò il verde partii a razzo. Per strada mi chiese di prenderlo in bocca. Lo fece per qualche secondo e lo rimise dentro le mutande. ''Hai un buon sapore stasera'', disse.
Arrivammo al ristorante. Per andare a sederci al nostro tavolo passammo accanto ad un gruppo d’uomini dall’età di circa 30 anni. Forse era una cena di lavoro.
Mi eccitava osservare come guardavano mia moglie. E ancora di più sapere che era senza mutande.
Accanto al nostro tavolo c'erano una coppia di ragazzi. Bruno, occhi verdi, capelli lunghi lui. Castana, occhi scuri, capelli sulle spalle lei. Entrambi abbronzati.
26 anni lui, 25 lei. Erano in città per un vacanza. Notai che lei mi guardava. Con una scusa attaccai bottone."Buoni?", chiesi rivolgendomi al ragazzo che stava mangiando un piatto di spaghetti con le vongole.  ''Ottimi'', rispose lui. Il ghiaccio era rotto. ''Siete turisti?'', chiese mia moglie.
Passammo alle presentazioni. I loro nomi? Simone e Laura. Venivano dalla Toscana. Feci portare un buon vino rosso. E lo offrii ai due ragazzi.
Mia moglie ad un tratto si alzò per andare in bagno. La seguii dentro la toilette. La presi alle spalle e le alzai la gonna. Lei si appoggiò al lavandino con il culo in bella mostra. Le leccai il buco. E poi le infilai il cazzo nella fica. Ma non venni. La feci girare e baciandola le chiesi a bruciapelo. ''Ti piace il  ragazzo, è vero?''.  Lei arrossì
e di getto mi incalzò:  ''Perché a te non piace la ragazza? Ho visto come te la stai mangiando con gli occhi". Tornammo al tavolo. E ordinammo il conto.
Anche i nostri nuovi amici avevano finito di cenare. Lui indossava un paio di pantaloni scuri attillati e una camicia azzurra. Lei una minigonna grigia e un top nero.
''Siete a piedi?'', chiesi.  ''Si'' risposero insieme. ''Bene, se volete facciamo un giro'', dissi. Il mio invito fu accettato con entusiasmo. In auto mia moglie si sedette dietro accanto a Simone. Laura si mise davanti. Mi colpirono le sue cosce lunghe e abbronzate che non aveva alcun pudore a mostrare. Dallo specchietto mi accorsi che mia moglie parlava fitto fitto con Simone,  gli  illustrava la storia architettonica della  nostra città. Mi eccitava sapere che era senza mutande e stava parlando con un altro uomo. Laura stava in silenzio. Le sfiorai la mano. E lei non la ritrasse. Mi lanciò  invece uno sguardo complice.
Proposi di concludere la serata a casa nostra. Giunti nel nostro appartamento fu mia moglie a rendere l'atmosfera accogliente.
Offrì una grappa. ''Fa caldo qui'' disse Simone che si era già tolto le scarpe. Aprii la finestra che dava su un terrazzo. Ci sedemmo su due divani: io accanto a Laura e Claudia con Simone. ''Dammi la tua mano'', disse mia moglie al ragazzo. E se la portò sotto la gonna mostrandogli che era nuda. Simone ebbe un sussulto. Arrossì ma non si fece pregare e tirò verso di sé mia moglie. Cominciò a leccarle il collo. Laura non disse una parola, ma mi guardò con aria interrogativa. La baciai. E le infilai una mano dentro il top. I suoi capezzoli erano già duri. ''Stringili'', mi disse. E mi carezzò il cazzo che era diventato durissimo. Mia moglie stava gia spompinando Simone.  Poi si mise su di lui e si cominciò a muovere forte fino a quando provò un orgasmo.
Simone allora la fece girare e la prese alla pecorina, venendo copiosamente.
Intanto la mia lingua era incollata sulla fica di Laura. La stava leccando con forza. Poi le feci allargare le cosce e la penetrai. Mi muovevo fortissimo.
Raggiungemmo l’orgasmo insieme. Poi andai da mia moglie e la baciai. Era ancora eccitata. La feci girare e le leccai il buco del culo. Aveva un sapore forte. La presi con forza da dietro e la feci venire di nuovo. In un angolo Laura faceva un pompino al suo ragazzo. Che le venne in bocca.
Fu una serata indimenticabile. La sera  successiva Laura e Simone partirono, lasciandoci il loro indirizzo.
Non li abbiamo più sentiti.