Un po’ sconvolta dalla forte eccitazione provata trova la forza per
farsi una doccia e quindi per prepararsi alla giornata di lavoro.
Decide di mettersi una bella camicetta di seta sopra una minigonna
a pareo… lascia volutamente slacciati i primi bottoni al punto che la sua
scollatura arriva sino all’attaccatura del seno… poi pensa che quel giorno
è così eccitata che decide di non aver bisogno del
reggiseno… le sarebbe d’impiccio e dato che si era così accalorata…
sceglie di non mettere neanche le mutandine… se aveva fatto quell’effetto
sul postino pensa, oggi forse avrebbe fatto girare la testa ai suoi colleghi
magari mettendosi in qualche posizione sconveniente per una signora… avrebbe
tentato di eccitarli un poco. Si mette le stesse scarpe con tacco alto
che aveva calzato sotto il tailleur, si trucca un po’ più marcatamente
e per completare l’opera indossa la cavigliera d’argento al piede destro…
conscia che questo sia un vero oggetto di seduzione…
Già per strada si accorge di come gli uomini la seguano con
lo sguardo… quell’abbigliamento e quell’ancheggiare causato dai tacchi
alti le danno un’aria da puttanella… poi la presenza della cavigliera le
da una sensazione diversa mai provata… le provoca scariche di adrenalina…
sente quell’oggetto che le sfrega leggermente la caviglia e si distrae
a pensieri da sporcacciona… si immagina di essere presa da un bel cazzo
lungo lungo e capace di farla sentire finalmente donna… immagina di strusciarselo
tra le cosce… poi si ridesta dal sogno ad occhi aperti e si rende conto
che si trova per strada… si sente già abbondantemente bagnata dall’eccitazione…
Quell’abbigliamento così seducente attira su di lei un interesse
così morboso che arrivata in ufficio viene fatta subito oggetto
di complimenti da parte dei colleghi… un po’ meno dalle colleghe…
Raggiunge la sua scrivania… il suo è un semplice lavoro da segretaria
in un’azienda… il suo ambiente è condiviso con un collega discreto
che le aveva spesso fatto il filo… lei però in passato aveva sempre
rifiutato le sue avances e lo aveva un po’ smorzato.
Quel giorno anche Carlo, il suo collega di stanza, la riempie di complimenti,
le dice che sta proprio bene con quell’abbigliamento, dice che le gonne
corte le stanno a pennello… poi osserva la cavigliera al piede destro e
non può fare a meno di dirle che quello secondo lui è il
tocco che la rende ancor più desiderabile… alle sue parole mia moglie
non è insensibile… si accorge che la fica si sta bagnando ancora,
gronda di umori e dato che non porta le mutandine sente lungo le cosce
quell’appiccicaticcio tipico che fuoriesce in queste circostanze… il suo
collega si accorge che i suoi complimenti quel giorno stranamente vanno
a segno e si avvicina a lei… le sfiora i capelli, lei lo lascia fare, lui
le sussurra parole dolci miste a frasi tipo “se solo decidessi di venire
con me ti farei godere tanto…” e poi continuando a toccarla e sfiorarla
e vedendo in lei una certa eccitazione decide di farle una domanda
più diretta: “ti piacerebbe essere sfondata dal un bel cazzo grosso
e duro vero?… ti ho capita sai… tu sei una gran donna ma sotto le lenzuola
devi essere sicuramente una gran troia…” Così facendo e dicendo
lei si abbandona a lui… chiude gli occhi e in quel momento inizia a desiderare
con tutte le sue forze il cazzo del collega… nel frattempo lui si accorge
di aver fatto breccia su di lei e le apre le gambe… si mette davanti a
lei sotto la scrivania e si avvicina con le mani fino alla fica… la sfiora
con le dita… sfiora il suo clitoride oramai appuntito dalla eccitazione…
mia moglie, quella porca non fa nessuna resistenza anzi allarga di più
le cosce e lo incita a continuare, gli dice “mmmhh… mi stai facendo bagnare…
voglio il cazzo… dammi il tuo cazzo… leccami la fica…” … lui obbedisce,
inizia a leccarla e nel fare questo, inginocchiato davanti a lei le tocca
la cavigliera poi sfiora le scarpe chiamandola chiaramente a gran nome
“troia… si, sei una troia… mi fai eccitare lo sai? Quante volte ho sognato
di scoparti… fino ad ora hai fatto la santarellina… si vedeva però
che ti piace il cazzo… ti piacerebbe che ti sbattessi su questa scrivania
vero?… chissà se ti vedessero i tuoi operai adesso… saprebbero che
non sei quella che vuoi far vedere… capirebbero che nel loro ufficio c’è
una troia che ora sta godendo… lo racconterebbero agli altri colleghi…
ti piacerebbe che questo accadesse vero?” … lei in preda al parossismo
risponde “mmmh… si lo vorrei, vorrei tanto che accadesse… vorrei che mi
vedessero come adesso con le gambe aperte… vorrei che mi facessero quello
che hanno immaginato tante volte su di me… vorrei tanto prendere molti
cazzi… il tuo non mi basta… dai, ti prego… fammi prendere altri cazzi!”.
A quel punto ed a quelle parole il collega si interrompe lasciandola a
gambe aperte… si ritrae leggermente e le dice: “vieni con me … ora ti porto
in officina… dagli operai!!! Vediamo cosa sai fare…” Mia moglie si riprende
un momento dallo stato di eccitazione… quindi lo guarda un poco incredula
alle sue parole… ha ricevuto un invito palese… lo fissa prima negli occhi…
lui incrocia il suo sguardo carico di voglia e di eccitazione e si sente
rispondere da lei “non lo vuoi solo tu… ora ti farò vedere di cosa
sono capace… capirai che sono una vera troia” quindi si alzano ed escono
dalla loro stanza per andare in officina…
continua – 2