La cavigliera
Parte II





Un po’ sconvolta dalla forte eccitazione provata trova la forza per farsi una doccia e quindi per prepararsi alla giornata di lavoro.
Decide di mettersi una bella camicetta di seta sopra una minigonna a pareo… lascia volutamente slacciati i primi bottoni al punto che la sua scollatura arriva sino all’attaccatura del seno… poi pensa che quel giorno è così eccitata che decide di non aver  bisogno del reggiseno… le sarebbe d’impiccio e dato che si era così accalorata… sceglie di non mettere neanche le mutandine… se aveva fatto quell’effetto sul postino pensa, oggi forse avrebbe fatto girare la testa ai suoi colleghi magari mettendosi in qualche posizione sconveniente per una signora… avrebbe tentato di eccitarli un poco. Si mette le stesse scarpe con tacco alto che aveva calzato sotto il tailleur, si trucca un po’ più marcatamente e per completare l’opera indossa la cavigliera d’argento al piede destro… conscia che questo sia un vero oggetto di seduzione…
Già per strada si accorge di come gli uomini la seguano con lo sguardo… quell’abbigliamento e quell’ancheggiare causato dai tacchi alti le danno un’aria da puttanella… poi la presenza della cavigliera le da una sensazione diversa mai provata… le provoca scariche di adrenalina… sente quell’oggetto che le sfrega leggermente la caviglia e si distrae a pensieri da sporcacciona… si immagina di essere presa da un bel cazzo lungo lungo e capace di farla sentire finalmente donna… immagina di strusciarselo tra le cosce… poi si ridesta dal sogno ad occhi aperti e si rende conto che si trova per strada… si sente già abbondantemente bagnata dall’eccitazione…
Quell’abbigliamento così seducente attira su di lei un interesse così morboso che arrivata in ufficio viene fatta subito oggetto di complimenti da parte dei colleghi…  un po’ meno dalle colleghe…
Raggiunge la sua scrivania… il suo è un semplice lavoro da segretaria in un’azienda… il suo ambiente è condiviso con un collega discreto che le aveva spesso fatto il filo… lei però in passato aveva sempre rifiutato le sue avances e lo aveva un po’ smorzato.
Quel giorno anche Carlo, il suo collega di stanza, la riempie di complimenti, le dice che sta proprio bene con quell’abbigliamento, dice che le gonne corte le stanno a pennello… poi osserva la cavigliera al piede destro e non può fare a meno di dirle che quello secondo lui è il tocco che la rende ancor più desiderabile… alle sue parole mia moglie non è insensibile… si accorge che la fica si sta bagnando ancora, gronda di umori e dato che non porta le mutandine sente lungo le cosce quell’appiccicaticcio tipico che fuoriesce in queste circostanze… il suo collega si accorge che i suoi complimenti quel giorno stranamente vanno a segno e si avvicina a lei… le sfiora i capelli, lei lo lascia fare, lui le sussurra parole dolci miste a frasi tipo “se solo decidessi di venire con me ti farei godere tanto…” e poi continuando a toccarla e sfiorarla e vedendo in lei una certa  eccitazione decide di farle una domanda più diretta: “ti piacerebbe essere sfondata dal un bel cazzo grosso e duro vero?… ti ho capita sai… tu sei una gran donna ma sotto le lenzuola devi essere sicuramente una gran troia…” Così facendo e dicendo lei si abbandona a lui… chiude gli occhi e in quel momento inizia a desiderare con tutte le sue forze il cazzo del collega… nel frattempo lui si accorge di aver fatto breccia su di lei e le apre le gambe… si mette davanti a lei sotto la scrivania e si avvicina con le mani fino alla fica… la sfiora con le dita… sfiora il suo clitoride oramai appuntito dalla eccitazione… mia moglie, quella porca non fa nessuna resistenza anzi allarga di più le cosce e lo incita a continuare, gli dice “mmmhh… mi stai facendo bagnare… voglio il cazzo… dammi il tuo cazzo… leccami la fica…” … lui obbedisce, inizia a leccarla e nel fare questo, inginocchiato davanti a lei le tocca la cavigliera poi sfiora le scarpe chiamandola chiaramente a gran nome “troia… si, sei una troia… mi fai eccitare lo sai? Quante volte ho sognato di scoparti… fino ad ora hai fatto la santarellina… si vedeva però che ti piace il cazzo… ti piacerebbe che ti sbattessi su questa scrivania vero?… chissà se ti vedessero i tuoi operai adesso… saprebbero che non sei quella che vuoi far vedere… capirebbero che nel loro ufficio c’è una troia che ora sta godendo… lo racconterebbero agli altri colleghi… ti piacerebbe che questo accadesse vero?” … lei in preda al parossismo  risponde “mmmh… si lo vorrei, vorrei tanto che accadesse… vorrei che mi vedessero come adesso con le gambe aperte… vorrei che mi facessero quello che hanno immaginato tante volte su di me… vorrei tanto prendere molti cazzi… il tuo non mi basta… dai, ti prego… fammi prendere altri cazzi!”. A quel punto ed a quelle parole il collega si interrompe lasciandola a gambe aperte… si ritrae leggermente e le dice: “vieni con me … ora ti porto in officina… dagli operai!!! Vediamo cosa sai fare…” Mia moglie si riprende un momento dallo stato di eccitazione… quindi lo guarda un poco incredula alle sue parole… ha ricevuto un invito palese… lo fissa prima negli occhi… lui incrocia il suo sguardo carico di voglia e di eccitazione e si sente rispondere da lei “non lo vuoi solo tu… ora ti farò vedere di cosa sono capace… capirai che sono una vera troia” quindi si alzano ed escono dalla loro stanza per andare in officina…

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