Passarono diversi giorni dall’episodio del “ benzinaio”, quasi tre mesi
di silenzi e di omerta’ reciproche non pattuite ma tacitamente accettate
da entrambi, fu un periodo di riflessione ma anche di grandi e piccoli
dubbi da dipanare. Io ero combattuto tra il ricordo forte di quel giorno,
con la sua eccitazione, con quella nuova veste nella quale avevo messo
mia moglie nella mia mente e forti interrogativi sulla possibilita’ di
proseguire ancora su quella strada ma soprattutto mi domandavo se cio’
fosse “normale”. Trovai risposta a tutto cio’ un pomeriggio: mi trovavo
fuori citta’ per lavoro e camminando per negozi, ne notai uno che esponeva
deliziosi abiti in maglia sui quali Anna più volte aveva espresso
desiderio. Senza pensarci entrai ed essendo l’unica commessa occupata con
un’altra cliente, fui accolto da un signore che poi si rivelo’ essere il
titolare, gli dissi che volevo regalare a mia moglie un abito
in maglia come quelli esposti in vetrina e subito lui inizio’ a fare
domande sul fisico di mia moglie che indubbiamente avevano motivazioni
professionali ma che a me parvero, o desiderai che fossero state cosi’,
come maliziose morbosita’.
Quell’inaspettato gioco mi piacque tanto che presi a descrivere
il corpo di Anna come non avrei mai fatto, pur rimanendo certamente
nei limiti che si possono avere in un negozio, ......dissi che era una
bella donna non molto alta, che aveva il sedere un pochino abbondante e
che era dotata di bel seno (specificai anche la misura ). Lui inizio’ a
mostrarmi alcuni abiti che pero’ a
me sembrarono poco adatti.....insomma non riuscivo a vederli addosso
ad Anna ed è a quel punto che quel signore mi disse che aveva un
“ pezzo forte” ....si trattava di un abito di cashmere puro che pero’ aveva,
disse lui, due particolarita’, una data dal prezzo più elevato rispetto
alla norma e l’altra dal fatto che .....e qui si interruppe andando in
un’altra stanza a prendermi il
capo......torno’ subito con tra le braccia una scatola bianca, la poggio’
sul banco e con fare pomposo la apri’ tirandone fuori uno stupendo e semplicissimo
abito di colore grigio chiarissimo messo ancora più in risalto dalla
preziosita’ del materiale ....ne rimasi colpito e subito chiesi quale fosse
l’altra particolarita’ di cui mi accennava prima......e cosi’ mi fece notare
che il tessuto di quell’abito era particolarmente delicato e che avrebbe
messo molto in risalto le forme di mia moglie ( lo avevo ormai messo in
condizione di poter osare leggermente nei dialoghi e questo lui lo aveva
percepito pur rimanendo con educazione nei giusti limiti ), inoltre aveva
una scollatura un pochino accentuata che avrebbe mostrato leggermente i
seni e per finire una lunghezza
non proprio generosa.....insomma era l’abito che in cuor mio cercavo.
Uscii dal negozio felice del mio acquisto e con addosso una emozione
che, anche se di diversa entita’, molto simile a quella provata tre mesi
prima. Cominciai a fantasticare Anna con addosso quell’ abitino cosi’ sexy
ed ecco che mi venne in mente l’idea di “completare “ il tutto con cio’
che avrei desiderato avesse indossato sotto.......entrai cosi’ in un bel
negozio di intimo ( era la prima
volta che facevo una cosa simile e , non lo nascondo , mi vergognavo
un po’......) c’era una distinta signora alla quale dissi che volevo far
dono a mia moglie di un completino intimo oltre a qualche paio di calze
o collants. Uscii dal negozio dopo aver comperato un delizioso completino
molto trasparente di quelli che sembrano una seconda pelle composto da
reggiseno e da uno strepitoso
perizoma ( sarebbe stata la prima volta per Anna ) inoltre avevo comperato
due paia di calze nere velatissime autoreggenti e ...chicca delle chicche....uno
di quei collant aperti che simulano un reggicalze.
Mi avviai verso il mio albergo con in testa mia moglie vestita con
le cose che avevo appena comprato ma anche con il timore che lei potesse
giudicarle eccessive a o addirittura offensive, ma di sicuro ero certo
che ormai desideravo andare avanti su quella strada.
Il giorno dopo a casa ebbi diversi ripensamenti su come avrei
dovuto fare, preannunciai ad Anna l’arrivo di un regalo precisandole pero’
che glielo avrei dato solo e quando fosse uscita a cena con me, lei felice
e molto curiosa fisso’ l’evento.... per la sera dopo. Furono ventiquattro
ore di autentica “ansia” ma alla fine arrivo’ il momento fatidico del rientro
a casa dove trovai Anna gia’
pronta e truccata con indosso la vestaglia e sotto slip, reggiseno
e collant che mi chiese subito se avessi qualche desiderio particolare
sull’ abito che avrebbe dovuto indossare........naturalmente valutai quelle
parole come le più “ idonee” che potesse pronunciare in quel momento!
Le dissi di aspettare un attimo e tornai poco dopo con la scatola contenente
l’abitino ( avevo lasciato, forse per un velato timore di esagerare, il
resto del regalo), la poggiai con trepidazione malcelata sul tavolo e le
chiesi di aprirla.......tolto il fiocco ed alzato il coperchio mia moglie
vide finalmente l’abito debitamente piegato rimanendone estasiata perche’
desiderava una cosa del genere......senza muoverlo dalla confezione lo
tocco’ come per controllarlo , mi guardo felice negli occhi , lo tiro’
fuori , se lo accosto’ al suo corpo e quindi si avvicino’ per baciarmi
sulla guancia. Ad essere sincero io ero leggermente deluso perche’ nel
momento in cui Anna aveva accostato l’abito a se mi era sembrato più
lungo di come io
invece avevo fantasticato, ma nonostante cio’ le chiesi di indossarlo
subito......volevo vedere come le stava. Ando’ in camera e poco dopo ne
usci , presentandosi a me davanti alla porta dello studio.........vidi
una donna stupenda , constatai che la scollatura a barca non solo scopriva
un pochino il seno ma evidenziava benissimo il suo collo, i capelli
raccolti, il trucco deciso ma sobrio e perfetto e per finire ....le gambe.....
erano veramente scoperte infatti non avevo calcolato che una volta indossato
e "riempito”.....l’abito si era automaticamente accorciato fino a soli
quattro o cinque centimetri dalle mutandine, le scarpe con tacco alto nere
avevano contribuito poi, non poco, a dare slancio ed il giusto tocco al
tutto.........insomma vedevo davanti a me una moglie mozzafiato come mai
l’avevo ne vista ne pensata. Anna giro’ su stessa con fare da modella ma
nel farlo fu lei stessa a farmi notare che la delicatezza del cashmere
evidenziava le cuciture degli slip , ma anche il reggiseno troppo
elaborato spuntava
maldestramente non restituendo giustizia a quel materiale cosi’ prezioso.........capii
che era arrivato il momento di uscire allo scoperto e facendomi molto coraggio
, ostentando pero’ una inaspettata sicurezza, le dissi che avevo pensato
anche a questo e tirai fuori la seconda , più piccola ma più
preziosa scatola........le chiesi di provare ad indossare quello c’era
dentro, lei apri’ curiosa e subito guardo’ quel reggiseno cosi’ delicato
e trasparente con il suo perizoma........non disse nulla........poi prese
in mano le due
confezioni che contenevano le autoreggenti e lo speciale collant....ne
guardo’ le piccole foto e guardandomi negli occhi e con tono deciso mi
disse “ vuoi che mi vesta come una.......?”. Confesso di aver avuto paura
che quel filo debole che stavo tessendo si stesse per spezzare ma invece
di farmi prendere dal panico cercai di tranquillizzarla chiedendole di
indossare quella roba solo per me e solo in casa precisando che le evevo
comperate solo per quello scopo, come fosse un gioco......queste parole
la rasserenarono ........ando’ in camera ed indosso’ il completino intimo
e le autoreggenti poi si mostro’ a me ma effettivamente le
calze uscivano dall’orlo in modo troppo evidente ........rimasi a guardarla
catturato completamente, poi le dissi che mi piaceva molto e fu a quel
punto che ebbi una grande idea........le chiesi infatti di posare per me
per un paio di ritratti e lei di rimando acconsenti’ a patto che fossero
effettivamente ritratti ( non avrebbe mai accettato di essere fotografata
vestita in quel modo). Presi la macchinetta, la feci sedere sul divano
e scattai due foto al suo splendido viso, in quel momento pero’ lei accavallo’
le gambe scoprendo completamente la fascia ricamata della calza e parte
della pelle .......fu a questo punto che senza chiederle nulla con una
mossa velocissima, le scattai una foto intera provandone un’emozione fortissima
ma suscitando pero’ la sua reazione tanto che mi chiese subito di distruggere
il rullino.....cosa avrebbe pensato infatti il fotografo vedendosi comparire
davanti quella foto? Mi scusai
assicurandola che lo avrei buttato , mi avvicinai e baciandola sul
collo le chiesi di provare ad indossare anche quel collant.....torno’ subito
dopo facendomi notare che questa volta l’abito copriva molto bene l’orlo
delle calze difatti arrivava quasi all’altezza delle natiche ( me ne accertai
personalmente” toccando con mano “ il culo nudo lasciato scoperto dal perizoma
). Era ormai ora di andare a cena e cosi’ Anna disse che sarebbe andata
ad indossare i suoi abituali collants per poi uscire. Passarono dieci
minuti ancora durante i quali continuai a pensare alle autoreggenti ed
a quel collant aperto arrivando infine a giustificare Anna......forse era
veramente troppo , d’altronde stavo ottenendo diversi e significativi risultati.......un
abito corto e sexy con il quale mia moglie sarebbe , di li a poco, uscita
a cena con me, aveva indossato calze sexy oltre a quel fantastico collant,
le avevo scattato quella foto maliziosa come mai prima era accaduto ( ...a
proposito non ho mai distrutto quel rullino ed ancora conservo gelosamente
quella foto......ma di questo vi diro’ più avanti ) e per finire
non dimentichiamo il perizoma......lo indossava per la prima volta.....insomma
potevo senza dubbio ritenermi contento gia’ cosi’anche perche’ avevo capito
che bisognava fare passi molto piccoli sia per lei quanto per me, era di
sicuro meglio andare con calma.
Anna arrivo’ avvolta nel suo bellissimo paletot nero molto lungo ed
ampio con un collo di pelliccia dello stesso colore che le metteva ancora
più in risalto la luminosita’ del viso e cosi’ vestita sali’ in
auto privandomi quindi della possibilita’ di poterle guardare le gambe
mentre si siedeva. Mi avviai verso l’autostrada, avevo scelto infatti un
bel ristorantino in collina distante una trentina di chilometri e devo
dire che in quel momento ero contentissimo di quella soluzione perche’
mi avrebbe permesso di poter giocare.......un pochino con mia moglie prima
di arrivare alla meta.
Partimmo e subito la nostra conversazione si accentro’ sul nuovo abito...Anna
mi ringrazio’ del bel regalo confermandomi di averlo gradito molto baciandomi,
anzi appoggiando la sua guancia sulla mia per non lasciarmi sul viso l’impronta
del suo rossetto, io volli stuzzicarla un pochino chiedendole se lo riteneva
troppo audace e lei mi rispose che lo era certamente ma che lo stava indossato
solo per me. .....mentre parlava avrei voluto vederlo il suo abito
ma lei era ben coperta dal suo cappotto oltre alla borsa che aveva appoggiato
sulle sue gambe. Avevamo percorso gia’ una buona meta’ del percorso
quando le chiesi una sigaretta e lei nell’ aprire la borsa provoco’ uno
scostamento del lembo del cappotto all’altezza delle gambe........avrei
dovuto vedere il colore delle sue
calze ed infatti cosi’ fu, ma in piu’ nei miei occhi entro’ la luce
del sublime colore che puo’ venire solo dalla coscia nuda di una
donna.........lei, ormai ....scoperta, mi guardo’ negli occhi e con un
dolce sorriso apri’ il suo cappotto mostrandosi ............aveva indossato
quel collant aperto e non aveva indossato il reggiseno ( i suoi capezzoli
spuntavano delicati sotto la morbidezza del cashmere). Accostai la mia
mano prima alla sua coscia e poi le sfiorai i seni quasi a sincerarmi che
fossero sempre li’, poi tornai ad
intrufolarmi tra le sue gambe sfiorando più volte le sue mutandine,
infine spostai la mano indietro toccandole il fianco lasciato generosamente
nudo sia dal collant che dal perizoma.....ma ormai eravamo arrivati nei
pressi del ristorante .
Si trattava di un localino situato su una collina ricavato da un vecchio
chalet , molto tipico ed altrettanto accogliente, c’erano una trentina
di persone quasi tutte coppie, noi scegliemmo di sedere in un tavolo in
in fondo alla sala adiacente ad una vetrata che permetteva di vedere il
panorama notturno, io sedetti dando le spalle al muro , Anna scelse di
stare al mio fianco invece che
di fronte. Normalmente entrando in un locale ci si sente sempre un
pochino osservati forse a torto, ma questa volta avevo veramente netta
questa sensazione figuratevi quando, dopo aver appeso il mio giaccone nel
vicino appendipanni, aiutai mia moglie a togliersi il suo.......lo fece
con molta prudenza ( l’abito era veramente difficile da controllare ) ed
anche con un pizzico di imbarazzo ma senza riuscire ad evitare gli sguardi
di curiosita’ dei presenti in modo particolare del marito della coppia
seduta vicino a noi, persona molto distinta ben oltre la cinquantina che,
anche se con estrema delicatezza, rimase subito magnetizzato dalle gambe
di Anna. Ci sedemmo e la preoccupazione di mia moglie fu subito quella
di controllare se l’abito fosse a posto e a posto lo era ma
decisamente ai limiti tanto che io , dalla mia parte, riuscivo ad intravedere
di poco l’orlo del collant cosa che provoco’ in me forte piacere. Mi sentivo
bene in quella situazione, mi piaceva il posto, mi piaceva la gente e soprattutto
gradivo la presenza di quel vicino che tra l’altro aveva fatto delle gambe
di mia moglie il bersaglio preferito per i suoi occhi. Arrivo’ finalmente
il cameriere e portandoci di sua iniziativa degli antipastini ci chiese
con cosa volevamo proseguire, anche lui non disdegno’ di sbirciare il più
possibile la prorompenza del corpo di mia moglie. Anna approfitto’ di quei
primi piatti per coprirsi le gambe con il tovagliolo con , credo, profondo
disappunto del vicino. Iniziammo a mangiare ed Anna guardandomi negli occhi,
mi confesso’ di sentirsi
nuda ed imbarazzata scatenando dentro di me un’eccitazione incontenibile,
il fatto che lei si sentisse in difficolta’ mi eccitava ancor di più,
l’idea che stesse forse subendo una situazione solo per farmi contento
scatenava in me cose mai provate prima, era un aspetto nuovo a cui non
avevo mai pensato.Mangiavo e pensavo a mia moglie li vicino a me , cosi’
vestita, cosi’ attraente e
provocante, mi domandai pero’ come mai quella donna sempre irreprensibile
avesse accettato quella situazione, non riuscivo a capire se per amore
verso di me o perche’ le piacesse e perche’ poi acconsentiva a stare cosi’
vestita e nello stesso tempo mi diceva di provarne imbarazzo? Decisi all’improvviso
di provocarla e cosi’ allungai una mano sulla sua coscia ma lei non sembro’
gradire molto, allora vedendo che quel signore vicino di tavolo continuava
a sbirciare, mi feci coraggio e lo feci notare ad Anna , lei mi rispose
che trovava naturale l’essere guardata essendo cosi’ provocante........
e qui affondai la spada .....chiedendole di spostare leggermente il tovagliolo
in modo che il vicino potesse vedere di più, mi rispose che non
se la sentiva ma io, quasi a sfidarla, le dissi allora che avevo bisogno
che facesse qualcosa per me ( mi resi conto solo dopo che stavo percorrendo
una strada, quella della sottile dominazione, che pero’ si rivelo’ efficace
sia a livello di eccitazione che come ...rompighiaccio...per Anna, che
sembro’ subito gradire anche se in piena contradizione rispetto a quello
che era il suo carattere) infatti capii che sarebbe stata al gioco......a
patto che non esagerassi, avevamo insomma trovato in un attimo quei ruoli
che erano fino ad allora mancati . Le chiesi di allargare le gambe più
che poteva rassicurandola che sarebbe stata protetta dal tovagliolo , le
chiesi pero’ di farlo guardandomi negli occhi.......mi guardo’ con un sorriso
non proprio rilassato ed allargo’ le cosce ( ne ebbi la certezza sia semplicemente
guardandola in viso ma anche perche’ nel farlo accosto’ una gamba alla
mia )......rimasi un attimo stordito ma subito dopo le dissi, facendo finta
di sistemarsi il tovagliolo, di toccarsi anche per un solo attimo la fica..........lo
fece............allora le dissi di fare in modo che il suo abito fosse
scoperto e che fosse il solo tovagliolo a difenderla dagli sguardi .....indiscreti
( ero ormai completamente partito, la mia eccitazione fisica e mentale
era a mille)....con la mano destra e con fare esperto fece in modo di esaudire
il mio desiderio ( ordine? )....allungai la mia mano con prudenza sotto
il tovagliolo riuscendo a sentire la sua pelle morbida......le sfiorai
la
fica.....lei percepi’ la mia eccitazione e cerco’ di calmarmi ricomponendosi
un pochino........mi chiese se ero soddisfatto, la fissai di nuovo negli
occhi e tornai a toccarle di nuovo la coscia arrivando, questa volta, a
toccarle bene la fica protetta dal solo velo degli slip ( naturalmente
tutti questi movimenti non si erano persi nel nulla, difatti il nostro
vicino stava spiando, senza perdersi nulla, ogni nostra mossa con la sola
forte limitazione di avere vicino sua moglie che stando di spalle non si
era pero’ accorta di nulla), continuai a toccare ancora e dopo mi ricomposi
ma non certamente per una sorta di resa ma perche’ stavo per chiedere ad
Anna la cosa che più desideravo in quel momento........le presi
la mano e senza alcun tentennamento le dissi che era giunto il momento
di dimostrarmi quanto mi volesse bene...le chiesi di andare in bagno e
una volta li dentro, di togliersi le mutandine e metterle nella borsa ......ne
ricevetti un rifiuto che creo’ in me un momento di delusione perche’ avrei
molto desiderato vedere mia moglie attraversare l’intera sala , passando
tra i tavoli, senza pensare che ne sarebbe tornata poi senza i suoi slip......ma
forse stavo esagendo. Passarono dieci minuti durante i quali tornai a dispensare
ad Anna nuovi complimenti sulla sua bellezza, ero comunque soddisfatto
di quello che stava succedendo ma ecco che all’improvviso lei prende la
sua borsa si alza e senza dirmi nulla si dirige verso il bagno......si
alzo’ dalla sedia stando attenta che l’abito non scoprisse nulla e dopo
averlo controllato ( uno stesso e
forse più accurato controllo lo stava facendo nel frattempo
quel signore vicino a noi ), si incammino’ tra la gente, vedendola allontanarsi
mi resi conto che l’abito le sottolinava le sue splendide forme molto di
più di quello che mi era sembrato....tendeva veramente a trasparire
tanto da percepire perfettamente la forma dei due seni ed addirittura il
solco del suo culo.....furono in pochi a non rendersene conto...Attesi
, e non solo io credo, il suo ritorno per quasi cinque interminabili
minuti ma alla fine ricomparve ancor più devastante infatti si era
sistemata i capelli e ritoccato il trucco.....mi venne incontro, sembrava
la più bella indossatrice mai vista ma a me sembro’ anche tanto
nuda, si sedette , mi sorrise ancora, prese le posate e torno’ a mangiare
come se nulla fosse accaduto, io non dissi nulla per non interrompere quel
misterioso silenzio volevo infatti ascoltare...ogni suo movimento, non
volevo perdermi nulla di lei e proprio in quel momento sentii poggiare
di nuovo la sua gamba contro la mia.....tornai a guardarla negli occhi
e lei , facendo altrettanto, torno’ a sistemarsi il tovagliolo.......era
di nuovo con le gambe larghe ed io allungai
la mano ......toccai il nylon del collant ....percepii il calore della
pelle ed infine arrivai con la mano sulla fica......era nuda....senza slip.....il
mio pollice delicatamente si intrufolo’ in mezzo ai peli constatando che
era eccitata.....le tastai il clitoride facilmente e poi sempre guardandola
intensamente negli occhi, spostai la mano in modo da muovere in modo controllato
il tovagliolo....lo tirai a me piano piano di pochi centimetri fino a scoprirle
l’altra coscia....riuscivo a vedere bene l’orlo del collant e almeno cinque
centimetri della sua pelle....lei non si scompose e continuo’ a mangiare,
rimase cosi’ scoperta per almeno un minuto mentre quel signore guardava,
ma ormai eravamo arrivati alla fine della cena e cosi’ ci preparammo per
uscire. Appena saliti in auto presi a toccarla dovunque come se fosse stata
la prima volta....le sollevavo l’abito, le allargavo le gambe, palpavo
i suoi seni.
Decisi di non usare l’autostrada perche’ mi ricordavo di una zona dove
mi era capitato di andare più volte da ragazzo, dove si poteva stare
abbastanza tranquilli....le chiesi di togliersi l’abito e lei lo fece reindossando
successivamente il solo cappotto....arrivai nelle vicinanze di un boschetto
, mi inoltrai un pochino, fermai l’auto , scesi e feci il giro verso il
suo sportello in completo silenzio....aprii e pregai Anna di scendere,
le feci poggiare le mani sul sedile e quindi le sollevai il cappoto.....avevo
davanti finalmente quel culo tanto desiderato, mi inginocchiai ed iniziai
a leccarle la fica bagnatissima penetrandola con la lingua mentre contemporaneamente
non staccavo mai le mani dalle sue natiche, poi mi alzai e la scopai
da dietro in un modo mai provato fino ad allora. Quando ripartimmo pregai
Anna di non rivestirsi ma di stare col cappotto, non volevo infatti distaccarmi
da quel corpo che quella sera per la prima volta non era stato solo mio..........