…Luciano ..la mia passione segreta





La storia che Luciano c'avesse provato me l'ero inventata di sana pianta. Faceva parte del mio immaginario.
Avrei voluto farci sesso. Mi piaceva, lo ammiravo. L'eventualità Luciano era diventata una mia passione segreta.
Molte volte in solitudine ho praticato autoerotismo fantasticando di essere a letto con lui….di soddisfare le sue libidini. Se devo essere sincera…. a lui, nell'immaginario, ho dato il culo quando ancora lo rifiutavo a mio marito nella realtà. Alex adesso è qui e lo sta apprendendo ora per ciò mi guarda con occhi torvi ed increduli. Sì caro Alex ho orgasmato di brutto sognando di essere penetrata analmente da Luciano.
Quella sera che, per la prima volta, giocammo col vibro e il nome di Luciano venne fuori dalla mente perversa di Alex capii che lo desideravo enormemente. L'idea che Alex condividesse con me questa pulsione faceva sballare ogni mio ragionamento.
Per me Luciano era stato fino ad allora il motivo di un adulterio…sì, con lui tradivo Alex e, a pensarci bene, non provavo alcun senso di colpa nel farlo. Non solo perché era un gioco di fantasia…. No, no..con lui avrei potuto tradire tranquillamente anche nella realtà senza per questo sentirmi una donna infedele.
Adesso la novità era che a Luciano ci pensavo non più di mia intenzione, ma perché era Alex a propormelo…era lui che voleva farmi "chiavare" con lui.
Sempre più di frequente la sera quando ci mettevamo a letto, ma anche se stavamo sul divano….ricorreva una consueta ed interlocutoria domanda: "Che dici…chiamiamo Luciano?".
Con o senza il mio assenso palese, il vibro si materializzava (Alex, il porco lo teneva sempre a portata di mano) e con lui il nostro compagno di giochi, la mia passione segreta…divenuto ormai il complice di un nostro sublime giochino erotico.
Naturalmente, vibro alla mano, Alex aveva cominciato a prenderci gusto nel rappresentare entrambi. Lui in carne ed ossa….l'altro in una sola porzione, comunque importante, di puro lattice e così innaturalmente vibrante. A me non restava che essere me stessa, simulare il ruolo gradito della donna presa in mezzo al vortice di un triangolo. Chiudendo semplicemente gli occhi era quasi tangibile l'effetto che si poteva ottenere (gustare?) da quella situazione. Certo ero consapevole che la presenza di un corpo caldo, di un bel paio di mani, una bocca da baciare, una lingua che mi raspasse nel solco roseo ed umido della passera…sarebbero state ben altra cosa….però il tutto era eccitante e gratificante lo stesso.
La doppia penetrazione era una ovvia e scontata conseguenza di quel gioco, Alex si proponeva sempre più come profanatore del secondo canale…. Luciano, immancabilmente, sprofondava di brutto nella vagina con quel suo vibrare insistente.
Dico la verità, avrei preferito essere penetrata dall'arnese vero del mio appassionato amante, se non altro per gustare quelle spinte decise e godere del sottile piacere nel provare gli urti possenti della cappella sulla mia cervice uterina.
Ma nel gioco si variava, naturalmente era Alex ad imporre la sua volontà che valeva doppio, così mentre il vibro mi "chiavava" talvolta succhiavo e con ingordigia mi riempivo la bocca di sperma., oppure quando il seme di mio marito zampillava nei miei visceri o nella vagina io, nel mentre, mi cimentavo in un perverso gioco orale con la verga di lattice. Implacabile, venne il giorno in cui….tiranna la mia totale perdita della ragione, Alex propose a Luciano (vibro) uno scambio di buco. Dolore tremendo, insopportabile….il mio animo sembrò devastarsi al sordido amplesso, perché ben presto mi resi conto che al dolore si stava sostituendo…inesorabile ed immorale un piacere immenso. Piacere, lo ripeto, di natura diversa dall'orgasmo…la soddisfazione di essere stata, questa volta sì, profanata…umiliata, sottomessa. Cosa sarebbe stato se mi fosse entrato un cazzo di carne di quelle dimensioni..nella realtà? Pensai soddisfatta.
Nonostante i giochi a tre di pura simulazione, Luciano continuava ad essere la mia passione segreta, con lui stavo piacevolmente anche da sola. Ditalini, frequenti, oppure tremende penetrazioni col vibro…da sola, quando Alex era al lavoro…oh come mi facevo chiavare a dovere. Ma le voglie libidinose di Alex finirono ben presto per demolire questa mia residua prerogativa.
Una sera, iniziando il gioco come tante altre volte…alla sprovvista mi chiese di fare la porca con Luciano, mentre lui sarebbe rimasto a guardare, soltanto guardare.
Ricordate la mia prima volta col vibro? (parte terza…credo). Evidentemente aveva lasciato in Alex il segno tangibile di una soddisfazione che di lì a breve sarebbe sfociata in un incontenibile desiderio erotico, vedermi montata da un altro uomo…da Luciano.
Differentemente da quella prima volta - in cui il mio giochino esibizionistico era del tutto mirato ad "arrapare" Alex e creare i presupposti di una lussuriosa scopata coniugale, sebbene con l'interposizione di un "freddo" attrezzo artificiale - stavolta dovetti coniugare la mia passione con quella di mio marito. Chiavare con il mio amante sotto lo sguardo voglioso e voyeuristico dell'amato coniuge. Alex cominciò a menarsi il cazzo e questo mi sembrò, diversamente dalla prima volta, un desiderio autentico che da tempo celava dietro quelle sempre più frequenti "hard-commedy" domestiche. Giocai con l'attrezzo senza mai perderlo d'occhio, il quadro mi parve chiaro…lui desiderava veramente che mi accoppiassi col suo amico in sua presenza. Trassi da quell'esperienza un'emozione insolita, da un lato stavo ripercorrendo una delle mie solite fantastiche avventure adulterine, dall'altro sentivo il fiero apprezzamento del mio uomo che, mai come allora, traeva piacere nel guardare, masturbandosi.

Arrivata a questo punto devo necessariamente aprire una parentesi di riferimento. Considerate che nel contempo in cui io ed Alex conducevamo questi giochini trasgressivi, Luciano continuava a rapportarsi a noi, nel modo consueto dell'amico di famiglia. Naturalmente ignaro di essere stato eletto al rango di stallone, montatore della moglie di uno dei suoi amici. Lui ed Alex continuavano a confrontarsi sulla terra battuta nei loro scontri di tennis settimanali. Quanto a me mi capitò di parlarci al telefono svariate volte, incontrarlo in un paio di occasioni a cene e serate conviviali con amici comuni. Immaginerete con quale stato d'animo provai a guardarlo negli occhi, scambiarci qualche battuta…..averlo evocato così tante volte nella nostra intimità più segreta, mi faceva sentire quasi in imbarazzo.

Se fosse dipeso da me Luciano sarebbe rimasto a lungo, e forse perennemente, una presenza immaginaria e virtuale….lo confesso, ero appagata lo stesso. Quello che non potevo prevedere, invece, era ciò che giorno dopo giorno stava maturando nell'intimità più profonda di Alex.

Vi giuro che quella sera credevo scherzasse, pensai che avesse voluto variare il solito modo per aprire i giochi divenuti ormai una consuetudine.
"Betta, ascolta…" mi disse, "…ma tu con Luciano….sì, insomma….ci scoperesti davvero?".
Però il tono della voce e lo sguardo erano tutt'altro che scherzosi…certo non era funereo, ma avvertivo una tensione particolare mentre mi diceva quelle cose. Ben mi guardai dal sottovalutare quel momento…..anche se nel dubbio, replicai dicendo il vero, che avrei potuto…forse voluto ma…
"Niente ma…Betta, se lui ci dovesse provare un'altra volta…cosa faresti ?…specialmente ora che… sì, dai…ora che ci siamo divertiti a farci tutti quei giochini…lo rifiuteresti ancora?"

Pur sprofondando gli dovetti confessare la bugia, che il suo amico non m'aveva mai insidiata.
Conversammo sull'argomento Luciano per un'ora di fila, nel letto, prima di addormentarci. L'occasione fu quella giusta per aggiungere tante altre ammissioni, Alex seppe di tutto e di più sul mio rapporto segreto ed intimo (ad eccezione dell'inculata, della quale ne ha appreso la sostanza poc'anzi….adesso ha smesso di guardarmi male). Quella sera pur nell'eccitazione di aver intavolato quella discussione su un tema così stranamente emozionante, decisi che non volevo ricorrere al sesso per appagarmi…che potevo addormentarmi beatamente così. Ad Alex, invece, le tematiche affrontate avevano causato un bestiale arrapamento. Il suo cazzo ritto svettava sotto le lenzuola.
Mentre ero sul punto di chiudere gli occhi ed abbandonarmi fra le braccia di Morfeo, mi disse: "Troia…dai fammi un pompino…immagina di farlo a Luciano…". Poteva sembrare che la questione stesse rientrando nei limiti della simulazione a cui ormai eravamo soliti ricorrere…ma era un qualcosa di diverso, di tangibilmente diverso. Alla penombra delle fioche abat-jour, per la prima volta, in senso vero, desiderai che quel cazzo di carne che mi lasciavo scivolare in bocca fosse quello di Luciano. Lo succhiai con avidità…lo leccai al meglio, lo segai e, all'acme del godimento…lasciai che i getti caldi di sperma mi finissero in gola per ingoiarli con gusto.
Mi addormentai con quel sapore di salato-dolciastro sul palato, con il fuoco tra le cosce….ed un pensiero sublime, che lì…al mio fianco, ci fosse il mio amante.

Un bacio

Betta

alexborgia@yahoo.it