Mia moglie Betta
(terza parte)

 
 

…..e tirato fuori l'uccello presi a menarmelo senza ritegno. L'idea che Betta avesse confidato ad un altro uomo la sua voglia di cazzo mi mandava in fibrillazione, che poi si fosse chiusa nei bagni del suo posto di lavoro per sditalinarsi creava nella mia mente un'immagine del tutto nuova ed inaspettata. E pensare che dicevo di conoscerla in tutto……
Adesso era lì, a due passi….con quel cazzo finto tra le mani. Finto si, ma simbolicamente era ciò che lei desiderava. Non era il mio che se ne stava arrapato a pulsarmi nella mano chiusa a pugno. Un cazzo che mia moglie nella stessa giornata si era già succhiato e messo in fica……che libidine!
In modo suadente lei mi stava offrendo la replica del suo tradimento virtuale (?) ed io ne stavo godendo. Con la punta della lingua Betta già percorreva quell'asta in tutta la sua considerevole lunghezza. Lo teneva con una mano, con l'altra si lisciava e si carezzava il corpo da sopra gli indumenti. Mi volgeva lo sguardo, incrociava i miei occhi con l'intento di scrutare le mie reazioni al suo fare maialesco. Quel maestoso arnese prese a scivolarle dentro, nella bocca. La visuale era insolita, ero abituato a rimirarla intenta a pompare il mio cazzo a non più di 70 - 80 cm di distanza. Ora era tutto diverso, il cambio di prospettiva accresceva ancora di più la mia eccitazione.
La vidi inginocchiarsi a terra senza smettere di sbocchinare l'attrezzo. Lo insalivava per bene, la zoccola. Con un gesto deciso Betta piantò il dildo sul pavimento, la ventosa aderì perfettamente e l'oggetto di quell'insano momento trasgressivo mi parve un obelisco posto al centro di una piazza.
Adesso che era libera con entrambe le mani si distolse dal succhio famelico e cominciò a portare l'autopalpazione sulle parti del corpo che pian piano cominciava a scoprire. I collant furono i primi a lasciare il campo, poi gli slippini. Con ancora la gonna prese a sbottonarsi la camicetta e di seguito a liberarsi del reggiseno. Poi con un'occhiata di sfida si ricalò sul bestione eretto, riprendendo a pomparlo con impegno.
Io mi segavo affascinato da quel suo modo di fare, non era affatto teatrale. Certo non posso nemmeno dire che fosse reale.… ma la sua eccitazione e la mia cominciavano ad esserlo.
"Porca, te lo stai spompinando per bene eh ? Chi è il tuo collega ?" esordii in un rantolo di eccitato affanno. Lei con tutta la bocca piena di quel cazzo in lattice scosse la testa in un inequivocabile diniego.
"Ah…no?…allora con chi stai facendo la bocchinara….quanto mi piaci così porca…" Replicai.
"Indovina ….??" Fece lei con un sorrisetto malizioso
Fu a quel punto che nella mia mente entrò come un lampo la visione di ciò che, mio malgrado, avevo recepito quasi a livello subliminale. Fu come un boato: "LUCIANO", già uno dei miei migliori amici, una mezza passioncella di Betta…..o forse una passione forte. Ritrovai il bandolo del discorso di qualche ora prima. Lui che c'aveva provato a mia insaputa, lei pentita di avergli resistito.
Su quel pavimento - attorno a quel cazzo finto che entrava ed usciva dalla bocca di Betta, che nel frattempo si sgrillettava alacremente - si materializzo la sagoma del corpo di Luciano. Riuscivo ad immaginare le sue posture, i suoi gemiti…il modo con cui avrebbe potuto accarezzare i capelli di mia moglie che gli stava pompando l'uccello.
La mia mano accelerò i colpi segaioli, in totale affanno e quasi in delirio le urlai la mia libidine:
"E' lui…allora, dai zoccola…… puttana…fammi vedere come te lo scopi il tuo Luciano, dai….fai la troiona, guarda che il suo cazzo è più o meno come quello…"
Non avevo detto uno sproposito, sotto le docce del circolo da tennis dove io e Luciano ci sfidavamo ormai da anni quasi tutte le settimane, avevo avuto modo di constatare come la sua la "dotazione" fosse superiore alla mia.
Betta, con la bocca ancora occupata emise un significativo "Mmmmmmmmmmh……" come a dire "Cosa mi dici mai, un motivo in più per scoparmelo….."
La vidi sollevarsi, in ginocchio e col busto eretto mi guardò con uno sguardo intenso che solo di recente le avevo scoperto, le mani sulle tette…il rossetto tutto sbavato intorno alla bocca. Faccia da troia impenitente e impertinente. A piccoli passi sulle ginocchia si andò a posizionare a cavalcioni sull'obelisco fallico.
"Guarda che puttana che sono, adesso me lo cavalco il tuo amico…se è vero che ha un coso così grosso me lo faccio entrate tutto….mmmmmm come lo voglio……"
Betta ormai era partita, come sapeva fare con me con una mano si appose all'ingresso della vagina la grossa cappella artificiale e con una leggera e graduale flessione delle ginocchia cominciò a sedersi sul turgio bestione.
"Aaaaahhhh siiiiii, mmmmm….che grosso…..mmmm" adesso non fingeva, ve lo assicuro…sul viso un piccolo ghigno di sofferenza reale annunciava la progressiva e inesorabile penetrazione dilatativa. D'altronde il mio calibro, alquanto sottodimensionato, non le era stato d'aiuto in questi anni ad avere un canale adattato a simili evenienze.
La mia goduria stava per precipitare in un orgasmo…ma mi trattenni volutamente, a stento ma ci riuscii.
Cristo, ce l'aveva tutto dentro, ci ballonzolava sopra e se lo stantuffava tutto in fica! Teneva il busto eretto, con le mani si martoriava i capezzoli turgidi. Mugolava, lo sguardo quasi perso verso un punto ignoto. Chissà, forse la sua mente l'aveva portata in qualche luogo a me ignoto. Lei, Luciano come amante ed io marito contemplativo cornuto.
Lei però mi voleva attivo e partecipe e poco dopo, come riavutasi da uno stato di trance, volle coinvolgermi, mio malgrado.
"Amore….guarda come me lo scopo il tuo amico…ma tu vieni qui, dai…ti voglio nel culo…vi voglio entrambi…."
Quella sua voglia di doppia penetrazione mi colse nel momento giusto. Avevo voglia di sborrare e potermi liberare nel suo delizioso buchetto mi sembrò un diritto legittimo.
In un attimo fui subito alle sue terga, lei già ansimava nel modo solito che aveva per annunciare un orgasmo incipiente. Si piegò in avanti, espose il suo adorabile culo alle mie voglie.
Feci appena in tempo ad entrarle dietro….i miei schizzi e le sue urla di goduria si liberarono nello stesso istante.
Quella sera, a letto commentammo con ilarità l'accaduto…..ridemmo della simulazione quanto mai realistica, Betta si dichiarò entusiasta della performance. Come darle torto, in fin dei conti aveva realmente provato quella doppia penetrazione che in tante nostre fantasie avevamo evocato. Prima di allora avevamo fatto ricorso alle classiche "due dita"….stavolta Betta potè garantirmi che il grosso fallo le era sembrato più idoneo al gioco.
Ridemmo anche di Luciano, nel senso che entrambi immaginammo come avrebbero potuto fischiargli le orecchie a forza del nostro nominarlo.
Da quella sera Luciano divenne un ospite frequente nel nostro letto, ma anche del salotto di casa, della cucina, del bagno.
Cominciò a frequentare i meandri più contorti della mia mente……di punto in bianco mi ritrovai a desiderare di poterlo gettare fra le cosce divaricate di mia moglie.
Cominciò così il mio lento ed inesorabile sogno di "cuckold".

(continua)

Alex
 

alexborgia@yahoo.it