Mia moglie Betta
(II parte)

 
 

Decisi di approfondire e feci bene……….
Cominciò un periodo di forti tensioni. Ormai il rovello che Betta potesse tradirmi aveva minato il mio spirito ma non il mio cuore, nel senso che mi scoprivo comunque strainnamorato di lei. Sentivo per questo un elemento di mortificazione dettato da un solo ed unico aspetto, inspiegabile. Qualcosa o qualcuno aveva liberato gli istinti della mia compagna. Qualcosa o qualcuno era riuscito dove io, invece, avevo fallito.
Inconsciamente mi ritrovavo ad immaginare mia moglie fare la porca. All'immaginazione, però, seguiva incomprensibilmente non uno stato di disagio piuttosto un sublime euforico appagamento. Lo ammetto, si trattava di pura e ineludibile eccitazione. Registravo erezioni involontarie e, non mi vergogno a dirlo, praticavo delle furibonde sedute autoerotiche. Tutte con un unico soggetto: mia moglie porca in ufficio. Con questo o quel collega, col capo o col suo vice.
Il motivo centrale era lei, inginocchiata a succhiare cazzi, bere sborra, piegata sulla scrivania a farsi sbattere oppure a farsi fare il culo e ad urlare dal godimento.
Naturalmente a fronte di queste pure fantasie eteree ed incontrollate coltivavo altrettanti sospetti reali per i quali non potevo che esercitare un livello di controllo piuttosto blando.
Blando ma comunque coerente.
Per un paio di settimane effettuai quattro o cinque telefonate quotidiane al posto dell'unica che ero solito farle intorno a mezzogiorno, con le scuse più disparate. In orari random, ad intervalli variabili da una a tre ore. Eppure Betta era sempre lì, puntuale come una cambiale rispondeva serafica dal suo numero diretto dopo appena due o tre squilli, segno di una presenza assidua alla scrivania attorniata da un certo numero di scrivanie con altrettante colleghe e colleghi.
Dovete sapere che la sua mansione era, ed è tuttora, quella della terminalista. Sei ore al videoterminale ad editare dati, elaborare statistiche, comporre grafici.
Certo, nulla toglieva che poteva farsi chiavare nelle pause obbligatorie previste dal contratto, oppure nel vuoto fra una mia telefonata e la successiva.
Sempre nello stesso periodo feci salti mortali per rientrare a casa prima di lei, per attenderla al varco. Appena rincasava iniziavo a marcarla stretta cercando di scorgere in lei i risultati di una giornata di follie erotiche. Nulla.
Chiaramente la nostra sessualità subì anche una decisa flessione, a causa anche della minore libido che scaricavo nelle seghe che la porca di mia moglie mi istigava a fare
Ciò le risultò evidente e strano e fu l'inizio del chiarimento, che avvenne di lì a breve.
Dopo serate passate all'insegna del sesso "no limits", di cerebrali storie costruite a due teste….dopo tutto quell'eccitantissimo rodaggio troiesco di cui ho già dato conto in precedenza, la mia riluttanza le sembrò un controsenso.
"Ma che hai?", …"non stai bene?", "perché sei così nervoso ?"…..con questi ed altri modi Betta prese ad apostrofarmi, interrogandomi.
Infine il mio sfogo, fatto fuori dai denti con crudezza, sussurrato per fiero orgoglio da « macho ».
"Sei diventata la bella troia che ho sempre sognato, ma di chi è il merito ?"
"Non negare, se ti sei avvicinata alle mie pulsioni libidinose, se mi hai dato il culo, se finalmente ti sei sciolta come io avevo sempre desiderato è perché qualcuno in ufficio ti intriga più di me. "
"Chi è che ti chiava ? Chi ti ha reso così maiala??"
La sua reazione non fu veemente, però mi rispose con quattro colpi ben assestati che mi misero a corto di argomenti.
"Ah….è così che la pensi, davvero credi che io possa avere una tresca di sesso in ufficio?"
"Qual è il problema? Il fatto che io possa tradirti? Se è per questo l'ho fatto milioni di volte…" poi però si affrettò ad aggiungere "col pensiero, naturalmente".
"Cosa credi ? Quelle cavalcate con Luciano di cui ho cominciato a narrarti da poco, ho iniziato a farle non appena me l'hai presentato, ricordi? Più di sette anni fa."
"E avrei potuto metterle in pratica, dal momento che lui c'ha provato…m'ha messo le mani addosso. Soltanto che non ho voluto, l'ho respinto…..amavo ed amo te, anche se qualche volta mi pento per non avergli ceduto"
L'episodio con Luciano mi era del tutto sconosciuto, lì per lì mi parve un dettaglio insignificante.
Più in là diventerà invece motivo di intensa e soddisfacente complicità erotica.
Betta continuò nella sua gragnuola di colpi, naturalmente non trascurò la mia frequentazione di prostitute in quel di Pordenone, quand'ero militare. All'epoca commisi il tragico errore di raccontarle di essere andato da baldanzose signorine a pagamento per sfogare le mie libidini represse dalla caserma e questa cosa lei non me l'ha mai perdonata.
"Comunque una cosa vera e sensata l'hai detta: il merito di questo mio risveglio erotico non è il tuo, bensì di un altro uomo che non conosco neppure"
"Quindi non è come tu pensi, non succhio cazzi in ufficio, non mi incurvo su scrivanie più o meno dirigenziali per farmi fare il culo o per farmi penetrare la passera…..niente di tutto questo"
"Mio malgrado sono stata coinvolta in una storia di sesso virtuale, più che sesso dovrei dire erotismo virtuale…."
"Virtuale??" feci io sgomento "…Betta non dirmi che ti sei messa a fare telefonate con qualcuno…"
"Macchè telefonate….si vede che sei completamente digiuno di computer ed informatica, ho intrapreso un dialogo a distanza, a mezzo di messaggi e lettere scritte al computer….."
Pian piano la matassa si dipanò e i chiarimenti arrivarono. Cercherò di essere breve, anche se Betta impiegò più di un'ora per notiziarmi con dovizia di particolari di tutta la storia.
Dico subito che non c'entra Internet, bensì la rete aziendale che collega tutti i PC. Qualcuno, a lei sconosciuto, un giorno non meglio precisato le recapitò un messaggio al videoterminale:
« Leggimi con PW 69, il mio numero preferito, attenzione è strettamente confidenziale. »
Lei, curiosa come tutte le femmine, aprì il file e lesse.
A questo punto del racconto Betta prese un foglio piegato in quattro dalla borsa e me lo porse. Era la stampa di quel primo file. Dispiegai il foglio e assatanato di curiosità lo lessi su due piedi. Era breve, una quindicina di righe.

Primo messaggio.

Ciao, non cercare di individuare la provenienza di questo messaggio, è tutto criptato…sono bravo in queste cose eh eh eh eh.
Perché ti scrivo ? Semplicemente per dirti che mi piaci, sei forse una delle meno attraenti ma, proprio per questo, mi arrapi. Conosco le donne come te, così morigerate e così per bene volete apparire, dentro invece siete divorate dalla passione…la passione per il sesso. Dai non fare il broncio, è solo un gioco. E non inventarti le molestie. Se vuoi puoi anche interrompere la lettura qui, nessuno ti obbliga. Se invece vai avanti vuol dire che sei curiosa o interessata. Magari anche eccitata…..dimmi la verità, sei bagnata nelle mutandine?
Anche se tu non ti capaciti sul come, posso assicurarti che sei il genere di donna che mi fa impazzire. Si, lo so che sei sposata. E con questo? Non sono mica geloso !! Anzi, per la verità, sono invidioso. Invidio tuo marito che può averti…chissà che cosa combinate voi due.
Sono certo che da lui ti fai fare cosine che non oseresti confidare nemmeno alla tua migliore amica. Ti vergogni a dire e ad ammettere che ti piace fare la porcella col tuo uomo, però non ti vergogni a pensarle dentro di te certe cosine.
Glielo pompi di bocca vero ? Si vede lontano un miglio che sei una che pratica rapporti orali, sei certamente la porcella che si lascia zampillare lo sperma nelle fauci e che lo deglutisce. Che maialina che sei Betta !!


Dopo averlo letto un sorriso mi venne spontaneo: "ma chi è 'sto demente??" le chiesi.
"A saperlo….certo è un ostinato, dopo di questo altri venti e più letterine ho ricevuto, via via più lunghe e più spinte….fino a che non gli ho risposto…"
"L'hai mandato a quel paese immagino…?"
"No, tutt'altro…ho cominciato a rendergli la pariglia….ho cominciato ad ammettere di gradire certe cose, di averne provate alcune ed infine ad inventarne delle altre…cose mai fatte prima di allora…ma che poi ho sperimentato con te. Ricordi il bacio allo sperma ? l'ho prima raccontato a lui, poi l'ho realizzato con te."
"Ah, allora immagino la stessa cosa per quella sera che ti sei fatta inculare in cucina….è così?"
"No, quella me l'ha suggerita lui……"
"Sai che ci avevo pensato ?……ho ragionato su un possibile regista occulto che guidasse le tue mosse, era troppo sospetta questa tua nuova foga e voglia di cose così audaci…."
"Ed io avevo capito certi tuoi sospetti…..anche quello che potessi renderti cornuto….non sei molto abile a nascondere i tuoi sentimenti. Tutte quelle telefonate. Lo sai che mentre parlavo con te al telefono molto spesso ero intenta a leggere le porcate che mi scriveva il mio amante virtuale?"
"Ma adesso dimmi, continuate ancora in questo gioco ??"
"Si, non ne posso fare a meno, se non mi cerca lui lo cerco io, entro in una casella criptata con la password 69 e solo lui può leggerla…..lo stuzzico io con messaggi troieschi. Lui m'ha confidato di masturbarsi in continuazione pensando a me….lo ha fatto e lo fa anche nel bagno dell'azienda….mi vergogno ad ammetterlo, mi ha indotta a seguirlo in questo rituale…anch'io nella pausa pranzo mi sono chiusa in bagno e ho dato sfogo all'eccitazione toccandomi, immaginando di essere con lui che mi sottometteva alle cose più laide, ancora peggiori di quelle che mi scriveva."
"Quante volte l'hai fatto?"
"Tante, quasi tutti i giorni…anche oggi. Oggi poi c'è stata una novità…..una cosa diversa ed allucinante, forse se riesco a dirtela mi libero, è un po' pesante…."
Pensavo di dovermi ricredere sul sesso virtuale, aspettavo che Betta mi dicesse che lo aveva incontrato e chiusa con lui nel bagno s'era fatta dare una ripassata a tutti i buchi. La osservavo in attesa della sua confessione liberatoria, lei però non accennava a liberarsi, piuttosto era intenta a frugare nel suo borsone….una specie di sacco a fondo cieco dove dentro mette di tutto. Con un colpo quasi teatrale trasse di colpo, serrato in un pugno, un dildo in lattice. Roseo, ben sagomato…perfetta imitazione di un cazzo. E che cazzo…almeno una volta e mezza il mio in entrambe le dimensioni. Betta nel mostrarmelo avevo un sorriso fiero e sornione al tempo stesso.
"Ecco questa è la sorpresina della giornata…un po' meno virtuale del solito direi….."
"Me lo sono visto ben messo ed impacchettato sulla scrivania….naturalmente ho subito dedotto che dovesse trattarsi di un suo omaggio, sono subito entrata nella casella segreta e ne ho avuta immediata conferma…..ecco cosa mi diceva…."

Messaggio di accompagnamento al vibro

ATTENZIONE, NON APRIRE IL PLICO IN PRESENZA DI ALTRI !!
Allora porcona, mi scrivi di tutta la tua voglia di cazzo…..ancora non posso accontentarti di persona, per questo ti offro un anticipo con un surrogato. Considera che le dimensioni sono conformi alle mie.
Vai al bagno, come al solito…..penetrati fregna e buco del culo, pensa che sia io a farlo.
Ciao bella zoccolona…ti voglio e ti avrò.


Dico la verità, nel vedere Betta così beatamente attratta da quel fallo artificiale mi lasciò frastornato. Sarà stato pure un surrogato….un giocattolino…di fatto non era il mio arnese, era quello di un "altro virtuale" però aveva una sua consistenza e lei se lo trastullava tra le mani con cura e dedizione.
Il messaggio poi…l'ennesimo, lasciava supporre quanto e come i rapporti fossero andati avanti rispetto al primo scritto. Avevo subito notato quel "mi scrivi di tutta la tua voglia di cazzo" e poi, ancora "fregna e buco del culo".
Mi sentivo frastornato e voglioso di rendicontazione, non riuscii a proferire che un sintetico
"E tu ?….cosa hai fatto??"
Lei, mia moglie, giocherrellando con quel pistone gommoso nel pugno…lo allisciava, lo segava proprio come sapeva e sa fare col mio uccello. Con un filo di voce…
"Amore, non biasimarmi…non ho potuto fare a meno di portarmi quel pacchetto nel bagno. Immaginavo il contenuto, speravo ardentemente che si trattasse di quell'oscuro oggetto del mio desiderio. Ero eccitata e bagnatissima…appena l'ho preso in mano ho subito gioito nel constatare la sua perfetta rispondenza ad un cazzo vero……senti qua"
Così dicendo allungò quel fallo verso di me alla portata della mia mano. Ormai rapito quanto incuriosito da quello strumento non esitai a carezzarlo a mezza asta. Cribbio il lattice che lo rivestiva era caldo, liscio al tatto, sembrava veramente una pelle. Ma anche la consistenza era impressionante. Per come lo teneva Betta, alla radice dove era posta una grossa ventosa, l'intera asta lunga sui 25 cm si fletteva. Fu allora che lo tastai con decisione constatando che non era un oggetto duro, piuttosto dotato di una sofficità, una spugnosità che lo rendeva, appunto, flessuoso.
"Cristo Betta, te lo sei ficcato questo coso…"
"Si, ma prima l'ho lavorato con la bocca….e poi non l'ho messo nel culo…..non ho fatto come lui m'ha detto di fare."
"Te lo sei cacciato in fica quindi…"
"Sì, in fica sì…"
L'eccitazione saliva rapida. Nella patta spingeva un'erezione incontrollata…….con voce rauca supplicai Betta di ripetere la performance per me. Nel frattempo slacciai i pantaloni e tirato fuori l''uccello presi a menarmelo senza ritegno……

(continua…)

alex
 

alexborgia@yahoo.it