Mia moglie Betta

(I parte)


Quella che sto per narrare è la storia che ha attraversato il nostro menage verso la metà del 1995 e che tuttora produce i suoi benefici effetti sulla nostra vita sessuale...
 

Le donne non si finisce mai di conoscerle….con mia moglie ho imparato la veridicità di questo assunto.
Io e Betta siamo stati fidanzati sei anni prima di convolare a nozze. Abbiamo praticato sesso prematrimoniale e, una volta sposati, abbiamo apprezzato entrambi il salto di qualità offertoci dall'avere una casa tutta per noi, una vita comune e la condivisione del vivere quotidiano.
Finalmente potevamo fare l'amore quando ne avevamo voglia e non solo quando se ne presentava l'opportunità.
Naturalmente l'infittirsi dei nostri rapporti ha comportato anche la ricerca del nuovo, del diverso, del raffinato e quant'altro.
In un certo senso anche la trasgressione, intesa nell'ambito del nostro menage. L'accettazione della sodomizzazione fu per Betta un evento di estrema trasgressività. L'aveva sempre rifiutata, un po' per sue convinzioni moralistiche, un po' per ragioni di ordine pratico dovute ad una sua ingiustificata paura del dolore.
Dico ingiustificata perché io non sono quel che si dice un "superdotato" ed anche perché le avevo sempre promesso l'uso della massima attenzione e di tutte le precauzioni del caso.
Dopo circa due anni di matrimonio, superato finalmente il tabù della penetrazione anale altri nodi e riserve sembrarono sciogliersi. Con mio sommo ed eccitato stupore, constatai che le voglie di Betta divenivano sempre più espresse e che certi suoi atteggiamenti andavano in totale controtendenza con la donna che avevo sposato. Primo fra tutti lo spirito d'iniziativa.
Sono stato per molto tempo l'uomo che doveva chiedere, sempre (contrariamente a quello della pubblicità che "…non deve chiedere mai….") ma da un certo momento in poi cominciai a registrare, a mio favore, alcune impennate di autonomo erotismo da parte di lei che non potevano che elettrizzarmi ed eccitarmi. Faccio solo alcuni riferimenti significativi:
Un giorno mi sorprese indossando, a mia insaputa, un completino di lingerie sexy da lei stessa acquistato piuttosto che quelli che ero solito regalarle io. Di lì a poco iniziò ad ostentare una ricorrente inclinazione al sesso lontano dal letto. Non era da lei, aveva sempre e comunque voluto relegare la nostra attività sessuale nell'alcova matrimoniale. Innovative non erano solo le situazioni o gli atteggiamenti, ma anche certe sue performances fisiche, offerte e richieste. Addirittura l'uso inaspettato, da parte sua, di un frasario più esplicito e come tale osceno.
Io e Betta, di buona cultura, normalmente ci rapportiamo in una comunicazione verbale scevra da inflessioni dialettali e da espressioni volgari. Nell'ambito della sfera sessuale, per un probabile allentamento dei freni inibitori, per me è sempre stato più o meno spontaneo fare ricorso ad un lessico di circostanza più o meno spinto. Contrariamente  lei per anni ha evitato di chiamare cazzo il cazzo,…fica, la fica……e riferendosi a situazioni varie ha fatto sempre uso di espressioni metaforiche, tipo "faccio con la bocca", "mettimelo…", "toccami lì" e via dicendo.
Insomma vi dico, per brevità, che stava subendo una rapida trasformazione sotto i miei occhi. Trasformazione che non poteva non farmi piacere ma che di lì a poco cominciò a destare qualche perplessità e timore.
Inizialmente non ci volli pensare….però provai a chiedermi a cosa era dovuto tutto ciò. Ritenevo che l'artefice potessi essere stato io stesso, o meglio, il mio paziente e prolungato lavorìo. Le chiedevo di sbloccarsi, di lasciarsi andare……all'orecchio, ricordo, le suggerivo di "essere più troia" di "fare la troia"….di essere la complice accondiscendente delle mie libidini. Se da un certo punto in avanti aveva accettato di farsi inculare è perché per ottenere ciò avevo insistito fino allo stremo, lo stesso posso dire dell'uso del completino intimo, con tanto di calze e reggicalze che la facevano apparire ai miei occhi così deliziosamente troia. Betta sapeva bene quanto mi piacesse vederla agghindata in quel modo. Però c'erano molti altri segnali ed episodi che lasciavano intravedere la presenza di input esterni ed a me estranei.
Una sera prese a spompinarmi sul divano, senza preavviso, mentre eravamo davanti alla TV.
Me lo succhiò con tanta avidità che non potei trattenermi dallo schizzare subito, nella sua bocca come ero soltito fare. Almeno sul pompino Betta è sempre stata OK. Quando eravamo fidanzati glielo davo in bocca spesso e volentirei. Quasi sempre in auto. L'ingoio quasi da subito le era sembrato il metodo pratico per evitare imbrattamenti spermatici. Ne beveva fino all'ultima stilla ma non ha mai fatto apprezzamenti degustativi.
Stavolta fece qualcosa di nuovo e di diverso…..dopo pochi istanti cercò la mia bocca e mi baciò voluttuosamente. La sborra era ancora tutta lì, nella sua bocca e da lì lei la riversava nella mia. Completato il travaso mi disse: "Ti piace la sborra??…bevila, l'hai mai assaggiata ??…. ha un buon sapore, vero ??"
Era un'altra Betta….così come lo fu una sera in cui mi fece capire con le sue fusa e mille strusciatine di essere una gatta in calore. Pretese ed ottenne un abbandono anticipato della mia solita postazione TV e, tenendomi per mano, mi condusse via. Pensavo si dirigesse in camera da letto ma mi sbagliavo. Mi portò nella cucina buia, dove potevamo appena vederci grazie ad un flebile scorcio di luce che proveniva dal corridoio. Lì mi abbrancò e mi coinvolse in uno dei nostri soliti baci appassionati. Poi ancora un altro, e ancora., con l'affanno che cresceva, prendemmo a toccarci. Subito una sua mano venne a palpare e sfregare sulla mia patta, trovando naturalmente l'arnese in tiro. Fu subito un mugolio di eccitata (finta) sorpresa: "Dai tira fuori il cazzo….lo voglio". Ecco una delle altre diversità….da un po' di tempo con la parola cazzo aveva cominciato a riempircisi la bocca. Mentre armeggiavamo ancora abbracciati e pomicianti, con un balzello si mise a sedere sul tavolo. Prese in mano il mio uccello e cominciò a maneggiarlo sapientemente. Nel mentre tirava su tutta la sua gonna e, allargando le cosce, mi trasse a sé. Istintivamente con la mano vi andai a frugare nel mezzo….ero solito scostare il lembo degli slippini per accertare il grado di lubrificazione della sua fica che in tali circostanze produceva, e produce, una discreta abbondanza di umori.
Gli slippini non c'erano e questo la indusse a ridere con gusto: "Sorpresa….. li ho tolti!! E' tutta la sera che giro senza….speravo te ne accorgessi prima….".
Così diabolica non era stata mai, ma ciò non poteva che farmene rallegrare. Mi baciò ancora con passione, mi strinse le braccia al collo e avanzando sul piano del tavolo pose il sedere al limitare del bordo, il pube esposto ai miei voleri. I miei calzoni erano ormai scesi raggomitolandosi alle caviglie, i boxer mi arrivavano a mezza coscia. Il cazzo svettava e nuovamente avvertii su di esso la salda stretta della sua mano. Lo tirò a se e se lo appuntò sulla bocca della fica: "Dai maiale, sbattimi…sono la tua moglie porca…la troia che hai sempre cercato in me". Incredibile…. presi a chiavarla con vigore: operavo delle spinte fortissime sibilandole in faccia tutta la mia libidine: "Toh, zoccola…ti piace il cazzo eh?, eccotelo…tutto in fondo, toh, toh e toh".
In risposta la sentivo mugolare e proferire altre oscenità mai ascoltate fino ad allora. Ma la sorpresa delle sorprese quella sera fu un'altra. Dopo alcuni minuti di sbattimento violento mi spinse indietro.. facendomi comprendere la sua intenzione a staccarsi. Stavo quasi per incazzarmi dei suoi modi quando: "Lo voglio nel culo, mettimelo nel culo, dai…". Così dicendo scese dal tavolo e sollevando del tutto la gonna fin sopra la vita, si girò. Col busto adagiato sul tavolo, con i gomiti puntati per tenere la testa sollevata e girata in dietro per quel che poteva, continuò ad impartire le sue volontà e le sue voglie più estreme: "Fammi sentire puttana, fammi male….dai amore, inculami come piace a te". Lascio a voi immaginare l'energia che posso aver messo in quell'inculata e la gioia di sborrarle nei visceri mentre le mie dita si intrecciavano con le sue a titillarle il clitoride per portarla ad un orgasmo urlato, roba da svegliare il caseggiato.
A seguito di questi e altri piccoli episodi mi trovai sempre più spesso a riconsiderare la possibilità che la progressiva disinibizione (imputtanimento?) di Betta potesse derivare da stimoli esterni, come se seguisse dei suggerimenti o trovasse motivazioni in qualcosa estraneo alla nostra intesa. Era spontanea, questo è certo, ma alcune volte pareva recitare un copione prestabilito….ovvero in certe sue mosse riscontravo una maliziosa premeditazione fino ad allora sconosciuta.
Betta leggeva molto, immaginai che avesse potuto incontrare nel suo passatempo preferito un filone di letteratura erotica capace di liberarle gli istinti "puttaneschi" evidenziati negli ultimi tempi. Non mi vergogno a dirlo ma di nascosto ho sbirciato nella sua valanga di libri senza rinvenire un reperto che potesse avvalorare questa mia tesi. Le sorprese non si esaurirono nei tempi seguenti, questa piacevole "liberazione" nei costumi sessuali della mia consorte cominciava a preoccuparmi. Dovete sapere che anche la sua sfera cerebrale era stata in qualche modo intaccata. Dato per certo che, come tutti/e, anche Betta avesse un suo immaginario erotico non ero mai riuscito a scucirle che qualche semplice ammissione
In quel periodo era invece prodiga di confessioni, sulle sue fantasie, sui suoi sogni erotici, sui desideri più o meno inconsci.
Anche così scoprivo una Betta spregiudicata ed insospettabile. Altro che fantasie ed immaginario. Altro che inconscio. I suoi racconti erano desideri veri e propri. Anche se fantasiosi si connotavano di un crudo realismo. I suoi partner illustrissimi "conosciuti". Del e sul mio amico Luciano ha sciorinato tutto quel che nemmeno io potevo arrivare a pensare. E sulla attrazione che Luciano esercitava su di lei, fra l'altro ricambiata, ero sempre stato all'erta nella realtà.
Persino Mauro ed Angela, una coppia amica, rientrava nelle mire sessuali ed erotiche di mia moglie che non disdegnava un approccio saffico con la lei.
Incredibile ma vero, ve lo assicuro. Più sere, invece di scopare, ci siamo deliziati in pratiche autoerotiche costruendo insieme scenari di sesso con i nostri conoscenti ed amici.
Restava l'amletico dubbio su cosa ( o chi?) ispirasse la fervida mente di Betta o la invogliasse a celebrare in modo così aperto le sue pulsioni.
Avevo ormai la certezza di essere del tutto ininfluente nella sua "rifondata" carica erotica.
Cosa o chi ? Già chi ? L'eventulità che l'entità esterna potesse essere una persona (uomo o donna?) prese il sopravvento.
Poteva Betta avere una tresca extra-coniugale con un laido personaggio capace di spingerla a tanto ?
Laido ma, tutto sommato, benemerito. Visti i risultati.
Anche questa ipotesi non trovava coincidenze con i tempi e gli spostamenti di mia moglie. Mai come in quel periodo io e Betta conducevamo vita praticamente simbiontica. L'unica eccezione il lavoro. Già il lavoro. Betta passava otto o nove ore lontana da me solo per il suo lavoro.
E se provenisse proprio dal suo ambiente di lavoro questa spinta erotica così repentinamente conclamatasi ?
Se il "laido" fosse niente di meno che un suo collega, un suo dirigente ?
Cominciai a pensare e sospettare che il "fenomeno" potesse avere questa precisa collocazione.
Decisi di approfondire, e feci bene…….

(continua)
 

Alex

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