Il Regista
Parte I





Quello che mi appresto a raccontare e' la cronaca di un rapporto tra me M e C, una coppia clandestina, come si suol dire, ma molto affiatata, soprattutto nel riconoscimento dei reciproci ruoli.
Anche se abitiamo molto distante, la nostra relazione si e' sviluppata in maniera uniforme e piano piano abbiamo capito quello che volevamo provare nell'ambito della nostra sessualita' e la distanza in questo, se ci ha tolto indubbiamente qualcosa, ci ha sviluppato a dismisura la nostra fantasia che abbiamo poi provato a realizzare, sapendo prima che le cose reali non sono mai come le si pensa.
Per farvela breve e passare subito al sodo, il rapporto tra me e C si e' sviluppato nel tempo come un gioco dove io faccio il regista e lei, come un attrice, esegue tutto quello che gli dico, ma non come padrone e sottomessa, ma con la consapevolezza da parte mia, derivata dalla profonda conoscenza, che quello che gli dico di fare in fondo e quello che vuole, in poche parole e quello di sentirsi porca fino in fondo, reazione al suo ruolo serio che ha nella cosidetta vita "quotidiana", quello che vi racconto non e' che un episodio venuto dopo tanto sperimentare, perche' secondo me non viene bene niente dall'approssimazione, episodio che si svolge tra me lei ed un mio amico AL. che avevo reso partecipe del nostro gioco, ma come persona esterna e non protagonista del gioco stesso.
Ci sediamo al tavolo io di fronte a te e Al tra di noi.
Il clima e' imbarazzante, per quello che sappiamo dovra'; succedere. a me va bene cosi', mi piace questo silenzio imbarazzato, e sapendo che AL e' uno che parla molto ed a sproposito, lo lascio nel suo imbarazzo.
Non ho ancora in testa niente, e appena ordiniamo , io mi alzo e mi vado a lavare le mani.
Il bagno e' abbastanza pulito per essere quello di una pizzeria. c'e' il lavabo e due porte con i cessi.
Mi scatta subito una mezza idea.
Torno al tavolo di quella pizzeria che e' affollata come ogni sabato sera.
Noto con piacere che il clima di imbarazzo non si e' dissolto. Bene, penso tra me. Mi siedo e con un fare Discreto ti parlo e ti dico di fissare un uomo qualsiasi della pizzeria.
Tu guardi intorno e poi mi indichi un bel moretto di circa 30 anni.
Ma non mi va, e’ troppo facile scegliere una persona molto gradevole , non e nelle regole del mio gioco.
A mia volta perlustro la sala e proprio davanti a te c'e'; un tavolo di tre persone tra cui un uomo sulla 50ina ,calvo, robusto, e con dei baffi neri e la faccia da godereccio che ride con i suoi due amici.
Ti dico di guardare lui. Tu senza dire una parola lo fissi incessantemente.
Al mi fa cenno di non capire cosa stiamo facendo, ma gli dico di mangiare e non disturbare , che sarebbe venuto anche il suo turno.
L'uomo con i baffi si accorge che lo fissi, ma non accenna a reazioni, forse perche'; stai al tavolo Con due uomini. Allora ti ordino di mangiare un grissino, come se leccassi un cazzo, e di tirare fuori la lingua mentre lo fai. Il baffo ti guarda e rimane sorpreso tanto da fare cenni ai suoi amici.
Si capisce che gli dice del tuo fare da troia.
Ora ti ordino di andare al bagno e di rinchiuderti in una porta del cesso. Mentre ti alzi e vai ,il baffo non ti togli gli occhi di dosso.
Ora tocca ad AL, gli dico di andare in bagno , e di farsi aprire, senza dire una parola,di farsi fare un pompino alla svelta e di venirgli in bocca senza perderne una goccia, e poi di aspettare li la persona che sarebbe venuta per indicargli la strada.
Alberto titubante si reca verso il bagno. Bussa alla porta, tu gli apri , lui si slaccia i calzoni e tira fuori un cazzo non ancora pronto, poi ti prende la testa per i capelli e ti spinge in ginocchio davanti al suo cazzo. Tu lo cominci a succhiare, caldo morbido ti si riempie in bocca quasi subito, ti aiuti con le mani, e lui eccitato prima di venire ti dice quello che gli avevo detto, tu lo fai spalanchi la bocca e senti la sborra calda schizzarti in bocca, la lecci la tieni por un po' nel palato e poi la mandi giu’ gli ripulisci il cazzo con la lingua, lui prende e se ne va. Nel frattempo io seduto al tavolo, faccio segno al baffo di sedersi vicino a me.
Titubante accetta l'invito. Gli dico che tu sei una grande troia, non una puttana che lo fa per soldi, ma un troia che gli piace leccare i cazzi e farsi sborrare in bocca.
E gli chiedo che se gli va di farsi fare un pompino. Lui incredulo risponde di si, gli indico il bagno .
Aspetta poco, AL. esce e lo vede e gli indica la porta dove sei tu. Entra e ti vede ancora in ginocchio.
Apre i calzoni e il suo cazzo e’ gia’ duro, lo prendi in bocca come se non facessi pompini da anni. Ha un sapore diverso il suo cazzo forse perche’ e’ di uno sconosciuto, gli lecchi le palle, gliele succhi, e con la mano gli accarezzi su e giu’ il suo arnese lo senti indurirsi e la sborra riempire le vie di fuga finche non ti inonda la bocca . Sono dei schizzi lunghi e molto frequenti sei costretta ad inghiottire in fretta mentre un po’ te ne esce sulle labbra, quando sembra aver finito un nuovo raggio ti riempie ancora la bocca lo succhi avida glielo pulisci per bene. Appena alzi gli occhi vedi lui che ti guarda " sei una gran troia" sono le sole parole, prima di uscire, quello che glia avevo detto di dirti.. A quel punto entro io. Sei ancora in ginocchio e hai un po’ di sborra sulle labbra, " sei stata bravissima, meriti un premio. Ci sono la fuori anche i suoi due amici dimmi che ti piacerebbe fare ora?"
Tu mi rispondi che vorresti prenderlo da me ora, io lo tiro fuori gia’ duro , poi ti metto una mano sotto, ti sento le mutandine fradice, le scosto e infilo le dita nella tua fica, le tolgo completamente bagnate e le passo delicatamente sulla mia cappella che ora sa della tua fica, fai per prendermelo in bocca, ma ti trattengo e ti dico che e’ ancora presto.
Le cose che accadero’ dopo con gli altri due, furono una delusione completa tanto che decidemmo di non proseguire il gioco, proprio perche’ in un gioco ci sono delle regolare da rispettare.
Lasciammo stare per concentrarci in altre occasione molto piu’ complesse ma questa e’ un'altra storia……………………

Continua……