Dopo un duro anno di lavoro siamo andati in vacanza in Turchia. La prima
settimana l’abbiamo trascorsa in un bel villaggio marino, la seconda prevedeva
un soggiorno ad Istanbul con la possibilità di visitare musei ed
altre attrattive culturali. L’albergo era molto confortevole, situato al
centro della città; la prima giornata l’abbiamo trascorsa visitando
musei accompagnati da una guida, tutto molto bello ed interessante. Alla
sera siamo scesi nel ristorante dell’albergo e con Anna ci chiedevamo se
la vita notturna di Istanbul meritasse la nostra attenzione. Finito di
cenare ci avviammo verso la nostra camera: era certamente troppo presto
per andare a dormire, Anna mi disse: “perché non chiediamo informazioni
al portiere dell’albergo”. Era decisamente una buona idea.
Nonostante il nostro pessimo inglese riuscimmo ad intavolare un proficuo
discorso col portiere, il quale si offrì di accompagnarci lui in
giro per la città in cambio di pochi dollari e qualche buona bevuta.
Salimmo in camera e ci preparammo Anna indossò un mini abito bianco
che esaltava la sua abbronzatura e dato che nonostante si fosse ai primi
di luglio la temperatura era fresca indossò sopra un lungo spolverino
nero.
Il portiere ci stava aspettando, aveva finito il suo turno di lavoro,
gli dissi di chiamare un taxi ma lui rispose che avremmo usato la sua auto.
Era una vecchia Mercedes ben tenuta, tutta lucida, Anna prese posto
dietro e io di fianco al portiere.
Ci portò in giro a vedere gli angoli caratteristici della città.
Parlò di sé: il nome era impronunziabile, aveva 40 anni ed
era sposato, era un fiume di parole, ci portò in due tipici locali
bevemmo alcune bibite tipiche del posto.
Poi risalimmo in auto e ci condusse nei quartieri vecchi della città,
era un’ottima guida migliore del ragazzo che ci aveva guidato nella mattinata.
Scendemmo alcune volte per ammirare le cose belle che Istanbul ci offriva,
e notai che il portiere si preoccupava di aprire la portiera di Anna soffermandosi
a contemplare le gambe che lei esponeva generosamente.
Approfittando del fatto che lui si allontanò un attimo feci
notare questa cosa ad Anna, lei mi rispose che se n’era accorta e che appositamente
apriva le gambe scendendo per farlo guardare meglio….e sorridendo mi disse:
“potrei salire davanti che ne dici ?” le risposi strizzando l’occhio.
Risalimmo in auto e lui rimase sorpreso dalla nostra mossa, il suo
sguardo non si toglieva dalle cosce di Anna, e visto che la mia mogliettina
era molto su di giri pensai di iniziare un discorso un po’ spinto col portiere.
Gli chiesi se c’erano saune o meglio bagni turchi dove poter andare. Lui
mi rispose che l’albergo possedeva una bella sala per le saune, controbattei
affermando che a noi interessava qualcosa di antico, una cosa insomma della
tradizione.
Alla fine nonostante che il nostro inglese lasciasse a desiderare ci
capimmo.
Lui ci disse che ne conosceva una di un suo amico ma che il problema
era che dentro vi erano solamente uomini. Gli risposi che per noi non era
un problema e che Anna era abituata a farsi vedere nuda da altri uomini.
Ci guardò sorpreso... gli dissi di accostare e si fermò in
una piazza deserta; ad un mio cenno Anna sbottonò il vestito e si
mostrò a lui.
Un minuscolo tanga impediva al portiere di guardare la fica; la guardai
e lei capì al volo con un rapido gesto sfilò anche il tanga.
Rimase in silenzio guardandola…poi disse: “va bene andiamo al bagno
turco”
Il locale era distante un paio di chilometri, ed Anna era rimasta col
vestito aperto. Arrivammo davanti ad un vecchio palazzo, parcheggiò
e le disse di ricoprirsi, lo seguimmo dentro al locale, nell’ingresso salutò
un uomo seduto davanti ad una scrivania e dal tono amichevole capimmo che
si conoscevano bene.
Poi discussero per poco e guardarono Anna. Il portiere ci disse che
potevamo entrare e che il gestore voleva un piccolo regalo per fare entrare
una donna, si trattava di pochi dollari e glieli demmo.
Il gestore ci accompagnò in uno spogliatoio e ci diede due asciugamani:
il portiere ci fece vedere come indossarli attorno alla vita.
Anna si spogliò e, mentre i due la guardavano estasiati, il
portiere si spogliò anche lui e ci condusse all’interno del bagno.
Entrammo in una sala semibuia, faticai a mettere a fuoco l’interno...
gli occhi non si erano ancora abituati, ci portò verso una panca
posta su di un lato della sala.
All’interno contai quattro uomini, la loro attenzione fu attratta dall’ingresso
di Anna: l’asciugamano le copriva i fianchi ma lasciava nudi i seni.
Rimanemmo seduti per circa cinque minuti e gli occhi si abituarono
all’oscurità, la sala era molto bella e feci un giro per vederla.
Ritornai da Anna: era molto eccitata, la situazione era intrigante,
le dissi di fare un giro e lei si alzò e lentamente andò
in giro.
Tornò vicino a me e disse che i quattro l’avevano guardata con
desiderio… la porca era eccitata….in quel momento si avvicinò il
portiere e ci chiese se andava tutto bene... rispondemmo di si anche se
faceva un po’caldo…..
Si mise a sedere di fianco ad Anna e vidi che cercava di guardare le
cosce della mia mogliettina,
lei se ne accorse e con una mossa fece cadere i due lembi dell’asciugamano.
Lo guardai e lui mi capì al volo e cominciò a toccarle
una gamba, le sue carezze si fecero più audaci e lei spalancò
le cosce.
Sciolsi il nodo che legava i lembi dell’asciugamano e lei rimase nuda.
Le dita del portiere si erano oramai impadronite della sua fica e gli altri
uomini si avvicinarono per guardare.
Continuò a masturbala per alcuni minuti, poi la portò
su una grande panca che si trovava in un angolo della sala. La fece sdraiare
poi le alzò le gambe e la penetrò.
Nel silenzio ovattato della sala si sentivano i gemiti di Anna e il
rumore delle spinte che il portiere le dava, poi si inarcò e affondò
con decisione dentro di lei, la scopò così per un minuto
poi venne dentro di lei.
Si avvicinò uno dei quattro presenti al nostro arrivo: era un
uomo di circa sessanta anni, la obbligò a prendergli il cazzo in
bocca. Anna lo succhiò per un paio di minuti poi il vecchio godette
dentro la sua bocca.
Fu la volta di un uomo di circa trent’anni che si accomodò tra
le cosce di Anna e la scopò a lungo, poi a sua volta le sborrò
in fica.
Erano rimasti ancora due uomini di circa 40 anni, che si avvicinarono
al portiere e gli parlarono.
Lui si avvicinò e mi disse che volevano portarsi Anna in una
piccola sala lì di fianco a dove ci trovavamo perché non
volevano essere guardati. Risposi di si, i due la presero per mano le la
condussero nell’altro vano.
Passò una mezz'ora e da dove eravamo sentivamo i gemiti di Anna,
poi la sentimmo urlare e il portiere mi disse di stare tranquillo: “probabilmente
la stanno inculando”, passarono circa venti minuti poi i due uscirono,
con il portiere mi recai nella sala accanto e vidi Anna piegata su una
panca il suo culetto presentava evidenti segni……. i due l’avevano sfondata
per bene….
Ci rivestimmo e tornammo all’albergo.