Una bella vacanza
(parte II)





I due giorni seguenti furono tranquilli, non successe nulla di nuovo... Enzo e Vito si limitavano in mia assenza a scoparsi Anna, la quale dimostrava di gradire molto le loro attenzioni: mai l’avevo vista così eccitabile, durante il giorno scopava coi due e alla notte era il mio turno. Il giorno dopo arrivò la solita proposta di pesca notturna, accettai con entusiasmo pensando a che cosa Enzo potesse riservare ad Anna. Fu una buona pescata con noi c’era anche un altro cugino di Vito, era un ottimo pescatore e ci fu di grande aiuto, naturalmente il mio pensiero correva alla villa, mi domandavo cosa le stessero facendo.
Ritornammo alla villa che il sole era già alto, la pesca si era protratta molto, Vito sistemò con cura il pescato nel frigo e poi ci facemmo un caffè. Entrai nella nostra camera la cara mogliettina dormiva, la svegliai lei si girò e mi disse ben tornato, naturalmente aveva capito che ero ansioso si sapere… e si apprestò a relazionarmi sulla nottata. Poco dopo che io e Vito uscimmo per la pesca era arrivato Lillo il quale disse ad Enzo di preparare Anna, il nostro ospite la portò in camera e le fece indossare un mini abito bianco lei fece per mettersi il tanga, ma lui glielo proibì. Lillo salutò Enzo e prese per un braccio Anna e la fece salire sulla sua auto. Mentre guidava le chiese se si trovava bene nella villa di Enzo lei rispose di si, poi le chiese se aveva capito che a lui piaceva solo guardare ridendo Anna rispose di si e lui aggiunse che gli sarebbe piaciuto avere una moglie come lei disposta a farsi fottere da altri, comunque le disse: “stasera fingi di essere mia moglie”.
Lei gli chiese dove stessero andando e ridendo lui rispose: ”tranquilla vedrai… che ti divertirai”. Arrivarono in aperta campagna Lillo fermò l’auto in un incrocio poi fece una telefonata. L’unica cosa che lei capì fu: “siamo arrivati”. Dopo cinque minuti spuntarono in lontananza i fari di un’auto Lillo riaccese il motore, quando l’auto arrivò di fianco a loro Anna fece in tempo a scorgere su di essa la presenza di un uomo di colore che fece loro il gesto di seguirlo. Percorsero alcuni chilometri poi si fermarono nell’aia di un vecchio casolare. Scesero e l’africano li fece entrare in casa. Dentro c’era un altro nero: Anna aveva capito che Lillo voleva vederla scopare con uomini di colore, il suo accompagnatore chiese loro se lei era di loro gradimento, risposero di si. Nel frattempo udirono il rumore di un’auto che arrivava, dalla finestra Anna vide scendere altri tre africani, un mix di libidine e paura l’aveva presa. Si presentarono, avevano nomi difficili da ricordare, erano tutti senegalesi. Anna era impressionata dalla loro imponenza. Lillo le tolse il vestito e lei rimase nuda, poi la spinse verso di loro, la toccarono poi presero a discutere nella loro lingua, a lei parve di capire che discutevano a chi toccasse scoparsela per primo, poi quello che era venuto incontro a loro con l’auto mise tutti a tacere e portò Anna verso il letto. Le mise il cazzo in bocca, sotto le sue sapienti leccate si eresse subito, era di notevole lunghezza anche se la larghezza era normale, la sdraiò sul letto poi la penetrò. Era molto violento si staccava da lei poi con tutto il suo peso le ripiombava addosso entrandole nella figa con forza inaudita, era molto resistente ed Anna alternava urla di dolore a gemiti di goduria poi lui sborrò innondandole la figa. A turno la scoparono tutti, due erano particolarmente dotati anche di larghezza, ma oramai la figa di Anna era completamente dilatata, Lillo in un angolo si masturbava guardando la mia mogliettina sfondata dai cinque.
Quando l’ultimo godette Anna chiese di potersi lavare, naturalmente nel bagno c’era solo un piccolo lavabo e niente bidet. I cinque non la mollavano un istante e quando capirono che cercava di lavarsi la figa la presero per un braccio e la portarono sull’aia li aprirono un rubinetto e con la gomma per annaffiare le lavarono la figa. Mentre erano intenti a lavarla arrivò un’auto scese un altro africano che subito notò Anna. Inizio il solito parlottare nella loro lingua, lui prese Anna per un braccio e la portò sull’auto, disse a tutti di allontanarsi e prese a scoparla, Lillo fece per avvicinarsi per guardare, ma lui scese e disse agli altri di portarlo via. Poi mise in moto e si allontanò di un centinaio di metri.
Dopo una mezzora tornò indietro fece scendere Anna e la portò in casa la fece piegare in due e poi mostrò agli altri il suo culetto completamente sfondato. Anche gli altri vollero incularla, lei cercò di ribellarsi ma la bloccarono energicamente e a turno la incularono, alla fine quando tutti se l’erano goduta permisero loro di andarsene.